Non mi sembra di aver scritto questo quando parlavamo della cera.
Dovrei andare a rileggere, ma ricordo che ero concentrata sulla parte "tecnica" della cera sulla pelle. E sul fatto che certi tipi di cera sono poco consigliabili a chi non è esperto.
Ho poi ironizzato sul fatto che colare la cera sulla pelle della mano, che per sua natura è meno sensibile della pelle del cazzo o di un capezzolo alle escursioni termiche, non è una prova affidabile per avvicinarsi ad una tecnica che se mal usata può fare male.
Anche se quel portacandela si è rivelato poi una bottiglia di gin, a me continua a non piacere in un contesto dove l'attenzione al particolare è sostanza e non forma!
Cosa mi sfugge?
Non sto glissando, a volte risulto ruvida nei modi in cui scrivo.
Di me annoia la prolissità.
A me invece annoia prender giri larghi quando le cose possono essere dette direttamente!
(non ti dico nella quotidianità quando io risolverei con un "mi sono rotta il cazzo" e devo invece chiamare a memoria tutte le convenzioni sociali per risultare gradevole dicendo "mi sono rotta il cazzo" senza poterlo dire direttamente!

)
Mi piace che tu abbia aperto questo confronto! Grazie!