““The Substance” è così brutto, così ridicolo, così patetico, così ricattatorio, così compitino, così piccolo moralista, che quando l’ho visto neppure m’è venuta voglia di scrivere qualcosa per dire quanto fosse imbarazzante. È un film così sbagliato che è giusto per questo tempo sbagliato. (Il mio giudizio su “The Substance” è così sorprendente che prima di me l’hanno visto diverse amiche, e tutte me l’hanno anticipato con qualche variazione su «Tu se lo vedi t’incazzi»).
Se il fattore d’attrazione che una puttanata come “The Substance” esercita presso il ceto medio complessato in questo secolo sbandato non l’avessi capito già guardando il film, l’avrei per forza capito vedendo uno degli incontri tra candidati che alimentano gli audiovisivi delle testate giornalistiche di settore nella stagione dei premi cinematografici; quell’incontro in cui le attrici squittiscono a Demi Moore ammirazione per una specifica scena in cui si ritrovano tutte tantissimo, in cui sono-proprio-io.
È la scena più ridicola del film. È la scena in cui Demi Moore deve uscire con un suo ex compagno di scuola. L’ha incontrato per caso, lui si è sdilinquito e le ha dato incredulo il suo numero perché, ehi, lui è rimasto uno qualunque e lei invece è diventata quella che va in tv a fare l’aerobica. C’è lo squilibrio di forze dovuto al fatto che lui è uno normalissimo e lei invece ha l’aspetto di Demi Moore; ma c’è anche, sebbene il film decida di ignorarla, la voragine tra i due dovuta al suo essere un nessuno e lei una famosa (“The Substance” finge che la fama non sia una valuta assai più preziosa della bellezza perché non sta raccontando una storia: sta portando avanti una tesi).
La scena dovrebbe essere ricca di pathos, c’è lei che continua a tornare davanti allo specchio e a cambiare qualcosa, a strofinarsi via il trucco, a trovare ridicola la scollatura, a coprirsi, a sentirsi inadeguata, e alla fine non va proprio all’appuntamento. È una scena credibilissima, se hai sedici anni e sei sola nella stanza e tutto il mondo fuori. Se ne hai sessanta e sei una star sebbene in declino, e stai per uscire con uno sfigato, ecco, non tantissimo.“
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