Al referendum sulla giustizia

cipolino

Utente di lunga data
Sono opinioni, più o meno rispettabili in base a quanto sono rispettabili gli argomenti. Chi usa argomenti sciocchi tratta da sciocchi i cittadini.
A me sembrano veramente assurdi quasi tutte le discussioni politiche che non riconoscono che sono punti di vista.
È come discutere se è meglio la cacio e pepe o l’amatriciana o la montagna o il mare.
Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue.

E va bene.

Se però si dice che io ho scritto qualcosa che invece non ho scritto, allora i casi sono due: o uno non sa leggere oppure si è in malafede e si mistifica quello che dico per piegarlo a proprio piacimento.

Vero è che ciò rende inutile il dialogo, però mi dà parecchio fastidio e, prima di ritirarmi dalla discussione, mi sento in dovere di farlo notare.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue.

E va bene.

Se però si dice che io ho scritto qualcosa che invece non ho scritto, allora i casi sono due: o uno non sa leggere oppure si è in malafede e si mistifica quello che dico per piegarlo a proprio piacimento.

Vero è che ciò rende inutile il dialogo, però mi dà parecchio fastidio e, prima di ritirarmi dalla discussione, mi sento in dovere di farlo notare.
Se hai energie per farlo.
Qualsiasi l’argomento c’è la tendenza a criminalizzare l’opinione opposta, pure quando non è tanto opposta.
Se guardiamo l’argomento del forum, mi è stato detto di tutto, senza sapere nulla.
È difficile non farsi trascinare su un piano che non interessa.
Ma io penso che non è solo che ognuno ha le sue opinioni, come le palle, per chi le ha, ma che a volte non sono così inconciliabili. Ma in un referendum è inevitabile.
 

cipolino

Utente di lunga data
Se hai energie per farlo.
Qualsiasi l’argomento c’è la tendenza a criminalizzare l’opinione opposta, pure quando non è tanto opposta.
Se guardiamo l’argomento del forum, mi è stato detto di tutto, senza sapere nulla.
È difficile non farsi trascinare su un piano che non interessa.
Ma io penso che non è solo che ognuno ha le sue opinioni, come le palle, per chi le ha, ma che a volte non sono così inconciliabili. Ma in un referendum è inevitabile.
La citazione originale secondo me è più bella, oltre ad avere il vantaggio di essere genderless.
 

Nicky

Utente di lunga data
Non è solo politica, ma anche potere, o dissidio con le persone sbagliate.
Fai bene a pensare con la tua testa.

A me personalmente fortuna non è mai capitato, ma mi tremerebbero le vene dovessi cadere in qualche trappola giudiziaria.
Non ho per nulla fiducia nella magistratura.

Con questo non è questa riforma che cambierà le cose
Forse, se iniziassero i PM a pagare per i propri errori, prima di infilare qualcuno in galera preventiva ci penserebbero un attimo.
Ma sai, per me non ha senso avere fiducia in generale nella magistratura. Dipende sempre dalle persone.
E poco sopporto la difesa "corporativa". Ma sul referendum ci sono state reazioni scomposte e assurde da ogni fronte, ho sentito tante di quelle sciocchezze da ogni lato, da far passare la voglia di occuparsene.
Sul carcere preventivo, per me non dovrebbe esistere, ma d'altra parte è anche vero che a volte è necessario proteggere subito la società. Purtroppo è un ambito complicato.
 

Alphonse02

Utente di lunga data
Continuo a ripetere che niente di tutto ciò è quello che ho scritto io.

Se ti attieni a quello che scrivo, si può anche parlare, se invece lo interpreti in modo fantasioso allora non ha senso parlare.
Lo hai scritto tu:

Il problema è che le modifiche proposte non toccano solo la separazione delle carriere ma intervengono pesantemente anche (e soprattutto) sugli organi di autogoverno della magistratura: con le modifiche proposte, gli organi diventano (in buona parte) di nomina politica.
Questo implica che è molto è più facile che la magistratura sia più serva della politica di quanto non lo sia adesso.
Non sono fantasioso.

Sto al significato delle parole e tu hai in sostanza affermato che la riforma oggetto del referendum causerebbe, se approvata, la nomina politica degli organi di autogoverno della magistratura. Così interpreto le tue parole evidenziate.

Quando usi il termine "politica " non fai evidentemente riferimento al potere esecutivo (governo) ma a quello del sistema "politico attuale", che è di tipo parlamentare.

Preferisci così che, piuttosto che il Parlamento, siano i magistrati a gestire, attraverso forme di rappresentanza correntizia interna la scelta politica nella gestione dell' organizzazione della giustizia, che riguarda tutti i cittadini.

Se non lo sapessi, i magistrati (giudici e PM) sono poco meno di 10.000 in Italia e la percentuale di iscritti alla ANM è divenuta nel tempo elevatissima (intorno al 94%), perché se non fai politica non fai carriera. Leggiti il libro di Palamara e Sallusti
"Il Sistema - Potere, politica, affari -Storia segreta della magistratura italiana"
E ti fai una idea di cosa succede.

Aggiungo, che i nominati dalla "politica" (sempre da sorteggiare da un elenco) sono circa 1/3 rispetto ai 2/3 dei sorteggiati tra i magistrati. La maggioranza è dunque più facile che sia espressione della magistratura, no ?

Non c'è l' ho con te, ti affidi a quello che viene propagandato in una campagna elettorale che ha perso di vista il contenuto tecnico della riforma per trasformare il dibattito (appunto prevalentemente di diritto costituzionale) in una rissa politica di bassa lega. Un referendum sul governo: con logiche del tipo "piove, governo ladro".

Hanno cominciato per primi quelli del NO, per recuperare lo svantaggio notevole iniziale, e quelli del SI si sono accodati, riuscendo ad essere anche più banali ed ignoranti dei primi. Tutti a cercare dichiarazioni ad effetto, perdendo di vista i problemi tecnici da risolvere. Si discute per i grandi sistemi, per gli ectoplasmi delle ideologie del secolo scorso.

Si è buttato tutto in caciara ed il voto diventa incentrato su un dibattito politico generale (come capitò per la riforma di Renzi), dove contano le antipatie più dei problemi reali.
Il voto così diventa falsato, chiunque vinca, impregnato di antichi rancori politici.

Per fortuna che finisce tutto tra pochi giorni, una settimana al massimo.
 
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