Grande, teso', scusami a priori per la sgradevolezza delle mie perplessità (che non ti ho mai taciuto), ma qui va fatto un distinguo.
Anna A parla di "Padri separati": penso sia normale per un papà che sente di aver "fallito" il progetto familiare/matrimoniale provare questi sentimenti. Sicuramente non sara' solo colpa sua, no? I matrimoni si costruiscono e si affossano in due. C'è comunque un vissuto storico della famiglia che pesa (specie nel confronto tra "prima" e dopo!
Ma qui il compagno di Grande non è un padre separato! E' un uomo che ha scelto, per N ragioni, di NON IMPEGNARSI e DI NON CRESCERE SUO FIGLIO GIORNO PER GIORNO!!!
Direi che è piuttosto ipocrita, ora, dire "AH COME MI DISPIACE POVERO FIGLIO MIO" se lui per primo si è tirato indietro, pesando la sua libertà piu' della crescita del figlio "day by day".
Scusate, eh, ma indorare le pillole non serve a Grande, penso.
sai che apprezzo, come sempre, la tua onestà e l'essere diretta, ma dissento fortemente su questo punto: che senso aveva all'epoca creare una famiglia con una donna se non si amavano? se non avevano nessun progetto di famiglia insieme?
Impegnarsi nella crescita di un figlio significa mollare tutto e costruire una facciata fasulla già in partenza?
Io questo non lo condivido e non perchè si parla di lui!! Infatti ho saputo questa cosa quando ancora non ero affatto coinvolta e l'ho ugualmente ritenuta corretta.
con questo non nego che sia lei quella che si è presa le rogne, le notti insonni, le maggiori responsabilità e limiti, ma non credo ci fossero alternative valide.
Almeno dal mio punto di vista.
La responsabilità, e non solo economica, lui l'ha vissuta per come gli era possibile.
Se fossi rimasta incinta di un uomo che non volevo sposare, avrei fatto esattamente le stesse cose.
non solo il progetto matrimoniale può 'fallire' ma anche quello di riuscire a mantenere una linea comune e una base di serenità nel rapporto, cosa che purtroppo si dimostra più difficile del previsto.