Cosa ne pensate?

Barebow

Utente di lunga data
A me questa vicenda fa venire in mente la serie "Vado a vivere nel bosco" dove la famiglia Raney aiuta degli sprovveduti come questi a vivere di sussistenza in mezzo al nulla.
Ci si potrebbe fare una puntata, sentiamoli.
 

Nicky

Utente di lunga data
A me questa vicenda fa venire in mente la serie "Vado a vivere nel bosco" dove la famiglia Raney aiuta degli sprovveduti come questi a vivere di sussistenza in mezzo al nulla.
Ci si potrebbe fare una puntata, sentiamoli.
A me è venuto in mente il film "into the wild", che mi era piaciuto molto.
Ma il personaggio principale aveva un'evoluzione interessante. Ricordo che all'epoca molti avevano detto che era stato un imbecille, a me pareva, invece, un ragazzo sensibile.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
A me è venuto in mente il film "into the wild", che mi era piaciuto molto.
Ma il personaggio principale aveva un'evoluzione interessante. Ricordo che all'epoca molti avevano detto che era stato un imbecille, a me pareva, invece, un ragazzo sensibile.
Indovina per cosa propendevo io all'epoca
 

Barebow

Utente di lunga data
A me è venuto in mente il film "into the wild", che mi era piaciuto molto.
Ma il personaggio principale aveva un'evoluzione interessante. Ricordo che all'epoca molti avevano detto che era stato un imbecille, a me pareva, invece, un ragazzo sensibile.
Bellissimo film. Tragico.
 

Nicky

Utente di lunga data
Indovina per cosa propendevo io all'epoca
Io ovviamente ero tra quelli che lo difendevano, avevo letto anche il libro (l'autore del libro è molto bravo); diciamo che negli Stati Uniti si sente molto l'ispirazione alla Thoreau. In quel contesto forse lui era meno "fuori luogo" di quel che poteva apparire.
 

Caio

Utente di lunga data
Guarda, a me è capitato di vedere un cespo di chiodini con l'amanita non di lato, cresciuta in mezzo. Me ne sono accorto per puro caso.
Abito a quaranta minuti da una foresta collinare dove crescono, censiti dagli esperti del settore con tanto di pubblicazioni, circa tremila tipi di funghi.
Sbagliarsi a volte è un attimo.
Può succedere sì, vanno sempre guardati 1 per 1; io comunque i chiodini non li raccolgo ma ne raccolgo molti altri e ne coltivo 4 o 5 varietà
Comunque il mio intervento sui funghi non voleva aprire un dibattito di micologia (anche se mi piacerebbe molto) ma esporre solo il mio pensiero di strumentalizzazione dei quotidiani
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Io ovviamente ero tra quelli che lo difendevano, avevo letto anche il libro (l'autore del libro è molto bravo); diciamo che negli Stati Uniti si sente molto l'ispirazione alla Thoreau. In quel contesto forse lui era meno "fuori luogo" di quel che poteva apparire.
A me stava infinitamente sulle balle Emile Hirsch, però immensa la colonna sonora di Eddie Vedder
 

Marjanna

Utente di lunga data
Penso che nel sistema, per quanto criticabile, ci siano i mezzi per tutelarsi.
Nel merito, non voglio entrare troppo, appunto perché rispetto il lavoro di chi ha dedicato un anno all'interlocuzione con questa famiglia e non ha assunto provvedimenti definitivi, ma provvisori, consentendo comunque il rapporto tra i bambini e i genitori.
Per il resto, mi pare giusto che un genitore educhi i figli secondo i propri valori e la propria cultura, che sia una cultura "hippy", naturista, cattolica, mussulmana, hindi o quello che si vuole, e certo non è una cultural che non si condivide in motivo per allontanare in bambino dalla famiglia.
Ma può esserlo non garantirne le condizioni di sicurezza o tenerli in isolamento, perché l'isolamento è una scelta adulta, no può essere un'imposizione verdo chi non può scegliere.
Probabilmente la divergenza sta nel non voler entrare troppo.
Dal mio punto di vista non è neppure polemica, o almeno non era questo il mio intento.

Sicuramente la coppia, visto che parlano anche poco italiano, è esterna alla comunità del paese. Hanno comprato un terreno, magari pagato poco vista la zona, e a loro modo vi hanno avviato un'attività.
In molte comunità montane, almeno delle alpi, i bambini hanno minori possibilità di socializzazione rispetto ai bimbi di città. Perchè sono zone fortemente spopolate, dove rimangono vecchi. E' stato un esodo silente, iniziato negli anni 80/90.
Tutte le cose che si danno per scontate in città, cambiano. Nonostante l'impostazione sulla carta si sia abbastanza omologata, territori con una forte natura impongono altro, sopra le leggi dell'uomo.
Chi guarda da lontano vede la facciata turistica, che però come riflesso impone il successo di pochi che hanno la possibiltà di fare del buon marketing, a fronte di tanti altri.

Le persone che conosco che hanno messo in piedi una attività in zone simili, lavorano come muli. Ma veramente.
Sono entrata di persona in una vecchia casa ristrutturata... nel bosco... che non ha una vera e propria strada per arrivarci. La coppia che ne è proprietaria si è fatta tutto da sola. La moglie si è messa a fare il muratore col marito. Hanno avuto solo un aiuto di un vecchio muratore prossimo alla pensione, perchè trovare chi ci vada senza spendere cifre folli è impossibile.

Qualcuno quei territori se li prenderà... se vogliamo continuare a dormire...

PS: so cosa vuol dire essere dei bambini soli, e il bisogno di socialità che si prova quando si incontrano altri bambini
 

Marjanna

Utente di lunga data
A me è venuto in mente il film "into the wild", che mi era piaciuto molto.
Ma il personaggio principale aveva un'evoluzione interessante. Ricordo che all'epoca molti avevano detto che era stato un imbecille, a me pareva, invece, un ragazzo sensibile.
Il ragazzo di "into the wild" è la storia di un ragazzo che non ha nessuna formazione. E si, di fatto è stato un imbecille, perchè in certe zone ci vai per vivere, o per tornare a casa (se vai dove la vita umana non è proprio tecnicamente possibile), non per suicidarti.
Noi siamo gregari per questo, per sopravvivere, perchè singolarmente siamo piccoli. La vita in città, dato il grande numero, fa dimenticare l'importanza di una comunità.
Diventa scontata. Non serve cercarla.
 

Nicky

Utente di lunga data
Probabilmente la divergenza sta nel non voler entrare troppo.
Dal mio punto di vista non è neppure polemica, o almeno non era questo il mio intento.
So che non c'è polemica.
Diciamo che la vita di montagna la conosco e per questo non ho una visione bucolica, ma sicuramente apprezzo chi cerca strade diverse per vivere in modo più naturale, più spontaneo.
Solo che non voglio dare per scontato che tutte le decisioni assunte dall'autorità nascano solo dalla volontà di uniformare e conformare, a volte l'intento è anche proteggere.
 

Marjanna

Utente di lunga data
So che non c'è polemica.
Diciamo che la vita di montagna la conosco e per questo non ho una visione bucolica, ma sicuramente apprezzo chi cerca strade diverse per vivere in modo più naturale, più spontaneo.
Solo che non voglio dare per scontato che tutte le decisioni assunte dall'autorità nascano solo dalla volontà di uniformare e conformare, a volte l'intento è anche proteggere.
Bisognerebbe sempre valutare che il primo può aver sbagliato. E non prendere in mano la carta di chi ha firmato prima di te, per fare il proprio pezzo e fine.
Non nego che la scelta di questi genitori sia estrema e azzardata.
Adesso ormai il focus è su questa vicenda, e quindi a scavare si troveranno elementi di vita insana.
Però il punto è se si vuole cercare elementi di vita insana, fino al punto raggiunto.
Magari il padre è un folle, però che a questi bimbi hanno fatto vivere un trauma, viene da pensarlo anche a me.
Questo un articolo di oggi:
 

danny

Utente di lunga data
Io ho descritto qualcosa che ho visto con i miei occhi.
Poi magari funziona lo stesso. Non lo so.



Più che ragioni malevoli, dal mio punto di vista si tratta di bilanci e gestione dei denari.
Sai quante persone lasciano in eredità migliaia di euro a istituzioni o associazioni benefiche?
Tu credi che i bilanci siano sempre in chiaro e facilmente accessibili?

Siamo tanti. Pensare di salvare ogni bambino che cresce in una famiglia disagiata è utopico.
Chi apre le porte della propria casa ad amici dei figli, offre una finestra su altre realtà, su altre gestioni della famiglia, su altri modi di manifestare affetto. A volte si può fare, senza sapere che si sta facendo "del bene".
Come in ogni cosa, ci sono situazioni buone e altre cattive.
Se usciamo dal discorso delle persone, esistono canili che sono dei lager e altri che funzionano.
Difficile fare un discorso valutativo generale, quando la questione è particolare.
Da noi accadde questo.
 

danny

Utente di lunga data
Io sul fatto che abbiano mangiato funghi velenosi ho il mio dubbio, se in una famiglia si mangiano funghi velenosi è molto ma molto difficile che si salvino tutti; nelle mie zone a fine anni novanta successe e della famiglia se ne salvò solo 1; come minimo i bambini o muoiono o devono subire trapianti o cure lunghissime.
Con i funghi è molto più comune intossicarsi che è ben diverso, funghi che mangiamo tutti possono intossicarci, specie i funghi saprofiti che "succhiano" molto e possono crescere in ambienti che ne aumentano la tossicità per sostanze presenti nel terreno.
Io sono più propenso a credere che sia successo questo, per me "funghi velenosi" serve per fare i titoli dei quotidiani; d'altronde voglio credere che in famiglia, visto il luogo dove vivevano, un paio di libri sui funghi ci fossero e non credo nemmeno che fosse la prima volta che raccogliessero
Sì, il racconto è assolutamente impreciso.
Impossibile valutare questa vicenda da ciò che viene raccontato senza filtro critico dai quotidiani.
 

danny

Utente di lunga data
Bisognerebbe sempre valutare che il primo può aver sbagliato. E non prendere in mano la carta di chi ha firmato prima di te, per fare il proprio pezzo e fine.
Non nego che la scelta di questi genitori sia estrema e azzardata.
Adesso ormai il focus è su questa vicenda, e quindi a scavare si troveranno elementi di vita insana.
Però il punto è se si vuole cercare elementi di vita insana, fino al punto raggiunto.
Magari il padre è un folle, però che a questi bimbi hanno fatto vivere un trauma, viene da pensarlo anche a me.
Questo un articolo di oggi:
Non è una vita strana.
Non lo è nel mondo, lo è forse per noi cittadini.
Basta andare nelle montagne della Corsica per trovare famiglie che vivono in situazioni simili.
Ci sono aree europee e anche italiane ancora isolate.
 

danny

Utente di lunga data
Notavo un fatto singolare.

Relativamente a questa vicenda, ci sono ampie levate di scudi da parte di molte persone, anche qui nel forum, che rivendicano il diritto di questa famiglia di educare e crescere i figli secondo i loro valori, per quanto in contrasto con le regole della società italiana.

Le stesse levate di scudi non le vedo, anzi vedo il contrario, nei confronti di altre famiglie, tipo quelle mussulmane, che vogliono educare i figli secondo i loro valori ma anzi è richiesta loro piena accettazione delle regole sociali italiane.
La differenza sta nel fatto che i "valori" della famiglia hanno portato alla sua esclusione da noi.
Quelli dei musulmani portano al dominio su di noi.
A me della famiglia isolata importa poco e niente: non mi cambia la vita.
La presenza di musulmani nel mio quartiere sì, e in peggio.
L'altro giorno l'ennesimo fatto di sangue davanti a casa mia, mi sarei stufato, oltre al fatto che vorrei sentire parlare italiano e non vedere sempre di più donne velate con bambini che parlano arabo.
Se la famiglia del bosco pretendesse di togliere la corrente, il riscaldamento, l'auto e la socialità a me, mi incazzerei uguale.
D'altronde mi stanno sulle balle anche i presunti green per la stessa ragione.
 

danny

Utente di lunga data
A me è venuto in mente il film "into the wild", che mi era piaciuto molto.
Ma il personaggio principale aveva un'evoluzione interessante. Ricordo che all'epoca molti avevano detto che era stato un imbecille, a me pareva, invece, un ragazzo sensibile.
Sì, il film è bello, ha descritto bene il processo che lo ha portato a vivere l'esperienza fatale.
La gente giudica perché ha paura, ma vuole apparire comunque forte.
Ogni scelta della propria vita comporta un rischio.
Il problema in quel caso fu generato dal fiume, che consentì il percorso d'andata, ma non quello di ritorno.
Non è affatto un evento raro nemmeno da noi...
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
La differenza sta nel fatto che i "valori" della famiglia hanno portato alla sua esclusione da noi.
Quelli dei musulmani portano al dominio su di noi.
A me della famiglia isolata importa poco e niente: non mi cambia la vita.
La presenza di musulmani nel mio quartiere sì, e in peggio.
L'altro giorno l'ennesimo fatto di sangue davanti a casa mia, mi sarei stufato, oltre al fatto che vorrei sentire parlare italiano e non vedere sempre di più donne velate con bambini che parlano arabo.
Se la famiglia del bosco pretendesse di togliere la corrente, il riscaldamento, l'auto e la socialità a me, mi incazzerei uguale.
D'altronde mi stanno sulle balle anche i presunti green per la stessa ragione.
Infatti penso anch'io che il primo pensiero che differenzia i tizi del bosco è "alla fine non fanno male a nessuno", cosa che non si può dire allo stesso modo di altre "realtà' che per altro fanno poco o nulla per non meritare lo stigma su di esse, vedi rom. Ma in più è come se rappresentassero una forma di "resistenza", pur eccessivamente radicale, alla società dei consumi e perciò sembra che siano visti da questa come una minaccia da contrastare, ad esempio affinché non si dimostri che si possa vivere in un altro modo, e per questo forse risulta più facile prendere le loro parti, pur non sapendo in effetti i dettagli, dove di solito si annida il Diavolo
 

cipolino

Utente di lunga data
Infatti penso anch'io che il primo pensiero che differenzia i tizi del bosco è "alla fine non fanno male a nessuno", cosa che non si può dire allo stesso modo di altre "realtà' che per altro fanno poco o nulla per non meritare lo stigma su di esse, vedi rom. Ma in più è come se rappresentassero una forma di "resistenza", pur eccessivamente radicale, alla società dei consumi e perciò sembra che siano visti da questa come una minaccia da contrastare, ad esempio affinché non si dimostri che si possa vivere in un altro modo, e per questo forse risulta più facile prendere le loro parti, pur non sapendo in effetti i dettagli, dove di solito si annida il Diavolo
Quindi le leggi andrebbero applicate in modo diverso a seconda delle etnie?
O forse sarebbe meglio fare proprio leggi diverse per etnie diverse?
 
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