Ci facciamo riconoscere

Pincopallino

Utente di lunga data
Ricordo un mio antico soggiorno a Londra per imparare la lingua. Quando arrivavano “i romani“, un gruppo numeroso, eravamo tutti investiti dal loro vociare.
Il vociare può essere fastidioso, ma meno di altre cose.
Anche l‘omicidio è meno grave del genocidio.
Vaglielo a dire ai morti e loro parenti.
Con questo modo di fare ove si guarda sempre a cosa è peggio rispetto a cosa viene violato sul momento che si pensa sia poco fastidioso, si degenera, tanto c’è sempre qualcosa di peggio.
Se per te è poco fastidioso fattelo a casa tua, nessuno te lo vieta.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Si dice gita scolastica ma si chiama viaggio d'istruzione.
E la scuola ha come obbligo e compito istituzionale, oltre che deontologico, perseguire linee guida e obiettivi ben chiari, dati dal ministero.
Fra cui "sviluppare il rispetto delle regole fuori dalle mura scolastiche", che poi vengono declinati per ogni viaggio progettato.

Lo stesso vale per gli enti che si occupano di viaggi di questo tipo.

Ogni anno vengono investiti nella scuola soldi pubblici per attuare progetti che riguardano la diversità, l'intercultura.

E siamo nel 2026 in un mondo che metterà questi ragazzi a contatto con le culture più disparate.

Quel che colpisce, me, è il ruolo dei docenti/accompagnatori in tutto questo.
Anche perchè dubito che gli insegnanti/accompagnatori, se non sono stati in grado di prevenire e gestire questi comportamenti, saranno in grado di elaborare insieme ai ragazzi quest'esperienza. Che potrebbe essere assolutamente formativa. È dalle cazzate che si impara di più.

Se questo è il modo in cui si portano i ragazzi a fare i viaggi di istruzione, non le gite, meglio non accompagnarli.
Fra l'altro sui viaggi d'istruzione, che sono una forma di volontariato istituzionalizzata e anche questo è un segnale non da poco, è ben aperto un dibattito.
 
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