Sulla libertà come conquista

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Bruja

Utente di lunga data
Sulla libertà come conquista

Mi facevo domande sulla libertà come concetta e sulla sua applicazione come forma e stato... Può essere utile anche capire anche come le differenti personalità del Well-being si orientino a scelte che risultano liberticide. Ecco alcuni esempi di libertà "presunta"...

  • Lo svogliato perde la sua libertà perché sceglie spesso la soluzione più facile, meno coinvolgente.
  • L'irrazionale perché le sue scelte sono così illogiche che nemmeno si accorge delle corde con cui si lega.
  • Il mistico perché è schiavo della sua religiosità.
  • L'inibito perché è schiavo delle sue inibizioni.
  • Il debole perché è troppo incline ai compromessi.
  • Il pauroso perché è schiavo delle sue paure.
  • Il dissoluto perché non sa dominare le richieste del suo corpo.
  • L'insufficiente perché ha un basso livello di autosufficienza.
  • Il patosensibile perché è schiavo del dolore altrui.
  • Il romantico perché è schiavo dell'idea che domina la sua vita.
  • L'apparente perché "deve" apparire, altrimenti non esiste.
  • Il pavido perché tende a far gestire la propria vita da altri.
Meno inclini a decisione liberticide sono i sopravviventi, gli indecisi, i violenti, gli statici, gli insoddisfatti, i contemplativi. Alcune di queste personalità lasciano le cose come stanno, non modificano cioè la libertà che ricevono dall'esterno, mentre altre possono addirittura migliorarla, anche se con mezzi non del tutto "etici".
Da ultimo non mi resta che passarvi un piccolo test.
Considerate un vostro soggetto od oggetto d'amore (se non ne avete, preoccupatevi).
Quanti giorni all'anno potete viverlo?

Bruja
 

Iago

Utente di lunga data
Mi facevo domande sulla libertà come concetta e sulla sua applicazione come forma e stato... Può essere utile anche capire anche come le differenti personalità del Well-being si orientino a scelte che risultano liberticide. Ecco alcuni esempi di libertà "presunta"...

  • Lo svogliato perde la sua libertà perché sceglie spesso la soluzione più facile, meno coinvolgente.
  • L'irrazionale perché le sue scelte sono così illogiche che nemmeno si accorge delle corde con cui si lega.
  • Il mistico perché è schiavo della sua religiosità.
  • L'inibito perché è schiavo delle sue inibizioni.
  • Il debole perché è troppo incline ai compromessi.
  • Il pauroso perché è schiavo delle sue paure.
  • Il dissoluto perché non sa dominare le richieste del suo corpo.
  • L'insufficiente perché ha un basso livello di autosufficienza.
  • Il patosensibile perché è schiavo del dolore altrui.
  • Il romantico perché è schiavo dell'idea che domina la sua vita.
  • L'apparente perché "deve" apparire, altrimenti non esiste.
  • Il pavido perché tende a far gestire la propria vita da altri.
Meno inclini a decisione liberticide sono i sopravviventi, gli indecisi, i violenti, gli statici, gli insoddisfatti, i contemplativi. Alcune di queste personalità lasciano le cose come stanno, non modificano cioè la libertà che ricevono dall'esterno, mentre altre possono addirittura migliorarla, anche se con mezzi non del tutto "etici".
Da ultimo non mi resta che passarvi un piccolo test.
Considerate un vostro soggetto od oggetto d'amore (se non ne avete, preoccupatevi).
Quanti giorni all'anno potete viverlo?

Bruja

...non mi preoccupo!
 

Pocahontas

Utente di lunga data
La libertà è come l'aria, se ne sente il bisogno soprattutto quando manca. Bellissima analisi, solo non vedo nella categoria dei liberi i "contemplativi, statici, indecisi": troppo passivi. La libertà va difesa coi denti, se non si fa nulla, se si sta fermi, ci si trova irrimediabilmente incastrati. Dalla società impicciona, da gente che ti arriva a casa senza chiederti se può.
Stasera ho la casa libera. Posso andare in bagno e tenere la porta aperta. Evviva.
 

Nobody

Utente di lunga data
Mi facevo domande sulla libertà come concetta e sulla sua applicazione come forma e stato... Può essere utile anche capire anche come le differenti personalità del Well-being si orientino a scelte che risultano liberticide. Ecco alcuni esempi di libertà "presunta"...

  • Lo svogliato perde la sua libertà perché sceglie spesso la soluzione più facile, meno coinvolgente.
  • L'irrazionale perché le sue scelte sono così illogiche che nemmeno si accorge delle corde con cui si lega.
  • Il mistico perché è schiavo della sua religiosità.
  • L'inibito perché è schiavo delle sue inibizioni.
  • Il debole perché è troppo incline ai compromessi.
  • Il pauroso perché è schiavo delle sue paure.
  • Il dissoluto perché non sa dominare le richieste del suo corpo.
  • L'insufficiente perché ha un basso livello di autosufficienza.
  • Il patosensibile perché è schiavo del dolore altrui.
  • Il romantico perché è schiavo dell'idea che domina la sua vita.
  • L'apparente perché "deve" apparire, altrimenti non esiste.
  • Il pavido perché tende a far gestire la propria vita da altri.
Meno inclini a decisione liberticide sono i sopravviventi, gli indecisi, i violenti, gli statici, gli insoddisfatti, i contemplativi. Alcune di queste personalità lasciano le cose come stanno, non modificano cioè la libertà che ricevono dall'esterno, mentre altre possono addirittura migliorarla, anche se con mezzi non del tutto "etici".
Da ultimo non mi resta che passarvi un piccolo test.
Considerate un vostro soggetto od oggetto d'amore (se non ne avete, preoccupatevi).
Quanti giorni all'anno potete viverlo?

Bruja
La libertà è la più grande paura dell'uomo... anche più della morte.
Per rispondere al tuo test... finchè lo amo davvero, lo vivo ogni giorno... è inevitabile.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
La libertà non esiste, in quanto tutte le categorie di esseri viventi non fanno altro che interpretare ognuno a modo suo le costrizioni dettate dalle necessità biologiche.
Libertà in senso estremo è non necessitare, quindi non è fatta per chi, dovendo vivere, o quantomeno sopravvivere, ha delle necessità.

L'essere umano ha chiamato libertà la possibilità di trovare uno spazio per sè, per poter illusoriamente vivere senza subire interferenze da chi o ciò che lo circonda, dimenticandosi che per vivere deve necessariamente invadere lo spazio di qualcuno e qualcos'altro.
Libertà in senso umano può quindi essere nel migliore dei casi il miglior compromesso possibile tra necessità proprie ed altrui.
Un qualsiasi "oggetto d'amore" è simbolo di una scelta egoistica, quindi di invadenza nello spazio altrui. Lo si vive il più possibile, nella speranza di non ricevere sgomtate né dal resto del mondo né dall'oggetto stesso del nostro "amore".
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
O

Old Il Ribelle

Guest
Mi facevo domande sulla libertà come concetta e sulla sua applicazione come forma e stato... Può essere utile anche capire anche come le differenti personalità del Well-being si orientino a scelte che risultano liberticide. Ecco alcuni esempi di libertà "presunta"...

  • Lo svogliato perde la sua libertà perché sceglie spesso la soluzione più facile, meno coinvolgente.
  • L'irrazionale perché le sue scelte sono così illogiche che nemmeno si accorge delle corde con cui si lega.
  • Il mistico perché è schiavo della sua religiosità.
  • L'inibito perché è schiavo delle sue inibizioni.
  • Il debole perché è troppo incline ai compromessi.
  • Il pauroso perché è schiavo delle sue paure.
  • Il dissoluto perché non sa dominare le richieste del suo corpo.
  • L'insufficiente perché ha un basso livello di autosufficienza.
  • Il patosensibile perché è schiavo del dolore altrui.
  • Il romantico perché è schiavo dell'idea che domina la sua vita.
  • L'apparente perché "deve" apparire, altrimenti non esiste.
  • Il pavido perché tende a far gestire la propria vita da altri.
Meno inclini a decisione liberticide sono i sopravviventi, gli indecisi, i violenti, gli statici, gli insoddisfatti, i contemplativi. Alcune di queste personalità lasciano le cose come stanno, non modificano cioè la libertà che ricevono dall'esterno, mentre altre possono addirittura migliorarla, anche se con mezzi non del tutto "etici".
Da ultimo non mi resta che passarvi un piccolo test.
Considerate un vostro soggetto od oggetto d'amore (se non ne avete, preoccupatevi).
Quanti giorni all'anno potete viverlo?

Bruja

Secondo me la libertà è una situazione mentale, si può essere rinchiusi in uno stanzino e sentirsi liberi.

Si possono vivere tutti i giorni le cose che si amano, basta rilassarsi
e lasciare andare la mente...

Oppure si può vivere il proprio oggetto d'amore tutti i giorni ma senza
provare la "libera sensazione di viverlo".

Le oppressioni, i mille pensieri ci rendono non liberi.
 

Bruja

Utente di lunga data
é vero

Secondo me la libertà è una situazione mentale, si può essere rinchiusi in uno stanzino e sentirsi liberi.

Si possono vivere tutti i giorni le cose che si amano, basta rilassarsi
e lasciare andare la mente...

Oppure si può vivere il proprio oggetto d'amore tutti i giorni ma senza
provare la "libera sensazione di viverlo".

Le oppressioni, i mille pensieri ci rendono non liberi.
Si può essere liberi anche in prigione... é uno stato mentale e caratteriale.
La libertà può anche essere la libertà di scegliere la libertà interiore che non dipende da nessuna causa oggettiva.
Bruja
 
O

Old Il Ribelle

Guest
Si può essere liberi anche in prigione... é uno stato mentale e caratteriale.
La libertà può anche essere la libertà di scegliere la libertà interiore che non dipende da nessuna causa oggettiva.
Bruja
E, probabilmente,
la libertà interiore è quella più difficile da conquistare...

Il Ribelle
 

MK

Utente di lunga data
Si può essere liberi anche in prigione... é uno stato mentale e caratteriale.
La libertà può anche essere la libertà di scegliere la libertà interiore che non dipende da nessuna causa oggettiva.
Bruja
 
O

Old Il Ribelle

Guest
Libertà è avere rispetto verso gli altri e non fare mai del male a nessuno,
altrimenti la nostra anima rimarrà incatenata nel turbinìo dei sensi di colpa,
e si nutrirà di egoismo di cui sarà schiava per tutta la vita.

Libertà è accettare se stessi e non avere paura di raccontarlo agli altri.

Il Ribelle
 

MK

Utente di lunga data
Libertà è avere rispetto verso gli altri e non fare mai del male a nessuno,
altrimenti la nostra anima rimarrà incatenata nel turbinìo dei sensi di colpa,
e si nutrirà di egoismo di cui sarà schiava per tutta la vita.

Libertà è accettare se stessi e non avere paura di raccontarlo agli altri.

Il Ribelle
Sì, non fare del male a nessuno mai credo sia impossibile...
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Si può essere liberi anche in prigione... é uno stato mentale e caratteriale.
La libertà può anche essere la libertà di scegliere la libertà interiore che non dipende da nessuna causa oggettiva.
Bruja
Difatti è una questione di scelta personale riguardo al valore che si da a ciò che ci circonda.
La libertà di andare dove si vuole può essere anche considerata priva di valore, ed ecco che il carcerato non soffrirà della propria prigionia. La libertà di mangiare quasiasi cosa può essere considerata nulla da chi si trova già soddisfatto di mangiare patate e castagne, ma, questo bisogna ricordarselo, quando anche patate e castagne dovessero mancare, ecco che ci si trova non più liberi, ma schiavi di uno stomaco che si contrae vuoto.
La libertà interiore, quindi, è quella che vede poco significato in ciò che sta "fuori", facendo sentire vivo e ricco ciò che è dentro, e che niente e nessuno può intaccare.
 

Lettrice

Utente di lunga data
Incredibile concordo con Alce
 
Stato
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