Amarsi un po’

Pincopallino

Utente di lunga data
Ieri le ho pulito la macchina dentro.
Considerato quello che ci ho trovato e respirato, non può che essere amore.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
In generale, penso che amare sia volere il bene dell'altro, ma per riuscire a volerlo occorre sentire che il proprio bene non è eccessivamente sacrificato in favore dell'altrui bene. In una coppia, poi, si è mossi anche da dinamiche un po' oscure, legate ad aspetti più istintivi o di cui si è poco coscienti.
Battisti e Mogol però aggiungevano:

Però, però volersi bene no
Partecipare
È difficile
Quasi come volare
Ma quanti ostacoli
E sofferenze e poi
Sconforti e lacrime
Per diventare noi
Veramente noi
Uniti
Indivisibili
Vicini
Ma irraggiungibili

Io invece aggiungo che è anche quel tocco di follia che ti fa scommettere tutto quello che hai, e a volte che non hai ma per il quale fai debiti che ti impegnano per i prossimi decenni, per costruire qualcosa di veramente importante con una persona, contro ogni logica e ogni probabilità
 

Alphonse02

Utente di lunga data
Amarsi un po'
È come bere
Più facile
È respirare
Basta guardarsi e poi
Avvicinarsi un po'
E non lasciarsi mai
Impaurire no, no
Amarsi un po'
È un po' fiorire
Aiuta sai…
Sì il titolo viene dalla canzone di Mogol e Battisti

Cosa intendiamo per amarsi e cosa intendiamo per amare?
Quella della canzone è una idealizzazione artistica dell'amore, che si basa su una "naturalezza" spontanea dell'essere innamorato/a.
E' una rappresentazione ideale ("è come bere ... è respirare ... avvicinarsi un po' ... fiorire") che poi si scontra con la realtà. In più, aggiungiamo che ognuno trae ispirazione dagli eventi a modo proprio, interpreta i fatti secondo lo stato d'animo del momento.

A me sembra che spesso si intenda essere amati e con essere amati si intenda trovare chi condivida la vita “erogando servizi.”
È una espressione che suona male e difficilmente lo si ammette.
Quello che è più difficile riconoscere ed ammettere è che il partner è e rimane un ESTRANEO, che non conosciamo a fondo e, per complicare ulteriormente le cose, nel corso della vita cambia umore, atteggiamenti, idee.
L'erogazione di servizi è un concetto da statistiche, come le "prestazioni alla persona": è una terminologia, per me, inaccettabile quando si pensa che le materiali "prestazioni" (di qualsiasi tipo, anche sessuali) in caso di amore sono motivate da sentimenti, non da "doveri lavorativi". Sono differenti i contesti e le motivazioni, in modo assoluto.

Diciamo che il più delle volte è creare un territorio confortevole in cui abbassare le difese e ricevere assicurazioni di andare bene come si è.
Ma poi amiamo?
L’altro ci va bene così com’è?
L’altro deve corrispondere alle nostre esigenze?
Il problema sta tutto nella idealizzazione del concetto di amore, che è diverso da persona a persona. Ognuno attribuisce un proprio contenuto a quel concetto, che è soggettivo, ma certamente non prevede l'ansia di non essere in grado di corrispondere alle aspettative (ansia di prestazione) quanto la naturalezza del sentirsi bene nel dare e nel ricevere, senza usare il bilancino per pesare gli apporti. Secondo me.
 

Vera

Supermod disturbante
Staff Forum
Amarsi un po'
È come bere
Più facile
È respirare
Basta guardarsi e poi
Avvicinarsi un po'
E non lasciarsi mai
Impaurire no, no
Amarsi un po'
È un po' fiorire
Aiuta sai…
Sì il titolo viene dalla canzone di Mogol e Battisti

Cosa intendiamo per amarsi e cosa intendiamo per amare?
A me sembra che spesso si intenda essere amati e con essere amati si intenda trovare chi condivida la vita “erogando servizi.”
È una espressione che suona male e difficilmente lo si ammette.
Diciamo che il più delle volte è creare un territorio confortevole in cui abbassare le difese e ricevere assicurazioni di andare bene come si è.
Ma poi amiamo?
L’altro ci va bene così com’è?
L’altro deve corrispondere alle nostre esigenze?
Oggi mi rendo conto che in passato ho fatto l'errore di innamorarmi e vedere l'altro come un'ancora di salvezza. Quando invece la salvezza era dentro di me. Dovevo amare me a tal punto da poter amare poi qualcun altro.
L'errore, secondo me, è pensare che la nostra felicità derivi dall'avere vicino una persona che ci ama. Certo, sì, è bellissimo ma finché non ci si rende conto che ognuno di noi è responsabile della propria felicità non si costruirà un rapporto sano.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ieri le ho pulito la macchina dentro.
Considerato quello che ci ho trovato e respirato, non può che essere amore.
Non era la mia 😂

Battisti e Mogol però aggiungevano:

Però, però volersi bene no
Partecipare
È difficile
Quasi come volare
Ma quanti ostacoli
E sofferenze e poi
Sconforti e lacrime
Per diventare noi
Veramente noi
Uniti
Indivisibili
Vicini
Ma irraggiungibili

Io invece aggiungo che è anche quel tocco di follia che ti fa scommettere tutto quello che hai, e a volte che non hai ma per il quale fai debiti che ti impegnano per i prossimi decenni, per costruire qualcosa di veramente importante con una persona, contro ogni logica e ogni probabilità
L’ho letto più volte per capire.
Intendi debiti economici?

Quello che è più difficile riconoscere ed ammettere è che il partner è e rimane un ESTRANEO, che non conosciamo a fondo e, per complicare ulteriormente le cose, nel corso della vita cambia umore, atteggiamenti, idee.
L'erogazione di servizi è un concetto da statistiche, come le "prestazioni alla persona": è una terminologia, per me, inaccettabile quando si pensa che le materiali "prestazioni" (di qualsiasi tipo, anche sessuali) in caso di amore sono motivate da sentimenti, non da "doveri lavorativi". Sono differenti i contesti e le motivazioni, in modo assoluto.
Mi pare che la seconda affermazione contraddica la prima.
Che ne sai se le prestazioni sono determinate da sentimenti?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Qualsiasi investimento: emotivo, economico, affettivo che metta in gioco tutto (debiti affettivi non esistono credo)
Se non esistono, intendevi economici.
Non dicò che sia sbagliato in assoluto.
Ti stavo chiedendo di specificare.
I segni materiali sono espressioni concrete di ciò che si vuole fare e di ciò che si è disponibili a rischiare.
 

ologramma

Utente di lunga data
Certo che per dire cosa è amare ,c'è state ha fa un trattato filosofico ,ma dai un po' di semplicità la sapete esprimere senza usare parole che per capirvi ci vuole il vocabolario Siete pesanti
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Se non esistono, intendevi economici.
Non dicò che sia sbagliato in assoluto.
Ti stavo chiedendo di specificare.
I segni materiali sono espressioni concrete di ciò che si vuole fare e di ciò che si è disponibili a rischiare.
Ma non sempre è necessario indebitarsi economicamente, mentre, oggi come oggi, è necessaria un po' di follia per promettersi di esserci sempre nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di sostenersi l'un l'altro tutti i giorni della propria vita...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma non sempre è necessario indebitarsi economicamente, mentre, oggi come oggi, è necessaria un po' di follia per promettersi di esserci sempre nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di sostenersi l'un l'altro tutti i giorni della propria vita...
Ci è sempre voluta la follia. La chiamiamo in altro modo.
 

iosolo

Utente di lunga data
Cosa intendiamo per amarsi e cosa intendiamo per amare?
A me sembra che spesso si intenda essere amati e con essere amati si intenda trovare chi condivida la vita “erogando servizi.”
È una espressione che suona male e difficilmente lo si ammette.
Diciamo che il più delle volte è creare un territorio confortevole in cui abbassare le difese e ricevere assicurazioni di andare bene come si è.
Ma poi amiamo?
L’altro ci va bene così com’è?
L’altro deve corrispondere alle nostre esigenze?
Non vogliamo essere amati da chi "amiamo", rispettiamo e accettiamo?
Se non proviamo questo sentimenti per una persona, ci interessa davvero essere amata da lui? Anche se è un ottimo "erogatore di servizi"?
Non vogliamo riconoscerci solo su chi, secondo noi è meritevole di quello sguardo. Non è già amore questo?

Io ho sempre pensato che l'amore fosse aprire stanze del tuo io, precluse ad altri. E' intimità, complicità.
Il rivelarsi senta timore di essere giudicato e rifiutato, condividere spazi e pensieri, progetti anche non solo concreti ma anche e solamente personali. Ma per raggiungere tale intimità è necessario che anch'io entri nelle tue stanze, che le veda, che capisca se tu sei meritevole di entrare in parti di me, ad accesso esclusivo.
L'amore nell'accezione più sentimentale secondo me è reciprocità. Io accetto te e tu accetti me. In uno scambio equo, che non può delegare però anche all'accettazione dell'altro, così com'è o come pensiamo che sia (non è sempre facile vedere chiaramente).
Che non è questione di esigenze o meno, ma di condivisione di spazi e parti di sé.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ci è sempre voluta la follia. La chiamiamo in altro modo.
Quando io andavo alle medie (fra l'83 e l'86), in una classe di 25 c'era un solo figlio di separati, se c'era.. La quantità di follia che serve per ignorare le probabilità e le statistiche è direttamente proporzionale....
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quando io andavo alle medie (fra l'83 e l'86), in una classe di 25 c'era un solo figlio di separati, se c'era.. La quantità di follia che serve per ignorare le probabilità e le statistiche è direttamente proporzionale....
I genitori di chi è nato nel ‘70 erano stati educati alla idea di matrimonio fin che morte non vi separi. Qualcuno si separava. Per i più era una cosa da vip che non avevano alcuna assuefazione al sacrificio. Hanno educato i figli senza quel peso del sacrificio.
Bene o male sono opinioni. Ho spiegato le origini di un porsi completamente diverso di fronte al matrimonio.
 

danny

Utente di lunga data
C'è una ragazza bruttina.
Ma è un bel po' che la conoscete.
E un bel po' che è insieme a voi.
E adesso è bellissima.

Le donne fanno di tutto per sembrare belle per gli uomini, ma i nostri occhi non vedono tutte allo stesso modo.

L'amore è un gigantesco filtro bellezza che dura tutta la vita. Se dura.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
C'è una ragazza bruttina.
Ma è un bel po' che la conoscete.
E un bel po' che è insieme a voi.
E adesso è bellissima.

Le donne fanno di tutto per sembrare belle per gli uomini, ma i nostri occhi non vedono tutte allo stesso modo.

L'amore è un gigantesco filtro bellezza che dura tutta la vita. Se dura.
svegliato male? sembri più iperpessimista del solito
 

danny

Utente di lunga data
svegliato male? sembri più iperpessimista del solito
Beh, l'amore non dura.
Se si pensa il contrario direi che si è un po' illusi. Tutto nella vita ha una scadenza.
Ti accorgi che non ami più l'altra proprio da questo: la vedi per come è.
Magari bruttina.
E ovviamente il contrario.
Poi le definizioni sull'amore mi stanno strette.
Non è mai teoria.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Beh, l'amore non dura.
Se si pensa il contrario direi che si è un po' illusi. Tutto nella vita ha una scadenza.
Ti accorgi che non ami più l'altra proprio da questo: la vedi per come è.
Magari bruttina.
Poi le definizioni sull'amore mi stanno strette.
Non è mai teoria.
Non dura l’innamoramento
L’amore si. Il problema è volersi sentire sempre innamorati
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Beh, l'amore non dura.
Se si pensa il contrario direi che si è un po' illusi. Tutto nella vita ha una scadenza.
Ti accorgi che non ami più l'altra proprio da questo: la vedi per come è.
Magari bruttina.
E ovviamente il contrario.
Poi le definizioni sull'amore mi stanno strette.
Non è mai teoria.
che la passionalità degli inizi non duri lo sapevamo da mo, per questo si batte tanto sul tasto del cosa si ha in comune a livello mentale, progettuale ed altro, che innervi il rapporto. sennò nessun matrimonio supererebbe i 15 anni
 
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