VI porto la mia esperienza. quando la mia amante scelse il marito (o forse, come dice il Conte, di diventare madre) io fui posto innanzi al grande bivio. il rapporto con mia moglie era distrutto dalla mia furia iconoclasta, il rapporto con l'amante era finito. andare da mia moglie e rivelare ciò che era successo, oltre a ingigantire la sofferenza che - a torto o a ragione - le avevo inferto sottolineando tutte le cose che non andavano (perchè c'erano molte cose che non andavano...) l'avrei massacrata ed avrei precluso ogni possibilità di recupero anche perchè davanti ad una verità come quella non vi è possibilità di risposta, di nessun tipo. Tanto che finita la storia, subito dopo, io chiesi a mia moglie un periodo di separazione, accettai una commessa in UKRAINA..... e me ne andai laggiù per due mesi (facendo solo una telefonata al giorno a casa). lavoravo 12 ore al giorno, correvo di notte nella neve almeno 20 km ogni sera, non mangiavo, non dormivo e bevevo vodka e una volta ho anche usufurito delle bellezze locali... persi 12 kg ero uno spettro... la domanda che mi ponevo, costantemente, era cosa volessi veramente e se fossi davvero in grado di fare felice mia moglie (ma veramente...) tentavo di recuperare dentro di me le sensazioni, di capire cosa fosse successo veramente e se dovessi parlare e quindi lasciare decidere Lei oppure no. nella scelta c'erano anche i bambini.... e ho deciso di non dire nulla. Il rimorso mi tormenta e sogno, spesso, il giudizio universale quando DIo mi chiamerà, e mi sputtanerà davanti a mia moglie che avrà un terribile dolore. a volte, nel cuore della notte mi sveglio... dopo questo sogno terribile e so, che in quel momento, dopo quella rivelazione non la perderò per la vita ma per l'eternità.... non è a "costo zero" il mio silenzio. so di avere fatto qualcosa di non perdonabile e non cancellabile perchè ho distrutto una forma di amore così alta e pura che non avrebbe resistito a tanta bassezza da parte mia.
bastardo dentro