Persa/Ritrovata
Utente di lunga data
http://www.lastampa.it/forum/forum2.asp?IDforum=463
17/11/2006
Cuori allo SpecchioA che grado sei di innamoramento?
ZECCA 77
Non sono un lettore abituale di stampa rosa, ma in una sala d’aspetto ho trovato un’intervista a Morgan di X Factor (il concorso musicale di Raidue: Morgan è uno dei tre giudici, ndr) che mi ha molto colpito perché rifletteva la mia situazione. Parlando della sua storia con l’attrice Asia Argento, ne spiegava il fallimento sostenendo che lei non aveva accettato il suo lato debole. In poche parole: la Argento si era innamorata di Morgan perché era un bel tipo, ma quando poi, vivendoci insieme, aveva scoperto che dietro il bel tipo c’era una persona sensibile, magari lunatica e sicuramente piena di problemi, anziché intrigarsi si era disamorata. Ora, è proprio quel che succede sempre a me con le donne.
La mia fidanzata storica mi lasciò dopo vari tira e molla perché non mi trovava più brillante come all’inizio del nostro amore. Ma è normale che all’inizio l’adrenalina ti porti a essere più scoppiettante: non si può corteggiare una fidanzata con lo stesso spirito con cui si corteggia una che ancora deve diventarlo o che lo è diventata da poco.
Con l’ultima ragazza è andata anche peggio. Per mollarmi ha aspettato che io perdessi il lavoro. Invece di starmi accanto e sostenermi in un momento difficile, si è consolata fra le braccia del mio ex migliore amico. Per giustificarsi ha detto che ero diventato depresso e lamentoso. E come avrei dovuto essere, dopo un licenziamento in tronco? Le donne scrivono alla tua rubrica lamentandosi che gli uomini sono tutti ipocriti e falsi. Però sono poi loro le prime a disamorarsi di noi quando diventiamo sinceri.
17/11/2006
Cuori allo SpecchioA che grado sei di innamoramento?
ZECCA 77
Non sono un lettore abituale di stampa rosa, ma in una sala d’aspetto ho trovato un’intervista a Morgan di X Factor (il concorso musicale di Raidue: Morgan è uno dei tre giudici, ndr) che mi ha molto colpito perché rifletteva la mia situazione. Parlando della sua storia con l’attrice Asia Argento, ne spiegava il fallimento sostenendo che lei non aveva accettato il suo lato debole. In poche parole: la Argento si era innamorata di Morgan perché era un bel tipo, ma quando poi, vivendoci insieme, aveva scoperto che dietro il bel tipo c’era una persona sensibile, magari lunatica e sicuramente piena di problemi, anziché intrigarsi si era disamorata. Ora, è proprio quel che succede sempre a me con le donne.
La mia fidanzata storica mi lasciò dopo vari tira e molla perché non mi trovava più brillante come all’inizio del nostro amore. Ma è normale che all’inizio l’adrenalina ti porti a essere più scoppiettante: non si può corteggiare una fidanzata con lo stesso spirito con cui si corteggia una che ancora deve diventarlo o che lo è diventata da poco.
Con l’ultima ragazza è andata anche peggio. Per mollarmi ha aspettato che io perdessi il lavoro. Invece di starmi accanto e sostenermi in un momento difficile, si è consolata fra le braccia del mio ex migliore amico. Per giustificarsi ha detto che ero diventato depresso e lamentoso. E come avrei dovuto essere, dopo un licenziamento in tronco? Le donne scrivono alla tua rubrica lamentandosi che gli uomini sono tutti ipocriti e falsi. Però sono poi loro le prime a disamorarsi di noi quando diventiamo sinceri.
Risposta
Non esistono «le donne» e «gli uomini», Zecca. Esistono gli individui: tu, la tua fidanzata storica, la ragazza che ti ha appena mollato. Non hai le prove che ogni altra donna si sarebbe comportata come loro. Mentre dovresti interrogarti sull’ipotesi che sia tu a comportarti allo stesso modo con tutte, esponendoti al rischio di commettere sempre gli stessi errori.
E veniamo al tema sollevato dall’intervista di Morgan. È vero che l’amore funziona soltanto finché si mostra al partner il proprio lato migliore? In questi anni mi sono formato l’idea, probabilmente astrusa ma sincera, che esistano tre gradazioni diverse di innamoramento. La gradazione più bassa, e anche la più diffusa, si raggiunge quando a farci innamorare di un’altra persona è l’immagine di sé che riflette all’esterno. Ci innamoriamo della sua bellezza, del suo fascino, del ruolo che ha in società, della considerazione che raccoglie nel nostro ambiente. Esempi classici sono la studentessa che si prende una sbandata per il prof, oppure il ragazzo timido che perde la testa per la più carina della classe. Ma anche in età adulta si ripropone il meccanismo della cotta gratificante. «Cotta» perché si tratta di un’emozione violenta e breve, come tutte le emozioni che non riescono a diventare sentimento. E «gratificante» perché tende a compiacere l’ego di chi la prova: un misto di senso di possesso, bisogno di rassicurazione e desiderio di rivalsa.
Come ha rilevato Morgan nell’intervista, queste storie durano fino a quando i protagonisti mostrano il lato luminoso e «vincente» del loro carattere. Ma appena la relazione si stabilizza in una convivenza, emerge l’altra faccia della personalità, che non solo negli artisti è imprevedibile. Dietro un personaggio di successo si nasconde magari un ragazzo complessato e insicuro. Mentre anche l’individuo più metodico del mondo può celare aspetti di sé assai poco rassicuranti. Di fronte alla scoperta della parte nascosta, l’innamorato di primo grado si sente deluso, tradito. L’aura che circonda il suo amore si smarrisce, i colori diventano opachi, negli occhi gli si spegne una luce. E la storia finisce.
Il secondo grado dell’innamoramento si ha quando ami qualcuno non per quello che sembra, ma per quello che è. Non è un risultato facile da raggiungere, né tanto meno immediato. Richiede pazienza e comprensione. E poiché anche in amore nessuno fa niente per niente, è possibile solo quando si diventa coscienti dell’eccezionalità del proprio partner. Quando si comprende che, pur con tutti i suoi limiti, è l’unico in grado di capirci e di progettare la vita insieme con noi. Anche questi amori possono entrare in crisi, ma proprio nella difficoltà rivelano la forza che li rende indispensabili. Ci si accorge di rimpiangerne persino i difetti e si finisce per riannodarli, smussando le rispettive sporgenze in nome di un valore superiore che è il progetto comune.
Esiste un terzo grado di innamoramento. Molto raro, ma magico. Si verifica quando non solo amiamo una persona nei suoi lati chiari e oscuri, ma riusciamo a scorgere aspetti della sua personalità che nemmeno lei è cosciente di avere. Oltre ad amarla per come sembra (primo grado) e per come è (secondo grado), la amiamo anche per come sarà, appena assumerà una consapevolezza maggiore di se stessa. È la forza del nostro amore che ci rende la vista così acuta e che trasmette all’altro/a la coscienza dei propri mezzi. E quando questa forza è ricambiata, la coppia crescerà a tal punto da estrarre da sé le imprese più incredibili.
MASSIMO GRAMELLINI
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Non esistono «le donne» e «gli uomini», Zecca. Esistono gli individui: tu, la tua fidanzata storica, la ragazza che ti ha appena mollato. Non hai le prove che ogni altra donna si sarebbe comportata come loro. Mentre dovresti interrogarti sull’ipotesi che sia tu a comportarti allo stesso modo con tutte, esponendoti al rischio di commettere sempre gli stessi errori.
E veniamo al tema sollevato dall’intervista di Morgan. È vero che l’amore funziona soltanto finché si mostra al partner il proprio lato migliore? In questi anni mi sono formato l’idea, probabilmente astrusa ma sincera, che esistano tre gradazioni diverse di innamoramento. La gradazione più bassa, e anche la più diffusa, si raggiunge quando a farci innamorare di un’altra persona è l’immagine di sé che riflette all’esterno. Ci innamoriamo della sua bellezza, del suo fascino, del ruolo che ha in società, della considerazione che raccoglie nel nostro ambiente. Esempi classici sono la studentessa che si prende una sbandata per il prof, oppure il ragazzo timido che perde la testa per la più carina della classe. Ma anche in età adulta si ripropone il meccanismo della cotta gratificante. «Cotta» perché si tratta di un’emozione violenta e breve, come tutte le emozioni che non riescono a diventare sentimento. E «gratificante» perché tende a compiacere l’ego di chi la prova: un misto di senso di possesso, bisogno di rassicurazione e desiderio di rivalsa.
Come ha rilevato Morgan nell’intervista, queste storie durano fino a quando i protagonisti mostrano il lato luminoso e «vincente» del loro carattere. Ma appena la relazione si stabilizza in una convivenza, emerge l’altra faccia della personalità, che non solo negli artisti è imprevedibile. Dietro un personaggio di successo si nasconde magari un ragazzo complessato e insicuro. Mentre anche l’individuo più metodico del mondo può celare aspetti di sé assai poco rassicuranti. Di fronte alla scoperta della parte nascosta, l’innamorato di primo grado si sente deluso, tradito. L’aura che circonda il suo amore si smarrisce, i colori diventano opachi, negli occhi gli si spegne una luce. E la storia finisce.
Il secondo grado dell’innamoramento si ha quando ami qualcuno non per quello che sembra, ma per quello che è. Non è un risultato facile da raggiungere, né tanto meno immediato. Richiede pazienza e comprensione. E poiché anche in amore nessuno fa niente per niente, è possibile solo quando si diventa coscienti dell’eccezionalità del proprio partner. Quando si comprende che, pur con tutti i suoi limiti, è l’unico in grado di capirci e di progettare la vita insieme con noi. Anche questi amori possono entrare in crisi, ma proprio nella difficoltà rivelano la forza che li rende indispensabili. Ci si accorge di rimpiangerne persino i difetti e si finisce per riannodarli, smussando le rispettive sporgenze in nome di un valore superiore che è il progetto comune.
Esiste un terzo grado di innamoramento. Molto raro, ma magico. Si verifica quando non solo amiamo una persona nei suoi lati chiari e oscuri, ma riusciamo a scorgere aspetti della sua personalità che nemmeno lei è cosciente di avere. Oltre ad amarla per come sembra (primo grado) e per come è (secondo grado), la amiamo anche per come sarà, appena assumerà una consapevolezza maggiore di se stessa. È la forza del nostro amore che ci rende la vista così acuta e che trasmette all’altro/a la coscienza dei propri mezzi. E quando questa forza è ricambiata, la coppia crescerà a tal punto da estrarre da sé le imprese più incredibili.
MASSIMO GRAMELLINI
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