Marjanna
Utente di lunga data
Hai inteso giusto. La chirurgica con cui ho provato non essendo rigida non ha modo di coprire la parte bocca (mi sembra di capire che invece con le ffp2 viene dato in dotazione una sorta di tappo), e nonostante abbia usato un contenitore piuttosto grande ho notato che la parte del coperchio rimane umida, quindi a metterci il lato che rimane a contatto con la bocca nel chiudere il contenitore lasciando gli elastici fuori va a toccare il coperchio. Ma eventualmente si può risolvere applicando una pellicola trasparente tra tappo e mascherina.Non so se ho capito bene, intendi dire se "rovescio" mascherina esponendo ai vapori la parte interna che sta a contatto con naso e bocca?
Se è questa la domanda, no.
La chiudo -per intenderci come quando è confezionata, quindi parte rivolta all'esterno esposta - ci incrocio sopra gli elastici per bloccarla al coperchio poi chiudo.
Lascio per quasi 4 ore.
Il succo che ho capito del fare questa cosa è
- non è risolutivo (nel senso che igienizzare in questo modo e queste mascherine è un abbassamento del rischio e un aumento dell'usabilità)
- è la parte esterna della mascherina che potrebbe aver "raccolto" dall'esterno.
Se sei contagiato tu, sei contagiato a prescindere dalla igienizzazione.
Si se sei contagiato serve poco igienizzare le mascherine.
Ti sei ben organizzata. Figa la mascherina della foto, a me era venuta in mente una per passeggiate mimetica (per unire l'utile al dilettevole), ma per farle personalizzate nel sito che ho trovato l'ordine parte da 50 pezzi per 100 euro, e 50 mascherine in tessuto mimetiche anche no... sarebbe bello poter avere più varianti a seconda della lunaDetto questo le lascio all'aria anche per far passare le ore di vita del virus. 24 ore sono una buona media.
Ovviamente questa cosa la faccio nel passaggio dalla stanza che tengo per il dentro - fuori in un posto isolato, su un mobile, che pulisco ogni volta con la candeggina.
La figata della produzione dell'amica è che le sue sono lavabili a 90°.
Sto anche io ragionando in termini di "addestramento" a quel che verrà
Quindi sto proprio ragionando in termini di organizzazione della casa e riorganizzazione dello stile di vita.
Ho creato un passaggio ad hoc per quando si esce (supermercato per intenderci) e una procedura per levarsi di dosso quel che si usa fuori tenendolo separato dal resto della casa.
I lavori che restano da fare alla casa li faremo in quest'ottica, anche dal punto di vista dell'areazione. Abbiamo già la ventilazione meccanica in casa, quindi stiam studiando come gestire la cosa e come ampliarla. E la nostra casa è praticamente autonoma dal punto di vista energetico.
Oltre ad avere intorno terra. E acqua.
Abbiam variato l'alimentazione. E il modo di fare la spesa quando possibile (che significa che usiamo fondamentalmente l'online).
Siam frugali entrambi.
La spesa resta in sospensione per 24 ore.
Le cose urgenti passano di sacchetto, vengono chiuse e messe in frigo in scomparto dedicato.
Siamo entrambi poco sociali
G. è un pianificatore ed un organizzatore pignolo. io sono una che si diverte a immaginare quadri. E sono una analista pragmatica.
Quindi a prescindere dalla riapertura o meno, proseguiremo la vita che abbiamo sempre condotto. Anche prima.
Odio dal profondo del cuore i centri commerciali, i bar mi piacevano per il caffè volante e ne posso far volentieri a meno, ad entrambi piace cucinare quindi uscire a cena non ci è mai interessato più di tanto. Fra l'altro da fumatori uscire è sempre una pena.
E sulla mascherina ci stiamo facendo dei trip simpatici...il cyber e steam punk son parecchio interessanti...anche per giocarci
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EDIT: io sono piuttosto convinta che questa pandemia non sia un problema, ma un sintomo dei problemi che verranno.
G. anche. Quindi è in questa prospettiva che ci stiamo muovendo.
Se vivessi in città, per dire, ora come ora, penserei a come spostarmi dalle città. Credo diventeranno sempre più luoghi insalubri e caotici. Sotto tutti i punti di vista. Sarà nelle città, dove emergeranno in modo forte le differenze che scaturiranno da ora ora in avanti (non che prima non ci fossero...ma adesso saranno sempre più evidenti). La forbice sociale sarà ampia. Già adesso, con la riapertura, ad uscire e far da cavia saranno le categorie meno protette e fondamentalmente meno ricche.
Più si è lontani dalle città, meglio sarà anche in futuro a mio parere.
Ma questo lo pensavo già prima. Sono andata via dalla città con questi pensieri quasi ormai 15 anni fa e ho usato questi anni per progettare questo in cui sto iniziando a vivere.
Mi sa che diventeranno elemento di moda per la stagione autunnale.
Io non vivo in città. In questi giorni il popolo urbano sta riscoprendo la campagna, e praticamente è tutto via vai di gente. Sembra le persone costrette a non uscire dal comune, senza palestre e negozi vari, stiano riscoprendo dove vivono. Devo un poco digerirlo, visto che solitamente sono i "miei territori" dove raramente si incontra qualcuno, e posso camminare da sola. Spero serva un domani a proteggere gli alberi e le siepi, che ci si renda conto che serve verde e ne serve tanto (non un parchetto) a portata, non in foto di qualche meta esotica.
Ho anche visto un gruppo di bambini fuori da un palazzo giocare insieme in un prato, un prato non proprio prato, perchè sotto ci sono i garage di questo palazzo, però non ci avevo mai visto nessun bambino correre. Senza giochi, cose, oggetti ne altro, semplicemente correre e saltellare nel prato.
In gran parte del territorio del nord, salvo le zone di montagna, i paesi sono sempre più abitati e praticamente contigui l'uno con l'altro, non so quanto si possa parlare di differenze con la città, visto che lo stile di vita ricalca quello delle città, e persino le abitazioni che stanno sorgendo negli ultimi anni anche dove vengono chiamate case sono agglomerati che raramente concepiscono uno spazio dentro (giardino) e intorno. Sono anni che si va dietro ad una concezione di vita in nome del maggiore aumento della popolazione e del "qualsiasi cosa deve passare per consumo e qualsiasi desiderio deve passare per acquisto". Vivi nel cemento e poi vai a fare l'aromaterapia o altre "esperienze sensoriali" e paga, quando potresti farle gratis in natura. Per vivere con il virus ci sarebbe da riscrivere un intero modo di vivere, e non credo avverrà. Troppi sarebbero i lavori che sono sostentamento di molti che salterebbero, e purtroppo per molti questa sarà una realtà. E in tanti ne sono coscienti, tant'è che chi deve tornare in fabbrica ne è felicissimo (e si fa aiutare dalle notizie dove i morti sono nelle RSA). Della crisi economica ne pagheranno le conseguenze tutti, perchè anche chi è "agiato" non vuole vedere decrescita nel proprio tenore di vita, e per quanto ormai si sia dimenticato il senso del nostro essere una specie gregaria siamo interconnessi l'uno con l'altro. Ma finchè non cadrà l'individualismo dubito altamente ci saranno "ribellioni" anche se è una parola che nei social in questi ultimi tempi si legge spesso. Non riesco a vedere tanto in là, mi pare che in un commento di settimane fa tu avessi accennato ai conigli da tenere in casa, per mangiarli, ma solo questa, a prescindere dal doverli uccidere con le proprie mani (credo che a fronte della fame di un figlio tante signore di città e anche non di città -mi ci metto pure io- si trasformerebbero in tempo zero, come si cambia un abito di stagione), non sarebbe qualcosa di attuabile da molti proprio per mancanza di spazi.
Ancora mancano notizie e articoli di giornale, perchè il popolo ne parli, di quelli usciti vivi dalla terapia intensiva o semi-intensiva, delle conseguenze su reni e altri organi di farmaci sperimentati, come gli antimalarici. Non so perchè si parli solo dei morti.