Eccomi qua

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Beh, certo.
Ci sono famiglie che sono assenti o anaffettive e fanno altrettanto male ai loro figli, ciò non toglie che in generale essere figlio di due genitori presenti e uniti sia un po' meglio che esserlo di due genitori distanti e separati. Se si può.
Non è necessario spiegare perché.
Io l'ho capito quando ho cominciato a frequentare altre famiglie, poi quando mia figlia è cresciuta e l'ho ascoltata ne ho avuto la prova.
Un altro mondo, davvero. Che non ti capisce, comunque, e forse è anche meglio così.
Non voglio convincerti.

Sto sottolineando che la realtà è ben più complessa degli estremi a cui si fa riferimento per darsi dei confini e interpretare la realtà senza tradirsi troppo.

Le ricerche sottolineano che il grosso nodo delle separazioni fra adulti con figli, è che gli adulti non riescono a chiarire le motivazioni per cui la relazione è terminata. E il brodo di rabbia, delusione etc etc resta lì.

ci si può separare bene e ci si può separare male.
Si può stare insieme bene insieme e si può stare insieme male.

Non c'è regola.

ci sono figli di separati triangolati, e ci sono figli di genitori non separati triangolati.
ci sono figli di genitori separati che si ciucciano la rabbia le paure dei genitori, e ci sono figli di genitori non separati che si ciucciano la rabbia e le paure dei genitori.

Ci sono genitori presenti ai figli e distanti fra di loro, presenti fra di loro (non necessariamente con emozioni positive) e distanti dai figli, uniti come coppia ma separati dai figli, uniti ai figli ma separati come coppia, etc etc

Il gioco degli incastri potrebbe andare avanti. Praticamente all'infinito se si dovessero inserire tutte le variabili implicate in una relazione fra adulti.

Se poi si inseriscono le variabili inerenti le diverse età, e quindi diverse esigenze evolutive, dei figli, il campo diventa pressochè imprevedibile.

Il tuo immaginario del dolore (che riguarda fondamentalmente te) è legato ai tempi che hai vissuto tu, inoltre.
Tempi in cui le immagini di famiglia "rotta" erano di un certo tipo. Come erano di un certo tipo le immagini di famiglia intera.

LE immagini odierne sono piuttosto cambiate. E cambieranno ancora.

Perchè la famiglia così come la abbiamo conosciuta noi sta scomparendo.

E cambia di conseguenza il giudizio sociale percepito dagli adulti che si separano e quindi anche la modalità con cui il vissuto degli adulti si incunea sui figli.

Sto citando solo alcune fra le variabili.

La generalizzazione serve solamente per dare una immagine il più possibile omogenea nella comprensione della realtà.
Ma non è rispondente alle singole situazioni.
E' solo un indirizzo. Non un descrittore.

E serve anche a tracciare la linea fra normalità e anormalità. Che cambia al cambiare dei tempi.

Tutto questo per ribadire, che no, una regola non c'è.
Cercarla è solo cercare rassicurazione. In una situazione storica che segna in maniera evidente rispetto alle epoche precedente come l'instabilità caratterizzi il vivere. E questo spaventa. Tutti. Adulti e non.

Tanto che il consiglio principe per i genitori è dare routine ai figli.
che di quello hanno fondamentalmente bisogno.

Il paradosso è che anche le routine disfunzionali svolgono la funzione di routine funzionali.

Quanto al capire...perdonami, è un po' la scoperta dell'acqua calda. :)
Per quanto ci si possa raccontare, si possa condividere, si possa essere somiglianti, si è soli in quel che si vive.

Io posso raccontare all'infinito come ho vissuto la coppia dei miei genitori. Ma racconto per comprendere me.
Addirittura, ieri sera ero al telefono con mia sorella, che è più piccola di me di quasi una decina d'anni, il suo vissuto è molto diverso dal mio. Per quanto pure lei alcune cose le abbia viste e intraviste.

Ieri mi chiedeva di darle qualche dritta per gestire i conflitti in casa dei miei. Ci siamo date appuntamento.
Da noi funziona così. Da quando siamo ragazzine.
Il nucleo siamo io e lei. E siamo alleati anche difendendoci dalle triangolazioni e dalle alleanze che avrebbero "voluto" portare una o l'altra da una parte o dall'altra a volte addirittura una contro l'altra.

Il patto che abbiamo costruito quando io avevo circa 20 anni, prima che io andassi via a vivere (ed è stato doloroso per noi separarci) è che avremmo fatto barriera quando mia madre in particolare avesse provato a parlare dell'una con l'altra e viceversa.

Ecco..per quanto abbiamo una storia in comune, le nostre storie sono profondamente diverse.
I nostri genitori sono stati genitori diversi con una e con l'altra.

Non per preferenze. Sia chiaro.
Semplicemente si cambia.

Lei non riesce a rimanere in casa quando avvengono i casini e chiama me. Lo stesso fa mio padre. Che ha la stessa "incapacità" di gestire emotivamente il conflitto.
Le identificazioni di mia sorella riguardano mio padre, le mie mia madre.
Mia sorella non ha la stessa madre che le parla dentro. E non ha un gran dialogo con la madre.
Io ho un dialogo molto intenso con la madre interiore, e un dialogo molto debole con la bambina. Che invece in mia sorella è meglio collocata.

La mia funzione in casa è la custode delle emozioni. Da quando ero una bimba piccolissima.
Ed è me che si chiama in quelle situazioni in cui le emozioni diventano brodo e vomito emozionale e scatta il panico.

Lei è quella normativa. Che mette il paletto e stoppa. Che esprime e afferma anche con forza le sue esigenze e le sue regole.
Io sono quella che media. Che si mette anche via per lasciare spazio all'emersione.
Sono apprendimenti antichi. Di quelli che non ci si scardina più via. Bisogna solo conoscerli per dominarli e non perdersi.

Ruoli e funzioni dichiarate fra noi per sopravvivere al meglio.
sia da piccole, sia adesso.

Pensa come i bambini si organizzano per sopravvivere. :)

La mia sorellina è ancora la mia sorellina. E io la proteggo. E questo riverbera nel mio rapporto con le altre donne, che non è competitivo ma protettivo.
Lei invece per esempio è molto competitiva, anche con le altre donne. Per quanto abbia molte più amicizie femminile di me.
E uno dei fulcri è che io nelle amicizie femminili continuo a percepire l'impegno e la responsabilità, lei continua a percepire il gioco e l'alleanza.

La no stra vecchia organizzazione è ancora lì. Veniamo dalla stessa famiglia.
Ma lei per esempio non sa nulla della madre che abbracciava mettendo dentro rabbia e paura. Che ha portato il tradimento da parte dell'uomo. (non reale a quanto io sappia. Tutto nella sua testa. Ma assolutamente reale per lei, quando mi insegnava che avere maschi intorno è avere impicci e ostacoli per la propria realizzazione personale. O quando mi insegnava che il mio corpo, in quanto corpo femminile, era ricettacolo di malattie portate dal maschio dominatore...tutta roba che neppure lei sa rintracciare da dove viene esattamente. Ma sua madre ha un peso...catene generazionali).
Quando è cresciuta mia sorella mio padre c'era nella testa di mia madre. E non la tradiva più.
Io impazzivo peraltro che non riuscivo più a collegare le figure...

Io non conosco la madre che abbraccia senza recriminazione che conosce lei.

Insomma....le dinamiche sono tante e talmente complesse che arrivano fino alla vita adulta.

Tutto questo per dire...non portare i tuoi vissuti nel generale.
Sono tuoi. E non sono ripetibili.

Se anche tu avessi divorziato, tua figlia avrebbe vissuto la cosa in modo completamente diverso da te.

Perchè tu sei tu e tua figlia è tua figlia.
Fra l'altro lei è femmina e tu maschio.
quindi anche la struttura interna di interpretazione del mondo ha movimenti che vanno in direzioni diverse.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Ipazia, in classe di mia figlia ci sono due figli di genitori separati.
I loro compagni percepiscono la loro condizione come un avere qualcosa in meno di importante.
Puoi cambiare l'idea di famiglia, non la necessita'.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ipazia, in classe di mia figlia ci sono due figli di genitori separati.
I loro compagni percepiscono la loro condizione come un avere qualcosa in meno di importante.
Puoi cambiare l'idea di famiglia, non la necessita'.
Potremmo andare avanti all'infinito portando esempi che parteggino per una parte o per l'altra.
io ne ho di contrari da portarti. E ben più di due. O dieci. ;):)

Ma sarebbe solo una contrapposizione sterile.
Funzionale solo a confermare la mia o la tua posizione. E quindi ognuno se stesso.

A cosa serve?
Il mondo è ben più complesso di quel che vedo io o tu.
E l'altra questione di cui tener conto, e non è da poco, è che tu il mondo lo vedi coi tuoi occhi e io coi miei.
Non è che un mondo ha ragione, o è meglio, e l'altro ha torto, o è peggio.
Sono mondi. Che comprendono entrambe le prospettive. Ragione e torto, meglio e peggio.

Esistono entrambi. E sono ben più di quelli che vedo io o che vedi tu.
La nostra prospettiva è necessariamente ristretta ai parametri di interpretazione della realtà che ognuno ha.

di mi penso che la ricchezza sia nell'integrazione delle visioni e non nella loro contrapposizione alla ricerca di una verità assolutamente valida. Anche solo come riferimento.

Conosci il fenomeno delle camere dell'eco?
Ecco.

La questione è che non esistono regole definitorie. Etichette in cui catalogare e posizionare le esperienze.
Ognuno attraversa i suoi dolori. E i suoi piaceri.

E ogni dolore è semplicemente un dolore. (lo stesso vale per il piacere).
Non si può evitare il dolore.

Nè quando si è bambini, nè quando si è adulti.

E nel dolore si è irrimediabilmente soli. (come lo si è nel piacere).
Anche a questo non c'è scampo.

Adulti o bambini che si sia.

Qualunque situazione porta con sè del dolore. (e del piacere).

Non esiste il benessere perfetto. E assoluto.
E non esiste il dolore perfetto. E assoluto.

Esistiamo noi, ognuno con le sue risorse e le sue sfaccettature.
E ogni vita porta con sè ricchezza e povertà.

Affidarsi a regole, anche questa è una posizione, è solo un tentativo di semplificazione.

Ma non si affronta la complessità con la semplificazione.
Questo invece è metodo :)

Mio padre mi raccontava da bambina una storiella.
C'era questa famiglia. La madre puttana. Quattro figlie.
Tre, puttane pure loro.
La quarta, suora.
:rolleyes::)
 
Ultima modifica:

alcinoo

Utente di lunga data
La stai prendendo dal verso sbagliato, a mio parere.

Non esistono le colpe.

Esistono semmai le responsabilità.
E ognuno si ciuccia le sue.
In ogni situazione.

Descrivi una relazione in cui ti dipingi come una sorta di cavalier servente devoto ai desideri di lei.
Come se i tuoi non avessero spazio. In te.
Tanto poco spazio che potevi rinunciarci.

Questa è una responsabilità nei tuoi confronti, esprimere il meglio di te e dei tuoi desideri, per poterlo condividere in coppia. Ed è una responsabilità che ricade nella coppia per il semplice motivo che se nella coppia ci sono solo i desideri di lei...beh...a forza di giocare coi propri desideri, poi si va a cercare altri desideri.

Non è colpa tua. Non è colpa sua.

Descrivi una relazione piuttosto sbilanciata comunque.

Eravate almeno consapevoli della vostra asimmetria?

Mi ha colpito moltissimo il grassetto. Veramente.

La gelosia è un indicatore importante di una persona.
Il subirla, è un indicatore altrettanto importante.

In effetti essermi piegato troppo alle sue esigenze, che piano piano sono diventate vere manie paranoiche che quela del cibo, delle onde elettromagnetiche, ecc. è stato uno degli errori che rimpiango ora. Avrei dovuto imporre più me stesso. Il tutto è iniziato quando lei ha sofferto un grave lutto ed io nel periodo successivo ho cercato di non farla arrabbiare cedendo alle sue richieste. Poi quella situazione si è fossilizzata portandomi a reprimere i miei desideri. Tuttavia lei ancora sostiene che "si è sempre fatto quello che volvo io", ma questo ha a che fare con le sue insicurezze. Lei ritiene che la relazione sia sbilanciata dalla mia parte mentre io ho fatto del tutto per assecondarla per quel che potevo. Amici mi hanno fatto notare che ero sempre troppo pronto a scattare ad ogni suo minima richiesta, o prima che me lo potesse chiedere. Mentre a volte lei non mi passava nemmeno l'acqua a tavola se glie lo chiedevo. Spesso facevo domande e richieste di piccole cose ottenevo semplicemente "risposta non pervenuta".
 

Skorpio

Utente di lunga data
lei ancora sostiene che "si è sempre fatto quello che volvo io", ma questo ha a che fare con le sue insicurezze.
Beh.. probabilmente ha anche a che fare con le TUE insicurezze, non solo le sue. Direi le "vostre" insicurezze

E tu ti sei proposto come "centro" della sua soddisfazione, è probabilmente questo era il TUO desiderio principe

In questo senso direi che ha ragione pienamente

Purtroppo il "centro" dei desideri altrui (mi porti qua? Mi compri la? Mi faresti di là?) È una bella posizione, se uno la sceglie consapevolmente.

Tenendo a mente che da quella posizione si possono maturare debiti e crediti, che non cementano, ma incattiviscono

E tenendo a mente che si siede solo su una poltrona, dalla quale un domani ci può venire detto che è ora di alzarsi, e che il desideri sono finiti ..

Come temo stia capitando a te.. :(
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Non credo sia l'ambizione di nessuno.
Almeno, non ho mai conosciuto nessuno che mi dicesse quanto fosse bello non avere i soldi per arrivare a 'fine mese', come si dice di solito.
Nelle case popolari ho visto di tutto non per niente.
Tutti vogliono avere qualcosa: una famiglia, un uomo o una donna con cui dormire abbracciati, un figlio da crescere, una macchina da comprare, dei ricordi belli, un progetto, che può essere una casa più bella o un figlio che va all'università, la stima degli altri, un'identità.
La dignità è per me anche avere i soldi per onorare i debiti, non fare come i miei vicini che non hanno pagato l'affitto per 4 anni per farsi la macchina.
I miei nonni nelle case popolari hanno sempre pagato l'affitto e quando una mia nonna non ce l'ha fatta, dopo esser rimasta vedova, ha chiamato il rigattiere e ha venduto mezza casa.
La ragione per cui colleziono oggetti vecchi è proprio questa: a 11 anni io lì ho visti andare via.
Sparire.
A me di solito fa specie sentire il racconto degli altri sulla loro infanzia perché non c'è nulla in comune con la mia.
Oggi avrei in una conversazione dovuto spiegare perché da ragazzo non uscivo la sera prima di avere l'auto.
Semplice: tutti i ragazzi del mio quartiere erano diventati tossici o spacciatori e di sera a una cert'ora l'autobus non passava più per andare a trovare gli amici 'normali'.
Credi che abbia detto la verità?
Si finge di non ricordare, tanto chi non c'e' passato dentro non lo capisce.
Gli altri interpretano e articolano idee e pregiudizi.
Meglio tacere.
Appunto è talmente una paura tua legata a una tua esperienza emotivamente dolorosa che vedi di essere a un passo dalla disperazione economica anche quando non lo sei.
Lo capisco. Per mio padre doveva esserci pane in casa da buttare via, anche quando avrebbe potuto andare al ristorante e comunque non aveva fame.
Io soffro di vertigini e mi preoccupa salire su una sedia.
Però so che è una cosa mia e non tirò fuori a chi mi dice che posso farlo tutte le statistiche sui rovinosi incidenti domestici.
E non dico a nessuno di non salire su una sedia e neppure di non fare Free climbing.
 

Cuore2018

Utente di lunga data
C'è un'altra cosa importante che si perde nel divorzio dei genitori ma che non ha alcun valore economico.
Lo esprimo da figlio di separati.
Però è meglio non confessarla apertamente.
Ricordo di averla condivisa con altri figli nella mia stessa situazione e di essermici ritrovato, quindi non è una mia particolare condizione soggettiva.
È quella cosa per cui mia figlia quando parla di un suo amico che ha genitori separato lo fa come se gli fosse successa una disgrazia.
È la ragione che mi fa pensare di avere fatto la scelta giusta comunque.
Gli anni con mia figlia sono stata la cosa più preziosa che avrei perso e fatto perdere.
È sicuramente un tipo di disgrazia. I figli soffrono moltissimo. Se incominci una vita con un'altra persona, poi, prima di trovare un equilibrio ci vuole tempo e fatica.
Una parte di me si sentirà sempre in colpa nei confronti dei miei figli per aver preso la decisione di separarmi. Ci sarà sempre una parte di me che si sentirà in debito con loro.

Quando hai figli vorresti dare loro il meglio, una vita perfetta. Ma non sempre puoi garantirgliela.

Però io vedo anche l'insegnamento che hanno tratto i miei figli da questa storia.
Entrambi si arrabbiano molto quando qualcuno li compatisce, me compresa. Ma noi siamo felici adesso, mamma! Dicono quando si parla della loro condizione di figli di separati.
Ed è vero, lo vedo. Lo vedono gli insegnanti, gli amici, i parenti. Sono ragazzini sereni che hanno sulle spalle una bella batosta, ma non si sono fatti cambiare in peggio. Anzi, questa esperienza forse li aiuterà a capire ciò che vogliono o che non vogliono.

Mia figlia, ad esempio, è convintissima che in amore non si debbano accettare compromessi e che divorziare possa essere una scelta auspicabile, in certe situazioni.

Tempo fa ho parlato con una ragazza con cui andavano a portare i cani, figlia di separati. Mi ha detto di non farmi troppe pippe mentali, che lei ha superato bene il divorzio dei suoi e che dipende dalle risorse di ciascuno. Lei non ha subito traumi e vive felicemente il rapporto coi suoi e col suo convivente.

Forse la cicatrice ci sarà sempre, in loro. Ma la vita è fatta anche di cicatrici. E sinceramente non credo che sia generalizzabile il modo in cui ognuno vive i propri dolori. C'è chi ha più risorse, chi è meno attrezzato.
Forse ho dei figli particolarmente equipaggiati, ma non mi pare siano diversi dagli altri. O forse il fatto di avere un rapporto quotidiano col padre e di aver mantenuto l'equilibrio affettivo li aiutati. Non saprei.
 
Ultima modifica:

Cuore2018

Utente di lunga data
Ipazia, in classe di mia figlia ci sono due figli di genitori separati.
I loro compagni percepiscono la loro condizione come un avere qualcosa in meno di importante.
Puoi cambiare l'idea di famiglia, non la necessita'.
Non esiste la necessità di famiglia. Esiste la necessità di serenità, supporto, amore. E questo non dipende dalla forma di famiglia in cui vivi.

Chi ha necessità di famiglia 'formale' può essere che sia una persona bisognosa di sentirsi omologata e socialmente accettata.

Più una persona è divergente, più se ne frega dei timbri sociali e guarda alla sostanza, soprattutto oggi, che grazie al cielo l'idea di famiglia sta cambiando.

Forse quando ero bambina io, negli anni '70, lo stigma sociale in questo senso era più difficile da sopportare.

I miei figli, ad esempio, sono piuttosto abituati a distinguere tra forma e sostanza, e sono sicuramente poco 'formali'. Forse per ragazzi come loro, abituati a confrontarsi in un ambiente in cui la diversità è pane quotidiano e poco legati a esigenze preconfezionate, è più facile adattarsi a situazioni diverse. Non lo so, la butto lì.

So che le amiche sedicenni di mia figlia sono tutte delle sbarellate, pur con famiglie tradizionalissime: chi fuma canne, chi pratica autolesionismo, chi scopa con chiunque, chi scappa di casa. Lei mi racconta tutto e a volte scherziamo perché le dico "oh, ma sei tu la figlia di separati, dovresti essere tu fuori di testa" :D
 

Cuore2018

Utente di lunga data
Buon per te che sei riuscita a ricostruirti una vita. Spero anche io un giorno. Quanti anni avevi quando hai divorziato? Dopo quanto ti sei sentita nuovamente in una nuova vita che ti facesse dimenticare la vecchia.

Avrei tanto bisogno di consigli per superare questa fase.

So che con mia moglie è finita, ma non riesco a farmene una ragione. Non riesco a capire come sia successo. Ho provato a perdonarla ma lei, forse per togliersi la colpa di dosso, ha iniziato a rileggere tutta la nostra storia in modo spietato. Manca completamente di oggettività e sembra aver voluto rimuovere tutte le cose positive. Questo atteggiamento mi preoccupa perché non è sano.

Io ho cercato di addossarmi tutte le mie colpe, ma sembra che questo l'abbia spinta nella direzione opposta.

Non riesco a vedere una mia nuova vita oltre questo specchio rotto. E' tutto assurdo.
Io ho divorziato un paio di anni fa, mi sono separata fisicamente dal mio ex circa sei anni fa. Ero quasi quarantenne.

Può essere che quella di tua moglie sia una fase? Perché spesso ci sono diverse fasi. Io sono passata dal "non stiamo più insieme ma vorrei restare amici perché ci lega un profondo affetto" al "non rivolgermi più la parola". Che, devo dire, è la fase più serena e meno problematica.

Perché non proponi a tua moglie un percorso di consulenza psicologica durante l'iter della separazione? Potrebbe aiutarvi a trovare dei punti di incontro e farla ragionare.

Comunque io, come ho già detto, sono per il compromesso per il bene dei figli, ma attento a non passarle il messaggio che ti sta bene tutto.
Tieni dei punti fermi e non farti maltrattare!
 

alcinoo

Utente di lunga data
Beh.. probabilmente ha anche a che fare con le TUE insicurezze, non solo le sue. Direi le "vostre" insicurezze

E tu ti sei proposto come "centro" della sua soddisfazione, è probabilmente questo era il TUO desiderio principe

In questo senso direi che ha ragione pienamente

Purtroppo il "centro" dei desideri altrui (mi porti qua? Mi compri la? Mi faresti di là?) È una bella posizione, se uno la sceglie consapevolmente.

Tenendo a mente che da quella posizione si possono maturare debiti e crediti, che non cementano, ma incattiviscono

E tenendo a mente che si siede solo su una poltrona, dalla quale un domani ci può venire detto che è ora di alzarsi, e che il desideri sono finiti ..

Come temo stia capitando a te.. :(
Grazie Skorpio per i tuoi consigli, ma spesso mi sembrano troppo approssimativi e cinici. Hai una famiglia? Hai figli? Hai avuto relazioni stabili?
 

Skorpio

Utente di lunga data
Grazie Skorpio per i tuoi consigli, ma spesso mi sembrano troppo approssimativi e cinici. Hai una famiglia? Hai figli? Hai avuto relazioni stabili?
Si, c'è e c'è stato un po' di tutto nella mia vita

Io non do generalmente consigli, ho capito da una vita che non servono a nulla, se non quando confermano un qualcosa che si è già deciso dentro

Semplicemente cercavo una chiave di lettura al fatto che tua moglie ti dice che "quel che hai voluto fare lo hai fatto"

Se lo dirà un motivo ci sarà..

E nessuno meglio di te può arrivare a capire questo, tutto qui
 

alcinoo

Utente di lunga data
Si, c'è e c'è stato un po' di tutto nella mia vita

Io non do generalmente consigli, ho capito da una vita che non servono a nulla, se non quando confermano un qualcosa che si è già deciso dentro

Semplicemente cercavo una chiave di lettura al fatto che tua moglie ti dice che "quel che hai voluto fare lo hai fatto"

Se lo dirà un motivo ci sarà..

E nessuno meglio di te può arrivare a capire questo, tutto qui

Le dinamiche di una coppia sono complesse e spesso contraddittorie, perché tutto quello che ho fatto l'ho fatto per lei, e lo abbiamo deciso insieme.

Ora è arrivato un collegha (il solito str**zo) che le a fatto avances (non solo a lei ma anche a sue colleghe d'ufficio che chiedevano aiuto dicendo "di senti in troppola come il topo con il gatto") fruttando un nostro momento di difficoltà che lei aveva inopportunamento condiviso con amiche. Lei ha provato a "resistere in tutti i modi" come ho conferme dai messaggi scritti. Lui "capisco che non vuoi e ripetterò le tue decisioni" mentre già dicendo questo continuanva a pressarla. Ora anche lui sta passando grossi ca**i con la moglie.

Con mia moglie ha visto un mondo che nemmeno sapeva di esistere, che era il nostro mondo.

C'è gente immatura purtroppo, soprattutto in certi luoghi di lavoro sterili che non lasciano altra ambizione che farsi l'amante per piangere sulla propria bassezza. Questa è la cosa triste di tutto la storia.
 

Outdider

Utente di lunga data
Le dinamiche di una coppia sono complesse e spesso contraddittorie, perché tutto quello che ho fatto l'ho fatto per lei, e lo abbiamo deciso insieme.

Ora è arrivato un collegha (il solito str**zo) che le a fatto avances (non solo a lei ma anche a sue colleghe d'ufficio che chiedevano aiuto dicendo "di senti in troppola come il topo con il gatto") fruttando un nostro momento di difficoltà che lei aveva inopportunamento condiviso con amiche. Lei ha provato a "resistere in tutti i modi" come ho conferme dai messaggi scritti. Lui "capisco che non vuoi e ripetterò le tue decisioni" mentre già dicendo questo continuanva a pressarla. Ora anche lui sta passando grossi ca**i con la moglie.

Con mia moglie ha visto un mondo che nemmeno sapeva di esistere, che era il nostro mondo.

C'è gente immatura purtroppo, soprattutto in certi luoghi di lavoro sterili che non lasciano altra ambizione che farsi l'amante per piangere sulla propria bassezza. Questa è la cosa triste di tutto la storia.
Non capisco per continui a giustificare tua moglie...dopo tutto se non voleva non scivolava nel letto di un altro. Lui sicuramente ha delle colpe ma la vera colpevole è lei...a mio modo di vedere sia chiaro.
 

danny

Utente di lunga data
Non esiste la necessità di famiglia. Esiste la necessità di serenità, supporto, amore. E questo non dipende dalla forma di famiglia in cui vivi.

Chi ha necessità di famiglia 'formale' può essere che sia una persona bisognosa di sentirsi omologata e socialmente accettata.

Più una persona è divergente, più se ne frega dei timbri sociali e guarda alla sostanza, soprattutto oggi, che grazie al cielo l'idea di famiglia sta cambiando.

Forse quando ero bambina io, negli anni '70, lo stigma sociale in questo senso era più difficile da sopportare.
Io per esempio non ho vissuto uno stigma sociale, ma un'assenza.
Non sono mai stato al centro di niente.
Mia madre si è rifatta una famiglia e ha avuto un altro figlio.
Mio padre ha avuto tantissime donne, manco le ho conosciute tutte.
A me sarebbe bastato anche solo vederli mangiare insieme ogni tanto.
Mai capitato.
Per uscire da un nido dovresti averlo avuto, almeno.
Anche per contestarlo.
Non dico che non mi abbiano voluto bene, a modo loro.
Sono io che credo di non essermi abituato a volerne a loro.
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
So che le amiche sedicenni di mia figlia sono tutte delle sbarellate, pur con famiglie tradizionalissime: chi fuma canne, chi pratica autolesionismo, chi scopa con chiunque, chi scappa di casa. Lei mi racconta tutto e a volte scherziamo perché le dico "oh, ma sei tu la figlia di separati, dovresti essere tu fuori di testa" :D
Non mi sorprende che non lo sia.
L'adolescenza è il periodo in cui la persona attua l'allontanamento dal nucleo parentale e lo fa attraverso la trasgressione, la fuga, la contestazione.
Ma perché questo accada i genitori devono costituire un'immagine assolutamente inaccettabile per un adolescente, cioè tutto quel che non vorrebbe mai essere in quel momento.
Una noiosissima e reazionaria famiglia tradizionale che sia Tempio delle regole costituisce il modello ideale per attuare un percorso di raggiungimento della propria indipendenza.
Non per niente i giovani degli anni 60/70 furono i più contestatori fino ad arrivare progressivamente all'autodistruzione delle droghe dagli anni 80 in poi, quando non restava altro che da distruggere se stessi.
Quegli stessi genitori e quelli delle generazioni successive di conseguenza hanno sofferto in molti casi di una 'sindrome dell'estrema giovinezza' o più che altro sono rimasti adolescenti a vita, in un inutile tentativo di rapportarsi quasi alla pari con i figli fornendo modelli più progressisti e trasgressivi di quelli ritenuti accettabili anche dagli adolescenti.
Per dire, ci sono genitori che fumano le canne e hanno una vita sessuale ostentatamente attiva e talvolta promiscua. All'adolescente rimane la scelta tra essere ancora più pericolosamente trasgressivo o ancorarsi alla famiglia d'origine cercando di costituire un sistema di regole alternativo per inglobarla.
Io dico sempre che occorre un nido su un albero per poter prendere il volo. Senza nido e senza ramo non si impara mai a volare.
E che non è corretto avere figli reazionari e genitori trasgressivi.
Mia figlia ha avuto un fidanzatino. A un certo punto ha scoperto che lui usciva anche con un'altra e l'ha mollato.
Quando ce l'ha raccontato entrambi abbiamo approvato il suo gesto e condannato il tradimento.
Lei in quel momento non aveva bisogno che di una regola e del fatto che noi insieme la validissimo.
Solo quello.
Sulla base di quella poi farà le sue scelte.
 
Ultima modifica:

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Le dinamiche di una coppia sono complesse e spesso contraddittorie, perché tutto quello che ho fatto l'ho fatto per lei, e lo abbiamo deciso insieme.

Ora è arrivato un collegha (il solito str**zo) che le a fatto avances (non solo a lei ma anche a sue colleghe d'ufficio che chiedevano aiuto dicendo "di senti in troppola come il topo con il gatto") fruttando un nostro momento di difficoltà che lei aveva inopportunamento condiviso con amiche. Lei ha provato a "resistere in tutti i modi" come ho conferme dai messaggi scritti. Lui "capisco che non vuoi e ripetterò le tue decisioni" mentre già dicendo questo continuanva a pressarla. Ora anche lui sta passando grossi ca**i con la moglie.

Con mia moglie ha visto un mondo che nemmeno sapeva di esistere, che era il nostro mondo.

C'è gente immatura purtroppo, soprattutto in certi luoghi di lavoro sterili che non lasciano altra ambizione che farsi l'amante per piangere sulla propria bassezza. Questa è la cosa triste di tutto la storia.
se uno non ti piace non ci stai, anche se passa le ore a importunarti.
Purtroppo è così, se invece parliamo di una persona per la quale ogni lasciata persa è un altro discorso.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Le dinamiche di una coppia sono complesse e spesso contraddittorie, perché tutto quello che ho fatto l'ho fatto per lei, e lo abbiamo deciso insieme.

Ora è arrivato un collegha (il solito str**zo) che le a fatto avances (non solo a lei ma anche a sue colleghe d'ufficio che chiedevano aiuto dicendo "di senti in troppola come il topo con il gatto") fruttando un nostro momento di difficoltà che lei aveva inopportunamento condiviso con amiche. Lei ha provato a "resistere in tutti i modi" come ho conferme dai messaggi scritti. Lui "capisco che non vuoi e ripetterò le tue decisioni" mentre già dicendo questo continuanva a pressarla. Ora anche lui sta passando grossi ca**i con la moglie.

Con mia moglie ha visto un mondo che nemmeno sapeva di esistere, che era il nostro mondo.

C'è gente immatura purtroppo, soprattutto in certi luoghi di lavoro sterili che non lasciano altra ambizione che farsi l'amante per piangere sulla propria bassezza. Questa è la cosa triste di tutto la storia.
Ma qui non c'è ne lei né il suo amante, si può parlare di noi, e di quello che accade in noi

Ti richiedo: Perché secondo te tua moglie dice che si è fatto tutto quel che volevi tu?

E ti richiedo: che volevi TU in tutti questi anni, per fare quel che hai fatto (sempre tutto quel che voleva lei, secondo te)?

Non sei obbligato a rispondere eh?

Basta dire: non voglio rispondere

Nessun problema :)
 

Blaise53

Utente di lunga data
Ma qui non c'è ne lei né il suo amante, si può parlare di noi, e di quello che accade in noi

Ti richiedo: Perché secondo te tua moglie dice che si è fatto tutto quel che volevi tu?

E ti richiedo: che volevi TU in tutti questi anni, per fare quel che hai fatto (sempre tutto quel che voleva lei, secondo te)?

Non sei obbligato a rispondere eh?

Basta dire: non voglio rispondere

Nessun problema :)
Per fargli dire che si è meritato le corna? 😂
 

alcinoo

Utente di lunga data
Ma qui non c'è ne lei né il suo amante, si può parlare di noi, e di quello che accade in noi

Ti richiedo: Perché secondo te tua moglie dice che si è fatto tutto quel che volevi tu?

E ti richiedo: che volevi TU in tutti questi anni, per fare quel che hai fatto (sempre tutto quel che voleva lei, secondo te)?

Non sei obbligato a rispondere eh?

Basta dire: non voglio rispondere

Nessun problema :)
Perche mia moglie dice che si è fatto sempre quello che dicevo io?

Io penso che lei ha fatto quello che volevo io almeno quanto il vice versa.

Cerco di mettermi dal punto di vista di mia moglie. Inizialmente io ero il carattere forte nella coppia e lei molto insicura ed innamorata di me. Inoltre lei viene da un paese del profondo sud, non era mai andata al cinema o in un pub prima di conoscere me. La prima volta in discoteca si è messa a piangere. Io ho subito provato un forte senso di protezione verso di lei ed in qualche modo ho voluto farla crescere, farle fare esperienze, renderla indipendente. Ora dice che si è sentita sempre giudicata. Questo è stato lo sbaglio di fondo guardando indietro, ma è anche quello che cercava in me, cercava qualcuno che la tirasse fuori dal suo mondo a cui voleva ribellarsi, compreso un padre padrone.

Purtroppo il suo carattere è estremamente chiuso, spesso musona fin da subito, spesso è infastidita da persone troppo aperte ed espansive. Nel senso che lei parlava poco, modi a volte scontrosi, e si è sempre tenuta tutto dentro. Ad un certo punto ho accettato che lei fosse così pur sapendo che questo avrebbe generato dei problemi di scarsa comunicazione. Ha sempre avuto anche poca iniziativa, quindi ero io spesso a proporre, ma non ottenevo mai risposta ne si ne no. Spesso lei aspattava che io proponessi, e pur non avevendo detto niente, poi si lamentava delle cose fatte. Era difficile organizzare qualsiasi cosa, persino un'uscita con amici, e poi con parenti. Se bisognava uscire iniziava a essere nervosa da ore prima, con colossali ritardi anche in occasioni formali. Era per me difficile cosa volesse.


Il problema di fondo è ad un certo punto mi sono messo a capofitto sul mio lavoro, che ci ha dato la possibilità di fare molti viaggi. Facevo tutto questo per lei, era la mia musa. Quando ho notato che i pensieri di lavoro, per l'eccitazione del sucesso, mi tenevano sveglio anche di notte, ho iniziato a ridimensionare il tutto. Lei percepiva di essere in secondo piano rispetto ai miei interessi (lavoro, musica, famiglia). Anche per questo ho deciso di mollare tutto e fare un lavoro meno appagante e remurenativo ma più stabile.

Tutto questo detto e ridetto e ridiscusso moltissime volte. Autocritica ne ho fatta anche troppo. Lei invece non ne ha mai fatta. Ha sempre negato suoi errori. e quindi anche qui è sempre stato difficile risolvere nostri proplemi. Ora più che mai autocritica zero per difendersi dai sensi di colpa - in questo la conosco, l'ha sempre fregata l'orgoglio.
 
Ultima modifica:

isabel

Utente di lunga data
Ciao [MENTION=7470]alcinoo[/MENTION] più leggo quel che scrivi più ho la sensazione che tu abbia in qualche modo ricoperto e sovrascritto la figura del padre; forse è anche il tuo nick che mi influenza :).
Con te, tua moglie è passata dal "padre padrone" al "padre amorevole, accogliente e comprensivo". Ma, pur sempre padre. E il padre e la madre ad un certo punto, quasi imprescindibilmente, vengono "negati".
E mi sembra, magari sbaglio, che tu stia dicendo "che ingrata, dopo quello che ho fatto per lei...ho coltivato una serpe in seno". Mi sbaglio?
 
Ultima modifica:
Top