Nel mio caso, e posso parlare solo per me, quando dici:
Questa costruzione dell'amore impossibile, insostituibile e proprio per questo irraggiungibile crea una situazione in cui lui (e tu) vi deresponsabilizzate rispetto ai rispettivi.
E per deresponsabilizzare intendo che invece che affrontare direttamente tutta una serie di questioni, usate l'ammore irraggiungibile per mantenerli fermi esattamente dove sono.
Non mi ci ritrovo...
Io non voglio mantenere la mia relazione ufficiale dove è.
Non ce la faccio... e, per come sono io, il fatto di provare qlsa di altro e magari più grande.. rema a sfavore della situazione cristallizzata. E non dico che sia questo il caso, eh! Intendo solo che l'esistenza effettiva di qlsa di vero e migliore mi spingerebbe a tendere verso di esso.
Nel mio caso specifico... è come se da un lato invidiassi tutte le certezze di coloro che hanno scelto di mantenere in piedi la famiglia a tutti i costi... vorrei quasi esserne capace anche io, ma non al prezzo di mentire tutta la vita o a rinunciare a qualsiasi tipo di affetto... vorrei, da un certo punto di vista, riuscire a "sacrificarmi" per il bene dei miei figli ad esempio... ma mi chiedo se mentire a me stessa e anche a loro sia il Vero Bene o se possa invece essere una madre migliore, magari più nel lungo periodo che nel breve, cercando di essere onesta... non so se riesco a spiegarmi bene. E davvero questo dubbio me lo pongo concretamente...
Lui non lo so... sembra sincero ma la sincerità potrebbe nascere proprio da una disonestà verso se stesso... solo che se inizio a psicanalizzare anche lui... mi sfinisco...
La mia opinione è che lui sia nella mia situazione (quindi niente compagna perfetta tranne allegati) ma semplicemente non intenda affrontare la questione e le conseguenze... sui figli in primis ma, conoscendolo, anche economiche.
E, vedendo come sono confusa io, per gli stessi identici motivi... non mi sento proprio di giudicarlo...
Quello che mi stranisce è che abbia scelto e che questa scelta lo renda davvero sereno... e anche qui si capirà col tempo...
Oggi gli dicevo che tra poco sarà un anno che ci frequentiamo... era quasi stranito... questa situazione, nell'immagine di sè che si era costruito in tutti questi 40 anni, non era assolutamente contemplata... lui, uomo tutto di un pezzo, punto di riferimento per tutti i suoi amici, difensore dei sani principi familiari... e bla bla bla... da qui nasce la scarsa consapevolezza di sè e la poca onestà nel guardarsi dentro... se non a tratti.
Ma ti assicuro che non è un coglione... certe cose le sa. Non so se le affronterà mai, tutto qui. E, sinceramente, al momento, penso che non mi riguardi...
Prova a rileggerti.
Parti dai grassetti.
Una cosa che ho imparato in passato, è che quando si dice voglio oppure non voglio, si è ben ancorati a dove si è.
E nel sottolineato io penso ci siano cose importanti.
Per come sei costruita tu.
Io, per esempio, non sono mai riuscita a pensare ad una situazione esterna a me come motore di un cambiamento che riguardasse me.
Anzi. Ho rifuggito fortemente quel tipo di spinta, che a me richiama un delegare all'esterno un qualcosa di mio.
Forse girare lo specchio e guardarti nella situazione in cui. Guardarti per davvero.
E valutarti.
Come sei.
Oggi e in questa situazione.
Con tuo marito, il tuo amante, i tuoi figli.
ti piaci?
E' così che vuoi essere?
Sei soddisfatta?
Pensi di non valere oltre questo che vedi?
Se devo essere sincera dubito che mettere i tuoi figli sulla bilancia ti possa essere di una qualche utilità.
Come pensare al Vero Bene.
E chi lo stabilisce quello che è vero e quello che non lo è?
Cosa significa Vero?
E cosa significa Bene?
Boh annina...io leggo una donna che è dentro un matrimonio che non ha il coraggio (senza giudizio, sia chiaro!) di chiudere e neanche di proseguire e/o trasformare.
Che cerca fuori la soluzione.
Inseguendo il sogno di un amore talmente totalizzante (non parlo di lui, parlo del sogno...di cui in un qualche modo sei preda come nella situazione con lui) da salvarla da una situazione che non riesce a governare. (e questo è frustrante...o per lo meno, per me lo sarebbe non governare una mia situazione. Non so per te).
Mi fai venire in mente la principessa chiusa nella torre che aspetta che qualcuno la salvi dal drago.
E intanto si strugge...
Forse troverai pure l'amore talmente totalizzante da farti fare il passo.
Se devo essere sincera, e da non estimatrice dell'amore così come è descritto, ti auguro di non trovarlo un amore così grande da doverlo umiliare trasformandolo in grimaldello per sollevarti. Una specie di ascensore...
Cosa porti in un amore trasformato in motivazione che non riesci a darti?
Una motivazione che non si offre, ma che chiede all'amore di motivarla?
Mi sembra un amore con basi povere. Se devo essere sincera.
E forse sono romantica io qui.
Ma se parliamo d'amore, a me vengono in mente persone che mettono dentro energie, e non che le tirano fuori per fare cose che con quell'amore non c'entrano una beneamata.
Non so se mi spiego.
EDIT: quanto a lui...io più che provare a pelle fastidio nelle descrizioni che ne fai, e pensare a cosa ne farei io di quelle robe che ti sversa addosso senza la minima considerazione di te ma solo egocentrato non so sentire.
Posso provare a comprendere.
Ma nel concreto, se mi trovassi fra le mani un maschio così, perderei la pazienza in tre per due.
Uno così non porta valore aggiunto, concreto, alla mia vita.
Anzi, la appesantisce. E se la mia vita fosse già di suo pesante...non tenderei a renderla ancora più pesante in nome di un sognato.
Non sarebbe un candidato per me.
Nè per un amore clandestino e men che meno potrebbe rappresentare una tensione ad un amore futuro.
E' un casino.
E casino più casino, non fanno chiarezza.
Creano solo ulteriore entropia.
Che magari per un periodo sembra pure benessere.
Ma poi i nodi vengono comunque al pettine.
E fra di voi, se togliete l'amore, di nodi ce ne sono. E non pochi.