Ma a te non è mai capitato di rimanere stupito di un atteggiamento di qualcuno a cui tenevi. Quando sei ancora coinvolto il balletto te lo fanno fare, in caso contrario è un tentativo maldestro. Semmai lo avevo idealizzato a suo tempo
Non si tratta di essere coinvolti.
Tutti veniamo coinvolti dalle persone, dalle situazioni, dai ricordi. Non è che uno vive dentro una teca sterile col cartellino “uomo risolto” appeso al collo. Il punto è un altro: pulizia generale.
Io non devo essere furioso, ferito, innamorato o in piena guerra emotiva per bloccare qualcuno. Non mi serve il grande trauma, la lite finale, la scena madre con la tenda che svolazza e il telefono in mano. Mi basta molto meno: che quella persona stia sporcando il mio spazio.
La cosa malsana è pensare che, siccome qualcuno ti rompe i coglioni, allora abbia diritto a una risposta. No. Se mi rompi i coglioni, hai già vinto nel momento in cui riesci a metterti nella posizione di rompermi i coglioni. E io quella posizione te la tolgo.
Non è paura del confronto. È igiene.
Quello che mi fa stare bene non è “gestire” elegantemente chi mi infastidisce, ma non avere proprio persone in condizione di infastidirmi. La vita è già piena di rumore, notifiche, doveri, gente che parla troppo e pensa poco. Figuriamoci se devo tenere aperto un canale solo per dimostrare che sono superiore.
Poi, certo, quando vuoi divertirti davvero, c’è sempre la spuntina blu del visualizzato e non risposto.
Niente fa incazzare la gente quanto scoprire che non sei abbastanza importante nemmeno per essere mandato affanculo.
