Personalmente la violenza l'ho usata su di lei, benchè provocato.
Ho già detto (fino allo sfinimento) che chi alza le mani su una donna è una merda, ma in certi casi le reazioni sono difficilmente controllabili (SOPRATTUTTO SE LA 'CONTROPARTE' NON COLLABORA MA TI PROVOCA).
Il 'tipo' non l'ho neanche sfiorato, ma solo perchè temevo per me e per la mia professione, poichè penso che in certi casi due ceffoni ci stanno tutti.
Poi, c'è chi la aborre, e non la userebbe in nessun caso, e c'è chi invece, perso dall'ira, ha mollato due ceffoni in giro.
P.S. : in 10 anni (tra fidanzamento e matrimonio) con la mia ex moglie non c'è mai stato un singolo episodio di violenza. Così, giusto per non passare per il manesco che NON sono...
Quale è il problema a riconoscerti questa parte violenta?
Mi incuriosisce davvero sai?
Non è un qualcosa di esclusiva proprietà maschile fra l'altro.
Perchè ti giudichi merda? Che significato ha?
Hai picchiato. Lascia perdere il perchè e il percome.
Hai picchiato. Significa che la tua parte violenta è uscita di controllo.
Non credere di averne l'esclusiva.
Non capisco la funzione del definirti merda, a cosa serve? per espiare? negare quella parte e rimetterla dormiente? Collocarla in un preciso momento, aperto e chiuso. Come se non fosse una parte di te?
Penso che esista una diseducazione di fondo al riconoscimento della propria di violenza.
Onestamente, se un uomo o una donna, soltanto accennasse ad allungarmi un manorovescio e non avessi via di fuga, finirebbe disteso/a nel momento in cui il mio cervello animale riceve l'informazione di minaccia. Solo disteso all'inizio. A stoppare l'azione. Prima che deragli.
E non mi definisco contro, la violenza. Che già nell'essere contro significa creare due schieramenti. Uno giusto e uno sbagliato. E già lo schieramento è un antecedente non riconosciuto della violenza che permea, io credo, tutti noi.
Prefersico mettermi in una posizione di conoscenza ed esplorazione.
Il punto secondo me è riconoscere. Accettare. Anche questa parte. Di noi. Di me, almeno. Per poterla riconoscere quando morde e poterla riconoscere in chi ho di fronte.
Giudicarsi, a che pro?
Penso sia più utile esplicitare la questione e distenderla. Confrontarsi.
Mi piacerebbe sapere da cosa ti sei sentito provocato.
Per me provocare equivale a mettere in pericolo la mia sopravvivenza. E lì reagisco. Con tutto quello che posso. E senza pietà. Che se devo tirarti un diretto, miro a spaccarti come minimo il naso. Mica a farti una carezza.
Ma fatico a capire altre forme di provocazione.
tua moglie ti provocava perchè con il suo atteggimento stava, secondo i tuoi parametri, mettendo a rischio un qualcosa da cui ritieni dipenda la tua sopravvivenza, spirituale immagino?
O ti provocava perchè fisicamente ti veniva sotto e ti caricava?
Non sono ironica. Sono sinceramente curiosa di questi meccanismi.