Bambini

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Nobody

Utente di lunga data
allora domando a tutti:
se la figlia di ranatan le avesse tirato un calcio o comunque si fosse ribellata con la stessa cattiveria avrebbe fatto bene o male?
Bene. Alla violenza bisogna saper reagire... no ad attacchi preventivi, ma il contrattacco è sano ed auspicabile, purchè non esagerato! Oltretutto aiuterebbe pure la bambina violenta... le farebbe capire che non può agire impunemente facendo del male agli altri.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
allora domando a tutti:
se la figlia di ranatan le avesse tirato un calcio o comunque si fosse ribellata con la stessa cattiveria avrebbe fatto bene o male?
Avrebbe reagito con stile assertivo.
Male e bene sono categorie morali.
Ovviamente sia l'una che l'altra sarebbero state rimproverate, giustamente.
 

ranatan

Utente di lunga data
Invece a lei la lasci senza sostegno... niente terapeuta, questo si è aiutarla. Sicuramente migliorerà :rolleyes: l'anno prossimo passerà agli scorpioni e tra qualche anno magari lancerà i cagnolini a fiume!
Personalmente concordo con Molti. Va bene il terapeuta per i genitori, anche se forse basterebbe un esperto di educazione che potesse suggerire delle linee guida...ma anche alla bimba non farebbe male parlare con un esperto. In ogni modo, a me sei anni, non sembrano poi così pochi.
 

ranatan

Utente di lunga data
Bene. Alla violenza bisogna saper reagire... no ad attacchi preventivi, ma il contrattacco è sano ed auspicabile, purchè non esagerato! Oltretutto aiuterebbe pure la bambina violenta... le farebbe capire che non può agire impunemente facendo del male agli altri.
Mia figlia è mite di suo. Tante volte l'ho spronata a difendersi. Mai ad attaccare, ma a ribellarsi se le fanno i dispetti si!
 

Eliade

Super Zitella Acida
Avrà più o meno un 45 anni.
Il problema è che ormai è stufa (così dice lei) di correre appresso a una bimba piccola. Dice che ha esaurito la sua energia con i primi due e che ora non gliene è rimasta più per niente e nessuno.
A volta la capisco, se mi metto nei suoi panni credo che trovarsi a quell'età, ad allevare praticamente da sola una bambina, dovendo dedicare comunque molte attenzione anche agli altri due che sono nel periodo dell'adolescenza sia davvero faticoso.
Mah, a me sembra che prima di correggere la figlia...bisognerebbe correggere la madre.
E' stata una figlia nata per caso, evidentemente...(sono ironica).
 

Nobody

Utente di lunga data
Ti dirò...se mia figlia avesse reagito ribellandosi e tirandole un calcio negli stinchi non l'avrei per nulla punita.
Ci sarebbe mancato solo quello! Semmai dopo farle capire che la violenza è comunque sbagliata e va usata solo in casi estremi quando non è possibile difendersi in altro modo. Ma che ha fatto bene a difendersi... e sarebbe servito anche all'altra.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Bene. Alla violenza bisogna saper reagire... no ad attacchi preventivi, ma il contrattacco è sano ed auspicabile, purchè non esagerato! Oltretutto aiuterebbe pure la bambina violenta... le farebbe capire che non può agire impunemente facendo del male agli altri.
Avrebbe reagito con stile assertivo.
Male e bene sono categorie morali.
Ovviamente sia l'una che l'altra sarebbero state rimproverate, giustamente.
E' quello che hai detto tu.
Questo stile di risposta può essere istintivo o appreso. Ma si può rispondere in modo assertivo anche non violento.
Ma si apprende.

Per far capire cosa i bambini non capiscono.
Io ho quest'anno una quinta, quindi l'anno scorso erano in quarte 9-10 anni. Son grandi. Sanno fare problemi con più operazioni, e riassunti.
Eppure dal punto di vista relazionale sono più piccoli di quello che immaginiamo.
Molti bambini hanno fratelli più piccoli, anche molto più piccoli. Bimbi di due o tre, quattro anni.
Il fatto che il fratellino li disturba mentre fanno i compiti o studiano lo riferiscono come "mio fratello non mi lascia fare i compiti..non vuole che faccia i compiti...vuole che vada male a scuola"!
Se gli spiego che il fratelllo vuole giocare e che se gli dice "Appena ho finito questa cosa giochiamo insieme. Tu adesso fai questo" proponendo un libriccino, ad esempio, o un gioco o di iniziare un disegno e se insiste rispondere "no!"
I bambini sono entusiasti di aver trovato una soluzione assertiva (non rinunciano a nulla) autorevole e non violenta.
Poi tornano e sono stupiti ed entusiasti che ha funzionato.
Ma devono imparare come rispondere perché, riproverati quando avevano reagito con una sberla, poi si sentono vittime, piene di rabbia.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Personalmente concordo con Molti. Va bene il terapeuta per i genitori, anche se forse basterebbe un esperto di educazione che potesse suggerire delle linee guida...ma anche alla bimba non farebbe male parlare con un esperto. In ogni modo, a me sei anni, non sembrano poi così pochi.
I genitori non sono stupidi, non sono in grado.
Se la madre è "scazzata" ai consigli direbbe "sì, sì" ma non riuscirebbe a metterli in pratica.
Non le impone regole perché si sente in colpa di essere infastidita dalla bambina.
 

Nausicaa

sfdcef
Tu auspichi una società come comunità che condivide una corresponsabilità educativa ...esagerata! Già è difficile che lo sentano entrambi i genitori :unhappy:
Capisco che sia utopico in generale.
Tuttavia penso sia possibile realizzarlo "su piccola scala", tra i genitori che frequentano abitualmente un parchetto, un cortile...
Mi limito, in raltà, a sperare che una madre non sibili come una vipera se rivolgo una osservazione a suo figlio che si sta comportando male.
E a dire che certe conversazioni che si fanno tra amiche sull'educazione dei figli potrebbero essere utili anche tra semi-conoscenti, sempre quelle del solito parchetto.
 

Nobody

Utente di lunga data
E' quello che hai detto tu.
Questo stile di risposta può essere istintivo o appreso. Ma si può rispondere in modo assertivo anche non violento.
Ma si apprende.

Per far capire cosa i bambini non capiscono.
Io ho quest'anno una quinta, quindi l'anno scorso erano in quarte 9-10 anni. Son grandi. Sanno fare problemi con più operazioni, e riassunti.
Eppure dal punto di vista relazionale sono più piccoli di quello che immaginiamo.
Molti bambini hanno fratelli più piccoli, anche molto più piccoli. Bimbi di due o tre, quattro anni.
Il fatto che il fratellino li disturba mentre fanno i compiti o studiano lo riferiscono come "mio fratello non mi lascia fare i compiti..non vuole che faccia i compiti...vuole che vada male a scuola"!
Se gli spiego che il fratelllo vuole giocare e che se gli dice "Appena ho finito questa cosa giochiamo insieme. Tu adesso fai questo" proponendo un libriccino, ad esempio, o un gioco o di iniziare un disegno e se insiste rispondere "no!"
I bambini sono entusiasti di aver trovato una soluzione assertiva (non rinunciano a nulla) autorevole e non violenta.
Poi tornano e sono stupiti ed entusiasti che ha funzionato.
Ma devono imparare come rispondere perché, riproverati quando avevano reagito con una sberla, poi si sentono vittime, piene di rabbia.
Questo con alcuni può funzionare... magari pure con tanti. Ma con certi elementi, se tu gli spieghi che non va bene, ti riempiono di mazzate peggio. Quindi, la violenza dev'essere si l'ultima opzione, ma come difesa non va affatto esclusa, imho.
 

ranatan

Utente di lunga data
Capisco che sia utopico in generale.
Tuttavia penso sia possibile realizzarlo "su piccola scala", tra i genitori che frequentano abitualmente un parchetto, un cortile...
Mi limito, in raltà, a sperare che una madre non sibili come una vipera se rivolgo una osservazione a suo figlio che si sta comportando male.
E a dire che certe conversazioni che si fanno tra amiche sull'educazione dei figli potrebbero essere utili anche tra semi-conoscenti, sempre quelle del solito parchetto.
Si, però si rischia di passare per la "prima della classe", quella che sa sempre tutto lei.
E poi devi avere voglia di intavolare discorsi educativi con chiunque...non so, guarda...ammetto che anche io a volte ho la nausea all'idea di rivedere sempre le stesse madri al parchetto e sentire i soliti discorsi sui loro figlioli, su quanto mangiano, su quanto sono vivaci, su quanto li fanno disperare o su quante soddisfazioni invece gli regalano. Per cui io sono sempre un pò asociale e me ne sto per i fatti miei a guardare mia figlia (quando gioca con altri), oppure corro e gioco con lei qundo non trova amichetti.
 

Nausicaa

sfdcef
Si, però si rischia di passare per la "prima della classe", quella che sa sempre tutto lei.
E poi devi avere voglia di intavolare discorsi educativi con chiunque...non so, guarda...ammetto che anche io a volte ho la nausea all'idea di rivedere sempre le stesse madri al parchetto e sentire i soliti discorsi sui loro figlioli, su quanto mangiano, su quanto sono vivaci, su quanto li fanno disperare o su quante soddisfazioni invece gli regalano. Per cui io sono sempre un pò asociale e me ne sto per i fatti miei a guardare mia figlia (quando gioca con altri), oppure corro e gioco con lei qundo non trova amichetti.

Io mi reputo molto brava, per esempio, nell'educazione alimentare. Non sono altrettanto brava nell'educazione all'indipendenza.
Quello che do -darei- lo riceverei pure con contentezza.
Poi certi meccanismi si instaurano automaticamente se si incontrano le persone "giuste".

Una mia amica abita in un quartiere dove le persone che si incontrano al parco danno spontaneamente una mano a tenere i bimbi di tutti. Sono stata a trovarla, ero così invidiosa! :rolleyes: Una mamma è al telefono? Ci pensa un'altra a seguire il bimbo che sale sullo scivolo assieme al suo. Scoppia una lite tra bimbi per il possesso delle pentoline? La prima mamma che arriva si occupa della questione -a meno che non serva davvero un altro intervento.
Utopie realizzate...
 

Iris

Utente di lunga data
Lascia stare Rousseau e guarda i bambini.
Decontestualizzando frasi di tizio o caio si può giustificare o spiegare qualsiasi cosa ed il suo contrario.

Un bambino è mosso prevalentemente dall'istinto, e questo certo non è fatto solo di cose negative, ma quelle positive sono pressochè esclusivamente strumentali al proprio benessere. Solo con la maturazione ed il giusto insegnamento il bambino diviene in grado di capire che il proprio bene non è necessariamente il bene altrui, che le preoprie esigenze non sono necessariamente le priorità di tutti.

Certo che se demagogicamente si vuol dare alla "società" la colpa di tutto, allora sono daccordo: spesso si insegna a tornare indietro anziché andare avanti.
Rossseau ci ha sdcritto libri sull'argomento..e di come i bambini vanno trattati da bambini, appunto, non da piccoli adulti.
Non è una frase, ma una modalità di approccio al mondo degli adulti.
Ciò che fanno, va visto alla luce di canoni che sono diversi da quelli dei grandi. Mi pare tanto ovvio. PoOi per carità...

la bambina ha solo sei anni.
E' assurdo emarginarla..anzi non solo è assurdo, è delinquenziale.
 

Nobody

Utente di lunga data
ecco come raddrizzare i bastardini in erba...

 

Iris

Utente di lunga data
allora domando a tutti:
se la figlia di ranatan le avesse tirato un calcio o comunque si fosse ribellata con la stessa cattiveria avrebbe fatto bene o male?
Ne male, nè bene..queste sono categorie mentali adulte...avrebbe reagito. Va compresa la reazione, non va giudicata.
La figlia di ranatan, non è una stupida, ha reagito come ha voluto, o a seconda della sua indole: in maniera non violenta ma raccontando tutto ala mamma.
Mia figlia, probabilmente sarebbe scappata, ma avrebbe taciuto; mio figlio avrebbe taciuto, ma tirato calci.
Sono modalità di reazione. Per verificare se ci sia el patologico ci vuole un esperto. Ma sicuramente la morale non entar in gioco.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Devono andare in terapia i genitori.
In effetti quasi sempre funziona così.
I bambini in terapia sono semplicemente l'anello debole che manifesta il disagio familiare. Si tende ad attuare terapia familiare più che nei confronti del bambino.
Chiaro non si sta parlando di casi psicotici.
 
Stato
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