Sai che, a oggi, non penso che il rapporto fosse in crisi.
Magari piccola manutenzione era necessaria, ma niente di trascendentale.
Vita sessuale soddisfacente un paio di volte a settimana (forse io chiedevo qualcosa di piu' in termini di quantita' / qualita' )
Parlavamo tanto e direi bene, anche di argomenti profondi.
Magari ci mancava un po' di avventura / divertimento, ma davvero niente che non si potesse sistemare.
Invece questa cosa che e' successa, non credo si possa sistemare.
Si puo' forse arrivare ad accettare / farsene una ragione, ma non so se andra' mai via.
E quindi la domanda che mi faccio adesso, e ho fatto nel post e' proprio questa: secondo voi, quand'è' che queste cose si possono superare? E come? Su quali basi?
Ho letto poco fa la tua storia, che assomiglia molto alla mia.
Anche io lavoravo (e lavoro) con frequenti allontanamenti da casa, anch'io a quell'età avevo figli piccoli (7 anni), ma non mi è stato inflitto l'oltraggio del talamo nunziale usato per tradire. La differenza di età tra moglie ed amante era di una decina di anni ed anche lì c'era un problema di lei con la figura paterna.
Pure io avevo creduto nel rapporto di coppia e vi avevo investito molto, emozionalmente e patrimonialmente.
Mi ha fatto impressione il particolare (comune alla mia esperienza) dell'ansia di lei di voler sapere "come mi hai scoperta". Domanda che mi è stata riproposta dopo 30 anni, a bocce ferme, ed alla quale ho dato sempre la risposta che meritava quella insana curiosità (qualcosa del tipo "
facevo parte della Spectre e mi hanno informato loro").
Detto ciò, arrivo al dunque, all'interrogativo che ti poni e che hai formulato.
Non credo che un tradimento come quello che hai subito possa essere superato.
Io non l'ho superato ed ho considerato il matrimonio, inteso come esperienza di coppia qualificata da impegni solenni assunti reciprocamente innanzi alla comunità, finito per scelta consapevole di mia moglie, che, viste le circostanze, ho dovuto io sancire formalmente.
E voglio essere chiaro sugli aspetti emozionali, che nell'immediatezza dei fatti possono essere travolgenti.
Non è così importante la violazione della esclusività sessuale (che pure faceva parte di quegli impegni reciproci che sono stati assunti solennemente con il matrimonio) quanto la scoperta della inconsistenza mentale del partner, che si è giocata tutto quanto si era costruito insieme (il progetto) per qualcosa che, una volta scoperta, pensa di far passare attraverso una narrazione (accennata finora, da quanto ho capito) per quella che ha definito o, probabilmente, dichiarerà essere una "sbandata.
Ma anche se fosse il "niente", cioè l'essere lusingata e travolta da un corteggiamento, non cambierebbe molto la situazione che ti trovi ad affrontare. Ogni spiegazione che ricevi, più o meno scontata (per quello che si è visto in questo forum) e più o meno dettagliata, mi dispiace dirlo, nasconde un mondo di insicurezze ed incertezze esistenziali che ti era ignoto (almeno, quanto alla profondità).
Probabilmente si è infatuata dell'amante e non lo vuole ammettere, pensando che sia meno grave come spiegazione e possa permettere il recupero del rapporto. E' una modalità molto frequente in coloro (non conta troppo il genere) che tradiscono e che pensano (sopravvalutandosi) che hanno la capacità di manipolare il partner tradito e fargli/le mandare giù l'infedeltà nel nome di un amore che per prime/i hanno calpestato.
La conclusione alla quale ero giunto (e della quale sono tuttora convinto) è che comunque dietro al tradimento c'è stata una
scelta precisa del traditore (su come risolvere le crisi di coppia e soddisfare il proprio egoismo alle spalle del proprio partner). Nulla accade per caso, ma è frutto di un modo di pensare che si è trasformato in azione.
Non è mai un errore, semmai una scelta sbagliata, principalmente perché è stata scoperta. Triste, ma è così.
Nel post tradimento, spetta al partner tradito di assumere - sulla base della propria (egoistica, se vogliamo) visione dell'accaduto - una
scelta ragionata su cosa fare della coppia, anche a costo di mettere da parte il sentimento (forte) che provava per la persona che si era scelta per fare coppia e metter su famiglia.
Mi sembri piuttosto deciso e consapevole dei tuoi mezzi.
Non credo che - potendoti permettere la separazione/divorzio - ti voglia infilare nella "palude" di un ravvicinamento con tua moglie che non sia caratterizzato da un completo chiarimento e reciproco riconoscimento di mancanze (ferma la dirimente responsabilità del partner traditore).
Nonostante ciò possa accadere, devi mettere in conto la tua mancanza di futura fiducia nei suoi confronti e la prospettiva delle tue (se non anche sue) montagne russe emozionali per il prosieguo della vita. E' una prospettiva di "logoramento" simile ad una tortura che entrambi (tradito e traditore) vi infliggereste nella maggior parte dei casi. E' raro che il logoramento non avvenga e nei (pochi) casi in cui la relazione si salva è perché il partner traditore si è intelligentemente sobbarcato il peso di salvare la coppia. In qualche modo decide di ripagare la fiducia del tradito, per come la vedo, accettando di scontare sofferenza nel percorso di convincimento che sia ancora meritevole di fiducia.
In termini pratici, credo che la prima cosa da fare sia quella di cominciare a "smantellare" la
comfort zone che il partner traditore voleva preservare agendo con l'inganno e la menzogna.
Quindi, procedere immediatamente alla separazione, scelta che tu sembri di avere già imboccato.
Una scelta che deve essere accettata dal traditore con rispetto, quello che non si è usato nel tradire.
Ciò significa che la separazione deve - mio pensiero - avvenire alle migliori condizioni possibili per il tradito, facendo salvo (per quanto possibile) il benessere dei figli e non infliggere umiliazioni al partner (che non vuol dire lasciarle privilegi o vantaggi). Usa le prove che hai raccolto per prospettare una separazione per colpa e, poi, se sei generoso (come mi sembra tu intenda essere), concludi con una separazione consensuale senza alcun mantenimento per il coniuge e le condizioni che concorderai con il tuo avvocato.
Oggi si può procedere rapidamente con il divorzio. E' una facilitazione che avrei usato, se fosse stata disponibile ai miei tempi. Perché, per come la vedo io, è l'unica che consentirebbe di azzerare il passato e ricostruire da entrambe le parti. Anche ricostruire le basi per riconoscersi e provare a ricominciare una nuova conoscenza su basi nuove, se ce ne fossero le condizioni. Ma da persone libere da vincoli, consapevoli che un nuovo matrimonio non ci sarà se non alla fine di un lungo fidanzamento, senza le garanzie della prima volta.
Non credo ai pentimenti veloci e dichiarazioni di immutato amore da parte del traditore (specie quando si viene scoperti), come forse hai letto in precedenza nelle storie del forum.
Nel caso di tua moglie, le modalità del tradimento sono tali da far preoccupare non tanto per il senso morale ma per la sua immaturità che è emersa e che la rende una persona (molto) diversa da quella che hai sposato.
Tale immaturità è un fatto non discutibile, almeno allo stato, e comporta che tu, da padre prima che marito, debba assumere decisioni - parlo anche delle condizioni della separazione - che tengano conto della protezione che hai il dovere di esercitare nei confronti dei figli. Anche a costo di pretendere condizioni a scapito della moglie: per come la vedo io, a quel punto lei è divenuta spendibile, quello che conta è proteggere i figli.
Perché un genitore immaturo può essere lasciato al suo destino personale ma un figlio è per sempre.
Lascia perdere ogni idea di vendetta o di contatto con il coniuge dell'amante. Io venni contattato ma rifiutai di parlare con una persona estranea legata ad un'altra persona estranea alla mia vicenda.
Concentrati su come proteggere i figli ed assumi la scelta più conveniente per te, senza sentimentalismi inutili.
Io mi sono rifatto la vita, dopo un paio di esperienze non riuscite, e mi ritengo fortunato ad avere trovato una persona adatta al mio modo di vivere e di pensare. La mia ex moglie no, è rimasta sola.