Avete relazioni con uomini sposati? Cerco confronto

danny

Utente di lunga data
Il problema è che vacilla ciò che non è sicuro.
Chi parla latino? Neanche più in chiesa!
Tutto cambia e passa attraverso il setaccio del tempo, del buono e dell'utile.
Non abbiamo il controllo del presente e neanche del futuro.
Si lavoro nella nostra piccola cerchia e nei limiti delle nostre capacità per setacciare e cercare di tenere ciò a cui teniamo e ...Jannacci era pugliese.
I genitori di Jannacci.
Lui era milanese, essendo figlio di immigrati ma nato a Milano.
E la forza della cultura milanese di allora era tale da renderlo uno degli interpreti più noti di canzoni in dialetto milanese.
Un evidente esempio di integrazione.
Oggi... i ragazzi di tutto il mondo ascoltano Kate Perry e si vestono Zara.
Eppure sembra che le differenze siano più forti di un tempo.
Questo perché le identità culturali in tutto il mondo si sono indebolite e questo crea sacche di insofferenza. Però questo è un problema legato alla globalizzazione più che all'immigrazione.
Il ruolo dell'appartenenza e dell'identità culturale viene sempre sottovalutato ma è spesso causa di disagio.
 
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spleen

utente ?
Ma quali sono quelle adeguate?
Chi le propone senza cavalcare le paure irrazionali?
Dalla terra del mais mi rendo conto che il "chi" ultimamente è più importante del "cosa" propone.

E occhio a non sgarrare, quel becero fascista di Minniti ha osato persino dire che chi non ha titolo a stare qui a spese della comunità deve essere rimpatriato, pensa un po.
 

stany

Utente di lunga data
Il problema è che vacilla ciò che non è sicuro.
Chi parla latino? Neanche più in chiesa!
Tutto cambia e passa attraverso il setaccio del tempo, del buono e dell'utile.
Non abbiamo il controllo del presente e neanche del futuro.
Si lavoro nella nostra piccola cerchia e nei limiti delle nostre capacità per setacciare e cercare di tenere ciò a cui teniamo e ...Jannacci era pugliese.
Un fatto è certo, è il territorio che condiziona il soggetto e non il contrario; questo se non avviene la sostituzione di una civiltà in un unica soluzione (cosa improbabile) ma gradatamente. Certo che nelle metropoli prevalendo l'eterogenia degli abitanti,non viene conservato il dialetto,oppure altre tradizioni legate ad eventi commemorativi. Commovente è stato sentire parlare giovani musulmani con accento bergamasco e trevigiano l'altra sera in tivvù (o era la lavatrice?), mentre esponevano pareri sull'Isis...Se chiudevo gli occhi potevo credere di sentire parlare uno delle valli bergamasche oppure di Treviso....
 

Brunetta

Utente di lunga data
I genitori di Jannacci.
Lui era milanese, essendo figlio di immigrati ma nato a Milano.
E la forza della cultura milanese di allora era tale da renderlo uno degli interpreti più noti di canzoni in dialetto milanese.
Un evidente esempio di integrazione.
Oggi... i ragazzi di tutto il mondo ascoltano Kate Perry e si vestono Zara.
Eppure sembra che le differenze siano più forti di un tempo.
Questo perché le identità culturali in tutto il mondo si sono indebolite e questo crea sacche di insofferenza. Però questo è un problema legato alla globalizzazione più che all'immigrazione.
Il ruolo dell'appartenenza e dell'identità culturale viene sempre sottovalutato ma è spesso causa di disagio.
Le differenze le vede chi le vede.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Dalla terra del mais mi rendo conto che il "chi" ultimamente è più importante del "cosa" propone.

E occhio a non sgarrare, quel becero fascista di Minniti ha osato persino dire che chi non ha titolo a stare qui a spese della comunità deve essere rimpatriato, pensa un po.
Stai facendo una campagna elettorale contro di me, ma io non sono candidata non ho più l'età è i boccoli.
 

Divì

Utente senza meta
Infatti nessuno può. Nessuno può accedere direttamente alla realtà: vi ci accede solo per mezzo di rappresentazioni più o meno adeguate, un fatto che è la migliore giustificazione a me nota del pluralismo politico.
Schopenhauer: il mondo come realtà e rappresentazione .... :D
Un diverso approccio all'idea di relativismo ....
 

spleen

utente ?
Stai facendo una campagna elettorale contro di me, ma io non sono candidata non ho più l'età è i boccoli.
No, Dalla terra del tiramisù e dello sgroppino in verità ti dico che sto solo amabilmente discutendo di alcuni punti di vista che non condivido. Ora me ne torno a prendere la mia dose giornaliera d' inferno. Sciao.
 

Skorpio

Utente di lunga data
E le due metà campo? Parafrasando le lasciamo invadere,calpestare,frequentare, ma quando i nostri avversari si avvicinano troppo al "buco" cerchiamo di chiudere le maglie (le cosce ),anche in modo cruento,tant'è che il "fallo" più grave avviene in difesa dell'apertura sguarnita....il rigore.

Il campo di gioco non è di nessuno, da nessuna parte

È terreno di scontro

Non conosco arbitro che fischi quando un giocatore "invade" una qualsiasi parte di campo

E a pallone io ci ho giocato 20 anni, quindi lo so :)

PS sto parlando di calcio

Ergo: il parallelismo è a dir poco avventuroso

A dir poco... :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
Allora io sarei dovuta andare al parcheggio e aspettarla con un crik.Avrei pure avuto l'assoluzione :cool:
:carneval:

Io credo che il clima di comprensione per le reazioni degli uomini sia quello che favorisce le azioni violente e che arrivano fino al femminicidio.
Infatti a fronte di un maggior controllo sociale dei comportamenti. Un tempo vi erano molte più reazioni violente perché la legislazione era comprensiva.

Ho la massima comprensione per lo stato confusionale di chi si scopre tradito, ma non per la violenza.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Voglio solo precisare cosa intendo per stato "forte".
Non è solo quello dove le leggi vengono applicate, ma dove chi è debole viene aiutato a esserlo meno o, se possibile, a non esserlo più.
Il padre di famiglia severo che però risparmia sufficientemente per aiutare i figli a comprare la casa o nei momenti di difficoltà.
Certo. Ci sono molti stili, molti modi di usare la forza. Usarla per proteggere i deboli è molto bello e cavalleresco (il cavaliere medievale lo giurava al momento dell'investitura). Inoltre, più si è forti meno bisogno di ha di esibire la forza: Mike Tyson non ha bisogno di alzare la voce. L'importante, però, è avercela, la forza, e quando si deve, usarla.
 

stany

Utente di lunga data
Il campo di gioco non è di nessuno, da nessuna parte

È terreno di scontro

Non conosco arbitro che fischi quando un giocatore "invade" una qualsiasi parte di campo

E a pallone io ci ho giocato 20 anni, quindi lo so :)

PS sto parlando di calcio

Ergo: il parallelismo è a dir poco avventuroso

A dir poco... :)
Supportavo la tesi di twinpeaks....
Comunque anche se hai giocato vent'anni non ti sei accorto che la metà campo era tua pro tempore:quando la occupi devi difenderla (non a caso ho parlato di consentirne la frequentazione anche agli avversari,altrimenti sarebbe un altro sport). Il parallelismo con il prevenire un tradimento,conservando una limitazione degli spazi del partner,limitandone l'approccio e la contaminazione da chi in quel momento attacchi il "nostro" campo,proprio come farebbe un terzino nella propria metà campo o area,mi pare calzante....Anche il "possesso" e l'identificazione "temporanea" di quel territorio,(come è, o può essere temporanea una relazione esclusiva) mi pare del tutto pertinente.....Il riferimento al depositare un oggetto nella rete ,è pleonastico....
Ma eri attaccante o difensore,o altro....
 
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stany

Utente di lunga data
Certo. Ci sono molti stili, molti modi di usare la forza. Usarla per proteggere i deboli è molto bello e cavalleresco (il cavaliere medievale lo giurava al momento dell'investitura). Inoltre, più si è forti meno bisogno di ha di esibire la forza: Mike Tyson non ha bisogno di alzare la voce. L'importante, però, è avercela, la forza, e quando si deve, usarla.
Inoltre ,con la vocina che si ritrova....del genere che se non vedi rischi di dirgli: "ehi ragazzino smettila di parlare che rompi"; salvo poi trovarti un energumeno di cento chili,alto"solo" 183 cm (come me) o 180-non ricordo - insomma un peso massimo con la velocità di un medio (era ciò che lo rendeva unico)....questo per dire che non sempre l'abito fa il monaco (ma quasi) .
 
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stany

Utente di lunga data
Il campo di gioco non è di nessuno, da nessuna parte

È terreno di scontro

Non conosco arbitro che fischi quando un giocatore "invade" una qualsiasi parte di campo

E a pallone io ci ho giocato 20 anni, quindi lo so :)

PS sto parlando di calcio

Ergo: il parallelismo è a dir poco avventuroso

A dir poco... :)
Poi, ho mai detto che l'arbitro fischia "l'invasione" del campo avversario (le regole le conosco anch'io eh! Anche quella del fuori gioco .che non tutti...), ho detto che il fallo avviene quando il rischio di subire il goal è imminente ed oggettivamente probabile,in quanto non si è provveduto a prevenire e ad arginare la possibilità che il nostro contendente arrivasse così vicino a ferirci con un goal (e la metafora del tradimento e della prevenzione è chiara).
 

Skorpio

Utente di lunga data
Poi, ho mai detto che l'arbitro fischia "l'invasione" del campo avversario (le regole le conosco anch'io eh! Anche quella del fuori gioco .che non tutti...), ho detto che il fallo avviene quando il rischio di subire il goal è imminente ed oggettivamente probabile,in quanto non si è provveduto a prevenire e ad arginare la possibilità che il nostro contendente arrivasse così vicino a ferirci con un goal (e la metafora del tradimento e della prevenzione è chiara).
Va bene :)

Il paragone è perfetto..

Spero così possa andar bene... :)
 
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