Sinceramente in 50 anni di vita io ho visto solo diminuire la ricchezza di tutte le famiglie che conosco.
Pensare che da questa situazione se ne esca con gli stessi concetti e le stesse visioni di 30 anni fa sarebbe deprimente. Io vorrei che se ne uscisse tutti più ricchi.
Non ci credo, ovviamente.
Allora....l'unico metodo perché il cittadino sia ricco è che lo stato sia povero.
Come negli anni 80, quando l'inflazione era alta, alti tassi di interesse, aumento del d.p. .
Siamo da almeno quindici anni proiettati in una condizione di severità dei conti, di contenimento della spesa pubblica, dell'aumento della tassazione diretta ed indiretta.
Aspettarsi un'inversione di tendenza è del tutto illusorio. Ci saranno ancora più sacrifici, non fosse altro che per pagare i prestiti che stentano a partire (in tutto 100 miliardi?) . Ricordo sempre che ogni anno, solo di interessi sui buoni tel tesoro poliennali ,paghiamo 80 miliardi !
Ammesso che avessimo un'economia integrata a livello europeo, omogenea per tassazione , regole legali ecc.. con una manifattura eterodiretta a livello di quote di produzione e di specializzazione , ammesso ciò, sarebbe possibile ,appena terminata questa crisi , divenire più competitivi svalutando l'euro nei confronti dello yen ?
Che senso avrebbe ? Si sarebbe comunque più produttivi e competitivi? Gli esempi di chi spende 150mila euro tra tasse oneri doganali ecc.. per acquistare una macchina che produce mascherine, è un modello di neoindustrialesimo credibile, oppure una retorica immagine anacronistica legata solo alla contingenza del momento? Siamo concreti: da vent'anni abbiamo assegnato le produzioni a basso contenuto tecnologico prima, e poi anche a medio-alto alle regioni del sud est asiatico a cui abbiamo concesso know how ,tecnologia e reti distributive .
La svalutazione della moneta unica negli anni è stato nei confronti del dollaro, col quale siamo arrivati (giustamente dico io) alla quasi parità.
Se lo stato non è imprenditore almeno per il trenta percento nell'economia della nazione , abbiamo un bel che vedere che poi pretenda la Golden Power nei confronti del privato che ancora non ha delocalizzato e che venga in qualche modo ritenuto strategico o di importanza storica ed emblematica della storia del paese; il rischio è che la UE sanzioni tali ingerenze come aiuto pubblico non consentito dai regolamenti comunitari.
Ma questa sarebbe una timida rivendicazione dell'autonomia nazionale che potrebbe aprire ad altri scenari nel medio termine.
Ma ora come ora serve l'elicottero che getti il denaro (come nell'immagine metaforica del termine anglosassone) ,senza troppi pensieri . Sapendo che tutto andrà reso , si spera ad interessi zero.
L'alternativa è trovarsi qualche milione di disoccupati in più tra un paio di anni.