A me è venuto in mente il film "into the wild", che mi era piaciuto molto.A me questa vicenda fa venire in mente la serie "Vado a vivere nel bosco" dove la famiglia Raney aiuta degli sprovveduti come questi a vivere di sussistenza in mezzo al nulla.
Ci si potrebbe fare una puntata, sentiamoli.
Indovina per cosa propendevo io all'epocaA me è venuto in mente il film "into the wild", che mi era piaciuto molto.
Ma il personaggio principale aveva un'evoluzione interessante. Ricordo che all'epoca molti avevano detto che era stato un imbecille, a me pareva, invece, un ragazzo sensibile.
Bellissimo film. Tragico.A me è venuto in mente il film "into the wild", che mi era piaciuto molto.
Ma il personaggio principale aveva un'evoluzione interessante. Ricordo che all'epoca molti avevano detto che era stato un imbecille, a me pareva, invece, un ragazzo sensibile.
Io ovviamente ero tra quelli che lo difendevano, avevo letto anche il libro (l'autore del libro è molto bravo); diciamo che negli Stati Uniti si sente molto l'ispirazione alla Thoreau. In quel contesto forse lui era meno "fuori luogo" di quel che poteva apparire.Indovina per cosa propendevo io all'epoca
Può succedere sì, vanno sempre guardati 1 per 1; io comunque i chiodini non li raccolgo ma ne raccolgo molti altri e ne coltivo 4 o 5 varietàGuarda, a me è capitato di vedere un cespo di chiodini con l'amanita non di lato, cresciuta in mezzo. Me ne sono accorto per puro caso.
Abito a quaranta minuti da una foresta collinare dove crescono, censiti dagli esperti del settore con tanto di pubblicazioni, circa tremila tipi di funghi.
Sbagliarsi a volte è un attimo.
A me stava infinitamente sulle balle Emile Hirsch, però immensa la colonna sonora di Eddie VedderIo ovviamente ero tra quelli che lo difendevano, avevo letto anche il libro (l'autore del libro è molto bravo); diciamo che negli Stati Uniti si sente molto l'ispirazione alla Thoreau. In quel contesto forse lui era meno "fuori luogo" di quel che poteva apparire.
Eh sì, se c'è uno che sono contenta di avere visto in concerto è lui.A me stava infinitamente sulle balle Emile Hirsch, però immensa la colonna sonora di Eddie Vedder
Probabilmente la divergenza sta nel non voler entrare troppo.Penso che nel sistema, per quanto criticabile, ci siano i mezzi per tutelarsi.
Nel merito, non voglio entrare troppo, appunto perché rispetto il lavoro di chi ha dedicato un anno all'interlocuzione con questa famiglia e non ha assunto provvedimenti definitivi, ma provvisori, consentendo comunque il rapporto tra i bambini e i genitori.
Per il resto, mi pare giusto che un genitore educhi i figli secondo i propri valori e la propria cultura, che sia una cultura "hippy", naturista, cattolica, mussulmana, hindi o quello che si vuole, e certo non è una cultural che non si condivide in motivo per allontanare in bambino dalla famiglia.
Ma può esserlo non garantirne le condizioni di sicurezza o tenerli in isolamento, perché l'isolamento è una scelta adulta, no può essere un'imposizione verdo chi non può scegliere.
Il ragazzo di "into the wild" è la storia di un ragazzo che non ha nessuna formazione. E si, di fatto è stato un imbecille, perchè in certe zone ci vai per vivere, o per tornare a casa (se vai dove la vita umana non è proprio tecnicamente possibile), non per suicidarti.A me è venuto in mente il film "into the wild", che mi era piaciuto molto.
Ma il personaggio principale aveva un'evoluzione interessante. Ricordo che all'epoca molti avevano detto che era stato un imbecille, a me pareva, invece, un ragazzo sensibile.
So che non c'è polemica.Probabilmente la divergenza sta nel non voler entrare troppo.
Dal mio punto di vista non è neppure polemica, o almeno non era questo il mio intento.
Bisognerebbe sempre valutare che il primo può aver sbagliato. E non prendere in mano la carta di chi ha firmato prima di te, per fare il proprio pezzo e fine.So che non c'è polemica.
Diciamo che la vita di montagna la conosco e per questo non ho una visione bucolica, ma sicuramente apprezzo chi cerca strade diverse per vivere in modo più naturale, più spontaneo.
Solo che non voglio dare per scontato che tutte le decisioni assunte dall'autorità nascano solo dalla volontà di uniformare e conformare, a volte l'intento è anche proteggere.
Come in ogni cosa, ci sono situazioni buone e altre cattive.Io ho descritto qualcosa che ho visto con i miei occhi.
Poi magari funziona lo stesso. Non lo so.
Più che ragioni malevoli, dal mio punto di vista si tratta di bilanci e gestione dei denari.
Sai quante persone lasciano in eredità migliaia di euro a istituzioni o associazioni benefiche?
Tu credi che i bilanci siano sempre in chiaro e facilmente accessibili?
Siamo tanti. Pensare di salvare ogni bambino che cresce in una famiglia disagiata è utopico.
Chi apre le porte della propria casa ad amici dei figli, offre una finestra su altre realtà, su altre gestioni della famiglia, su altri modi di manifestare affetto. A volte si può fare, senza sapere che si sta facendo "del bene".
Sì, il racconto è assolutamente impreciso.Io sul fatto che abbiano mangiato funghi velenosi ho il mio dubbio, se in una famiglia si mangiano funghi velenosi è molto ma molto difficile che si salvino tutti; nelle mie zone a fine anni novanta successe e della famiglia se ne salvò solo 1; come minimo i bambini o muoiono o devono subire trapianti o cure lunghissime.
Con i funghi è molto più comune intossicarsi che è ben diverso, funghi che mangiamo tutti possono intossicarci, specie i funghi saprofiti che "succhiano" molto e possono crescere in ambienti che ne aumentano la tossicità per sostanze presenti nel terreno.
Io sono più propenso a credere che sia successo questo, per me "funghi velenosi" serve per fare i titoli dei quotidiani; d'altronde voglio credere che in famiglia, visto il luogo dove vivevano, un paio di libri sui funghi ci fossero e non credo nemmeno che fosse la prima volta che raccogliessero
Non è una vita strana.Bisognerebbe sempre valutare che il primo può aver sbagliato. E non prendere in mano la carta di chi ha firmato prima di te, per fare il proprio pezzo e fine.
Non nego che la scelta di questi genitori sia estrema e azzardata.
Adesso ormai il focus è su questa vicenda, e quindi a scavare si troveranno elementi di vita insana.
Però il punto è se si vuole cercare elementi di vita insana, fino al punto raggiunto.
Magari il padre è un folle, però che a questi bimbi hanno fatto vivere un trauma, viene da pensarlo anche a me.
Questo un articolo di oggi:
![]()
Nel bosco i bimbi erano al riparo dalla giungla della modernità
Il mondo non tollera più la diversità. Abbiamo trasformato la "normalità" in un dogmawww.ilgiornale.it
La differenza sta nel fatto che i "valori" della famiglia hanno portato alla sua esclusione da noi.Notavo un fatto singolare.
Relativamente a questa vicenda, ci sono ampie levate di scudi da parte di molte persone, anche qui nel forum, che rivendicano il diritto di questa famiglia di educare e crescere i figli secondo i loro valori, per quanto in contrasto con le regole della società italiana.
Le stesse levate di scudi non le vedo, anzi vedo il contrario, nei confronti di altre famiglie, tipo quelle mussulmane, che vogliono educare i figli secondo i loro valori ma anzi è richiesta loro piena accettazione delle regole sociali italiane.
Sì, il film è bello, ha descritto bene il processo che lo ha portato a vivere l'esperienza fatale.A me è venuto in mente il film "into the wild", che mi era piaciuto molto.
Ma il personaggio principale aveva un'evoluzione interessante. Ricordo che all'epoca molti avevano detto che era stato un imbecille, a me pareva, invece, un ragazzo sensibile.
Infatti penso anch'io che il primo pensiero che differenzia i tizi del bosco è "alla fine non fanno male a nessuno", cosa che non si può dire allo stesso modo di altre "realtà' che per altro fanno poco o nulla per non meritare lo stigma su di esse, vedi rom. Ma in più è come se rappresentassero una forma di "resistenza", pur eccessivamente radicale, alla società dei consumi e perciò sembra che siano visti da questa come una minaccia da contrastare, ad esempio affinché non si dimostri che si possa vivere in un altro modo, e per questo forse risulta più facile prendere le loro parti, pur non sapendo in effetti i dettagli, dove di solito si annida il DiavoloLa differenza sta nel fatto che i "valori" della famiglia hanno portato alla sua esclusione da noi.
Quelli dei musulmani portano al dominio su di noi.
A me della famiglia isolata importa poco e niente: non mi cambia la vita.
La presenza di musulmani nel mio quartiere sì, e in peggio.
L'altro giorno l'ennesimo fatto di sangue davanti a casa mia, mi sarei stufato, oltre al fatto che vorrei sentire parlare italiano e non vedere sempre di più donne velate con bambini che parlano arabo.
Se la famiglia del bosco pretendesse di togliere la corrente, il riscaldamento, l'auto e la socialità a me, mi incazzerei uguale.
D'altronde mi stanno sulle balle anche i presunti green per la stessa ragione.
Quindi le leggi andrebbero applicate in modo diverso a seconda delle etnie?Infatti penso anch'io che il primo pensiero che differenzia i tizi del bosco è "alla fine non fanno male a nessuno", cosa che non si può dire allo stesso modo di altre "realtà' che per altro fanno poco o nulla per non meritare lo stigma su di esse, vedi rom. Ma in più è come se rappresentassero una forma di "resistenza", pur eccessivamente radicale, alla società dei consumi e perciò sembra che siano visti da questa come una minaccia da contrastare, ad esempio affinché non si dimostri che si possa vivere in un altro modo, e per questo forse risulta più facile prendere le loro parti, pur non sapendo in effetti i dettagli, dove di solito si annida il Diavolo