ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non voglio convincerti.Beh, certo.
Ci sono famiglie che sono assenti o anaffettive e fanno altrettanto male ai loro figli, ciò non toglie che in generale essere figlio di due genitori presenti e uniti sia un po' meglio che esserlo di due genitori distanti e separati. Se si può.
Non è necessario spiegare perché.
Io l'ho capito quando ho cominciato a frequentare altre famiglie, poi quando mia figlia è cresciuta e l'ho ascoltata ne ho avuto la prova.
Un altro mondo, davvero. Che non ti capisce, comunque, e forse è anche meglio così.
Sto sottolineando che la realtà è ben più complessa degli estremi a cui si fa riferimento per darsi dei confini e interpretare la realtà senza tradirsi troppo.
Le ricerche sottolineano che il grosso nodo delle separazioni fra adulti con figli, è che gli adulti non riescono a chiarire le motivazioni per cui la relazione è terminata. E il brodo di rabbia, delusione etc etc resta lì.
ci si può separare bene e ci si può separare male.
Si può stare insieme bene insieme e si può stare insieme male.
Non c'è regola.
ci sono figli di separati triangolati, e ci sono figli di genitori non separati triangolati.
ci sono figli di genitori separati che si ciucciano la rabbia le paure dei genitori, e ci sono figli di genitori non separati che si ciucciano la rabbia e le paure dei genitori.
Ci sono genitori presenti ai figli e distanti fra di loro, presenti fra di loro (non necessariamente con emozioni positive) e distanti dai figli, uniti come coppia ma separati dai figli, uniti ai figli ma separati come coppia, etc etc
Il gioco degli incastri potrebbe andare avanti. Praticamente all'infinito se si dovessero inserire tutte le variabili implicate in una relazione fra adulti.
Se poi si inseriscono le variabili inerenti le diverse età, e quindi diverse esigenze evolutive, dei figli, il campo diventa pressochè imprevedibile.
Il tuo immaginario del dolore (che riguarda fondamentalmente te) è legato ai tempi che hai vissuto tu, inoltre.
Tempi in cui le immagini di famiglia "rotta" erano di un certo tipo. Come erano di un certo tipo le immagini di famiglia intera.
LE immagini odierne sono piuttosto cambiate. E cambieranno ancora.
Perchè la famiglia così come la abbiamo conosciuta noi sta scomparendo.
E cambia di conseguenza il giudizio sociale percepito dagli adulti che si separano e quindi anche la modalità con cui il vissuto degli adulti si incunea sui figli.
Sto citando solo alcune fra le variabili.
La generalizzazione serve solamente per dare una immagine il più possibile omogenea nella comprensione della realtà.
Ma non è rispondente alle singole situazioni.
E' solo un indirizzo. Non un descrittore.
E serve anche a tracciare la linea fra normalità e anormalità. Che cambia al cambiare dei tempi.
Tutto questo per ribadire, che no, una regola non c'è.
Cercarla è solo cercare rassicurazione. In una situazione storica che segna in maniera evidente rispetto alle epoche precedente come l'instabilità caratterizzi il vivere. E questo spaventa. Tutti. Adulti e non.
Tanto che il consiglio principe per i genitori è dare routine ai figli.
che di quello hanno fondamentalmente bisogno.
Il paradosso è che anche le routine disfunzionali svolgono la funzione di routine funzionali.
Quanto al capire...perdonami, è un po' la scoperta dell'acqua calda.
Per quanto ci si possa raccontare, si possa condividere, si possa essere somiglianti, si è soli in quel che si vive.
Io posso raccontare all'infinito come ho vissuto la coppia dei miei genitori. Ma racconto per comprendere me.
Addirittura, ieri sera ero al telefono con mia sorella, che è più piccola di me di quasi una decina d'anni, il suo vissuto è molto diverso dal mio. Per quanto pure lei alcune cose le abbia viste e intraviste.
Ieri mi chiedeva di darle qualche dritta per gestire i conflitti in casa dei miei. Ci siamo date appuntamento.
Da noi funziona così. Da quando siamo ragazzine.
Il nucleo siamo io e lei. E siamo alleati anche difendendoci dalle triangolazioni e dalle alleanze che avrebbero "voluto" portare una o l'altra da una parte o dall'altra a volte addirittura una contro l'altra.
Il patto che abbiamo costruito quando io avevo circa 20 anni, prima che io andassi via a vivere (ed è stato doloroso per noi separarci) è che avremmo fatto barriera quando mia madre in particolare avesse provato a parlare dell'una con l'altra e viceversa.
Ecco..per quanto abbiamo una storia in comune, le nostre storie sono profondamente diverse.
I nostri genitori sono stati genitori diversi con una e con l'altra.
Non per preferenze. Sia chiaro.
Semplicemente si cambia.
Lei non riesce a rimanere in casa quando avvengono i casini e chiama me. Lo stesso fa mio padre. Che ha la stessa "incapacità" di gestire emotivamente il conflitto.
Le identificazioni di mia sorella riguardano mio padre, le mie mia madre.
Mia sorella non ha la stessa madre che le parla dentro. E non ha un gran dialogo con la madre.
Io ho un dialogo molto intenso con la madre interiore, e un dialogo molto debole con la bambina. Che invece in mia sorella è meglio collocata.
La mia funzione in casa è la custode delle emozioni. Da quando ero una bimba piccolissima.
Ed è me che si chiama in quelle situazioni in cui le emozioni diventano brodo e vomito emozionale e scatta il panico.
Lei è quella normativa. Che mette il paletto e stoppa. Che esprime e afferma anche con forza le sue esigenze e le sue regole.
Io sono quella che media. Che si mette anche via per lasciare spazio all'emersione.
Sono apprendimenti antichi. Di quelli che non ci si scardina più via. Bisogna solo conoscerli per dominarli e non perdersi.
Ruoli e funzioni dichiarate fra noi per sopravvivere al meglio.
sia da piccole, sia adesso.
Pensa come i bambini si organizzano per sopravvivere.
La mia sorellina è ancora la mia sorellina. E io la proteggo. E questo riverbera nel mio rapporto con le altre donne, che non è competitivo ma protettivo.
Lei invece per esempio è molto competitiva, anche con le altre donne. Per quanto abbia molte più amicizie femminile di me.
E uno dei fulcri è che io nelle amicizie femminili continuo a percepire l'impegno e la responsabilità, lei continua a percepire il gioco e l'alleanza.
La no stra vecchia organizzazione è ancora lì. Veniamo dalla stessa famiglia.
Ma lei per esempio non sa nulla della madre che abbracciava mettendo dentro rabbia e paura. Che ha portato il tradimento da parte dell'uomo. (non reale a quanto io sappia. Tutto nella sua testa. Ma assolutamente reale per lei, quando mi insegnava che avere maschi intorno è avere impicci e ostacoli per la propria realizzazione personale. O quando mi insegnava che il mio corpo, in quanto corpo femminile, era ricettacolo di malattie portate dal maschio dominatore...tutta roba che neppure lei sa rintracciare da dove viene esattamente. Ma sua madre ha un peso...catene generazionali).
Quando è cresciuta mia sorella mio padre c'era nella testa di mia madre. E non la tradiva più.
Io impazzivo peraltro che non riuscivo più a collegare le figure...
Io non conosco la madre che abbraccia senza recriminazione che conosce lei.
Insomma....le dinamiche sono tante e talmente complesse che arrivano fino alla vita adulta.
Tutto questo per dire...non portare i tuoi vissuti nel generale.
Sono tuoi. E non sono ripetibili.
Se anche tu avessi divorziato, tua figlia avrebbe vissuto la cosa in modo completamente diverso da te.
Perchè tu sei tu e tua figlia è tua figlia.
Fra l'altro lei è femmina e tu maschio.
quindi anche la struttura interna di interpretazione del mondo ha movimenti che vanno in direzioni diverse.
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