Beh, non è vivere in casa, che fa la differenza, al giorno d'oggi, visto che l'autonomia non è facile da raggiungere (per autonomia intendo vivere per conto proprio).
E' l'indipendenza a fare la differenza. A 18anni sono andata a vivere per conto mio, mantenuta dai miei perchè studiavo, quindi tecnicamente era come se fossi stata in casa, ma ero ormai indipendente. Le mie scelete, la mia libertà, certo, ma anche le mie responsabilità. Se mi sbaglaivo sulla data dell'esame o se perdevo il treno, se non prenotavo in tempo la vacanza, se non facevo una visita medica, se sceglievo un uomo come compagno o infiniti come amanti. Prima ne avevo presi di calci ma per una ragione semplice, credo: finchè non sei indipendente i tuoi genitori devono educarti all'indipendenza, con calci in culo, se serve.
Una madre che reagisce in quel modo è una madre-padrona (non a caso la figlia abita al piano di sopra!) non in grado di capire che ad un certo punto le responsabilità della figlia sono solo sue, incluso il voler lasciare il marito o i figli o lei (era questo il vero timore???).
E che non solo le scenate in pubblico sono di cattivivssimo gusto, ma lei dovrebbe aver insegnato a suo tempo a sua figlia quello che mia madre ha insegnato a me: figlia mia, io ti mostro con l'esempio quali sono le cose realmente importanti e cosa è giusto e cosa è sbagliato; sappi che si sbaglia e si cerca di rimediare, ma le toppe restano tali, sappi anche che io ti amerò sempre e comunque, perchè sei mia figlia, e cercherò di aiutarti, per quanto posso, ad essere felice.