Nobody
Utente di lunga data
Credo che tu abbia ragione!Sono d'accordo.
Credo sia la condanna della nostra esistenza.
Credo che tu abbia ragione!Sono d'accordo.
Credo sia la condanna della nostra esistenza.
Non può piovere sempreIncredibile concordo con Alce![]()
Craaaa, Craaaa.
Siamo OT, comunque....Quel film mi piacque tanto
Alce ha scritto un bellissimo pensiero, è vero!!!Incredibile concordo con Alce![]()
Quel film mi piacque tanto
ciò che sta fuori a volte ha un valore immenso se si tratta della difesa di valori che coltivi in questa preziosa intimità.Difatti è una questione di scelta personale riguardo al valore che si da a ciò che ci circonda.
La libertà di andare dove si vuole può essere anche considerata priva di valore, ed ecco che il carcerato non soffrirà della propria prigionia. La libertà di mangiare quasiasi cosa può essere considerata nulla da chi si trova già soddisfatto di mangiare patate e castagne, ma, questo bisogna ricordarselo, quando anche patate e castagne dovessero mancare, ecco che ci si trova non più liberi, ma schiavi di uno stomaco che si contrae vuoto.
La libertà interiore, quindi, è quella che vede poco significato in ciò che sta "fuori", facendo sentire vivo e ricco ciò che è dentro, e che niente e nessuno può intaccare.
vivere il proprio interiore, significa, come ho detto, scontrarsi con i propri limiti materiali, e quindi con quelli degli altri. Isolarsi non è solo sciocco, è principalmente inutile, quindi l'interiorità di un asceta lascia il tempo che trova. La fatica di esistere consiste, per me, nell'affrontare le difficoltà dell'esistere dovendo proteggere al contempo il più grande valore: l'essere, proprio e degli altri.ciò che sta fuori a volte ha un valore immenso se si tratta della difesa di valori che coltivi in questa preziosa intimità.
vivere il proprio interiore, significa, come ho detto, scontrarsi con i propri limiti materiali, e quindi con quelli degli altri. Isolarsi non è solo sciocco, è principalmente inutile, quindi l'interiorità di un asceta lascia il tempo che trova. La fatica di esistere consiste, per me, nell'affrontare le difficoltà dell'esistere dovendo proteggere al contempo il più grande valore: l'essere, proprio e degli altri.
Guarda che questo sono io.ma che ti è successo??? oggi scrivi cose veramente condivisibili![]()
vivere il proprio interiore, significa, come ho detto, scontrarsi con i propri limiti materiali, e quindi con quelli degli altri. Isolarsi non è solo sciocco, è principalmente inutile, quindi l'interiorità di un asceta lascia il tempo che trova. La fatica di esistere consiste, per me, nell'affrontare le difficoltà dell'esistere dovendo proteggere al contempo il più grande valore: l'essere, proprio e degli altri.
certamente.questi casi di estrema comunione con l'essere in realtà sono assai sterili nei confronti delle problematiche delle persone.vivere il proprio interiore, significa, come ho detto, scontrarsi con i propri limiti materiali, e quindi con quelli degli altri. Isolarsi non è solo sciocco, è principalmente inutile, quindi l'interiorità di un asceta lascia il tempo che trova. La fatica di esistere consiste, per me, nell'affrontare le difficoltà dell'esistere dovendo proteggere al contempo il più grande valore: l'essere, proprio e degli altri.
La visione di una strada da percorrere di carattere esclusivamente individuale, che quindi escluda il resto del mondo, necessita di avere come meta una figura mistica, un'immagine del tutto ipotetica ed inconsistente. La propria vita dedicata al soddisfacimento di un'entità superiore della cui esistenza nulla è davvero prova, se non il desiderio di crederci, e ciò a prescindere dal resto del mondo. Non fa per me.Credo che però non sia semplice capire le scelte personali.
Non posso giudicare le scelte personali di un'asceta perchè non sono lui. Forse per la sua interiorità quella è la sua strada da percorrere.
Il fatto che io non senta la necessità di isolarmi e quindi farlo per me sarebbe una sconfitta, non può portarmi a pensare che la scelta dell'asceta sia sbagliata o inutile.
Credo che ognuno di noi abbia la sua strada da percorrere, per il raggiungimento della libertà.
sì e no.Credo che però non sia semplice capire le scelte personali.
Non posso giudicare le scelte personali di un'asceta perchè non sono lui. Forse per la sua interiorità quella è la sua strada da percorrere.
Il fatto che io non senta la necessità di isolarmi e quindi farlo per me sarebbe una sconfitta, non può portarmi a pensare che la scelta dell'asceta sia sbagliata o inutile.
Credo che ognuno di noi abbia la sua strada da percorrere, per il raggiungimento della libertà.
Stiamo mettendo in pratica uno dei migliori esempi di libertà: l'esternazione di pensieri slegati dalle contingenze e dai vincoli quotidiani. Per un momento mettiamo da parte simpatie, antipatie, fame, disagi, desideri, pulsioni, e proiettiamo lo sguardo verso orizzonti che sono al di là delle nostre piccole miserie quotidiane, con l'umile ed al contempo presuntuoso desiderio di capire. Questo è vivere, il resto è sopravvivere.Stamattina vi sto amando
Non sono d'accordo... così tu stai calando un valore archetipo in un dominio particolare.sì e no.
usando la mia personale libertà mi piace pensare che esista una libertà "utile" ed un'altra "inutile" ai fini sociali.
chi ha praticato la prima , salvando magari molte vite...non può essere cosiderato alla stregua di chi lavora per raggiungere la serenità individuale