Avete relazioni con uomini sposati? Cerco confronto

Skorpio

Utente di lunga data
...

La cosa importante è questa: che il conflitto si può limitare solo quando tutti ammettono che è una dimensione permanente della vita e della storia. Se si pensa che senza questa o quella categoria sociale, razza, religione, il conflitto cesserebbe e sopravverrebbe l'armonia universale; se si pensa che basti sottacere o negare il conflitto perchè questo non si verifichi; se insomma non lo si assume e non lo si integra nella cultura e nel linguaggio ufficiale, il conflitto si manifesterà, prima o poi, con forza moltiplicata, devastante. La stessa cosa avviene nella personalità individuale, che sino a quando non ha almeno iniziato a fare i conti con le sue dimensioni meschine, malvage, ripugnanti, terribili (nel linguaggio junghiano, con l'Ombra) non sarà più buona e innocente, ma al contrario sarà più pericolosamente persuasa di aver ragione anche nella bassezza e nella crudeltà, che proietterà sugli altri, così giustificandola; mentre, quanto meglio avrà integrato l'Ombra, tanto più sarà in grado di dominare e anche di volgere a proprio e altrui vantaggio anche gli aspetti inferi della sua personalità.
tutto verissimo, ma... in una società e in singoli individui che hanno e vivono nel costante bisogno di rassicurare ed essere rassicurati praticamente su tutto, a partire dal rapporto con il prossimo, per finire ai rapporti in genere con la società in cui vive, temo sia infattibile nel concreto.

n.b. è appena stato aperto un 3d sulla "fiducia"

c'è disperato bisogno di essere rassicurati.. accettare l'ombra (sugli altri - su di se) è esercizio drammatico e praticamente impossibile
 
Ultima modifica:

twinpeaks

Utente di lunga data
tutto verissimo, ma... in una società e in singoli individui che hanno e vivono nel costante bisogno di rassicurare ed essere rassicurati praticamente su tutto, a partire dal rapporto con il prossimo, per finire ai rapporti in genere con la società in cui vive, temo sia infattibile nel concreto.
Eh...l'una cosa dipende proprio dall'altra: l'incapacità di integrare l'Ombra produce costante bisogno di rassicurazione e insieme costante conflittualità irriflessa. Terra terra: far finta di essere buoni fa diventare più deboli e più cattivi.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Eh...l'una cosa dipende proprio dall'altra: l'incapacità di integrare l'Ombra produce costante bisogno di rassicurazione e insieme costante conflittualità irriflessa. Terra terra: far finta di essere buoni fa diventare più deboli e più cattivi.
eh si... :(
 

twinpeaks

Utente di lunga data
tutto verissimo, ma... in una società e in singoli individui che hanno e vivono nel costante bisogno di rassicurare ed essere rassicurati praticamente su tutto, a partire dal rapporto con il prossimo, per finire ai rapporti in genere con la società in cui vive, temo sia infattibile nel concreto.

n.b. è appena stato aperto un 3d sulla "fiducia"

c'è disperato bisogno di essere rassicurati.. accettare l'ombra (sugli altri - su di se) è esercizio drammatico e praticamente impossibile

Aggiungo che l'Ombra non "si accetta", ed è anzi molto consigliabile non "accettarla" nel senso di ritenerla un simpatico compagno di briscola, perchè non lo è affatto. Si "incontra", nel senso che se ne scopre l'esistenza in noi (negli altri non vale) e la si integra quando la nostra coscienza non rifugge dai pensieri e dalle azioni che l'Ombra ci fa pensare ed agire; non ne rifugge, nel senso che non li attribuisce a infanzia difficile, coniuge insopportabile, momento di debolezza e altre cantafavole, ma li considera come a pieno titolo rappresentativi del preg.mo titolare della ditta Io, senza inventarsi giustificazioni filosofiche tipo "così fan tutti" o "società liquida" o "nichilismo" o "decadenza dell'Occidente" e così via. Dopo, ma solo dopo, può iniziare (non è detto) anche un parziale addomesticamento dell'Ombra, con il dominio via via crescente delle facoltà superiori sulle inferiori, etc.
Sintesi: chi con l'Ombra ha fatto i conti il male te lo fa a occhi aperti, non senza volere. Può sembrare poco, ma in realtà è moltissimo, perchè il 96% del male che ci facciamo ce lo facciamo "a fin di bene" (nella nostra testa) o in base a infinite scuse & pretesti volti a nasconderci il fatto che stiamo facendo del male a qualcuno. Il caso dei tradimenti è esemplare.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Aggiungo che l'Ombra non "si accetta", ed è anzi molto consigliabile non "accettarla" nel senso di ritenerla un simpatico compagno di briscola, perchè non lo è affatto. Si "incontra", nel senso che se ne scopre l'esistenza in noi (negli altri non vale) e la si integra quando la nostra coscienza non rifugge dai pensieri e dalle azioni che l'Ombra ci fa pensare ed agire; non ne rifugge, nel senso che non li attribuisce a infanzia difficile, coniuge insopportabile, momento di debolezza e altre cantafavole, ma li considera come a pieno titolo rappresentativi del preg.mo titolare della ditta Io, senza inventarsi giustificazioni filosofiche tipo "così fan tutti" o "società liquida" o "nichilismo" o "decadenza dell'Occidente" e così via. Dopo, ma solo dopo, può iniziare (non è detto) anche un parziale addomesticamento dell'Ombra, con il dominio via via crescente delle facoltà superiori sulle inferiori, etc.
Sintesi: chi con l'Ombra ha fatto i conti il male te lo fa a occhi aperti, non senza volere. Può sembrare poco, ma in realtà è moltissimo, perchè il 96% del male che ci facciamo ce lo facciamo "a fin di bene" (nella nostra testa) o in base a infinite scuse & pretesti volti a nasconderci il fatto che stiamo facendo del male a qualcuno. Il caso dei tradimenti è esemplare.
si si.. sono assolutamente d'accordo..

in effetti ho usato il termine "accettare" come per voler dire "riconoscere".... non tanto accettare a capo chino
(il famoso "io sono fatto cosi")



anzi, al contrario. accettare che esiste e spolverarla per bene, al fine anche di addomesticare, plasmare, come ben dici
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Aggiungo che l'Ombra non "si accetta", ed è anzi molto consigliabile non "accettarla" nel senso di ritenerla un simpatico compagno di briscola, perchè non lo è affatto. Si "incontra", nel senso che se ne scopre l'esistenza in noi (negli altri non vale) e la si integra quando la nostra coscienza non rifugge dai pensieri e dalle azioni che l'Ombra ci fa pensare ed agire; non ne rifugge, nel senso che non li attribuisce a infanzia difficile, coniuge insopportabile, momento di debolezza e altre cantafavole, ma li considera come a pieno titolo rappresentativi del preg.mo titolare della ditta Io, senza inventarsi giustificazioni filosofiche tipo "così fan tutti" o "società liquida" o "nichilismo" o "decadenza dell'Occidente" e così via. Dopo, ma solo dopo, può iniziare (non è detto) anche un parziale addomesticamento dell'Ombra, con il dominio via via crescente delle facoltà superiori sulle inferiori, etc.
Sintesi: chi con l'Ombra ha fatto i conti il male te lo fa a occhi aperti, non senza volere. Può sembrare poco, ma in realtà è moltissimo, perchè il 96% del male che ci facciamo ce lo facciamo "a fin di bene" (nella nostra testa) o in base a infinite scuse & pretesti volti a nasconderci il fatto che stiamo facendo del male a qualcuno. Il caso dei tradimenti è esemplare.
Eppure io credo che una parte di accettazione, intesa come accoglienza di sè, ci debba essere. Proprio per poter "incontrare" la propria Ombra a occhi aperti e trovare equilibri

C'è una differenza sostanziale, per la mia esperienza, fra chi cerca le cause di sè nei suoi vissuti (infanzia difficile etc etc) e chi, riconosciuti i vissuti (più o meno traumatici) riconosce a se stesso da dove viene e le influenze per riassumersi se stesso in piena responsabilità.

E c'è un passaggio, in cui il capo lo si china, in cui penso sia necessario chinarlo e ammettersi a sè stessi con umiltà

Non so se mi spiego.

Resto dell'idea che se non si domina l'Ombra, non è una gran bella situazione...non penso basti sapere che c'è per poter integrare le diverse parti in gioco nella complessità di un individuo

Pienamente d'accordo con te che non è un'amichevole compagnuccio di giochi con cui giocare a briscola...proprio per niente.

Manca di base una cultura e una educazione a riguardo, manca una sana percezione del fatto che la medaglia, per essere tale, ha due facce.
Le dicotomie vengono ancora, generalizzando ovviamente, messe in contrapposizione fra loro e non in comunicazione...
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Aggiungo che l'Ombra non "si accetta", ed è anzi molto consigliabile non "accettarla" nel senso di ritenerla un simpatico compagno di briscola, perchè non lo è affatto. Si "incontra", nel senso che se ne scopre l'esistenza in noi (negli altri non vale) e la si integra quando la nostra coscienza non rifugge dai pensieri e dalle azioni che l'Ombra ci fa pensare ed agire; non ne rifugge, nel senso che non li attribuisce a infanzia difficile, coniuge insopportabile, momento di debolezza e altre cantafavole, ma li considera come a pieno titolo rappresentativi del preg.mo titolare della ditta Io, senza inventarsi giustificazioni filosofiche tipo "così fan tutti" o "società liquida" o "nichilismo" o "decadenza dell'Occidente" e così via. Dopo, ma solo dopo, può iniziare (non è detto) anche un parziale addomesticamento dell'Ombra, con il dominio via via crescente delle facoltà superiori sulle inferiori, etc.
Sintesi: chi con l'Ombra ha fatto i conti il male te lo fa a occhi aperti, non senza volere. Può sembrare poco, ma in realtà è moltissimo, perchè il 96% del male che ci facciamo ce lo facciamo "a fin di bene" (nella nostra testa) o in base a infinite scuse & pretesti volti a nasconderci il fatto che stiamo facendo del male a qualcuno. Il caso dei tradimenti è esemplare.
Perfetto.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Eppure io credo che una parte di accettazione, intesa come accoglienza di sè, ci debba essere. Proprio per poter "incontrare" la propria Ombra a occhi aperti e trovare equilibri

C'è una differenza sostanziale, per la mia esperienza, fra chi cerca le cause di sè nei suoi vissuti (infanzia difficile etc etc) e chi, riconosciuti i vissuti (più o meno traumatici) riconosce a se stesso da dove viene e le influenze per riassumersi se stesso in piena responsabilità.

E c'è un passaggio, in cui il capo lo si china, in cui penso sia necessario chinarlo e ammettersi a sè stessi con umiltà

Non so se mi spiego.

Resto dell'idea che se non si domina l'Ombra, non è una gran bella situazione...non penso basti sapere che c'è per poter integrare le diverse parti in gioco nella complessità di un individuo

Pienamente d'accordo con te che non è un'amichevole compagnuccio di giochi con cui giocare a briscola...proprio per niente.

Manca di base una cultura e una educazione a riguardo, manca una sana percezione del fatto che la medaglia, per essere tale, ha due facce.
Le dicotomie vengono ancora, generalizzando ovviamente, messe in contrapposizione fra loro e non in comunicazione...
Accettare = riconoscere la sua esistenza, sì
Accettare = fare sempre quel che dice/pensare di farci amicizia, no.

Non è possibile "dominare" l'Ombra più di quanto sia possibile "dominare" la sessualità. Vale a dire che è possibile indirizzarla, educarla, reprimerla, sublimarla, ma non è possibile renderla perfettamente trasparente alla coscienza e piegarla alla propria volontà.
Molto importante fare la sua conoscenza, e non in astratto, ma proprio personalmente: conoscere la tua Ombra, che per quanto somigli alla mia e alla sua è sempre e solo la tua. E' una conoscenza infinitamente fruttuosa, ma anche pericolosa, perchè l'Ombra può effettivamente prendere il comando della personalità, con conseguenze imprevedibili ma in generale funeste. Per fare un esempio a tutti noto, la straordinaria capacità di Hitler di intuire immediatamente i punti deboli, le zone marce e doloranti, delle persone che lo circondavano e in generale dei suoi alleati e avversari, testimoniata da tutti coloro che l'hanno conosciuto da vicino, e manifestata nella sua veramente eccezionale abilità di tattico politico, viene proprio di lì: c'era l'Ombra al comando, e "ognuno riconosce i suoi".
Leggendo le biografie, si trovano aneddoti rivelatori in proposito. Una volta, il padre di Albert Speer, l'unica persona che si avvicinò a un rapporto amicale con Hitler (perchè era il tipo di giovane che aveva sognato di essere), incontrò Hitler ed ebbe, quasi immediatamente, un vero crollo nervoso: tremori, balbettio, sudori freddi, mancamento. Il padre di Speer era un uomo rigido, serio, burbero, altero, tutt'altro che impressionabile e per nulla in soggezione davanti a Hitler. Qui la reazione è una reazione primaria, evidentemente la percezione immediata dell'aspetto "infraumano" che è il tipico effetto che fa l'Ombra. Reazione esattamente inversa ebbe suo figlio, che da Hitler rimase profondamente affascinato ascoltandolo parlare in un comizio; perchè l'Ombra è, appunto, l'aspetto non-umano inferiore dell'umano, profondamente raccapricciante e affascinante insieme.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Accettare = riconoscere la sua esistenza, sì
Accettare = fare sempre quel che dice/pensare di farci amicizia, no.

Non è possibile "dominare" l'Ombra più di quanto sia possibile "dominare" la sessualità. Vale a dire che è possibile indirizzarla, educarla, reprimerla, sublimarla, ma non è possibile renderla perfettamente trasparente alla coscienza e piegarla alla propria volontà.
Molto importante fare la sua conoscenza, e non in astratto, ma proprio personalmente: conoscere la tua Ombra, che per quanto somigli alla mia e alla sua è sempre e solo la tua. E' una conoscenza infinitamente fruttuosa, ma anche pericolosa, perchè l'Ombra può effettivamente prendere il comando della personalità, con conseguenze imprevedibili ma in generale funeste. Per fare un esempio a tutti noto, la straordinaria capacità di Hitler di intuire immediatamente i punti deboli, le zone marce e doloranti, delle persone che lo circondavano e in generale dei suoi alleati e avversari, testimoniata da tutti coloro che l'hanno conosciuto da vicino, e manifestata nella sua veramente eccezionale abilità di tattico politico, viene proprio di lì: c'era l'Ombra al comando, e "ognuno riconosce i suoi".
Leggendo le biografie, si trovano aneddoti rivelatori in proposito. Una volta, il padre di Albert Speer, l'unica persona che si avvicinò a un rapporto amicale con Hitler (perchè era il tipo di giovane che aveva sognato di essere), incontrò Hitler ed ebbe, quasi immediatamente, un vero crollo nervoso: tremori, balbettio, sudori freddi, mancamento. Il padre di Speer era un uomo rigido, serio, burbero, altero, tutt'altro che impressionabile e per nulla in soggezione davanti a Hitler. Qui la reazione è una reazione primaria, evidentemente la percezione immediata dell'aspetto "infraumano" che è il tipico effetto che fa l'Ombra. Reazione esattamente inversa ebbe suo figlio, che da Hitler rimase profondamente affascinato ascoltandolo parlare in un comizio; perchè l'Ombra è, appunto, l'aspetto non-umano inferiore dell'umano, profondamente raccapricciante e affascinante insieme.
Al primo significato grassettato facevo riferimento...credo che senza accettazione non si vada da nessuna parte

E si rischia di finire in quel tribunale interiore di cui si parlava ieri...o per altro estremo alla negazione e al rifiuto di parti di sè, che comunque sono lì e che, come dicevate tu e jung, se negate divengono un evento.

Quando al "dominare" lo intendevo col significato che hai espresso nel grassetto...penso che sull'Ombra, per sua propria costituzione non possa essere esercitato un dominio di potenza...è al dominio della comprensione che faccio riferimento, e non penso ce ne possa essere un altro
Fra l'altro non penso possa esistere un dominio di un qualche genere basato sulla potenza. Sul lungo termine, un dominio di potenza non può che rivelarsi fallimentare.

Sono piuttosto convinta che provare a dominare l'Ombra di potenza, si finisca per esserne preda, con conseguenze funeste...e forse anche peggio.

Già...si vede quel che si conosce e ri-conosce più che altro.

Eppure twinpeaks, pur con tutti i rischi connessi...io sono convinta che girare largo dalle Ombre non sia produttivo, per niente.
Penso servirebbe educazione a questo.

Che l'Ombra, ci compone...ed è il non conoscerla e riconoscerla che secondo me fa danni pesanti.

Con umiltà...senza dimenticare l'umiltà.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Accettare = riconoscere la sua esistenza, sì
Accettare = fare sempre quel che dice/pensare di farci amicizia, no.

Non è possibile "dominare" l'Ombra più di quanto sia possibile "dominare" la sessualità. Vale a dire che è possibile indirizzarla, educarla, reprimerla, sublimarla, ma non è possibile renderla perfettamente trasparente alla coscienza e piegarla alla propria volontà.
Molto importante fare la sua conoscenza, e non in astratto, ma proprio personalmente: conoscere la tua Ombra, che per quanto somigli alla mia e alla sua è sempre e solo la tua. E' una conoscenza infinitamente fruttuosa, ma anche pericolosa, perchè l'Ombra può effettivamente prendere il comando della personalità, con conseguenze imprevedibili ma in generale funeste. Per fare un esempio a tutti noto, la straordinaria capacità di Hitler di intuire immediatamente i punti deboli, le zone marce e doloranti, delle persone che lo circondavano e in generale dei suoi alleati e avversari, testimoniata da tutti coloro che l'hanno conosciuto da vicino, e manifestata nella sua veramente eccezionale abilità di tattico politico, viene proprio di lì: c'era l'Ombra al comando, e "ognuno riconosce i suoi".
Leggendo le biografie, si trovano aneddoti rivelatori in proposito. Una volta, il padre di Albert Speer, l'unica persona che si avvicinò a un rapporto amicale con Hitler (perchè era il tipo di giovane che aveva sognato di essere), incontrò Hitler ed ebbe, quasi immediatamente, un vero crollo nervoso: tremori, balbettio, sudori freddi, mancamento. Il padre di Speer era un uomo rigido, serio, burbero, altero, tutt'altro che impressionabile e per nulla in soggezione davanti a Hitler. Qui la reazione è una reazione primaria, evidentemente la percezione immediata dell'aspetto "infraumano" che è il tipico effetto che fa l'Ombra. Reazione esattamente inversa ebbe suo figlio, che da Hitler rimase profondamente affascinato ascoltandolo parlare in un comizio; perchè l'Ombra è, appunto, l'aspetto non-umano inferiore dell'umano, profondamente raccapricciante e affascinante insieme.
Però c'è chi ha l'ombra di Hitler e chi ha l'ombra che manderebbe affanculo il collega.
O no?
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Però c'è chi ha l'ombra di Hitler e chi ha l'ombra che manderebbe affanculo il collega.
O no?
Sì, come c'è chi compone i "Winterreise" e chi "Voglio una vita spericolata".

Però, l'Ombra di chi manderebbe affanculo il collega può benissimo entrare in risonanza con l'Ombra di Hitler, come in effetti è accaduto: altrimenti, Hitler se ne restava a dipingere cartoline e a fare discorsi incendiari in un angolo della birreria preferita.
Se la persona che manderebbe affanculo il collega fa due fruttuose chiacchiere con la sua Ombra a) si accorge che farebbe (e probabilmente ha già fatto) di ben peggio b) quando entra in contatto con l'Ombra di Hitler è molto probabile che si renda conto con chi ha a che fare, il che costituisce la condizione necessaria, seppur non sufficiente, per evitare di farsene incantare.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sì, come c'è chi compone i "Winterreise" e chi "Voglio una vita spericolata".

Però, l'Ombra di chi manderebbe affanculo il collega può benissimo entrare in risonanza con l'Ombra di Hitler, come in effetti è accaduto: altrimenti, Hitler se ne restava a dipingere cartoline e a fare discorsi incendiari in un angolo della birreria preferita.
Se la persona che manderebbe affanculo il collega fa due fruttuose chiacchiere con la sua Ombra a) si accorge che farebbe (e probabilmente ha già fatto) di ben peggio b) quando entra in contatto con l'Ombra di Hitler è molto probabile che si renda conto con chi ha a che fare, il che costituisce la condizione necessaria, seppur non sufficiente, per evitare di farsene incantare.
Non andando oltre a Vita spericolata, non credo in me ombre hitleriane. Del resto ogni epoca ha il proprio collettore di scarichi individuali, anche adesso c'è chi alimenta le cloache.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Non andando oltre a Vita spericolata, non credo in me ombre hitleriane. Del resto ogni epoca ha il proprio collettore di scarichi individuali, anche adesso c'è chi alimenta le cloache.

Ho fatto l'esempio di Hitler solo per la notorietà universale del personaggio. Quanto alla cattiveria, non ce n'è mai stata nè mai ce ne sarà carestia: e al sistema fognario siamo collegati tutti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho fatto l'esempio di Hitler solo per la notorietà universale del personaggio. Quanto alla cattiveria, non ce n'è mai stata nè mai ce ne sarà carestia: e al sistema fognario siamo collegati tutti.
Infatti io ho trasposto al presente.
Ma pure allora c'era Massimiliano Kolbe.
 

danny

Utente di lunga data
Sì, come c'è chi compone i "Winterreise" e chi "Voglio una vita spericolata".

Però, l'Ombra di chi manderebbe affanculo il collega può benissimo entrare in risonanza con l'Ombra di Hitler, come in effetti è accaduto: altrimenti, Hitler se ne restava a dipingere cartoline e a fare discorsi incendiari in un angolo della birreria preferita.
Se la persona che manderebbe affanculo il collega fa due fruttuose chiacchiere con la sua Ombra a) si accorge che farebbe (e probabilmente ha già fatto) di ben peggio b) quando entra in contatto con l'Ombra di Hitler è molto probabile che si renda conto con chi ha a che fare, il che costituisce la condizione necessaria, seppur non sufficiente, per evitare di farsene incantare.
http://iltirreno.gelocal.it/italia-...a-di-san-donato-milanese-due-morti-1.15552522


Giusto ieri.
 
Top