La scelta

hammer

Utente di lunga data
Questa non è una tesi, è la lista della spesa del traditore pentito che adesso vuole fare il maresciallo della morale.

“Evita di chiudere ciò che evidentemente non funziona”. Ma chi l’ha detto che non funziona? Magari non funziona il letto. Magari non funziona il desiderio. Magari non funziona l’immagine erotica dell’altro. Ma funzionano i figli, la casa, la storia, l’alleanza, l’abitudine, il progetto, la compagnia, la domenica, il cane, il conto, il rispetto residuo. Voi volete buttare giù tutto l’edificio perché una stanza puzza di chiuso. Io dico: apri una finestra altrove, se sai farlo senza incendiare il palazzo.

“Usa l’altro come sicurezza mentre si cerca altro”. Certo. E l’altro magari usa te come stabilità, status, protezione, routine, padre dei figli, madre dei figli, conto comune, presenza, argine alla solitudine. Le relazioni sono piene di uso reciproco. Solo che quando lo chiamiamo amore ci sentiamo più puliti.

“Opportunismo codardo travestito da bisogno”. A volte sì. A volte no. A volte è bisogno vero. A volte è fame. A volte è sopravvivenza. A volte è narcisismo. A volte è solo una scopata venuta bene nel momento sbagliato. La vita non entra nelle tue categorie da catechismo siculo, che poi di Siciliane zoccole troppe ne ho conosciute :LOL: .

“Non risolve problemi, li rimanda e li aggrava”. Falso. A volte li aggrava. A volte li sospende. A volte li rende sopportabili.

“Riduce l’integrità personale”. Questa è la parte più tenera. Lo specchio, l’integrità, il guardarsi negli occhi. Sembra la pubblicità di un dopobarba per uomini che hanno appena fatto pace con sé stessi. L’integrità non è dire sempre tutto. L’integrità è sapere cosa stai facendo, perché lo fai, che prezzo ha, chi lo paga, e non raccontarti che sei un eroe. Ci sono fedeli marci e traditori lucidissimi.

In sintesi, non hai descritto il tradimento nascosto. Hai descritto il tradimento fatto male, da gente piccola, disordinata, vittimista, sporca nella gestione e incapace di reggere il peso delle proprie scelte.

Ma questa è un’altra cosa.

Dire che tradire di nascosto è sempre roba da sfigati è solo il moralismo del reduce che adesso vuole fare carriera da redento. E il redento, quando comincia a predicare, è spesso più insopportabile del peccatore.

Ringrazio sentitamente l'intelligenza artificiale, senza la quale avrei lasciato passare il tuo intervento perché mi sarebbe costato troppo tempo
1. “Lista della spesa del traditore pentito”
Attacco alla persona, non alla tesi. Che l’autore sia stato incoerente in passato non rende automaticamente false le argomentazioni presenti.
2. “Codardia vs segretezza”
La distinzione è teorica ma debole: nascondere sistematicamente qualcosa che si sa essere rilevante per l’altro è normalmente legato alla paura delle conseguenze. La forma (segretezza) e il movente (evitare il costo) sono intrecciati.
3. “La forma non ti salva, conta la struttura”
Vero che il carattere si manifesta in più modi. Tuttavia la modalità concreta (mentire, omettere) ha un impatto etico e relazionale diretto: non è neutra rispetto alla “struttura”.
4. “La relazione funziona in altri ambiti”
Argomento utilitarista. Che alcune funzioni reggano non elimina il problema di lealtà sul piano affettivo-sessuale, che per molti è parte costitutiva del patto.
5. “Il confronto è una bomba”
Realistico sui costi. Ma descrivere il costo non giustifica l’elusione: spiega perché si evita, non perché sia corretto evitarlo.
6. “Il prezzo si paga comunque”
Vero che il tradimento ha costi. Ma sono costi auto-scelti e distribuiti in modo asimmetrico, mentre il partner subisce un costo non scelto.
7. “Non si pretende fedeltà”
Parziale. Anche senza pretese esplicite, si beneficia di un patto implicito di esclusività mentre lo si viola.
8. “Gestione emotiva, non scorciatoia”
È una gestione, ma anche una scorciatoia rispetto all’affrontare il conflitto primario. Le due cose non si escludono.
9. “Confessare per lavarsi la coscienza”
Esiste anche questo caso. Non invalida il fatto che la segretezza prolungata impedisce all’altro di decidere su basi rilevanti.
10. “Immaturità affettiva”
Etichetta polemica. Meglio: è una strategia che evita responsabilità diretta. Non serve infantilizzare per criticarla.
11. “Evento vs scoperta”
Distinzione corretta. Tuttavia l’evento crea le condizioni del danno; la scoperta lo rende visibile. Non sono indipendenti.
12. “Tutte le relazioni hanno finzioni”
Vero per omissioni minori. Non equivalente a una doppia vita: differenza di grado e di rilevanza informativa.
13. “Verità totale è una fantasia”
Corretto. Ma esistono soglie di informazione eticamente rilevanti; il tradimento stabile di solito le supera.
14. “Libertà sempre limitata”
Ovvia. Qui però si tratta di privare l’altro di un’informazione decisiva per il consenso alla relazione.
15. “Asimmetria sempre presente”
Vero. Il tradimento la accentua su un punto cruciale (accesso all’informazione e ai rischi), non la riequilibra in generale.
16. “Richiede abilità, può migliorare il clima”
Può accadere nel breve. Nel lungo introduce fragilità sistemica e rischio di danni maggiori alla scoperta.
17. “Non tutto è da buttare”
Condivisibile. Ma mantenere l’assetto non implica legittimare pratiche che contraddicono il patto centrale.
18. “Uso reciproco”
Descrizione realistica di alcune dinamiche. Non rende eticamente equivalenti tutti gli usi, né giustifica l’inganno.
19. “Categorie troppo rigide”
Giusto evitare schemi semplicistici. Ciò non elimina la necessità di criteri: altrimenti tutto diventa indistinto.
20. “A volte aggrava, a volte sospende”
La sospensione è temporanea e spesso aumenta la complessità futura.
21. “Integrità come consapevolezza dei costi”
Definizione minimale. Molti includono anche coerenza tra impegni presi e comportamenti: qui la discrepanza resta.
Sintesi
Il testo del paperottolo critica il moralismo e introduce fattori reali (costi, complessità, asimmetrie).
Tuttavia tende a giustificare l’elusione del confronto e a ridurre la rilevanza dell’inganno su informazioni centrali per il consenso del partner.
Il punto non è negare le zone grigie, ma riconoscere che alcune scelte spostano costi e rischi sull’altro senza il suo consenso.

Ringrazio sentitamente l'intelligenza artificiale, senza la quale avrei lasciato passare il tuo intervento perché mi sarebbe costato troppo tempo.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Stavo giusto chiedendomi quanto tempo ci avessi impiegato per questa risposta fiume. Pensa Fidel Castro se avesse avuto l'IA :LOL:
Mi ha svoltato la vita. Prima dettavo col dettatore di Google. Dovevo scandire le parole, mettere la punteggiatura, ecc. Ecc. Adesso parlo normalmente dentro gpt, mi riordina tutto e controlla pure di non aver semplificato o ripulito il testo.
La cosa più difficile è stato fare in modo che non edulcorasse quello che penso. Però ho imparato un botto sul jailbreak :LOL:
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
1. “Lista della spesa del traditore pentito”
Attacco alla persona, non alla tesi. Che l’autore sia stato incoerente in passato non rende automaticamente false le argomentazioni presenti.
2. “Codardia vs segretezza”
La distinzione è teorica ma debole: nascondere sistematicamente qualcosa che si sa essere rilevante per l’altro è normalmente legato alla paura delle conseguenze. La forma (segretezza) e il movente (evitare il costo) sono intrecciati.
3. “La forma non ti salva, conta la struttura”
Vero che il carattere si manifesta in più modi. Tuttavia la modalità concreta (mentire, omettere) ha un impatto etico e relazionale diretto: non è neutra rispetto alla “struttura”.
4. “La relazione funziona in altri ambiti”
Argomento utilitarista. Che alcune funzioni reggano non elimina il problema di lealtà sul piano affettivo-sessuale, che per molti è parte costitutiva del patto.
5. “Il confronto è una bomba”
Realistico sui costi. Ma descrivere il costo non giustifica l’elusione: spiega perché si evita, non perché sia corretto evitarlo.
6. “Il prezzo si paga comunque”
Vero che il tradimento ha costi. Ma sono costi auto-scelti e distribuiti in modo asimmetrico, mentre il partner subisce un costo non scelto.
7. “Non si pretende fedeltà”
Parziale. Anche senza pretese esplicite, si beneficia di un patto implicito di esclusività mentre lo si viola.
8. “Gestione emotiva, non scorciatoia”
È una gestione, ma anche una scorciatoia rispetto all’affrontare il conflitto primario. Le due cose non si escludono.
9. “Confessare per lavarsi la coscienza”
Esiste anche questo caso. Non invalida il fatto che la segretezza prolungata impedisce all’altro di decidere su basi rilevanti.
10. “Immaturità affettiva”
Etichetta polemica. Meglio: è una strategia che evita responsabilità diretta. Non serve infantilizzare per criticarla.
11. “Evento vs scoperta”
Distinzione corretta. Tuttavia l’evento crea le condizioni del danno; la scoperta lo rende visibile. Non sono indipendenti.
12. “Tutte le relazioni hanno finzioni”
Vero per omissioni minori. Non equivalente a una doppia vita: differenza di grado e di rilevanza informativa.
13. “Verità totale è una fantasia”
Corretto. Ma esistono soglie di informazione eticamente rilevanti; il tradimento stabile di solito le supera.
14. “Libertà sempre limitata”
Ovvia. Qui però si tratta di privare l’altro di un’informazione decisiva per il consenso alla relazione.
15. “Asimmetria sempre presente”
Vero. Il tradimento la accentua su un punto cruciale (accesso all’informazione e ai rischi), non la riequilibra in generale.
16. “Richiede abilità, può migliorare il clima”
Può accadere nel breve. Nel lungo introduce fragilità sistemica e rischio di danni maggiori alla scoperta.
17. “Non tutto è da buttare”
Condivisibile. Ma mantenere l’assetto non implica legittimare pratiche che contraddicono il patto centrale.
18. “Uso reciproco”
Descrizione realistica di alcune dinamiche. Non rende eticamente equivalenti tutti gli usi, né giustifica l’inganno.
19. “Categorie troppo rigide”
Giusto evitare schemi semplicistici. Ciò non elimina la necessità di criteri: altrimenti tutto diventa indistinto.
20. “A volte aggrava, a volte sospende”
La sospensione è temporanea e spesso aumenta la complessità futura.
21. “Integrità come consapevolezza dei costi”
Definizione minimale. Molti includono anche coerenza tra impegni presi e comportamenti: qui la discrepanza resta.
Sintesi
Il testo del paperottolo critica il moralismo e introduce fattori reali (costi, complessità, asimmetrie).
Tuttavia tende a giustificare l’elusione del confronto e a ridurre la rilevanza dell’inganno su informazioni centrali per il consenso del partner.
Il punto non è negare le zone grigie, ma riconoscere che alcune scelte spostano costi e rischi sull’altro senza il suo consenso.

Ringrazio sentitamente l'intelligenza artificiale, senza la quale avrei lasciato passare il tuo intervento perché mi sarebbe costato troppo tempo.
1. “Lista della spesa del traditore pentito”
Attacco alla persona, non alla tesi. Che l’autore sia stato incoerente in passato non rende automaticamente false le argomentazioni presenti.
2. “Codardia vs segretezza”
La distinzione è teorica ma debole: nascondere sistematicamente qualcosa che si sa essere rilevante per l’altro è normalmente legato alla paura delle conseguenze. La forma (segretezza) e il movente (evitare il costo) sono intrecciati.
3. “La forma non ti salva, conta la struttura”
Vero che il carattere si manifesta in più modi. Tuttavia la modalità concreta (mentire, omettere) ha un impatto etico e relazionale diretto: non è neutra rispetto alla “struttura”.
4. “La relazione funziona in altri ambiti”
Argomento utilitarista. Che alcune funzioni reggano non elimina il problema di lealtà sul piano affettivo-sessuale, che per molti è parte costitutiva del patto.
5. “Il confronto è una bomba”
Realistico sui costi. Ma descrivere il costo non giustifica l’elusione: spiega perché si evita, non perché sia corretto evitarlo.
6. “Il prezzo si paga comunque”
Vero che il tradimento ha costi. Ma sono costi auto-scelti e distribuiti in modo asimmetrico, mentre il partner subisce un costo non scelto.
7. “Non si pretende fedeltà”
Parziale. Anche senza pretese esplicite, si beneficia di un patto implicito di esclusività mentre lo si viola.
8. “Gestione emotiva, non scorciatoia”
È una gestione, ma anche una scorciatoia rispetto all’affrontare il conflitto primario. Le due cose non si escludono.
9. “Confessare per lavarsi la coscienza”
Esiste anche questo caso. Non invalida il fatto che la segretezza prolungata impedisce all’altro di decidere su basi rilevanti.
10. “Immaturità affettiva”
Etichetta polemica. Meglio: è una strategia che evita responsabilità diretta. Non serve infantilizzare per criticarla.
11. “Evento vs scoperta”
Distinzione corretta. Tuttavia l’evento crea le condizioni del danno; la scoperta lo rende visibile. Non sono indipendenti.
12. “Tutte le relazioni hanno finzioni”
Vero per omissioni minori. Non equivalente a una doppia vita: differenza di grado e di rilevanza informativa.
13. “Verità totale è una fantasia”
Corretto. Ma esistono soglie di informazione eticamente rilevanti; il tradimento stabile di solito le supera.
14. “Libertà sempre limitata”
Ovvia. Qui però si tratta di privare l’altro di un’informazione decisiva per il consenso alla relazione.
15. “Asimmetria sempre presente”
Vero. Il tradimento la accentua su un punto cruciale (accesso all’informazione e ai rischi), non la riequilibra in generale.
16. “Richiede abilità, può migliorare il clima”
Può accadere nel breve. Nel lungo introduce fragilità sistemica e rischio di danni maggiori alla scoperta.
17. “Non tutto è da buttare”
Condivisibile. Ma mantenere l’assetto non implica legittimare pratiche che contraddicono il patto centrale.
18. “Uso reciproco”
Descrizione realistica di alcune dinamiche. Non rende eticamente equivalenti tutti gli usi, né giustifica l’inganno.
19. “Categorie troppo rigide”
Giusto evitare schemi semplicistici. Ciò non elimina la necessità di criteri: altrimenti tutto diventa indistinto.
20. “A volte aggrava, a volte sospende”
La sospensione è temporanea e spesso aumenta la complessità futura.
21. “Integrità come consapevolezza dei costi”
Definizione minimale. Molti includono anche coerenza tra impegni presi e comportamenti: qui la discrepanza resta.
Sintesi
Il testo del paperottolo critica il moralismo e introduce fattori reali (costi, complessità, asimmetrie).
Tuttavia tende a giustificare l’elusione del confronto e a ridurre la rilevanza dell’inganno su informazioni centrali per il consenso del partner.
Il punto non è negare le zone grigie, ma riconoscere che alcune scelte spostano costi e rischi sull’altro senza il suo consenso.

Ringrazio sentitamente l'intelligenza artificiale, senza la quale avrei lasciato passare il tuo intervento perché mi sarebbe costato troppo tempo.
Uh, guarda, una intelligenza artificiale account gratuito :LOL:
Peggio la toppa del buco :LOL: :LOL: :LOL:
Ciao sono Hammer, colleziono figure di merda, ho anche i doppioni :LOL: :LOL: :LOL:
 

hammer

Utente di lunga data
Non mi pare che quando hai sfasciato la famiglia del gestore ti sei posta in questo modo.
Oca.
Provi un particolare sollievo alle tue frustrazioni nell'insultare le persone, sul piano personale, in modo così sguaiato e sgradevole?
 

Pincopallino

Utente di lunga data
A me tante volte dà l'impressione di calcare la mano per fare parlare della sua storia... altrimenti non si spiega.
Secondo me invece ha dimenticato quello che raccontava qui nel periodo caldo. Solo che gli utenti presenti ricordano molto bene. Un po’ come quando l’altro utente scrisse che per trent’anni ha sempre e solo consumato sesso a pagamento. Magari ora non accade più tuttavia è accaduto. E ci si ricorda molto bene. Come diceva arcistufo fare i redenti dove il più pulito ha la rogna fa abbastanza ridere.
 

Etta

Utente di lunga data
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