Un po’ di domande idiote da metà pomeriggio

Nicky

Utente di lunga data
costano molto di più quelle poco logiche, alla fine
Ma le scelte in cui ha parte l'emotività non sono necessariamente poco logiche, per me è poco logico non tenere conto di ciò che si prova nell'assumere una decisione, perché poi con ciò che provi devi confrontarti ogni giorno.
 

ivanl

Utente di lunga data
Ma le scelte in cui ha parte l'emotività non sono necessariamente poco logiche, per me è poco logico non tenere conto di ciò che si prova nell'assumere una decisione, perché poi con ciò che provi devi confrontarti ogni giorno.
E' peggio confrontarsi con le conseguenze di una scelta poco logica perchè troppo emotiva, secondo me
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma le scelte in cui ha parte l'emotività non sono necessariamente poco logiche, per me è poco logico non tenere conto di ciò che si prova nell'assumere una decisione, perché poi con ciò che provi devi confrontarti ogni giorno.
Questo è un’altra angolazione e concordo.
Infatti io ho seguito l’impulso per questo motivo.
 

Nicky

Utente di lunga data
Questo è un’altra angolazione e concordo.
Infatti io ho seguito l’impulso per questo motivo.
Penso che in genere tutti noi cerchiamo un equilibrio tra questi aspetti.
Io sono stata educata a ignorare i miei sentimenti e quindi ho sempre avuto la tendenza a considerare poco importante ciò che sentivo, al punto di non riuscire neppure a riconoscerlo, a fare scelte che si sono rivelate illogiche pur basandomi su dati reali, perché il solo dato che ignoravo, alla fine, era una parte di me.
Per questo, forse, do risalto anche a quello e non solo alla razionalità.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Questo è vero; ma, se tanto tanto uno avesse un paio d'opzioni in ballo, quella più logica è sempre la meno costosa a lungo termine. Molto spesso siamo (generico) vittime di autoillusioni ed il bello (brutto) è che a volte ce ne rendiamo pure conto ma perseveriamo
Secondo me il parametro che manda sistematicamente in vacca i conti non è il costo, ma il tempo.
Quello che a t=0 sembra logico, prudente, “ragionevole”, col passare degli anni si trasforma spesso in una fregatura colossale. Perché il cervello umano è pessimo nel prezzare il futuro, soprattutto quando entrano in gioco paura, abitudine e affetti.

Ti faccio un esempio freschissimo, roba di studio.

Cliente: casa coniugale cointestata, 90 mq a Monteverde. Marito che non paga una sega, nemmeno metà del mutuo. Due figli. Lei prende 1.700 € al mese, mutuo 1.300 €. Restano 14 anni da pagare. Valore finale stimato dell’immobile: 400/430 mila.

Parallelamente: lei eredita dalla famiglia un appartamento vero, quasi 200 mq zona Prati, vicino al Vaticano, affittato a circa 2.000 € netti al mese.
Peccato che tra tasse, condominio, spese legali di una separazione feroce, e pure una malattia nel mezzo, quei soldi non bastano mai. Lavoretti in nero, poi resta solo lo stipendio statale.

Io le dico una cosa banalissima:
vendiamo Monteverde, leviamoci mutuo, ipoteca e l’ex marito dalle palle, e vai a vivere coi figli in 200 mq a Prati. Fine del problema strutturale.

Risposta sua:
“No, perché a Monteverde c’è mia madre al piano di sopra, i ragazzi non vogliono spostarsi, la loro vita è in quelle quattro strade dove sono nati e cresciuti. Vendo Prati sto tranquilla e compro una casetta al mare.

Perfettamente legittimo. Io sono il consulente, non il padreterno: annuisco, prendo atto, avanti il prossimo.

Ma se questo ragionamento me lo avesse fatto mia figlia, le avrei dato due calci nel culo.

Perché sì: nel brevissimo periodo quella scelta ha una logica.
Tra cinque anni però succede questo: – i figli sono grandi;
– il contenzioso con l’ex marito si è raffreddato;
– la madre, verosimilmente, non c’è più;
– lei avrà venduto (o bruciato) un immobile da oltre un milione e mezzo, uno di quelli che o erediti o non compri mai più nella vita;

il tutto per non essersi spostata di 3,5 km in linea d’aria.

Altro che scelta meno costosa nel lungo periodo.
Qui il problema non è il calcolo economico: è che il cervello è ostaggio prima della paura e poi dei sentimenti.
E quando decidono loro, il conto arriva sempre dopo.
 

Nicky

Utente di lunga data
Secondo me il parametro che manda sistematicamente in vacca i conti non è il costo, ma il tempo.
Quello che a t=0 sembra logico, prudente, “ragionevole”, col passare degli anni si trasforma spesso in una fregatura colossale. Perché il cervello umano è pessimo nel prezzare il futuro, soprattutto quando entrano in gioco paura, abitudine e affetti.

Ti faccio un esempio freschissimo, roba di studio.

Cliente: casa coniugale cointestata, 90 mq a Monteverde. Marito che non paga una sega, nemmeno metà del mutuo. Due figli. Lei prende 1.700 € al mese, mutuo 1.300 €. Restano 14 anni da pagare. Valore finale stimato dell’immobile: 400/430 mila.

Parallelamente: lei eredita dalla famiglia un appartamento vero, quasi 200 mq zona Prati, vicino al Vaticano, affittato a circa 2.000 € netti al mese.
Peccato che tra tasse, condominio, spese legali di una separazione feroce, e pure una malattia nel mezzo, quei soldi non bastano mai. Lavoretti in nero, poi resta solo lo stipendio statale.

Io le dico una cosa banalissima:
vendiamo Monteverde, leviamoci mutuo, ipoteca e l’ex marito dalle palle, e vai a vivere coi figli in 200 mq a Prati. Fine del problema strutturale.

Risposta sua:
“No, perché a Monteverde c’è mia madre al piano di sopra, i ragazzi non vogliono spostarsi, la loro vita è in quelle quattro strade dove sono nati e cresciuti. Vendo Prati sto tranquilla e compro una casetta al mare.

Perfettamente legittimo. Io sono il consulente, non il padreterno: annuisco, prendo atto, avanti il prossimo.

Ma se questo ragionamento me lo avesse fatto mia figlia, le avrei dato due calci nel culo.

Perché sì: nel brevissimo periodo quella scelta ha una logica.
Tra cinque anni però succede questo: – i figli sono grandi;
– il contenzioso con l’ex marito si è raffreddato;
– la madre, verosimilmente, non c’è più;
– lei avrà venduto (o bruciato) un immobile da oltre un milione e mezzo, uno di quelli che o erediti o non compri mai più nella vita;

il tutto per non essersi spostata di 3,5 km in linea d’aria.

Altro che scelta meno costosa nel lungo periodo.
Qui il problema non è il calcolo economico: è che il cervello è ostaggio prima della paura e poi dei sentimenti.
E quando decidono loro, il conto arriva sempre dopo.
Boh ma poi con 1700 euro al mese compri una casa al mare, che ti costa ed è improduttiva? Con la casa a Prati che un domani è divisibile, visto che 200 metri quadri sono tanti quando sarà sola, o comunque è un'eredità per i figli.
Diciamo che qui effettivamente non c'è molta visione.
 

cipolino

Utente di lunga data
Secondo me il parametro che manda sistematicamente in vacca i conti non è il costo, ma il tempo.
Quello che a t=0 sembra logico, prudente, “ragionevole”, col passare degli anni si trasforma spesso in una fregatura colossale. Perché il cervello umano è pessimo nel prezzare il futuro, soprattutto quando entrano in gioco paura, abitudine e affetti.

Ti faccio un esempio freschissimo, roba di studio.

Cliente: casa coniugale cointestata, 90 mq a Monteverde. Marito che non paga una sega, nemmeno metà del mutuo. Due figli. Lei prende 1.700 € al mese, mutuo 1.300 €. Restano 14 anni da pagare. Valore finale stimato dell’immobile: 400/430 mila.

Parallelamente: lei eredita dalla famiglia un appartamento vero, quasi 200 mq zona Prati, vicino al Vaticano, affittato a circa 2.000 € netti al mese.
Peccato che tra tasse, condominio, spese legali di una separazione feroce, e pure una malattia nel mezzo, quei soldi non bastano mai. Lavoretti in nero, poi resta solo lo stipendio statale.

Io le dico una cosa banalissima:
vendiamo Monteverde, leviamoci mutuo, ipoteca e l’ex marito dalle palle, e vai a vivere coi figli in 200 mq a Prati. Fine del problema strutturale.

Risposta sua:
“No, perché a Monteverde c’è mia madre al piano di sopra, i ragazzi non vogliono spostarsi, la loro vita è in quelle quattro strade dove sono nati e cresciuti. Vendo Prati sto tranquilla e compro una casetta al mare.

Perfettamente legittimo. Io sono il consulente, non il padreterno: annuisco, prendo atto, avanti il prossimo.

Ma se questo ragionamento me lo avesse fatto mia figlia, le avrei dato due calci nel culo.

Perché sì: nel brevissimo periodo quella scelta ha una logica.
Tra cinque anni però succede questo: – i figli sono grandi;
– il contenzioso con l’ex marito si è raffreddato;
– la madre, verosimilmente, non c’è più;
– lei avrà venduto (o bruciato) un immobile da oltre un milione e mezzo, uno di quelli che o erediti o non compri mai più nella vita;

il tutto per non essersi spostata di 3,5 km in linea d’aria.

Altro che scelta meno costosa nel lungo periodo.
Qui il problema non è il calcolo economico: è che il cervello è ostaggio prima della paura e poi dei sentimenti.
E quando decidono loro, il conto arriva sempre dopo.
Non concordo con la tua analisi della situazione della tua cliente.

Ti faccio due conti spannometrici.

Se avesse fatto come dici tu, avrebbe venduto casa a, diciamo, 430k.
Con un mutuo 1400/mese x 14 anni, vuol dire che ha ancora una quota capitale da restituire alla vendita di circa 150k.
Diviso il resto con l'ex marito, le restano circa 140k in tasca.
Levata la parcella per quello squalo del suo avvocato della separazione :))) le restano in tasca.... quanto? Diciamo 100k.
Quindi lei andrebbe a vivere in una casa da 200 mq a Prati, in un condominio in cui il più poveraccio tira su 10k al mese col suo stipendio di 1700 e 100k in banca, buoni al più per il posto auto.

Capisci che è un pesce fuor d'acqua: non è il suo ambiente. Lì sarebbe in uno stato di frustrazione perenne, peggiorato ogni volta che esce di casa e vede l'ambiente intorno a sé, perché farebbe pure un upgrade abitativo ma la sua situazione lavorativa non subisce nessun cambiamento! Di questo si deve tenere conto.

Se invece vende la casa a Prati a 1.5M come dici tu, pagato il mutuo della casa, liquidato l'ex-marito e pagato di nuovo quello squalo del suo avvocato :))) le resta almeno almeno un milioncino pulito in tasca.
Considerato che finora ha vissuto di stipendio, già continuando a vivere solo di stipendio è nella possibilità di togliersi parecchi sfizi ed essere quanto meno serena, se non proprio felice, considerando che lo stipendio adesso sarebbe netto e il contenzioso con l'ex-marito sarebbe istantaneamente annullato, senza neanche aspettare che si raffreddi nei 5 anni che dici tu.

Tutto questo, nota bene, al netto delle condizioni al contorno (figli e madre).
Se ci metti anche quelle:
- vero: i figli fra cinque anni sono grandi e fra 10 sono fuori dalle palle. A maggior ragione: cosa ci fa da sola in una casa da 200mq, senza amicizie intorno? In quella da 90, ci sguazza!
- vero: la mamma prima o poi morirà. Ma quando? a naso, secondo me quella mamma ha sui 70-75 anni. 5 anni mi sembra una sottostima: potrebbe durarne altri 20. Se va a Prati, mi sa che ad un certo punto è costretta a mettersela in casa e poi sì che son cazzi, perché deve fare lei la badante.
Se resta lì, non ce l'avrà mai in casa e, per di più, con quel gruzzoletto può anche permettersi serenamente una badante 24/7 e vivere serena senza fare la schiava nell'accudimento.

Insomma, ha pensato non bene: benissimo!

Secondo me le hai dato un consiglio pensando come penseresti tu dal tuo punto di vista.
Se si dà un consiglio, invece, secondo me me bisognerebbe darlo cercando di assumere il punto di vista della persona al quale lo si à. Oppure, meglio ancora, prospettare tutte le possibili varianti, con pro e contro, in modo il più possibile asettico.

Dal tuo punto di vista: sei lupo, lei è pecora: non puoi consigliare ad una pecora di comportarsi da lupo... È contronatura!
E poi: i lupi possono permettersi di essere lupi... finché ci sono pecore! Se le pecore diventano lupi... diventa un casino!:)
Hai interesse a crescere il maggior numero di pecore, intorno a te...:LOL:
 

Nicky

Utente di lunga data
Non concordo con la tua analisi della situazione della tua cliente.

Ti faccio due conti spannometrici.

Se avesse fatto come dici tu, avrebbe venduto casa a, diciamo, 430k.
Con un mutuo 1400/mese x 14 anni, vuol dire che ha ancora una quota capitale da restituire alla vendita di circa 150k.
Diviso il resto con l'ex marito, le restano circa 140k in tasca.
Levata la parcella per quello squalo del suo avvocato della separazione :))) le restano in tasca.... quanto? Diciamo 100k.
Quindi lei andrebbe a vivere in una casa da 200 mq a Prati, in un condominio in cui il più poveraccio tira su 10k al mese col suo stipendio di 1700 e 100k in banca, buoni al più per il posto auto.

Capisci che è un pesce fuor d'acqua: non è il suo ambiente. Lì sarebbe in uno stato di frustrazione perenne, peggiorato ogni volta che esce di casa e vede l'ambiente intorno a sé, perché farebbe pure un upgrade abitativo ma la sua situazione lavorativa non subisce nessun cambiamento! Di questo si deve tenere conto.

Se invece vende la casa a Prati a 1.5M come dici tu, pagato il mutuo della casa, liquidato l'ex-marito e pagato di nuovo quello squalo del suo avvocato :))) le resta almeno almeno un milioncino pulito in tasca.
Considerato che finora ha vissuto di stipendio, già continuando a vivere solo di stipendio è nella possibilità di togliersi parecchi sfizi ed essere quanto meno serena, se non proprio felice, considerando che lo stipendio adesso sarebbe netto e il contenzioso con l'ex-marito sarebbe istantaneamente annullato, senza neanche aspettare che si raffreddi nei 5 anni che dici tu.

Tutto questo, nota bene, al netto delle condizioni al contorno (figli e madre).
Se ci metti anche quelle:
- vero: i figli fra cinque anni sono grandi e fra 10 sono fuori dalle palle. A maggior ragione: cosa ci fa da sola in una casa da 200mq, senza amicizie intorno? In quella da 90, ci sguazza!
- vero: la mamma prima o poi morirà. Ma quando? a naso, secondo me quella mamma ha sui 70-75 anni. 5 anni mi sembra una sottostima: potrebbe durarne altri 20. Se va a Prati, mi sa che ad un certo punto è costretta a mettersela in casa e poi sì che son cazzi, perché deve fare lei la badante.
Se resta lì, non ce l'avrà mai in casa e, per di più, con quel gruzzoletto può anche permettersi serenamente una badante 24/7 e vivere serena senza fare la schiava nell'accudimento.

Insomma, ha pensato non bene: benissimo!

Secondo me le hai dato un consiglio pensando come penseresti tu dal tuo punto di vista.
Se si dà un consiglio, invece, secondo me me bisognerebbe darlo cercando di assumere il punto di vista della persona al quale lo si à. Oppure, meglio ancora, prospettare tutte le possibili varianti, con pro e contro, in modo il più possibile asettico.

Dal tuo punto di vista: sei lupo, lei è pecora: non puoi consigliare ad una pecora di comportarsi da lupo... È contronatura!
E poi: i lupi possono permettersi di essere lupi... finché ci sono pecore! Se le pecore diventano lupi... diventa un casino!:)
Hai interesse a crescere il maggior numero di pecore, intorno a te...:LOL:
Ma no, se guadagni 1700 euro gli sfizi non te li puoi proprio togliere, tantomeno prendere una casa al mare.
Di pensione ne prenderà ancora meno, se la madre diventa non autosufficiente, a meno che non abbia un suo buon patrimonio, devi concorrere economicamente.
Sicuramente non ha senso vivere in una casa di 200 metri quadri con spese condominiali che saranno in proporzione, ma neppure come vuole fare la signora.
 

Rebecca89

Sentire libera
Non concordo con la tua analisi della situazione della tua cliente.

Ti faccio due conti spannometrici.

Se avesse fatto come dici tu, avrebbe venduto casa a, diciamo, 430k.
Con un mutuo 1400/mese x 14 anni, vuol dire che ha ancora una quota capitale da restituire alla vendita di circa 150k.
Diviso il resto con l'ex marito, le restano circa 140k in tasca.
Levata la parcella per quello squalo del suo avvocato della separazione :))) le restano in tasca.... quanto? Diciamo 100k.
Quindi lei andrebbe a vivere in una casa da 200 mq a Prati, in un condominio in cui il più poveraccio tira su 10k al mese col suo stipendio di 1700 e 100k in banca, buoni al più per il posto auto.

Capisci che è un pesce fuor d'acqua: non è il suo ambiente. Lì sarebbe in uno stato di frustrazione perenne, peggiorato ogni volta che esce di casa e vede l'ambiente intorno a sé, perché farebbe pure un upgrade abitativo ma la sua situazione lavorativa non subisce nessun cambiamento! Di questo si deve tenere conto.

Se invece vende la casa a Prati a 1.5M come dici tu, pagato il mutuo della casa, liquidato l'ex-marito e pagato di nuovo quello squalo del suo avvocato :))) le resta almeno almeno un milioncino pulito in tasca.
Considerato che finora ha vissuto di stipendio, già continuando a vivere solo di stipendio è nella possibilità di togliersi parecchi sfizi ed essere quanto meno serena, se non proprio felice, considerando che lo stipendio adesso sarebbe netto e il contenzioso con l'ex-marito sarebbe istantaneamente annullato, senza neanche aspettare che si raffreddi nei 5 anni che dici tu.

Tutto questo, nota bene, al netto delle condizioni al contorno (figli e madre).
Se ci metti anche quelle:
- vero: i figli fra cinque anni sono grandi e fra 10 sono fuori dalle palle. A maggior ragione: cosa ci fa da sola in una casa da 200mq, senza amicizie intorno? In quella da 90, ci sguazza!
- vero: la mamma prima o poi morirà. Ma quando? a naso, secondo me quella mamma ha sui 70-75 anni. 5 anni mi sembra una sottostima: potrebbe durarne altri 20. Se va a Prati, mi sa che ad un certo punto è costretta a mettersela in casa e poi sì che son cazzi, perché deve fare lei la badante.
Se resta lì, non ce l'avrà mai in casa e, per di più, con quel gruzzoletto può anche permettersi serenamente una badante 24/7 e vivere serena senza fare la schiava nell'accudimento.

Insomma, ha pensato non bene: benissimo!

Secondo me le hai dato un consiglio pensando come penseresti tu dal tuo punto di vista.
Se si dà un consiglio, invece, secondo me me bisognerebbe darlo cercando di assumere il punto di vista della persona al quale lo si à. Oppure, meglio ancora, prospettare tutte le possibili varianti, con pro e contro, in modo il più possibile asettico.

Dal tuo punto di vista: sei lupo, lei è pecora: non puoi consigliare ad una pecora di comportarsi da lupo... È contronatura!
E poi: i lupi possono permettersi di essere lupi... finché ci sono pecore! Se le pecore diventano lupi... diventa un casino!:)
Hai interesse a crescere il maggior numero di pecore, intorno a te...:LOL:
La casa può diventare una rendita. Qui sul lungomare le trovi in vendita anche a 70/80k. Comprava comunque una casetta al mare che è mezz'ora di macchina da Roma, pure se le restava poco tolti tutti i cazzi da pagare affittava Prati. 2000 netti, 1700 di stipendio, tutto pulito e casetta al mare.

E comunque le pecore non hanno l' indole per diventare lupi.
 

Nicky

Utente di lunga data
La casa può diventare una rendita. Qui sul lungomare le trovi in vendita anche a 70/80k. Comprava comunque una casetta al mare che è mezz'ora di macchina da Roma, pure se le restava poco tolti tutti i cazzi da pagare affittava Prati. 2000 netti, 1700 di stipendio, tutto pulito e casetta al mare.

E comunque le pecore non hanno l' indole per diventare lupi.
Davvero ci sono prezzi del genere sul vostro litorale? Io conosco solo i prezzi di Liguria/Toscana e siamo su altre cifre.
Comunque in generale non si dovrebbe avere troppo capitale improduttivo.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non concordo con la tua analisi della situazione della tua cliente.

Hai interesse a crescere il maggior numero di pecore, intorno a te...:LOL:
Ma non è il suo ambiente de che?
È più principessa de me. :LOL:

Cresciuta a via Bruno Buozzi.
Figlia grande ad Architettura a Valle Giulia, figlio piccolo al liceo al Gianicolo.
In quel condominio ci è cresciuta. Non ci capita per caso col trolley e l’aria spaesata.

E quando la madre ottantenne morirà — perché morirà, non è che ascende — lei e il fratello si divideranno altri 7/800 mila euro dell’appartamento della madre. Quindi l’idea della povera crista fuori posto a Prati è una narrazione, non un dato.

Il punto che sto facendo è un altro, ed è patrimoniale, non emotivo.

Tra: – un immobile tuo, libero da ipoteche, banche, ex mariti e cazzi vari
– e due comproprietà incrociate, conflittuali, lente, condizionate

si vendono le comproprietà. Sempre.
Poi, quando hai le mani libere, decidi. Non prima.

Il problema vero non è il quartiere.
È che lei — come molte madri che hanno cresciuto i figli da sole — è ostaggio del punto di vista dei figli. Vive ancora in funzione di un presente che è già finito, invece di preparare il prossimo assetto.

Poi è ovvio che farà come crede. Non sono suo padre né il suo confessore.
Ma lei mi ha chiesto un consiglio freddo e distaccato. E io gliel’ho dato.
Conti alla mano, avrebbe: – chiuso i guai
– abbattuto lo stress
– guadagnato in salute

Questo è il mio mestiere: separare i numeri dalle paure.

Sul resto nessun problema: se venderà l’appartamento di Prati la seguirò al meglio.
Per me è una pratica.
Le pecore e i lupi lasciamoli alle favole: io ragiono in atti notarili e libertà di manovra. In soldi sono la conseguenza mica il parametro dei rapporti di forza.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Ma no, se guadagni 1700 euro gli sfizi non te li puoi proprio togliere, tantomeno prendere una casa al mare.
Di pensione ne prenderà ancora meno, se la madre diventa non autosufficiente, a meno che non abbia un suo buon patrimonio, devi concorrere economicamente.
Sicuramente non ha senso vivere in una casa di 200 metri quadri con spese condominiali che saranno in proporzione, ma neppure come vuole fare la signora.
1700 con un milione in banca diceva.
 

CIRCE74

Utente di lunga data
Ma non è il suo ambiente de che?
È più principessa de me. :LOL:

Cresciuta a via Bruno Buozzi.
Figlia grande ad Architettura a Valle Giulia, figlio piccolo al liceo al Gianicolo.
In quel condominio ci è cresciuta. Non ci capita per caso col trolley e l’aria spaesata.

E quando la madre ottantenne morirà — perché morirà, non è che ascende — lei e il fratello si divideranno altri 7/800 mila euro dell’appartamento della madre. Quindi l’idea della povera crista fuori posto a Prati è una narrazione, non un dato.

Il punto che sto facendo è un altro, ed è patrimoniale, non emotivo.

Tra: – un immobile tuo, libero da ipoteche, banche, ex mariti e cazzi vari
– e due comproprietà incrociate, conflittuali, lente, condizionate

si vendono le comproprietà. Sempre.
Poi, quando hai le mani libere, decidi. Non prima.

Il problema vero non è il quartiere.
È che lei — come molte madri che hanno cresciuto i figli da sole — è ostaggio del punto di vista dei figli. Vive ancora in funzione di un presente che è già finito, invece di preparare il prossimo assetto.

Poi è ovvio che farà come crede. Non sono suo padre né il suo confessore.
Ma lei mi ha chiesto un consiglio freddo e distaccato. E io gliel’ho dato.
Conti alla mano, avrebbe: – chiuso i guai
– abbattuto lo stress
– guadagnato in salute

Questo è il mio mestiere: separare i numeri dalle paure.

Sul resto nessun problema: se venderà l’appartamento di Prati la seguirò al meglio.
Per me è una pratica.
Le pecore e i lupi lasciamoli alle favole: io ragiono in atti notarili e libertà di manovra. In soldi sono la conseguenza mica il parametro dei rapporti di forza.
che fosse una principessa era sottinteso...altrimenti non avrebbe avuto il nostro papero come avvocato...giusto??;)😜
 

Nicky

Utente di lunga data
1700 con un milione in banca diceva.
Si, mi rendo conto che mancando una visione completa, si possono giungere a conclusioni diverse.
Per esempio, per la casa al mare io avrei detto una spese tra i 200.000 e i 250.000, per i prezzi che conosco io, e una spesa annuale di tasse e spese condominiali sui 3.000. Ma anche mantenere una casa di valore eccessivo e costosa può rappresentare un problema, perchè comunque si genera una sproporzione con il reddito. Io sono per avere proprietà proporzionate al reddito o che generano reddito.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Si, mi rendo conto che mancando una visione completa, si possono giungere a conclusioni diverse.
Per esempio, per la casa al mare io avrei detto una spese tra i 200.000 e i 250.000, per i prezzi che conosco io, e una spesa annuale di tasse e spese condominiali sui 3.000. Ma anche mantenere una casa di valore eccessivo e costosa può rappresentare un problema, perchè comunque si genera una sproporzione con il reddito. Io sono per avere proprietà proporzionate al reddito o che generano reddito.
No, non ci siamo capiti.
Tu dicevi a Cipolino che con 1700 non puoi fare chissa che.
Cipolino difatti diceva 1700 con un milione in banca.
Non ha mai scritto che con solo 1700 ti puoi togliere gli sfizi.
 

Rebecca89

Sentire libera
No, non ci siamo capiti.
Tu dicevi a Cipolino che con 1700 non puoi fare chissa che.
Cipolino difatti diceva 1700 con un milione in banca.
Non ha mai scritto che con solo 1700 ti puoi togliere gli sfizi.
Il milione, secondo me, vale se lo investi in altro. Nel momento che un investimento ce l hai, perderlo per me è un peccato. Penso anche ai figli. Un domani per dire lo potranno vendere loro o tenerlo loro come rendita, o andarci a vivere.
 
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