Emergenza Covid-19

ologramma

Utente di lunga data
non mi stupirebbe
obbligatorio per noi
Ovviamente
figurati a me e signora , dicono che ora nei centri anziani ci si deve vaccinare la regione lazio lo ha detto poi mi informo meglio.
 

danny

Utente di lunga data
ma casso, ostia, figa, puttana di merda ...L'ENDOTELIO DEI VASI...ma vi rendete conto come cazzo parlate!?!?!?!?!?!
smettetela di guardare tv, conferenze stampa, facebook, twitter, ecc,ecc,... e lo dico per la vostra salute mentale

scusa Danny se ho preso un tuo post come riferimento, è il primo che mi è capitato


Mi ricordi alcuni miei lettori che quando trovano un termine troppo difficile nelle mie riviste scrivono scandalizzati mail di protesta...
E io rispondo sempre citando gli altri lettori che invece godono dello stesso termine.
Sono 25 anni che faccio questo lavoro e endotelio è uno di quei termini che io metto tra quelli facili, conosciuti da una gran parte delle persone con una cultura media. Un laureato non dovrebbe avere problemi pertanto a gestire un concetto da terza liceo.
Però se vuoi abbasso il livello della conversazione.
Abbiamo anche riviste per principianti.

Una mascherina è sterile, se ben aperta e non è detto, al primo utilizzo e in modo discendente per le sue 8 ore di vita.
Poi dovrebbe essere semplicemente buttata.

Noi ne usiamo una per 16/24 ore.
E poi buttiamo. Non hanno più azione oltre quel tempo. Se non estetica e illusoria.
Non avrebbe senso indossarla e meglio farne a meno, visto che ti impesti invece di proteggerti.

Non sono bagnate. E' il principio di appenderle in un contenitore chiuso con solo vapori.

Parlo di igienizzazione.
Non sterilizzazione. (che non è semplicemente possibile in un contesto domestico e come i fatti dimostrano neppure in ambiente sanitario). :)
Meglio non confondere questi due termini, non pensi?

Ne girassero a sufficienza, e non ne girano a sufficienza, la butterei ogni volta e amen.
Ma le condizioni non lo permettono (nel senso che non ci sono sufficienti mascherine per il pubblico.) quindi, come al solito, riduzione del rischio e del danno.

Noi siamo fortunati. Abbiamo le mascherine in maniera costante anche se non sufficiente all'usa e getta.
Ma va già bene, stando a quel che sento in giro.
Al limite in un ambiente domestico parli di pulizia e sanificazione.
Oltre io non so quanto sia possibile andare.


Questa è una ricerca condotta a Zurigo, tanto per capire di cosa stavo parlando. Sulle testate in Svizzera se ne parla da giorni.
E conferma le stesse informazioni raccolte in Italia dalle autopsie.
Ne parlano di questo tutte le nostre testate, non vi linko tutti gli articoli.
La zia di mia moglie in una RSA è appena morta con sintomi simili a quelli descritti, il mio interesse è dettato da questo.
Non le è stato fatto il tampone.


 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Al limite in un ambiente domestico parli di pulizia e sanificazione.
Oltre io non so quanto sia possibile andare.
Infatti parlo di igienizzazione e non sanificazione (anche per evitare confusioni con sanitizzazione). :)

Già parlare di sanificazione mi sembra esagerato per quel che si può fare a casa.
Mi fermo all'igiene. (non a caso per quanto riguarda le mascherine, sommo il fattore tempo che passa).
 

danny

Utente di lunga data
Poiché la conoscenza del virus e delle sue conseguenze è oggetto di studio, si è passati da un'informazione del cazzo che era solo un'influenza a una che finalmente accerta danni più consistenti all'organismo.
L'uso dell'eparina per esempio è legato a questo.
Alcune terapie infatti che stanno usando e che possono rappresentare la salvezza per molti pazienti inducono a maggior ottimismo rispetto a due mesi fa, quando al massimo ti davano gli antibiotici.
È una buona notizia.
Quando definiranno dei protocolli comuni a tutti gli ospedali e quando il covid potrà essere gestito a un livello precedente - di quella che chiamano medicina del territorio - da non rendere necessario sempre il ricovero la nostra vita tornerà alla normalità o quasi, vaccino o non vaccino.
E adesso non contestatemi pure il termine eparina.
Cazzo, la usava anche mia nonna.😂
 
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danny

Utente di lunga data
Infatti parlo di igienizzazione e non sanificazione (anche per evitare confusioni con sanitizzazione). :)

Già parlare di sanificazione mi sembra esagerato per quel che si può fare a casa.
Mi fermo all'igiene. (non a caso per quanto riguarda le mascherine, sommo il fattore tempo che passa).
Sì, infatti per questo ho ambizioni limitate nella gestione sia dei DPI che della vita quotidiana.
Una normale igiene non ha mai risparmiato nessuno da un virus gastrointestinale o da un'influenza.
Quello che ti risparmia, oltre alla capacità difensiva del tuo sistema immunitario, è la distanza dalle persone infette, che possono anche essere asintomatiche.
Stare a casa, vedere poche, limitate persone, lavorare da soli negli uffici, non prendere mezzi pubblici, non andare in luoghi chiusi affollati, fosse anche una festa a casa di un amico.
O stare a contatto non ravvicinato con le persone per un periodo limitato, come al supermercato.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)

Questa è una ricerca condotta a Zurigo, tanto per capire di cosa stavo parlando. Sulle testate in Svizzera se ne parla da giorni.
E conferma le stesse informazioni raccolte in Italia dalle autopsie.
Ne parlano di questo tutte le nostre testate, non vi linko tutti gli articoli.
La zia di mia moglie in una RSA è appena morta con sintomi simili a quelli descritti.
Non le è stato fatto il tampone.
Se ne parla da giorni pure qui.
Sommessamente.
Dall'inizio di aprile, come minimo, io trovo informazioni riguardo l'azione sul sistema tutto (come è ovvio, fra l'altro, visto che pure il nostro organismo è un sistema complesso e interconnesso. Non è che se mi rompo un polso ho conseguenze solo al polso. ):)
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Fate benissimo a prenderla a ridere meglio che pensare di gettarlo dal balcone. Ma anche io ormai sento cose che mi fanno piegare in due dal ridere
Ora sentivo che nei locali ci sarà il distanziamento anche tra chi è allo stesso tavolo. Vado a cena con persone con cui vivo e devo stare distanziata?
Niente aria condizionata. Fate prima a dire che devono chiudere
Chi va in un ristorante o hotel senza aria condizionata ?
Lavoro in un palazzo di 8 piani con finestre sigillate. Impossibile resistere senza aria condizionata e comunque anche riaprendo le finestre è un palazzo troppo grande. Moriremmo dentro
Ora come si fa a non arrivarci?
Appunto ridiamoci su


E pensa che è un mese che pensano a come riaprire e dopo un mese le soluzioni sono queste. Fare fallire tutti e stop

Io vivo in provincia da sempre. Non è campagna. La scelta è stata obbligata, non avevo le possibilità economiche per acquistare un appartamento in una zona di Milano che mi piacesse
Spero ancora nel Superenalotto che però non gioco :)
@Nocciola ti garantisco che mio marito non c'entra.
Lui fa prima al ristorante non ci va proprio.😂😂
Quando arriverà l'estate saremo tutti a casa, non per il virus ma per complicazioni da precauzioni da virus.
Oggi faceva caldo, con la mascherina mi mancava l'aria.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sì, infatti per questo ho ambizioni limitate nella gestione sia dei DPI che della vita quotidiana.
Una normale igiene non ha mai risparmiato nessuno da un virus gastrointestinale o da un'influenza.
Quello che ti risparmia, oltre alla capacità difensiva del tuo sistema immunitario, è la distanza dalle persone infette.
Stare a casa, vedere poche, limitate persone, lavorare da soli negli uffici, non prendere mezzi pubblici, non andare in luoghi chiusi affollati, fosse anche una festa a casa di un amico.
O stare a contatto non ravvicinato con le persone per un periodo limitato, come al supermercato.
Sono piuttosto d'accordo. :)

Partendo dal fatto che il dpi avrebbe una regola di utilizzo che vista la nostra organizzazione paese non è possibile.

Detto questo, resto quella della riduzione del danno.
Quindi riduco i danni sommando metodi.

...guarda...lo diamo scontato.
Ma già solo lavarsi spesso le mani e bene (non a cazzo di cane come vedo fare da una botta di gente che manco si passa fra le dita o il palmo) è un passo non indifferente.
Una corretta educazione all'igiene (non la cazzata del bianco che più bianco non si può della pubblicità con tutte le cagate sui batteri da eliminare da casa), igiene di comunità come per esempio la gestione dei pidocchi o delle influenze stagionali, sarebbe già un bel passo in avanti.
Ma manca pure questa :eek:

Questo è simpatico
https://www.focus.it/comportamento/sessualita/in-un-bacio-si-trasmettono-80-milioni-di-batteri

A proposito di baci...;)

Quanto alla distanza, sono veramente poche le persone da cui ho piacere lasciarmi avvicinare.
E quelle poche conoscono la prossemica.
 
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Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
@Nocciola ti garantisco che mio marito non c'entra.
Lui fa prima al ristorante non ci va proprio.😂😂
Quando arriverà l'estate saremo tutti a casa, non per il virus ma per complicazioni da precauzioni da virus.
Oggi faceva caldo, con la mascherina mi mancava l'aria.
Io non la reggo. 200 m con la mascherina e altro che corona virus, ho bisogno di ossigeno
Sull’estate non so che dire. Vedremo
Ma già poter girare per la Lombardia mi sembra un miracolo, me lo farò bastare nel caso
E poi la cosa più importante è che potrò rivedere tutte le persone a me care e non vedo l’ora
 

danny

Utente di lunga data
Se ne parla da giorni pure qui.
Sommessamente.
Dall'inizio di aprile, come minimo, io trovo informazioni riguardo l'azione sul sistema tutto (come è ovvio, fra l'altro, visto che pure il nostro organismo è un sistema complesso e interconnesso. Non è che se mi rompo un polso ho conseguenze solo al polso. ):)
Ricordo di averne parlato con mia moglie tempo fa.
Poiché era un periodo di intensa attività clickbait da parte di qualsiasi testata online, ed era difficile distinguere le cazzate pubblicate anche sulle testate cartacee dalle favolette create per i social, mia moglie (CTF) aveva risposto che poteva anche essere la conseguenza dell'uso degli antivirali.
Ora le ricerche penso siano approdate a conclusioni più attendibili. In effetti l'uso di anticoagulanti è abbastanza diffuso.
Io credo che l'attuale situazione non sia paragonabile a quella di due mesi fa.
La botta l'abbiamo avuta perché il virus si è diffuso negli ambienti ospedalieri, negli ambulatori, nelle RSA, dove i vettori erano medici e infermieri con dispositivi inadeguati.
Magari è partita dalla fiera di Rimini, chi lo sa.. La ditta di Wuhan che esponeva produce bastoncini di legno per gelati. Mattia, il paziente 1, lavora per la Unilever che produce gelati con lo stecco. Sui quotidiani all'epoca ero scritto che per lavoro era andato a Rimini.
Un contatto di lavoro, o il contagio partito dalla toilette usata da migliaia di persone... E insieme a lui, altri, qualcuno di Crema, di Bergamo, del Veneto...
Qualcuno di loro che si reca in ospedale, contagia l'ambiente, il personale, creando un ambiente dove il virus passa da un individuo all'altro senza problemi.
Oggi sarebbe più difficile. Ambienti così non esistono più. Se riescono a gestire la situazione anche negli ambienti lavorativi, lo scenario peggiore ce lo siamo lasciato alle spalle.
È, perdonami, anche il momento di imparare a vivere malgrado il virus, che sarà con noi per chissà quanto. È un dovere, per nin generare problemi più grandi ancora. Anche a livello sanitario... Nella mia fascia di età non si fanno più visite, controlli, niente. Mica c'è solo il Covid.
Gli ospedali... Una mia conoscente sta facendo la chemioterapia all'Humanitas.
È il miglior periodo per farla. L'ospedale è sotto controllo nella maniera più assoluta.
Quando hanno operato mia moglie tre mesi fa sembrava il Forum di Assago per un concerto.
La fase due è principalmente questo.
Vivere malgrado il virus.
 
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danny

Utente di lunga data
@Nocciola ti garantisco che mio marito non c'entra.
Lui fa prima al ristorante non ci va proprio.😂😂
Quando arriverà l'estate saremo tutti a casa, non per il virus ma per complicazioni da precauzioni da virus.
Oggi faceva caldo, con la mascherina mi mancava l'aria.
Ma non ce la faremo.
Verrà indossata negli ambienti più a rischio dove ci si sente a disagio a stare senza, ma girato l'angolo... Via.
Io appena potrò me ne tornerò a fare il nudista.
Ti pare che sto senza mutande con la mascherina?
Soprattutto perché una mascherina sudaticcia e sporca è come un paio di mutande usate e strausate.
Un veicolo di contaminazione batterica....
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ricordo di averne parlato con mia moglie tempo fa.
Poiché era un periodo di intensa attività clickbait da parte di qualsiasi testata online, ed era difficile distinguere le cazzate pubblicate anche sulle testate cartacee dalle favolette create per i social, mia moglie (CTF) aveva risposto che poteva anche essere la conseguenza dell'uso degli antivirali.
Ora le ricerche penso siano approdate a conclusioni più attendibili. In effetti l'uso di anticoagulanti è abbastanza diffuso.
Io credo che l'attuale situazione non sia paragonabile a quella di due mesi fa.
La botta l'abbiamo avuta perché il virus si è diffuso negli ambienti ospedalieri, negli ambulatori, nelle RSA, dove i vettori erano medici e infermieri con dispositivi inadeguati.
Magari è partita dalla fiera di Rimini, chi lo sa.. La ditta di Wuhan che esponeva produce bastoncini di legno per gelati. Mattia, il paziente 1, lavora per la Unilever che produce gelati con lo stecco. Sui quotidiani all'epoca ero scritto che per lavoro era andato a Rimini.
Un contatto di lavoro, o il contagio partito dalla toilette usata da migliaia di persone... E insieme a lui, altri, qualcuno di Crema, di Bergamo, del Veneto...
Qualcuno di loro che si reca in ospedale, contagia l'ambiente, il personale, creando un ambiente dove il virus passa da un individuo all'altro senza problemi.
Oggi sarebbe più difficile.
Gli ospedali... Una mia conoscente sta facendo la chemioterapia all'Humanitas.
È il miglior periodo per farla. L'ospedale è sotto controllo nella maniera più assoluta.
Quando hanno operato mia moglie tre mesi fa sembrava il Forum di Assago per un concerto.

Ho anche io le mie fonti ;) :)

E, per quanto anche oggi tutto debba a mio parere esser preso con le pinze, niente è definitivo anzi...siamo solo all'inizio proprio per il casino in cui ci si trova quando esplode una situazione nuova e non voluta e negata (come lo è stata questa a tutti i livelli dall'alto al basso senza differenze) già allora, quando se ne parlava, un coinvolgimento più ampio era ipotesi verosimile.

Anche solo partendo dall'assunto che il nostro organismo è un unicum.
Era verosimile pensare già allora che l'impatto fosse focalizzato ma non esclusivo.

E chi ci era dentro, dentro davvero ad operare intendo, lo vedeva che c'erano cose che non tornavano completamente.
Poi, la scienza ha bisogno di tempo e prove per poter parlare. (la ripartenza delle autopsie aveva dato il la ad un ampliamento più contestualizzato della visione).

Giustamente.

Per certo, da donna della strada, suonava parecchio strano che da un lato si declamasse quanto il virus fosse sconosciuto ed al contempo se ne conoscesse con tanta sicurezza l'azione da poter affermare che "solo e solo quell'organo è coinvolto".
Non conoscenza del quadro e sicurezza della descrizione del quadro clinico...:sneaky::rolleyes:

E' un virus interessante.
Una efficienza di questo tipo, è innovativa.
Compreso il ventaglio sintomatologico.

E' veramente affascinante a guardarla da questo punto di vista.
Io almeno ne sono molto affascinata.

Quanto al resto...mah.
Vedremo.

Sulla partenza dei contagi...tenendo conto che ormai è quasi affermato apertamente che era un bel po' di mesi (gennaio come minimo...io oserei dicembre) che si rilevavano sintomatologie atipiche (apertamente del tutto non lo affermeranno probabilmente mai)
...tenendo conto che le prime aree coinvolte sono state quelle produttive e che, ora come allora, si sta seguendo la stessa onda: produzione prima della salute
...mah.

Fondamentalmente io credo che semplicemente a fare i fighi va bene una, va bene due, va bene tre, anche quattro o dieci eh...
poi, qui da me si dice "incontrerai quello del formaggio". :cool::eek:
Ecco. Abbiamo incontrato quello del formaggio.
E lo reincontreremo. In una veste o nell'altra.

Non è che si sta concretamente pensando di potenziare per esempio la sanità di territorio (d'altro canto ci han rubato per decenni...) o rivedere il sistema delle RSA (altro luogo d'elezione per ruberie varie). O dei centri disabili (vedrai fra un po' che bellezza).
Ed in ogni caso, in due mesi ma neanche in un anno, in un paese che non trova neanche le mascherine, mica si rivede un intero sistema sanitario (conciato come è stato conciato, specialmente quello lombardo).

La gente dimentica.
Fino alla prossima botta.

E allora via di nuovo coi flash mob e le lamentele.
E politichese.
E salute dietro l'economia.

E poi di nuovo dimentica.

E' già praticamente storia.

Per me invece la fase due è vivere CON il virus.
Malgrado...sono troppo pigra. E la vita è troppo breve per combattere con le circostanze.
 
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danny

Utente di lunga data
Ho anche io le mie fonti ;) :)

E, per quanto anche oggi tutto debba a mio parere esser preso con le pinze, niente è definitivo anzi...siamo solo all'inizio proprio per il casino in cui ci si trova quando esplode una situazione nuova e non voluta e negata (come lo è stata questa a tutti i livelli dall'alto al basso senza differenze) già allora, quando se ne parlava, un coinvolgimento più ampio era ipotesi verosimile.

Anche solo partendo dall'assunto che il nostro organismo è un unicum.
Era verosimile pensare già allora che l'impatto fosse focalizzato ma non esclusivo.

E chi ci era dentro, dentro davvero ad operare intendo, lo vedeva che c'erano cose che non tornavano completamente.
Poi, la scienza ha bisogno di tempo e prove per poter parlare. (la ripartenza delle autopsie aveva dato il la ad un ampliamento più contestualizzato della visione).

Giustamente.

Per certo, da donna della strada, suonava parecchio strano che da un lato si declamasse quanto il virus fosse sconosciuto ed al contempo se ne conoscesse con tanta sicurezza l'azione da poter affermare che "solo e solo quell'organo è coinvolto".
Non conoscenza del quadro e sicurezza della descrizione del quadro clinico...:sneaky::rolleyes:

Una efficienza di questo tipo, è innovativa.
Compreso il ventaglio sintomatologico.
E' un virus interessante.

E' veramente affascinante a guardarla da questo punto di vista.
Io almeno ne sono molto affascinata.

Quanto al resto...mah.
Vedremo.
La natura del virus è competenza dei ricercatori.
A noi interessa tutto sommato conoscere quelle 4 cose che capiamo con una cultura liceale e che riguardano la sintomatologia, le conseguenze e le modalità di diffusione, in maniera da usare le precauzioni necessarie. Questo è il solo fine di questo discorrere. Poi uno può liberamente scegliere di murarsi in casa per due anni o di organizzare un'orgia in un monolocale il 5 maggio e non ascoltare nessuno perché ha già una sua visione.
Io non ne ho una: mi adeguo nel tempo.
Come abbiamo imparato con l'Aids, per dire, con cui conviviamo da una vita.
Questo virus è purtroppo è più limitante per la nostra vita perché si diffonde per via aerea e per contatto, non attraverso i fluidi corporei, ma la buona notizia è che in alcuni pazienti gli anticorpi funzionano da barriera per nuovi contagi, quindi c'è chi ne diventa immune e si potrà avere probabilmente un vaccino prima o poi.
Abbiamo vissuto due mesi di totale lockdown come pochi paesi al mondo (Cina e Francia), ora possiamo pensare a impostare misure come in altri paesi, con un lockdown che riguardi solo gli spazi di aggregazione.
Dovrebbero bastare per evitare focolai troppo grandi per essere gestibili.
Certo, ci vuole senso di responsabilità da parte di tutti ed elasticità.
Impensabile qualsiasi attività che concentri più persone provenienti da parti diverse nello stesso ambiente chiuso.
Scordiamoci aperitivi, feste, spettacoli, concerti, palestre, teatri, spiagge affollate, treni stipati, fiere, congressi etc.
Purtroppo questo avrà un impatto forte sull'economia.
Inevitabile.
Al termine ci sarà un impoverimento molto diffuso di tanti di noi.
Senza soluzione, in qualsiasi caso.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
La natura del virus è competenza dei ricercatori.
A noi interessa tutto sommato conoscere quelle 4 cose che capiamo con una cultura liceale e che riguardano la sintomatologia, le conseguenze e le modalità di diffusione, in maniera da usare le precauzioni necessarie. Questo è il solo fine di questo discorrere. Poi uno può liberamente scegliere di murarsi in casa per due anni o di organizzare un'orgia in un monolocale il 5 maggio e non ascoltare nessuno perché ha già una sua visione.
Io non ne ho una: mi adeguo nel tempo.
Come abbiamo imparato con l'Aids, per dire, con cui conviviamo da una vita.
Questo virus è purtroppo è più limitante per la nostra vita perché si diffonde per via aerea e per contatto, non attraverso i fluidi corporei, ma la buona notizia è che in alcuni pazienti gli anticorpi funzionano da barriera per nuovi contagi, quindi c'è chi ne diventa immune e si potrà avere probabilmente un vaccino prima o poi.
Abbiamo vissuto due mesi di totale lockdown come pochi paesi al mondo (Cina e Francia), ora possiamo pensare a impostare misure come in altri paesi, con un lockdown che riguardi solo gli spazi di aggregazione.
Dovrebbero bastare per evitare focolai troppo grandi per essere gestibili.
Certo, ci vuole senso di responsabilità da parte di tutti ed elasticità.
Impensabile qualsiasi attività che concentri più persone provenienti da parti diverse nello stesso ambiente chiuso.
Purtroppo questo avrà un impatto forte sull'economia.
Inevitabile.
Al termine ci sarà un impoverimento molto diffuso di tanti di noi.
Senza soluzione, in qualsiasi caso.
Il grassetto, alla luce dei fatti, mi spaventa ben di più del regale virus 🤭🤭

Non c'è soluzione, concordo con te.
C'è adattamento.
O morte (fisica o metaforica, o entrambe).

E' evoluzione :)

A me il distanziamento piace. (e non mi ha cambiato più di tanto i sistemi).
Prima ero selettiva. Ora lo son di più.

Ma non è il virus in sè.

Il virus è però una buona occasione per facilitare scelte e posizioni.
 
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danny

Utente di lunga data
Il grassetto, alla luce dei fatti, mi spaventa ben di più del regale virus 🤭🤭

Non c'è soluzione, concordo con te.
C'è adattamento.
O morte (fisica o metaforica, o entrambe).

E' evoluzione :)

A me il distanziamento piace. (e non mi ha cambiato più di tanto i sistemi).
Prima ero selettiva. Ora lo son di più.

Ma non è il virus in sè.

Il virus è però una buona occasione per facilitare scelte e posizioni.
Ipa, di annientare il virus non se ne parla per ora
Di convicerci limitando i danni nella popolazione sì.
Nel momento in cui restano interdetti gli spazi di aggregazione hai una potente limitazione della diffusione.
Poi ci possono anche essere i coglioni che ti organizzano un rave party con 4000 persone in una fabbrica abbandonata.
Con un decente controllo del territorio arrivi, muri tutto e li lasci dentro per un mese a morire di stenti, isolando il tutto come fosse Chernobyl, poi passi il napalm e hai sterilizzato tutto.
Scherzi a parte, il compromesso è l'unica scelta possibile.
Mia moglie riprenderà a lavorare senza stipendio. La ditta riapre per riuscire a fare il fatturato sufficiente per pagare le spese e le tasse e sopravvivere, mia moglie per mantenere il posto.
Per altri sarà anche peggio.
È un compromesso, non una soluzione.
Non si risolveranno tutte le situazioni e non si può non pensare che ci potranno essere ancora un certo numero di malati e morti per un po' e che tante ditte chiuderanno e ci sarà una crisi economica.
Non c'è in questo momento alcuna scelta possibile che consenta di proteggere tutti.
 
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stany

Utente di lunga data
Nella mia fascia di età non si fanno più visite, controlli, niente. Mica c'è solo il Covid.
Stamani in TV un medico diceva che in Lombardia ,in questo periodo rispetto all'anno scorso, sono aumentati del 40% gli infarti (potrebbe essere dovuto alla coagulazione per il virus) che lui giustificava con la mancata prevenzione e il minor accesso agli ospedali ,per evidenti problematiche connesse al CV.
Insomma : sempre colpa di sto cazzo di virus, comunque....
 

isabel

Utente di lunga data
La natura del virus è competenza dei ricercatori.
A noi interessa tutto sommato conoscere quelle 4 cose che capiamo con una cultura liceale e che riguardano la sintomatologia, le conseguenze e le modalità di diffusione, in maniera da usare le precauzioni necessarie. Questo è il solo fine di questo discorrere. Poi uno può liberamente scegliere di murarsi in casa per due anni o di organizzare un'orgia in un monolocale il 5 maggio e non ascoltare nessuno perché ha già una sua visione.
Io non ne ho una: mi adeguo nel tempo.
Come abbiamo imparato con l'Aids, per dire, con cui conviviamo da una vita.
Questo virus è purtroppo è più limitante per la nostra vita perché si diffonde per via aerea e per contatto, non attraverso i fluidi corporei, ma la buona notizia è che in alcuni pazienti gli anticorpi funzionano da barriera per nuovi contagi, quindi c'è chi ne diventa immune e si potrà avere probabilmente un vaccino prima o poi.
Abbiamo vissuto due mesi di totale lockdown come pochi paesi al mondo (Cina e Francia), ora possiamo pensare a impostare misure come in altri paesi, con un lockdown che riguardi solo gli spazi di aggregazione.
Dovrebbero bastare per evitare focolai troppo grandi per essere gestibili.
Certo, ci vuole senso di responsabilità da parte di tutti ed elasticità.
Impensabile qualsiasi attività che concentri più persone provenienti da parti diverse nello stesso ambiente chiuso.
Scordiamoci aperitivi, feste, spettacoli, concerti, palestre, teatri, spiagge affollate, treni stipati, fiere, congressi etc.
Purtroppo questo avrà un impatto forte sull'economia.
Inevitabile.
Al termine ci sarà un impoverimento molto diffuso di tanti di noi.
Senza soluzione, in qualsiasi caso.
Concordo con te.
Ma mi interrogo sul senso di tutte le assurdità che si sentono sulle barriere di plexiglass in posti, diciamo di svago, e mi chiedo se, solo secondo me, non rappresentino l'esatto opposto della cosiddetta flessibilità.
Il tentativo surreale di imitare quel che "era prima".

Mi interrogo, in sostanza, su cosa si intenda per adattamento.
 
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