Cattivome

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
La teoria Falla con i tuoi compagnucci di merenda. Smettetela di fare i filosofi e fatevi una bella e rilassante chiavata che ne avete bisogno, come anche le vs. Mogli fidanzate conmpagne, se no queste vanno per altri lidi.
Tranquillo, fosse per quello avrei la matematica certezza di essere esente da corna vita natural durante. forse il segreto sta proprio nel non sentirsi troppo sicuri al riparo di un per sempre detto dal prete.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Tutti i motivi già esposti che un tempo tenevano insieme i matrimoni e chiedevano/garantivano la fedeltà sono mutati.
Il matrimonio e lo stare insieme dovrebbe essere dettato dai sentimenti e solo secondariamente da ragioni economico/ereditarie.
Ma i sentimenti valgono per molti/pochi ma non per tutti. I sentimenti sempre presenti sono quelli egoistici di soddisfazione dei propri bisogni sessuali, emotivi, narcisistici. La frustrazione di questi bisogni è motivo sufficiente per tanti per tradire, soprattutto quando le condizioni economiche non consentono una separazione o quando i bisogni affettivi di sicurezza non fanno considerare accettabile la solitudine.
I bisogni economici e di sicurezza affettiva condizionano anche i traditi. Infatti è una motivazione comune quella di non voler perdere la quotidianità con i figli, quotidianità a cui si rinuncia volentieri quando si trova una nuova relazione che compensi.
Comunque chi sceglie di tradire decide di mentire a chi si fida ed è questo il punto centrale.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Il matrimonio e lo stare insieme dovrebbe essere dettato dai sentimenti e solo secondariamente da ragioni economico/ereditarie.
Il matrimonio è lo stare insieme sono due bestie completamente diverse. Lo stare insieme deve essere dettato dai sentimenti, il matrimonio che è qualcosa che ha rilevanza squisitamente esterna, in quanto riconoscimento sociale della coppia può anche benissimo non essere stato dei sentimenti. Tant'è che molto spesso si smette di stare insieme ben prima di separarsi.
 

Faust

Utente
Tutti i motivi già esposti che un tempo tenevano insieme i matrimoni e chiedevano/garantivano la fedeltà sono mutati.
Il matrimonio e lo stare insieme dovrebbe essere dettato dai sentimenti e solo secondariamente da ragioni economico/ereditarie.
Ma i sentimenti valgono per molti/pochi ma non per tutti. I sentimenti sempre presenti sono quelli egoistici di soddisfazione dei propri bisogni sessuali, emotivi, narcisistici. La frustrazione di questi bisogni è motivo sufficiente per tanti per tradire, soprattutto quando le condizioni economiche non consentono una separazione o quando i bisogni affettivi di sicurezza non fanno considerare accettabile la solitudine.
I bisogni economici e di sicurezza affettiva condizionano anche i traditi. Infatti è una motivazione comune quella di non voler perdere la quotidianità con i figli, quotidianità a cui si rinuncia volentieri quando si trova una nuova relazione che compensi.
Comunque chi sceglie di tradire decide di mentire a chi si fida ed è questo il punto centrale.
E paga un prezzo molto alto. Secondo me la vera disfatta di chi ha tradito non è tanto la perdita del credito ( e l'ovvio cambiamento della stima che l'altro/a aveva su di lui/lei) ma la necessità di tarare la propria fragilità dinanzi alla sua sfera morale; se ci si appaga inciampando sulla vita e sorte degli altri si scende a patti con la propria persona, rendendosi così arrendevoli. Dall'altro canto invece il tradito si rende conto che il partner non era come appariva, prova disincanto e sconforto ma fondamentalmente rimane la stessa persona che era prima, pur con una cicatrice morale indelebile.
 

danny

Utente di lunga data
tutto va visto caso per caso, se ti va e se ti pagano.
L'unica regola generale che ho scoperto finora è che se hai le corna e preferisci attaccarti alla superiorità morale del cornuto invece di guardarti dentro sei un coglione.
il resto si sfuma
Ma certo. E puoi anche essere un coglione anche da amante o da sposo fedele in un matrimonio perfetto o da incallito traditore o da inconsapevole tradito.
C'è sempre un modo per essere coglione in qualsiasi situazione, basta anche solo non capire una mazza di quello che ti accade intorno.
E di esempi anche qui ne abbiamo visto qualcuno, non per niente ci sono state lunghissime e interminabili discussioni anche tra utenti del forum che sinceramente ho sempre saltato a pie' pari, non fregandomene nulla delle beghe di questo tipo.
Che è un po' la mia filosofia e il mio limite, quello di disinteressarmi di ciò che non mi è di alcuna utilità e mi fa perdere tempo.
Ma la discussione con te è invece abbastanza interessante, perché ravviva un po' il forum e permette di fare ordine nelle mie idee e di verificarne l'attendibilità.
Che cosa rende un tradito coglione, per esempio?
Il sentirsi moralmente superiori per questo?
Beh, se la fedeltà per il tradito è davvero un valore e non un adesione senza convinzione, non mi sembra criticabile.
Forse l'inferiorità va vista in altri campi, che magaru hanno reso il tradito un tedio prima ancora di accessoriarsi di corna.
Quindi se il tradito si erge giudice solo per la sua condizione ma per il resto rimane un individuo insopportabile che intende restare tale si può anche pensare sia un coglione.
E cosa rende secondo me un traditore coglione?
Il non saper assumere le caratteristiche del suo ruolo, che è essenzialmente quello di amante a tempo perso nei ritagli di tempo tenuti celati di un matrimonio che non è il suo.
A titolo personale invece io mi son fatto un esame di coscienza su quanto è accaduto e ho fatto le mie valutazioni di responsabilità, che mi hanno fatto comprendere molti miei errori, che qui ovviamente non elenco non perché non venga pagato per questo :Dma perché sono essenzialmente questioni che devono restare private.
Ti posso dire solo una cosa su questo argomento: se pretendi fedeltà dagli altri devi crederci anche tu, in quella fedeltà.
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Che cosa rende un tradito coglione, per esempio?
Il sentirsi moralmente superiori per questo?
Beh, se la fedeltà per il tradito è davvero un valore e non un adesione senza convinzione, non mi sembra criticabile.
Forse l'inferiorità va vista in altri campi, che magaru hanno reso il tradito un tedio prima ancora di accessoriarsi di corna.
Quindi se il tradito si erge giudice solo per la sua condizione ma per il resto rimane un individuo insopportabile che intende restare tale si può anche pensare sia un coglione.
E cosa rende secondo me un traditore coglione?
Il non saper assumere le caratteristiche del suo ruolo, che è essenzialmente quello di amante a tempo perso nei ritagli di tempo tenuti celati di un matrimonio che non è il suo.
Generalizzo volutamente perché se aprissimo l'Indovina Chi delle personalità umane, per ogni diversa faccina avremmo le condizioni generali per essere un coglione e per non esserlo.
I coglioni in generale sono coloro i quali, come molto giustamente dici tu, non capisco una mazza di ciò che gli accade intorno. Il problema è che il tradito tende a spostare questo fantastico mondo di cui non capisce una mazza, proprio in virtù del fatto che si sente moralmente superiore anche se materialmente mazziato, al momento del tradimento. Parlo proprio di spostamento in termini temporali. Per un tradito, normalmente, il mondo comincia con i sospetti, poi c'è l'accertamento, poi ci sono le conseguenze, siano esse il tornare insieme o il lasciarsi definitivamente. Normalmente, e dico normalmente riferito ovviamente ai casi che passano davanti a me, tutta la catena causale di eventi che porta alla genesi delle corna viene semplicemente sciacquata via dall'enormità del gesto commesso dall'altra parte.
Dimenticando completamente le promesse non mantenute, le bugie, e i sogni infranti. Il non aver tenuto conto dell'altro perché tanto ormai ci si sente al sicuro delle convenzioni. Ti dimentichi che hai sposato una donna e hai accanto una donna, mica una moglie.
Vedi, le amanti sposate non è che si raccattano su eBay. I discorsi sono sempre quelli: mio marito non mi tocca più da anni/dalla gravidanza/da quando gli affari vanno male/da quando quel democristiano di Renzi ha rubato la segreteria del Pd (questa è l'ultima ed è meravigliosa :rotfl:).
E poi c'è il versante sessuale. Ora io non mi ritengo particolarmente fantastico incredibile meraviglioso a letto. Ma se tuo marito sono 10 anni che missionaria massimo pecora, tu vieni a letto con me e dopo qualche tempo, (perché mica ti confessano mai ste cose le prime volte) cominciano a dirti che erano anni che volevano essere finalmente trattate da femmina (qualunque cosa questo voglia dire), allora magari troppo sveglio non sei. Medesimo discorso sul traditore. Un traditore è un coglione per come ragiono io quando non è presente a se stesso. Ho conosciuto traditori che hanno spinto le fedifraghe a far saltare il banco a tutti i costi, salvo poi lasciarle dopo tante promesse e un anno di tira e molla. Ho conosciuto traditori che promettono per anni di lasciare la moglie e poi la domenica lui in famiglia e lei che piange da sola. Ho conosciuto traditori che si sono sputtanati con l'amante i soldi che dovevano portare a casa inventandosi le peggio scuse con la crisi. Ho conosciuto traditori che facevano comunella con i figli mentre la mamma era all'oscuro.
Ecco, sta gente qua non ho problemi a considerarla un branco di coglioni.
Se non sai gestire le tue priorità lascia perdere le corna perché ti fai male.
 

Blaise53

Utente di lunga data
Generalizzo volutamente perché se aprissimo l'Indovina Chi delle personalità umane, per ogni diversa faccina avremmo le condizioni generali per essere un coglione e per non esserlo.
I coglioni in generale sono coloro i quali, come molto giustamente dici tu, non capisco una mazza di ciò che gli accade intorno. Il problema è che il tradito tende a spostare questo fantastico mondo di cui non capisce una mazza, proprio in virtù del fatto che si sente moralmente superiore anche se materialmente mazziato, al momento del tradimento. Parlo proprio di spostamento in termini temporali. Per un tradito, normalmente, il mondo comincia con i sospetti, poi c'è l'accertamento, poi ci sono le conseguenze, siano esse il tornare insieme o il lasciarsi definitivamente. Normalmente, e dico normalmente riferito ovviamente ai casi che passano davanti a me, tutta la catena causale di eventi che porta alla genesi delle corna viene semplicemente sciacquata via dall'enormità del gesto commesso dall'altra parte.
Dimenticando completamente le promesse non mantenute, le bugie, e i sogni infranti. Il non aver tenuto conto dell'altro perché tanto ormai ci si sente al sicuro delle convenzioni. Ti dimentichi che hai sposato una donna e hai accanto una donna, mica una moglie.
Vedi, le amanti sposate non è che si raccattano su eBay. I discorsi sono sempre quelli: mio marito non mi tocca più da anni/dalla gravidanza/da quando gli affari vanno male/da quando quel democristiano di Renzi ha rubato la segreteria del Pd (questa è l'ultima ed è meravigliosa :rotfl:).
E poi c'è il versante sessuale. Ora io non mi ritengo particolarmente fantastico incredibile meraviglioso a letto. Ma se tuo marito sono 10 anni che missionaria massimo pecora, tu vieni a letto con me e dopo qualche tempo, (perché mica ti confessano mai ste cose le prime volte) cominciano a dirti che erano anni che volevano essere finalmente trattate da femmina (qualunque cosa questo voglia dire), allora magari troppo sveglio non sei. Medesimo discorso sul traditore. Un traditore è un coglione per come ragiono io quando non è presente a se stesso. Ho conosciuto traditori che hanno spinto le fedifraghe a far saltare il banco a tutti i costi, salvo poi lasciarle dopo tante promesse e un anno di tira e molla. Ho conosciuto traditori che promettono per anni di lasciare la moglie e poi la domenica lui in famiglia e lei che piange da sola. Ho conosciuto traditori che si sono sputtanati con l'amante i soldi che dovevano portare a casa inventandosi le peggio scuse con la crisi. Ho conosciuto traditori che facevano comunella con i figli mentre la mamma era all'oscuro.
Ecco, sta gente qua non ho problemi a considerarla un branco di coglioni.
Se non sai gestire le tue priorità lascia perdere le corna perché ti fai male.
Appunto
 

stany

Utente di lunga data
Ma certo. E puoi anche essere un coglione anche da amante o da sposo fedele in un matrimonio perfetto o da incallito traditore o da inconsapevole tradito.
C'è sempre un modo per essere coglione in qualsiasi situazione, basta anche solo non capire una mazza di quello che ti accade intorno.
E di esempi anche qui ne abbiamo visto qualcuno, non per niente ci sono state lunghissime e interminabili discussioni anche tra utenti del forum che sinceramente ho sempre saltato a pie' pari, non fregandomene nulla delle beghe di questo tipo.
Che è un po' la mia filosofia e il mio limite, quello di disinteressarmi di ciò che non mi è di alcuna utilità e mi fa perdere tempo.
Ma la discussione con te è invece abbastanza interessante, perché ravviva un po' il forum e permette di fare ordine nelle mie idee e di verificarne l'attendibilità.
Che cosa rende un tradito coglione, per esempio?
Il sentirsi moralmente superiori per questo?
Beh, se la fedeltà per il tradito è davvero un valore e non un adesione senza convinzione, non mi sembra criticabile.
Forse l'inferiorità va vista in altri campi, che magaru hanno reso il tradito un tedio prima ancora di accessoriarsi di corna.
Quindi se il tradito si erge giudice solo per la sua condizione ma per il resto rimane un individuo insopportabile che intende restare tale si può anche pensare sia un coglione.
E cosa rende secondo me un traditore coglione?
Il non saper assumere le caratteristiche del suo ruolo, che è essenzialmente quello di amante a tempo perso nei ritagli di tempo tenuti celati di un matrimonio che non è il suo.
A titolo personale invece io mi son fatto un esame di coscienza su quanto è accaduto e ho fatto le mie valutazioni di responsabilità, che mi hanno fatto comprendere molti miei errori, che qui ovviamente non elenco non perché non venga pagato per questo :Dma perché sono essenzialmente questioni che devono restare private.
Ti posso dire solo una cosa su questo argomento: se pretendi fedeltà dagli altri devi crederci anche tu, in quella fedeltà.
"Non perché non venga pagato..."
Minchia Danny....sei un signore: lo dico io per conto terzi.. touche (mi diranno:chi cazzo t'ha incaricato,eh?).
 

stany

Utente di lunga data
Generalizzo volutamente perché se aprissimo l'Indovina Chi delle personalità umane, per ogni diversa faccina avremmo le condizioni generali per essere un coglione e per non esserlo.
I coglioni in generale sono coloro i quali, come molto giustamente dici tu, non capisco una mazza di ciò che gli accade intorno. Il problema è che il tradito tende a spostare questo fantastico mondo di cui non capisce una mazza, proprio in virtù del fatto che si sente moralmente superiore anche se materialmente mazziato, al momento del tradimento. Parlo proprio di spostamento in termini temporali. Per un tradito, normalmente, il mondo comincia con i sospetti, poi c'è l'accertamento, poi ci sono le conseguenze, siano esse il tornare insieme o il lasciarsi definitivamente. Normalmente, e dico normalmente riferito ovviamente ai casi che passano davanti a me, tutta la catena causale di eventi che porta alla genesi delle corna viene semplicemente sciacquata via dall'enormità del gesto commesso dall'altra parte.
Dimenticando completamente le promesse non mantenute, le bugie, e i sogni infranti. Il non aver tenuto conto dell'altro perché tanto ormai ci si sente al sicuro delle convenzioni. Ti dimentichi che hai sposato una donna e hai accanto una donna, mica una moglie.
Vedi, le amanti sposate non è che si raccattano su eBay. I discorsi sono sempre quelli: mio marito non mi tocca più da anni/dalla gravidanza/da quando gli affari vanno male/da quando quel democristiano di Renzi ha rubato la segreteria del Pd (questa è l'ultima ed è meravigliosa :rotfl:).
E poi c'è il versante sessuale. Ora io non mi ritengo particolarmente fantastico incredibile meraviglioso a letto. Ma se tuo marito sono 10 anni che missionaria massimo pecora, tu vieni a letto con me e dopo qualche tempo, (perché mica ti confessano mai ste cose le prime volte) cominciano a dirti che erano anni che volevano essere finalmente trattate da femmina (qualunque cosa questo voglia dire), allora magari troppo sveglio non sei. Medesimo discorso sul traditore. Un traditore è un coglione per come ragiono io quando non è presente a se stesso. Ho conosciuto traditori che hanno spinto le fedifraghe a far saltare il banco a tutti i costi, salvo poi lasciarle dopo tante promesse e un anno di tira e molla. Ho conosciuto traditori che promettono per anni di lasciare la moglie e poi la domenica lui in famiglia e lei che piange da sola. Ho conosciuto traditori che si sono sputtanati con l'amante i soldi che dovevano portare a casa inventandosi le peggio scuse con la crisi. Ho conosciuto traditori che facevano comunella con i figli mentre la mamma era all'oscuro.
Ecco, sta gente qua non ho problemi a considerarla un branco di coglioni.
Se non sai gestire le tue priorità lascia perdere le corna perché ti fai male.
Questo m'è piaciuto.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Generalizzo volutamente perché se aprissimo l'Indovina Chi delle personalità umane, per ogni diversa faccina avremmo le condizioni generali per essere un coglione e per non esserlo.
I coglioni in generale sono coloro i quali, come molto giustamente dici tu, non capisco una mazza di ciò che gli accade intorno. Il problema è che il tradito tende a spostare questo fantastico mondo di cui non capisce una mazza, proprio in virtù del fatto che si sente moralmente superiore anche se materialmente mazziato, al momento del tradimento. Parlo proprio di spostamento in termini temporali. Per un tradito, normalmente, il mondo comincia con i sospetti, poi c'è l'accertamento, poi ci sono le conseguenze, siano esse il tornare insieme o il lasciarsi definitivamente. Normalmente, e dico normalmente riferito ovviamente ai casi che passano davanti a me, tutta la catena causale di eventi che porta alla genesi delle corna viene semplicemente sciacquata via dall'enormità del gesto commesso dall'altra parte.
Dimenticando completamente le promesse non mantenute, le bugie, e i sogni infranti. Il non aver tenuto conto dell'altro perché tanto ormai ci si sente al sicuro delle convenzioni. Ti dimentichi che hai sposato una donna e hai accanto una donna, mica una moglie.
Vedi, le amanti sposate non è che si raccattano su eBay. I discorsi sono sempre quelli: mio marito non mi tocca più da anni/dalla gravidanza/da quando gli affari vanno male/da quando quel democristiano di Renzi ha rubato la segreteria del Pd (questa è l'ultima ed è meravigliosa :rotfl:).
E poi c'è il versante sessuale. Ora io non mi ritengo particolarmente fantastico incredibile meraviglioso a letto. Ma se tuo marito sono 10 anni che missionaria massimo pecora, tu vieni a letto con me e dopo qualche tempo, (perché mica ti confessano mai ste cose le prime volte) cominciano a dirti che erano anni che volevano essere finalmente trattate da femmina (qualunque cosa questo voglia dire), allora magari troppo sveglio non sei. Medesimo discorso sul traditore. Un traditore è un coglione per come ragiono io quando non è presente a se stesso. Ho conosciuto traditori che hanno spinto le fedifraghe a far saltare il banco a tutti i costi, salvo poi lasciarle dopo tante promesse e un anno di tira e molla. Ho conosciuto traditori che promettono per anni di lasciare la moglie e poi la domenica lui in famiglia e lei che piange da sola. Ho conosciuto traditori che si sono sputtanati con l'amante i soldi che dovevano portare a casa inventandosi le peggio scuse con la crisi. Ho conosciuto traditori che facevano comunella con i figli mentre la mamma era all'oscuro.
Ecco, sta gente qua non ho problemi a considerarla un branco di coglioni.
Se non sai gestire le tue priorità lascia perdere le corna perché ti fai male.
concordo su tutto
Anche se continuo a pensare che parlando da traditrice la cosa corretta sarebbe lasciare, come la cosa corretta per il tradito sarebbe ammettere di "aver tradito" anche se non fisicamente un patto.
Il grassetto è da verde
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Tutti i motivi già esposti che un tempo tenevano insieme i matrimoni e chiedevano/garantivano la fedeltà sono mutati.
Il matrimonio e lo stare insieme dovrebbe essere dettato dai sentimenti e solo secondariamente da ragioni economico/ereditarie.
Ma i sentimenti valgono per molti/pochi ma non per tutti. I sentimenti sempre presenti sono quelli egoistici di soddisfazione dei propri bisogni sessuali, emotivi, narcisistici. La frustrazione di questi bisogni è motivo sufficiente per tanti per tradire, soprattutto quando le condizioni economiche non consentono una separazione o quando i bisogni affettivi di sicurezza non fanno considerare accettabile la solitudine.
I bisogni economici e di sicurezza affettiva condizionano anche i traditi. Infatti è una motivazione comune quella di non voler perdere la quotidianità con i figli, quotidianità a cui si rinuncia volentieri quando si trova una nuova relazione che compensi.
Comunque chi sceglie di tradire decide di mentire a chi si fida ed è questo il punto centrale.
Sì, però meglio ricordare che i sentimenti a) ce n'è di tutti i generi, positivi, negativi, etc. b) cambiano di natura (amore che diventa odio, affetto che diventa indifferenza, etc.) c) mutano di oggetto (prima amo A, poi amo B, poi amo C, etc.).

Il matrimonio nasce come un patto inter vivos, mortuos et futuros (stirpi che si legano attraverso la procreazione e la trasmissione del patrimonio). La sua trasformazione in contratto tra due individui inizia (nella teoria) con Kant, che lo definisce così: "unione di due persone di sesso diverso per il reciproco usufrutto durante tutta la vita delle loro facoltà sessuali. Lo scopo di generare e di educare i figli, può sempre essere uno scopo della natura, per il quale scopo essa ha instillato l'inclinazione dei sessi l'uno verso l'altro; tuttavia, che l'essere umano che si sposa, debba proporsi questo scopo, non viene richiesto ai fini della legittimità di questo suo legame; poiché altrimenti, una volta terminata la procreazione, il matrimonio si scioglierebbe da sé." Qui il filosofo prussiano non si accorge che 1) la sua definizione del matrimonio si attaglia a perfezione anche al matrimonio omosessuale, visto che espunge la procreazione dai fini fondamentali dell'unione 2) che non si vede perchè il contratto debba essere "a vita". Noi ce ne accorgiamo subito non perchè siamo più intelligenti di lui (io almeno non lo sono), ma perchè il contesto culturale e normativo nel quale Kant dà la sua definizione di matrimonio non c'è più, ed è il contesto nel quale il matrimonio NON è un contratto tra individui.
Se due individui stipulano un contratto, quali che siano le obbligazioni che assumono, l'esperienza insegna che quando uno dei due contraenti, per qualsivoglia motivo, giustificato e reale o meno, non lo trova più conveniente, tenderà a vedere l'altro contraente come una controparte, gli addebiterà a torto o a ragione le cause della sua insoddisfazione, e cercherà o di rompere il contratto, o di sottrarsi in tutto o in parte agli obblighi che esso prevede (per esempio la fedeltà), a seconda sia della sua indole, sia degli strumenti di pressione, legali o no, di cui dispongono lui e l'altro.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
concordo su tutto
Anche se continuo a pensare che parlando da traditrice la cosa corretta sarebbe lasciare, come la cosa corretta per il tradito sarebbe ammettere di "aver tradito" anche se non fisicamente un patto.
Il grassetto è da verde
Ma corretta perché? Se ci sono in ballo interessi più grossi, fosse anche solo la serenità per i tuoi figli oppure il fatto che tutto sommato vivi bene anche amando in casa e scopando fuori. La correttezza diventa qualcosa di astratto. Corretto nel senso di coerente con le regole generali? Corretto nel senso di situazione che fa soffrire meno persone possibili? E chi cazzo certifica che una situazione in cui ci si lascia produca meno dolore di una situazione in cui c'è il cornuto e contento?
Io è proprio questo che non riesco a capire. Come si possa pensare che chi manda a scatafascio la coppia lasciamo perdere la famiglia) oppure la macera lentamente, nella noia, indifferenza e umiliazioni possa essere meno colpevole di chi la tiene in piedi scopando fuori.
Nel senso che, tranne pochissime eccezioni alle corna ci arrivi. C'è tutto un percorso prima. Che il tradito pretende sempre che non valga nulla. In virtù del fatto che ha sofferto. A scoprire il tradimento in realtà, mica ad essere tradito.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sì, però meglio ricordare che i sentimenti a) ce n'è di tutti i generi, positivi, negativi, etc. b) cambiano di natura (amore che diventa odio, affetto che diventa indifferenza, etc.) c) mutano di oggetto (prima amo A, poi amo B, poi amo C, etc.).

Il matrimonio nasce come un patto inter vivos, mortuos et futuros (stirpi che si legano attraverso la procreazione e la trasmissione del patrimonio). La sua trasformazione in contratto tra due individui inizia (nella teoria) con Kant, che lo definisce così: "unione di due persone di sesso diverso per il reciproco usufrutto durante tutta la vita delle loro facoltà sessuali. Lo scopo di generare e di educare i figli, può sempre essere uno scopo della natura, per il quale scopo essa ha instillato l'inclinazione dei sessi l'uno verso l'altro; tuttavia, che l'essere umano che si sposa, debba proporsi questo scopo, non viene richiesto ai fini della legittimità di questo suo legame; poiché altrimenti, una volta terminata la procreazione, il matrimonio si scioglierebbe da sé." Qui il filosofo prussiano non si accorge che 1) la sua definizione del matrimonio si attaglia a perfezione anche al matrimonio omosessuale, visto che espunge la procreazione dai fini fondamentali dell'unione 2) che non si vede perchè il contratto debba essere "a vita". Noi ce ne accorgiamo subito non perchè siamo più intelligenti di lui (io almeno non lo sono), ma perchè il contesto culturale e normativo nel quale Kant dà la sua definizione di matrimonio non c'è più, ed è il contesto nel quale il matrimonio NON è un contratto tra individui.
Se due individui stipulano un contratto, quali che siano le obbligazioni che assumono, l'esperienza insegna che quando uno dei due contraenti, per qualsivoglia motivo, giustificato e reale o meno, non lo trova più conveniente, tenderà a vedere l'altro contraente come una controparte, gli addebiterà a torto o a ragione le cause della sua insoddisfazione, e cercherà o di rompere il contratto, o di sottrarsi in tutto o in parte agli obblighi che esso prevede (per esempio la fedeltà), a seconda sia della sua indole, sia degli strumenti di pressione, legali o no, di cui dispongono lui e l'altro.
infatti nel diritto inglese il matrimonio è un contratto. Pure in quello tedesco. Pure in quello romano lo era. Guarda caso da noi causa Santa Romana Chiesa la Cassazione sono 50 anni che fa dei salti della quaglia logici mai visti per non dire che il matrimonio è un contratto in quanto deve mediare tra il diritto canonico, che sancisce come indissolubile riunione in quanto fatta davanti a Dio, è il diritto post referendum sul divorzio che dice chiaro e tondo che il matrimonio è quell'accordo, con cui i coniugi gestiscono una serie di situazioni.
Cattolicesimo o no, dubito che il nostro filosofo potesse dire tutto quello che voleva.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
infatti nel diritto inglese il matrimonio è un contratto. Pure in quello tedesco. Pure in quello romano lo era. Guarda caso da noi causa Santa Romana Chiesa la Cassazione sono 50 anni che fa dei salti della quaglia logici mai visti per non dire che il matrimonio è un contratto in quanto deve mediare tra il diritto canonico, che sancisce come indissolubile riunione in quanto fatta davanti a Dio, è il diritto post referendum sul divorzio che dice chiaro e tondo che il matrimonio è quell'accordo, con cui i coniugi gestiscono una serie di situazioni.
Cattolicesimo o no, dubito che il nostro filosofo potesse dire tutto quello che voleva.
C'è un aspetto contrattuale in ogni tipo di matrimonio (il matrimonio come istituzione precede le dinastie faraoniche, che io sappia non esiste una cerimonia nella quale gli sposi non esprimano la loro volontà di diventarlo). La differenza non la fa il cattolicesimo, la differenza la fa la prospettiva: individualismo sì/no, che muta anche la prospettiva temporale (tempo della vita individuale, tempo della vita della famiglia/stirpe/comunità+eventuale tempo degli déi= eternità).
Le culture occidentali moderne sono le più individualistiche mai apparse, le culture tradizionali, quale che sia la religione a cui si ispirano, no. Se la cultura è individualistica, l'aspetto contrattuale viene in primo piano e cancella gli altri; altrimenti, il contrario.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
C'è un aspetto contrattuale in ogni tipo di matrimonio (il matrimonio come istituzione precede le dinastie faraoniche, che io sappia non esiste una cerimonia nella quale gli sposi non esprimano la loro volontà di diventarlo). La differenza non la fa il cattolicesimo, la differenza la fa la prospettiva: individualismo sì/no, che muta anche la prospettiva temporale (tempo della vita individuale, tempo della vita della famiglia/stirpe/comunità+eventuale tempo degli déi= eternità).
Le culture occidentali moderne sono le più individualistiche mai apparse, le culture tradizionali, quale che sia la religione a cui si ispirano, no. Se la cultura è individualistica, l'aspetto contrattuale viene in primo piano e cancella gli altri; altrimenti, il contrario.
si ma il matrimonio serve essenzialmente come mezzo per legittimare il trasferimento partimoniale ai figli nati al suo interno, motivo per cui obblighi coniugali, di fedeltà, ecc. ecc.
la comunità serve quale garante di questo, e la pulsione a trasferire beni è sempre individualistica, anche nel caso del capofamiglia che obbliga il figlio al matrimonio combinato
 

twinpeaks

Utente di lunga data
si ma il matrimonio serve essenzialmente come mezzo per legittimare il trasferimento partimoniale ai figli nati al suo interno, motivo per cui obblighi coniugali, di fedeltà, ecc. ecc.
la comunità serve quale garante di questo, e la pulsione a trasferire beni è sempre individualistica, anche nel caso del capofamiglia che obbliga il figlio al matrimonio combinato
Certo. Non è che gli individui, con i loro bisogni, desideri, passioni, etc., non esistessero prima dell'individualismo. Era diversamente strutturata la loro personalità, come era diversamente strutturata la loro cultura, con priorità diverse, eccetera.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Certo. Non è che gli individui, con i loro bisogni, desideri, passioni, etc., non esistessero prima dell'individualismo. Era diversamente strutturata la loro personalità, come era diversamente strutturata la loro cultura, con priorità diverse, eccetera.
Secondo me la personalità è rimasta quella. La parte istintuale è insopprimibile. E soprattutto quelle persone che riescono a sopprimere la loro parte istintuale quantunque il sistema gli racconti il contrario sono enormemente svantaggiate rispetto a coloro che quella stessa parte istintuale la accettano e la sfruttano
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Secondo me la personalità è rimasta quella. La parte istintuale è insopprimibile. E soprattutto quelle persone che riescono a sopprimere la loro parte istintuale quantunque il sistema gli racconti il contrario sono enormemente svantaggiate rispetto a coloro che quella stessa parte istintuale la accettano e la sfruttano
E' molto difficile se non impossibile distinguere con precisione qual è "la parte istintuale", cioè determinata biologicamente, nel comportamento umano.
Quelle che il linguaggio tradizionale chiama "passioni", tra cui cupiditas/avidità, superbia/orgoglio-arroganza, eccetera, sono sicuramente dati permanenti; se non lo fossero, non riusciremmo a capire proprio niente della storia passata o dei popoli diversi da noi.
Personalità individuale e cultura sono in rapporto biunivoco, nel linguaggio tradizionale sono microcosmo e macrocosmo che si specchiano l'uno nell'altro, di modo che, terra terra, stanno in un rapporto uovo-gallina (quale nasce prima? mah). Per citare soltanto un aspetto molto appariscente, se guardi i monumenti del passato e pensi alla scala temporale per cui sono stati costruiti e li confronti con gli attuali, capisci che qualcosa di diverso c'è eccome. Altrettanto se, leggendo le fonti coeve, vedi la qualità e l'intensità del trasporto affettivo verso il re, o verso il padre (l'Odissea e l'Iliade sono esemplari, in proposito). Insomma, penso che il materiale da costruzione, per così dire, sia sempre lo stesso; molto diverso il modo un cui è usato oggi e allora, e l'edificio che ne risulta.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sì, però meglio ricordare che i sentimenti a) ce n'è di tutti i generi, positivi, negativi, etc. b) cambiano di natura (amore che diventa odio, affetto che diventa indifferenza, etc.) c) mutano di oggetto (prima amo A, poi amo B, poi amo C, etc.).

Il matrimonio nasce come un patto inter vivos, mortuos et futuros (stirpi che si legano attraverso la procreazione e la trasmissione del patrimonio). La sua trasformazione in contratto tra due individui inizia (nella teoria) con Kant, che lo definisce così: "unione di due persone di sesso diverso per il reciproco usufrutto durante tutta la vita delle loro facoltà sessuali. Lo scopo di generare e di educare i figli, può sempre essere uno scopo della natura, per il quale scopo essa ha instillato l'inclinazione dei sessi l'uno verso l'altro; tuttavia, che l'essere umano che si sposa, debba proporsi questo scopo, non viene richiesto ai fini della legittimità di questo suo legame; poiché altrimenti, una volta terminata la procreazione, il matrimonio si scioglierebbe da sé." Qui il filosofo prussiano non si accorge che 1) la sua definizione del matrimonio si attaglia a perfezione anche al matrimonio omosessuale, visto che espunge la procreazione dai fini fondamentali dell'unione 2) che non si vede perchè il contratto debba essere "a vita". Noi ce ne accorgiamo subito non perchè siamo più intelligenti di lui (io almeno non lo sono), ma perchè il contesto culturale e normativo nel quale Kant dà la sua definizione di matrimonio non c'è più, ed è il contesto nel quale il matrimonio NON è un contratto tra individui.
Se due individui stipulano un contratto, quali che siano le obbligazioni che assumono, l'esperienza insegna che quando uno dei due contraenti, per qualsivoglia motivo, giustificato e reale o meno, non lo trova più conveniente, tenderà a vedere l'altro contraente come una controparte, gli addebiterà a torto o a ragione le cause della sua insoddisfazione, e cercherà o di rompere il contratto, o di sottrarsi in tutto o in parte agli obblighi che esso prevede (per esempio la fedeltà), a seconda sia della sua indole, sia degli strumenti di pressione, legali o no, di cui dispongono lui e l'altro.
Ma io mi riferivo allo stato attuale della scelta di stare insieme. Essendo questa una fase di transizione, ci sono contemporaneamente persone che considerano il matrimonio in senso tradizionale, altre che lo vedono come un patto tra pari (negli Stati Uniti è frequente il contratto prematrimoniale che stabilisce ante le condizioni post per esplicitare ciò che fa parte del patto è cosa no) è in mezzo c'è di tutto anche coppie in cui il patto è implicito e uno/a lo intende in modo tradizionale è uno/a in modo del tutto individuale.
Però credo che per tutti sia compreso un patto di non aggressione reciproca. Nel patto di non aggressione è compresa la lealtà, per me incompatibile con il tradimento.
In questo senso qui il meno tradito è stato Danny a cui la moglie, tra lo stupore di tanti, ha tentato di mantenere il rapporto di sincerità.
Poi si sa che "la verità fa male, lo so".
 

Brunetta

Utente di lunga data
E paga un prezzo molto alto. Secondo me la vera disfatta di chi ha tradito non è tanto la perdita del credito ( e l'ovvio cambiamento della stima che l'altro/a aveva su di lui/lei) ma la necessità di tarare la propria fragilità dinanzi alla sua sfera morale; se ci si appaga inciampando sulla vita e sorte degli altri si scende a patti con la propria persona, rendendosi così arrendevoli. Dall'altro canto invece il tradito si rende conto che il partner non era come appariva, prova disincanto e sconforto ma fondamentalmente rimane la stessa persona che era prima, pur con una cicatrice morale indelebile.
Sono d'accordo. Si può teorizzare quello che si vuole, ma proprio il teorizzare è un tentativo di trovare un modo di superare questa sconnessione morale tra ciò che si è promesso, perché si voleva che fosse promesso dall'altro, e la scelta in contrasto con la promessa che si infrange, ma non si vorrebbe fosse infranta.
 
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