Al referendum sulla giustizia

Alphonse02

Utente di lunga data
Votando si i giudici avrebbe lavorato più velocemente e meglio?
Dal punto di vista del cittadino la questione è che in un sistema giudiziario di tipo accusatorio, dove accusa e difesa dovrebbero essere sullo stesso piano, la terzietà del giudice è un valore che andrebbe pienamente affermato, evitando ogni commistione del giudice con il pubblico ministero (che rappresenta l' accusa e dirige le indagini della polizia) e con l' avvocato (che tutela i diritti dell' accusato).

Quindi, non è questione di sveltire la durata e/o il numero dei processi penali ma di garantire costituzionalmente i diritti dell' imputato, al quale la Costituzione deve garantire un equo processo.
Se vogliamo, è una questione di QUALITA' della giustizia a tutto campo.
Se la qualità della giustizia aumentasse ci dovrebbero essere meno appelli e revisioni dei processi, mi sembra una conseguenza possibile.

Poi, se si cerca una giustizia ultra rapida, basta eliminare il diritto alla difesa 👀, così che il giudice possa decidere sulla accusa formulata dal suo "collega" magistrato e basta. 🤹 Anzi, per migliorare i numeri dei processi risolti in poco tempo aiuterebbe molto anche la reintroduzione della tortura, in termini di efficienza , così che l' accusato confessi rapidamente di aver commesso il reato del quale è accusato. Magari, confessa anche di più, basta che gli venga chiesto con attrezzi arroventati sulla brace o gli si avvicini una sega ad un orecchio o un dito. 🫣

Però, saremmo arrivati a distanza siderale dalla realizzazione di una società veramente democratica. Magari una dittatura nel nome del bene del popolo, che sta tornando di moda. 🤦🏼‍♂️

L' ultima parte della mia risposta è chiaramente provocatoria, per fare capire che il referendum appena fatto non c' entrava con l' efficienza del sistema in termini numerici e/o temporali. 🤷🏼‍♂️
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Dal punto di vista del cittadino la questione è che in un sistema giudiziario di tipo accusatorio, dove accusa e difesa dovrebbero essere sullo stesso piano, la terzietà del giudice è un valore che andrebbe pienamente affermato, evitando ogni commistione del giudice con il pubblico ministero (che rappresenta l' accusa e dirige le indagini della polizia) e con l' avvocato (che tutela i diritti dell' accusato).

Quindi, non è questione di sveltire la durata e/o il numero dei processi penali ma di garantire costituzionalmente i diritti dell' imputato, al quale la Costituzione deve garantire un equo processo.
Se vogliamo, è una questione di QUALITA' della giustizia a tutto campo.
Se la qualità della giustizia aumentasse ci dovrebbero essere meno appelli e revisioni dei processi, mi sembra una conseguenza possibile.

Poi, se si cerca una giustizia ultra rapida, basta eliminare il diritto alla difesa 👀, così che il giudice possa decidere sulla accusa formulata dal suo "collega" magistrato e basta. 🤹 Anzi, per migliorare i numeri dei processi risolti in poco tempo aiuterebbe molto anche la reintroduzione della tortura, in termini di efficienza , così che l' accusato confessi rapidamente di aver commesso il reato del quale è accusato. Magari, confessa anche di più, basta che gli venga chiesto con attrezzi arroventati sulla brace o gli si avvicini una sega ad un orecchio o un dito. 🫣

Però, saremmo arrivati a distanza siderale dalla realizzazione di una società veramente democratica. Magari una dittatura nel nome del bene del popolo, che sta tornando di moda. 🤦🏼‍♂️

L' ultima parte della mia risposta è chiaramente provocatoria, per fare capire che il referendum appena fatto non c' entrava con l' efficienza del sistema in termini numerici e/o temporali. 🤷🏼‍♂️
Questa volta sono stata sintetica.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Avrebbe cambuato situazioni come questa?
"Nel tardo pomeriggio di oggi è stata diramata la notizia riguardante l’ennesimo atto di accanimento del Procuratore Marcello Viola, titolare della Procura di Milano, nei confronti dei Militari dell’Arma dei Carabinieri.

L’oggetto del contendere è sempre il medesimo: il decesso dell’immigrato egiziano Ramy Elgaml che, da passeggero dell’immigrato tunisino Fares Bouzidi, è stato sbalzato contro un palo semaforico perdendo la vita. Era il 24 novembre 2024 e da allora l’Arma dei Carabinieri non ha avuto pace.

Secondo il Procuratore Marcello Viola il Carabiniere che guidava la Gazzella nell’inseguimento sarebbe colpevole di “omicidio stradale con eccesso colposo nell’adempimento del dovere”.

Fares Bouzidi, l’immigrato che ha disatteso l’ALT dei Carabinieri, invece, sarebbe colpevole di semplice “concorso in omicidio stradale.

foto: Ilaria Cucchi sul luogo del decesso di Ramy Elgaml (Ilaria Cucchi anche ex candidata nella lista del magistrato Ingroia, senatrice)

I Pubblici Ministeri Giancarla Serafini, Marco Cirigliano, Paolo Ielo, hanno chiesto il rinvio a giudizio anche di altri sei Carabinieri imputati, a vario titolo, di “favoreggiamento, depistaggio, falso nel verbale d’arresto” di Fares Bouzid
Il filtro a robe come questa dovrebbe essere il gip, ma ad oggi non filtra un tubo avvallando tutte le richieste dei pm (senza il quale avvallo non potrebbero prendere provvedimenti tipo custodia cautelare, intercettazioni ecc ecc) forse perché è della stessa ditta del pm? Se il pm sapesse che non tutte le sue cagate verrebbero avvallate conterebbe fino a 3 prima di spararle? Mi sa che non lo sapremo
 
Ultima modifica:

Alphonse02

Utente di lunga data
Uno dei rischi che il cittadino corre nel settore Giustizia, senza averne piena consapevolezza, è che qualsiasi convincimento di un giudice che ha seguito dall' inizio un procedimento può essere cambiato semplicemente dalla sua sostituzione con altro giudice, il quale può non essere così diligente da studiarsi tutte le carte e persino manifestare una diversa interpretazione di fatti e norme di diritto applicabili. Cause che sembravano vinte diventano perse nel giro di poco tempo.

Uno dei correttivi che si potrebbero apportare alla vigente legislazione in materia è che il giudice che inizia la trattazione di una causa non può cambiare sede o ufficio senza avere completato le cause seguite.
Cambiare il principio della continuità dell' ufficio giudiziario con quello della continuità del giudice, anche per intuibili ragioni di efficienza.
 

Gaia

Utente di lunga data
Uno dei rischi che il cittadino corre nel settore Giustizia, senza averne piena consapevolezza, è che qualsiasi convincimento di un giudice che ha seguito dall' inizio un procedimento può essere cambiato semplicemente dalla sua sostituzione con altro giudice, il quale può non essere così diligente da studiarsi tutte le carte e persino manifestare una diversa interpretazione di fatti e norme di diritto applicabili. Cause che sembravano vinte diventano perse nel giro di poco tempo.

Uno dei correttivi che si potrebbero apportare alla vigente legislazione in materia è che il giudice che inizia la trattazione di una causa non può cambiare sede o ufficio senza avere completato le cause seguite.
Cambiare il principio della continuità dell' ufficio giudiziario con quello della continuità del giudice, anche per intuibili ragioni di efficienza.
Nel penale infatti il cambio del giudice presuppone l’inizio ex novo dell’istruttoria e invece anche sulla prescrizione.
Nei pochissimi casi penali seguiti ho sempre adottato questa linea per due ragioni:
Far decorrere la prescrizione e avere un giudice di fronte che conoscesse tutto il caso.
Nel civile invece ciò non è possibile.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Uno dei rischi che il cittadino corre nel settore Giustizia, senza averne piena consapevolezza, è che qualsiasi convincimento di un giudice che ha seguito dall' inizio un procedimento può essere cambiato semplicemente dalla sua sostituzione con altro giudice, il quale può non essere così diligente da studiarsi tutte le carte e persino manifestare una diversa interpretazione di fatti e norme di diritto applicabili. Cause che sembravano vinte diventano perse nel giro di poco tempo.

Uno dei correttivi che si potrebbero apportare alla vigente legislazione in materia è che il giudice che inizia la trattazione di una causa non può cambiare sede o ufficio senza avere completato le cause seguite.
Cambiare il principio della continuità dell' ufficio giudiziario con quello della continuità del giudice, anche per intuibili ragioni di efficienza.
Su questo concordo.
A me accadde l’esatto opposto anni fa.
La mia causa passò da un giudice molto influenzabile ad uno molto meno disponibile a farsi raggirare dalle parole altrui.
Ci furono periti di parte e avvocati, che nel primo caso si notava proprio che con i loro modi di fare intimorivano il giudice.
Quando per ragioni che ignoro un altro prese il suo posto, la causa prese tutt’altra piega.
 

Alphonse02

Utente di lunga data
Nel penale infatti il cambio del giudice presuppone l’inizio ex novo dell’istruttoria e invece anche sulla prescrizione.
Nei pochissimi casi penali seguiti ho sempre adottato questa linea per due ragioni:
Far decorrere la prescrizione e avere un giudice di fronte che conoscesse tutto il caso.
Nel civile invece ciò non è possibile.
Un giudice che non conosce la causa è una mina pronta ad esplodere. Ecco, quella è una disfunzione del nostro ordinamento che non viene curata.
È uno dei privilegi dei giudici che andrebbe smantellato ma che incontra una fortissima resistenza (indovina da chi?).
Mi diceva un amico di una causa innanzi il Tribunale di ...(Liguria) che sono al quarto cambio di giudice in nemmeno tre anni.
A Roma, altro amico mi segnalava sei giudici cambiati in nemmeno cinque anni di causa.
 

danny

Utente di lunga data
Un giudice che non conosce la causa è una mina pronta ad esplodere. Ecco, quella è una disfunzione del nostro ordinamento che non viene curata.
È uno dei privilegi dei giudici che andrebbe smantellato ma che incontra una fortissima resistenza (indovina da chi?).
Mi diceva un amico di una causa innanzi il Tribunale di ...(Liguria) che sono al quarto cambio di giudice in nemmeno tre anni.
A Roma, altro amico mi segnalava sei giudici cambiati in nemmeno cinque anni di causa.
Sì.
Altro argomento molto importante.
 

Alphonse02

Utente di lunga data
Su questo concordo.
A me accadde l’esatto opposto anni fa.
La mia causa passò da un giudice molto influenzabile ad uno molto meno disponibile a farsi raggirare dalle parole altrui.
Ci furono periti di parte e avvocati, che nel primo caso si notava proprio che con i loro modi di fare intimorivano il giudice.
Quando per ragioni che ignoro un altro prese il suo posto, la causa prese tutt’altra piega.
Vabbè, c' è di tutto. Il problema è nella qualità delle persone. Come in tutti i campi, d' altronde. E non solo in Italia, intendiamoci.
Amici mi raccontavano in Brasile, dove prima della sentenza c' era l' usanza delle "buste" (gara a chi offre di più)...

Nel nostro ordinamento basta vincere un concorso (duro, per carità ) e diventi giudice. Se hai poca voglia di lavorare brighi per farti trasferire al Ministero o farti assegnare a qualche sede "comoda". Come ? Ti iscrivi ad una corrente della ANM e fai valere il tuo voto (che è qualcosa che risponde al detto "do ut des", volgarmente voto di scambio).
Le rivelazioni di Palamara insegnano ...
 
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