Al referendum sulla giustizia

Brunetta

Utente di lunga data
Ma le persone in maggioranza non hanno memoria, e non hanno in media nemmeno la capacità di fare i propri interessi.
Parlo di chi ora promuove il NO quando 20 anni fa diceva esattamente il contrario.
Devo avere demenza senile. Io ricordo che era una battaglia di Berlusconi.
 

cipolino

Utente di lunga data
Boh, da profano mi parrebbe un tantino sbilanciato se finissi indagato e/o sotto processo e avessi contro il PM che però è della stessa ditta del GIP e di tutti quelli che devono giudicare, dato che rispondono allo stesso organo di autogoverno che decide assunzioni, assegnazioni, trasferimenti, promozioni e sanzioni disciplinari ecc ecc ecc, senza contare il discorso delle "correnti", perciò mi pare comunque un passo avanti. Magari sbaglio eh, però visto che le statistiche parlano di una stragrande maggioranza di inchieste che iniziano per finire nel nulla, non senza aver prima rovinato la vita a persone, ditte fallite ecc ecc ecc, se potenzialmente i GIP smettono di essere dei passacarte dei PM assecondando praticamente tutte le loro richieste, FORSE c'è una possibilità di limitare questi danni.. sottolineo FORSE eh
Vedi, se si trattasse solo della separazione delle carriere, non avrei molti problemi: forse voterei sì, senza pensarci troppo, anche perché sarebbe semplicemente poco più di una presa d'atto di una separazione che già c'è, di fatto, considerato che la percentuale di magistrati che va da una parte all'altra è esigua (siamo intorno allo 0,5% !).

Il problema è che le modifiche proposte non toccano solo la separazione delle carriere ma intervengono pesantemente anche (e soprattutto) sugli organi di autogoverno della magistratura: con le modifiche proposte, gli organi diventano (in buona parte) di nomina politica.
Questo implica che è molto è più facile che la magistratura sia più serva della politica di quanto non lo sia adesso.

Inoltre, nelle modifiche proposte non c'è niente invece che vada ad incidere sulla lunghezza dei procedimenti (il vero problema della giustizia in Italia) e neanche sulla responsabilità civile dei magistrati: ne segue che quando leggi appelli di qualcuno a favore del sì per rendere finalmente snelli i procedimenti o per farla pagare ai magistrati che sbagliano, si tratta di niente altro che di facili slogan populisti che fanno leva sull'ignoranza della gente! ;)

Il diavolo è nei dettagli... ;)
 

danny

Utente di lunga data
Devo avere demenza senile. Io ricordo che era una battaglia di Berlusconi.
Partito Radicale, PSI, Martelli, Flick del governo Prodi, diciamo che prima di Mani Pulite la visione era così nella sinistra socialista e radicale.
Poi dopo Mani Pulite, e proprio con l'arrivo di Berlusconi, la magistratura e la sinistra hanno stretto un'allenza contro di lui, e ovviamente in quell'area faceva comodo pensarla diversamente, la magistratura era estremamente utile se potenzialmente concorde contro gli avversari politici.
Si dice spesso che la sinistra di oggi corrisponda ai radicali di un tempo, ma mi sembra che in questo caso sia ben altra cosa. resta ancora ben viva la sinistra antiberlusconiana di 30 anni fa.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Partito Radicale, PSI, Martelli, Flick del governo Prodi, diciamo che prima di Mani Pulite la visione era così nella sinistra socialista e radicale.
Poi dopo Mani Pulite, e proprio con l'arrivo di Berlusconi, la magistratura e la sinistra hanno stretto un'allenza contro di lui, e ovviamente in quell'area faceva comodo pensarla diversamente, la magistratura era estremamente utile se potenzialmente concorde contro gli avversari politici.
Si dice spesso che la sinistra di oggi corrisponda ai radicali di un tempo, ma mi sembra che in questo caso sia ben altra cosa. resta ancora ben viva la sinistra antiberlusconiana di 30 anni fa.
Ahaaaa
 

Brunetta

Utente di lunga data
Vedi, se si trattasse solo della separazione delle carriere, non avrei molti problemi: forse voterei sì, senza pensarci troppo, anche perché sarebbe semplicemente poco più di una presa d'atto di una separazione che già c'è, di fatto, considerato che la percentuale di magistrati che va da una parte all'altra è esigua (siamo intorno allo 0,5% !).

Il problema è che le modifiche proposte non toccano solo la separazione delle carriere ma intervengono pesantemente anche (e soprattutto) sugli organi di autogoverno della magistratura: con le modifiche proposte, gli organi diventano (in buona parte) di nomina politica.
Questo implica che è molto è più facile che la magistratura sia più serva della politica di quanto non lo sia adesso.

Inoltre, nelle modifiche proposte non c'è niente invece che vada ad incidere sulla lunghezza dei procedimenti (il vero problema della giustizia in Italia) e neanche sulla responsabilità civile dei magistrati: ne segue che quando leggi appelli di qualcuno a favore del sì per rendere finalmente snelli i procedimenti o per farla pagare ai magistrati che sbagliano, si tratta di niente altro che di facili slogan populisti che fanno leva sull'ignoranza della gente! ;)

Il diavolo è nei dettagli... ;)
La scuola è diventata un disastro.
Mancano gli insegnanti, anche perché si è creato un percorso universitario dedicato e il traguardo è guadagnare come un impiegato esecutivo. La possibilità di insegnare per chi non ha seguito quel percorso resta, con diverse modalità, perché altrimenti dovremmo chiudere le scuole.
Che c’entra? C’entra.
Però potremmo introdurre la separazione delle carriere tra insegnanti e dirigenti. Eh che ideona!
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Vedi, se si trattasse solo della separazione delle carriere, non avrei molti problemi: forse voterei sì, senza pensarci troppo, anche perché sarebbe semplicemente poco più di una presa d'atto di una separazione che già c'è, di fatto, considerato che la percentuale di magistrati che va da una parte all'altra è esigua (siamo intorno allo 0,5% !).

Il problema è che le modifiche proposte non toccano solo la separazione delle carriere ma intervengono pesantemente anche (e soprattutto) sugli organi di autogoverno della magistratura: con le modifiche proposte, gli organi diventano (in buona parte) di nomina politica.
Questo implica che è molto è più facile che la magistratura sia più serva della politica di quanto non lo sia adesso.

Inoltre, nelle modifiche proposte non c'è niente invece che vada ad incidere sulla lunghezza dei procedimenti (il vero problema della giustizia in Italia) e neanche sulla responsabilità civile dei magistrati: ne segue che quando leggi appelli di qualcuno a favore del sì per rendere finalmente snelli i procedimenti o per farla pagare ai magistrati che sbagliano, si tratta di niente altro che di facili slogan populisti che fanno leva sull'ignoranza della gente! ;)

Il diavolo è nei dettagli... ;)
Sicuramente il diavolo è nei dettagli. Tuttavia separazione non è tanto la questione che il PM da domani diventa giudicante, ma che risponde allo stesso organo datore di lavoro, per cui è di fatto un collega, certamente non un terzo. Inoltre la magistratura è un potere dello stato, e ogni potere dello stato è, per sua natura politico. L'idea di un magistrato "asettico", che vive in un vuoto pneumatico fatto solo di codici e leggi, è una suggestione teorica che si scontra con la realtà dei fatti. Per cui la scelta non è se fare entrare la politica o meno, che dentro c'è già resterebbe comunque, ma come farla entrare, se dalla porta principale o da quella sul retro IMHO
 

danny

Utente di lunga data
Vedi, se si trattasse solo della separazione delle carriere, non avrei molti problemi: forse voterei sì, senza pensarci troppo, anche perché sarebbe semplicemente poco più di una presa d'atto di una separazione che già c'è, di fatto, considerato che la percentuale di magistrati che va da una parte all'altra è esigua (siamo intorno allo 0,5% !).

Il problema è che le modifiche proposte non toccano solo la separazione delle carriere ma intervengono pesantemente anche (e soprattutto) sugli organi di autogoverno della magistratura: con le modifiche proposte, gli organi diventano (in buona parte) di nomina politica.
Questo implica che è molto è più facile che la magistratura sia più serva della politica di quanto non lo sia adesso.

Inoltre, nelle modifiche proposte non c'è niente invece che vada ad incidere sulla lunghezza dei procedimenti (il vero problema della giustizia in Italia) e neanche sulla responsabilità civile dei magistrati: ne segue che quando leggi appelli di qualcuno a favore del sì per rendere finalmente snelli i procedimenti o per farla pagare ai magistrati che sbagliano, si tratta di niente altro che di facili slogan populisti che fanno leva sull'ignoranza della gente! ;)

Il diavolo è nei dettagli... ;)
L'alternativa però è... non cambiare nulla per i prossimi 30 anni.
Quindi votare NO presuppone che si sia completamente soddisfatti del sistema attuale.
Il che è lecito, sicuramente.
Si vota NO se si vuole mantenere per i prossimi decenni l'attuale situazione.
SI' se si opta per un cambiamento, che sicuramente avrà difetti e verrà comunque gestito nel peggior modo possibile.
Alla fine diventa un giudizio di valore:
chi vota NO ritiene che l'attuale sistema sia il migliore possibile e che non debba subire alcun mutamento.
SI' chi ritiene corretto almeno proseguire per un percorso di cambiamento.
 

Brunetta

Utente di lunga data

cipolino

Utente di lunga data
Sicuramente il diavolo è nei dettagli. Tuttavia separazione non è tanto la questione che il PM da domani diventa giudicante, ma che risponde allo stesso organo datore di lavoro, per cui è di fatto un collega, certamente non un terzo. Inoltre la magistratura è un potere dello stato, e ogni potere dello stato è, per sua natura politico. L'idea di un magistrato "asettico", che vive in un vuoto pneumatico fatto solo di codici e leggi, è una suggestione teorica che si scontra con la realtà dei fatti. Per cui la scelta non è se fare entrare la politica o meno, che dentro c'è già resterebbe comunque, ma come farla entrare, se dalla porta principale o da quella sul retro IMHO
Sì, però in questo tuo discorso si mettono sullo stesso piano due diversi significati e concetti di "politica".

Da una parte "politica" come idea delle persone su come dovrebbero andare le cose: questo è ciò che facciamo tutti, a qualunque livello, e ovviamente è inimmaginabile che non lo facciano sottotraccia anche i magistrati.

Dall'altra c'è la "politica" intesa come organismi che cercano di controllare altri organismi, e più in generale lo stato, secondo i propri principi ma mettendosi al di sopra degli altri.

Tra un controllo esterno che si pone al di sopra e uno tra pari, io preferisco quello tra pari. Non una, ma mille volte.
 

danny

Utente di lunga data
Se consideri di sinistra i diritti liberali, sono di sinistra.
Non si dice che il PD di oggi abbia proseguito il percorso dei Radicali?

Però, vedi, il problema è che non si DOVREBBE votare per appartenenza politica.
E' proprio questo l'errore.
Questo non è un referendum per affossare la Meloni o per dar contro a Berlusconi pace all'anima sua.
Non dovrebbe essere così.
Chiunque dovrebbe votare sulla base della sensibilità personale e i partiti limitarsi a spiegare le ragioni del SI' e del NO senza chiamare all'appello gli elettori.
E un elettore di sinistra dovrebbe votare SI' pur essendo di sinistra così come il contrario.
 

cipolino

Utente di lunga data
L'alternativa però è... non cambiare nulla per i prossimi 30 anni.
Quindi votare NO presuppone che si sia completamente soddisfatti del sistema attuale.
Il che è lecito, sicuramente.
Si vota NO se si vuole mantenere per i prossimi decenni l'attuale situazione.
SI' se si opta per un cambiamento, che sicuramente avrà difetti e verrà comunque gestito nel peggior modo possibile.
Alla fine diventa un giudizio di valore:
chi vota NO ritiene che l'attuale sistema sia il migliore possibile e che non debba subire alcun mutamento.
SI' chi ritiene corretto almeno proseguire per un percorso di cambiamento.
No: chi vota NO ritiene semplicemente che il sistema proposto sia peggiore di quello attuale.

E votare NO non vuol dire sostenere che non si deve cambiare nulla: dove lo vedi scritto sul quesito referendario? Significa solo NO a quelle cose che sono scritte sulla scheda! Eddai, su: un minimo di onestà intellettuale, se no parliamo del nulla.

Tante cose possono essere cambiate per migliorare la giustizia, ma queste cose proposte non sono tra quelle cose.
 

danny

Utente di lunga data
No: chi vota NO ritiene semplicemente che il sistema proposto sia peggiore di quello attuale.

E votare NO non vuol dire sostenere che non si deve cambiare nulla: dove lo vedi scritto sul quesito referendario? Significa solo NO a quelle cose che sono scritte sulla scheda! Eddai, su: un minimo di onestà intellettuale, se no parliamo del nulla.

Tante cose possono essere cambiate per migliorare la giustizia, ma queste cose proposte non sono tra quelle cose.
Secondo te quando mai verrà riproposto un cambiamento e un altro referendum?
Tra 30 anni, forse.
Ricordiamoci del nucleare...
Pietra tombale.
Il NO è scontato perché nessuna forza politica oggi vuole realmente cambiare questa situazione.
La campagna fatta a destra è ridicola e porterà il No a stravincere.
O almeno, questa è l'intenzione non detta.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Sì, però in questo tuo discorso si mettono sullo stesso piano due diversi significati e concetti di "politica".

Da una parte "politica" come idea delle persone su come dovrebbero andare le cose: questo è ciò che facciamo tutti, a qualunque livello, e ovviamente è inimmaginabile che non lo facciano sottotraccia anche i magistrati.

Dall'altra c'è la "politica" intesa come organismi che cercano di controllare altri organismi, e più in generale lo stato, secondo i propri principi ma mettendosi al di sopra degli altri.

Tra un controllo esterno che si pone al di sopra e uno tra pari, io preferisco quello tra pari. Non una, ma mille volte.
Che poi io mica ho capito come entrerebbe questo controllo politico sui magistrati, perchè ogni volta che lo hanno chiesto a qualcuno del NO mica risponde, solitamente cambia argomento, o magari mi sono perso io qualche intervento in merito. Sarebbe utile capire il meccanismo
 

Nono

Utente di lunga data
Vedi, se si trattasse solo della separazione delle carriere, non avrei molti problemi: forse voterei sì, senza pensarci troppo, anche perché sarebbe semplicemente poco più di una presa d'atto di una separazione che già c'è, di fatto, considerato che la percentuale di magistrati che va da una parte all'altra è esigua (siamo intorno allo 0,5% !).

Il problema è che le modifiche proposte non toccano solo la separazione delle carriere ma intervengono pesantemente anche (e soprattutto) sugli organi di autogoverno della magistratura: con le modifiche proposte, gli organi diventano (in buona parte) di nomina politica.
Questo implica che è molto è più facile che la magistratura sia più serva della politica di quanto non lo sia adesso.

Inoltre, nelle modifiche proposte non c'è niente invece che vada ad incidere sulla lunghezza dei procedimenti (il vero problema della giustizia in Italia) e neanche sulla responsabilità civile dei magistrati: ne segue che quando leggi appelli di qualcuno a favore del sì per rendere finalmente snelli i procedimenti o per farla pagare ai magistrati che sbagliano, si tratta di niente altro che di facili slogan populisti che fanno leva sull'ignoranza della gente! ;)

Il diavolo è nei dettagli... ;)
Allora teniamoci magistratura democratica che non è per nulla serva della politica.
 

cipolino

Utente di lunga data
Secondo te quando mai verrà riproposto un cambiamento e un altro referendum?
Tra 30 anni, forse.
Ricordiamoci del nucleare...
Pietra tombale.
Il NO è scontato perché nessuna forza politica oggi vuole realmente cambiare questa situazione.
La campagna fatta a destra è ridicola e porterà il No a stravincere.
O almeno, questa è l'intenzione non detta.
Quindi perché ritieni che non saranno fatte modifiche migliori allora è meglio farne di peggiori?

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danny

Utente di lunga data
"Nel corso dei lavori della Bicamerale D’Alema, furono presentati diversi emendamenti che prevedevano la separazione delle carriere, sottoscritti anche da esponenti del Partito democratico della sinistra come Claudio Petruccioli, Enrico Morando, Giovanni Pellegrino. Fu poi approvato un emendamento del Ppi a firma di Ortensio Zecchino, che come soluzione di compromesso prevedeva la divisione del Csm in due sezioni: votarono a favore Forza Italia, Alleanza nazionale, Ccd. Cdu, cinque popolari (oltre a Zecchino, Ciriaco De Mita, Franco Marini, Tarcisio Andreolli e Sergio Mattarella), due del gruppo misto, il socialista Enrico Boselli e Giovanni Pellegrino del Pds; contrari il Pds (meno Pellegrino), Rifondazione comunista, uno del gruppo misto e un verde; astenuti due di Rinnovamento italiano, il relatore Marco Boato dei Verdi e due del Ppi (Leopoldo Elia e Gianclaudio Bressa); la Lega aveva annunciato il suo voto favorevole, ma poi non partecipò perché in precedenza non era passata la sua proposta di elezione popolare diretta dei pubblici ministeri. Quel voto, comunque, non si concretizzerà mai, come tutto il lavoro della Bicamerale, che naufragò nel 1998 in seguito alla rottura tra Silvio Berlusconi e i suoi avversari politici."


Quanti anni....
Ne sono passati 28.
 
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