Il valore di una promessa

patroclo

Utente di lunga data
Continuo a fare fatica a coniugare la parola sentimenti con promessa/impegno/contratto/giuramento.......

So benissimo che l'infatuazione/innamoramento/amore/passione con gli anni si trasformano in altro e che una coppia deve sopravvivere a mille cambiamenti interni ed esterni, sopratutto se si parla di famiglia, figli e progetto comune.

Ma non ho accettato che il mio matrimonio si fosse trasformato in un affetto mutualistico, sopratutto pensando che all'epoca non avevo neanche quarant'anni, ho sempre pensato che avrei potuto sopportarlo sopra i 60/70 anni ma non a quell'età.

Forse è stato un segno d'immaturità e egoismo non accettare la situazione e cercare altrove quello che ormai non c'era più........ ma trovo inimmaginabile rimanere chiusi in un ruolo dove bisogna tarpare e rinnegare tutta una parte fondamentale di se stessi
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Continuo a fare fatica a coniugare la parola sentimenti con promessa/impegno/contratto/giuramento.......

So benissimo che l'infatuazione/innamoramento/amore/passione con gli anni si trasformano in altro e che una coppia deve sopravvivere a mille cambiamenti interni ed esterni, sopratutto se si parla di famiglia, figli e progetto comune.

Ma non ho accettato che il mio matrimonio si fosse trasformato in un affetto mutualistico, sopratutto pensando che all'epoca non avevo neanche quarant'anni, ho sempre pensato che avrei potuto sopportarlo sopra i 60/70 anni ma non a quell'età.

Forse è stato un segno d'immaturità e egoismo non accettare la situazione e cercare altrove quello che ormai non c'era più........ ma trovo inimmaginabile rimanere chiusi in un ruolo dove bisogna tarpare e rinnegare tutta una parte fondamentale di se stessi
Diciamo che con il mio 3d non volevo riferirmi ad una situazione in cui in un matrimonio uno maltratta l'altro, si fanno schifo a vicenda, si sono scoperti incompatibili e ognuno decide di farsi i fatti suoi cercando di non alterare l'equilibrio familiare a favore dei figli perché pensa che lasciarsi sarebbe peggio rispetto a stare insieme.

Io parlo del valore, della consapevolezza dell'impegno che si prende nei confronti del partner quando lo si sceglie (magari anche davanti ad un sacerdote che consacra questo impegno, ma non é indispensabile)... Parlo di rispetto per la persona a cui abbiamo comunicato l'intenzione di perseguire un progetto, di costruire insieme con lealtà e rispetto un'iniziativa grandiosa..

Secondo me manca questa consapevolezza. Spesso si trattano le questioni relazionali importanti come questa con una superficialità che non comprendo.

Io parlo naturalmente di me. Non riesco davvero a venir meno ad un impegno che ho dichiarato, perché dichiarandolo ho comunicato questo all'altro che probabilmente mi ha creduto e sta agendo di conseguenza. Si chiama "essere corretti".

A te verrebbe mai in mente di dire ad una persona a cui hai promesso di ridare una grossa somma di denaro: "sai, sei stato uno sciocco a credermi, il mondo va così, credevi davvero che ti avrei ridato i soldi che mi hai prestato? Il mio era un ..sì, se continuerai ad essermi simpatico, se avrò i soldi con me, se mi andrà te li ridarò..." ?

Non credo sai? Allora perché non sentirsi "gentiluomini" anche nel matrimonio? Ho promesso di onorarti, rispettarti ed esserti fedele..... Non é un "tanto non ci proverò nemmeno, ma dato che la formula di rito é questa, la pronuncio giusto per far felice nonna che é seduta in prima fila..."..

Non so se mi spiego.

Dal confronto nel forum mi sto portando a casa queste informazioni:
- La promessa di matrimonio non ha valore perché si sa che tanto é irragionevole e quindi nessuno la segue sul serio (perfetto, ma allora perché farla? ). In realtà credo che nessuno si ricordi piu' manco di averla fatta...o mentre la faceva pensava ai gamberoni del ricevimento...

- Si devono seguire i propri desideri e dell'altro ce ne infischiamo, perché noi siamo piu' importanti di tutto.
Mia moglie si prende cura di me? Mio marito si prende cura di me? Non importa... mi va bene, ma se IO non sento piu' attrazione sessuale decido che é piu' importante non sublimare questo desiderio...non sacrificarmi.... se voglio sentirmi ancora in grado di conquistare, o provare emozioni sopite lo devo fare... .. non dicendo nulla, chiaramente perché così lui/lei continueranno a prendersi cura di me e la mia vita non cambierà ma migliorerà (a casa l'accudimento e fuori la passione...) ... perché scegliere avendo rispetto dell'altro? (e per altro intendo anche l'amante, s'intenda.).. Quindi tra scegliere: meglio amante o casa comoda? Non scelgo...perché scegliere solo la casa comoda significa rinunciare all'amante...scegliere l'amante significa rinunciare alla casa comoda....
Non si tirano fuori le palle con coerenza...si sceglie la strada comoda e breve... IO, IO, IO,IO... l'altro non ha valore. Ha partorito i miei figli? Paga il mutuo di casa? Chi se ne strafrega... Io sono piu' importante e lui non vale un cazzo.

- manco ci si scusa piu'...che sarebbe già un bel passo avanti..
Non si dice: "ammetto che sono un cazzone/a..."...ma addirittura si sgranano gli occhi: "ma come? Io non sto sbagliando niente... é giusto che dopo anni di matrimonio ci si stanchi ed é giusto guardare fuori...Lo fanno tutti..(tranne il coniuge, s'intenda....però quando il traditore scopre di essere a sua volta tradito va in crisi di panico....)"

Ragazzi, questa é ipocrisia bella e buona... Se é giusto allora scegli! Per rispetto, per onore, per comunicare che hai promesso a cazzo e che quindi liberi l'altro e consenti anche a lui di scegliere. Perché magari l'altro alla promessa ci crede, magari é convinto che vi facciate un mazzo al lavoro e se tornate tardi é perché volete fare gli straordinari per la famiglia, perché magari anche lui ha ricevuto delle avances ma si é detto che il rispetto per voi era piu' importante... Ma non importa proprio nulla ? Esistete solo voi?

Naturalmente sto GENERALIZZANDO... Ci sono casi e casi...ma l'andazzo non sembra anche a voi che sia piu' questo?
Nel forum abbiamo un campione abbastanza rappresentativo. Quello che tradisce con le mignotte e dice alla moglie "ma va la! non é niente di serio...chissà perché te la pigli tanto" , quello che tradisce con la ragazzetta e poi una volta scoperto se la fa sotto... Quella che tradisce per hobby, quella che "non provavo piu' la stessa passione di prima e ho voluto guardare fuori...perché me lo merito merito io ... "...

Non ne vedo tante di situazioni in cui la vita coniugale é un inferno e si tira la baracca per i figli cercando conforto fuori...

Ma magari mi sbaglio eh...
:)
 

patroclo

Utente di lunga data
...................
..................

Ma magari mi sbaglio eh...
:)
Non lo so se sbagli, per me forse è sbagliato il matrimonio o molto più probabilmente come lo si affronta, allo stesso modo in cui si affronta la paternità/maternità......

Mi sono sposato ma non me ne fregava niente di sposarmi, nel senso che per me "lei" era la donna della mia vita e quattro formule in più o in meno non avrebbero cambiato nulla..............mai avrei pensato di tradire, di disinnamorarmi, di lasciare..... ma potrei anche dire che ero immaturo e avvevo poca fantasia.

C'è molto disimpegno e poca serietà in generale.....ma non siamo più in una società dove l'ex coniuge rischia di morire di fame, dove bisogna sfornare figli per dare braccia all'agricoltura, dove si rischia l'estinzione della specie.........

Ho estremizzato, ma tra il disimpegno e la gabbia ci sono vie di mezzo .....e forse andrebbe veramente ridiscusso tutto
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
se ci si riferisce all'impegno matrimoniale, temo che col tempo ci si sia accorti di quanto è gravoso.

Tanto è che l'istituzione del matrimonio sta scomparendo.

Ad un certo punto non ci si sente più di mantenere certe promesse, la convivenza permette di sciogliere l'impegno iniziale senza troppi strascichi, che comunque rimangono in presenza di figli. e anche qui vediamo il calo delle nascite proprio per l'impegno che ci si deve addossare pur non sottoscrivendo alcuna promessa.

Detto questo per me le promesse sono sempre state fondamentali, negli ultimi anni ho corretto il tiro.Ho riscontrato spesso che erano solo chiacchiere e ho ricalibrato, non mi aspetto che vengano mantenute per evitare di illudermi troppo.

Ma alla fine ci rimangono male lo stesso:D
 

danny

Utente di lunga data
Si è sempre tradito, solo che un tempo si chinava la testa e si andava avanti lo stesso.
C'erano altre necessità, altre priorità, per cui certe cose facevano male ma in una vita in cui si moriva per una polmonite o per malattie oggi trascurabili si era decisamente più fatalisti.
Chi ha vissuto le guerre, i bombardamenti, la morte, la privazione di tutto conservava un cinismo di fondo che è stata l'impronta della prima parte della seconda metà del Novecento.
I vecchi di allora io me li ricordo. Non sono quelli di oggi.
C'era più comunità ma questo perché la vita era più limitata nel spazi, si viveva il territorio, al meglio possibile, ed era il territorio a determinare l'identità e quindi anche usi e costumi, norme e aspirazioni e, ovviamente, limiti, espressi nei giudizi.
La felicità non era trascendente come oggi ma qualcosa di molto più concreto: mangiare, fare figli, non morire, non ammalarsi.
Ciò che è venuto meno oggi comunque è il giudizio della comunità.
Ognuno può, liberamente, far quel che cazzo gli pare e troverà sempre qualcuno che gli dirà che ha fatto bene, quindi sceglierà una comunità dove riflettersi. Va così, che sia meglio o peggio non importa, bisogna adattarsi.
Quando ci si sposa invece, o quando si inizia un percorso insieme, oggi bisogna avere il culo di trovare una persona abbastanza simile a noi e che rimanga tale negli anni. Non è facile, a volte capita, più spesso no.
Nient'altro ci garantisce di vivere una vita di coppia decentemente, non le promesse, non i patti, niente di tutto questo.
 
Ultima modifica:

Jacaranda

Utente di lunga data
se ci si riferisce all'impegno matrimoniale, temo che col tempo ci si sia accorti di quanto è gravoso.

Tanto è che l'istituzione del matrimonio sta scomparendo.

Ad un certo punto non ci si sente più di mantenere certe promesse, la convivenza permette di sciogliere l'impegno iniziale senza troppi strascichi, che comunque rimangono in presenza di figli. e anche qui vediamo il calo delle nascite proprio per l'impegno che ci si deve addossare pur non sottoscrivendo alcuna promessa.

Detto questo per me le promesse sono sempre state fondamentali, negli ultimi anni ho corretto il tiro.Ho riscontrato spesso che erano solo chiacchiere e ho ricalibrato, non mi aspetto che vengano mantenute per evitare di illudermi troppo.

Ma alla fine ci rimangono male lo stesso:D
Infatti Ginevra io non parlo di immolarsi alla causa. Credo di dire cose abbastanza banali nella loro semplicità:
- pensaci bene prima di prendere un impegno e se lo prendi fai il possibile per mantenerlo, e se non riesci a mantenerlo almeno scusati..
- Se non ti senti piu' di sostenere un impegno perché nel mentre sono cambiate alcune cose, cospargiti il capo e fai la persona onesta, rendendo libero anche l'altro di svincolarsi dall'impegno (perché magari lui ci sta pure credendo).

In parole povere lealtà, altruismo, correttezza...
Ora invece non si vuole dire "io non sono leale, io non sono altruista, io non sono corretto...." ma si dice : "non sono sleale, non sono egoista, non sono scorretto... é normale quello che faccio perché il matrimonio é una gabbia..."

mah... faccio fatica
 
Ultima modifica:

Jacaranda

Utente di lunga data
Si è sempre tradito, solo che un tempo si chinava la testa e si andava avanti lo stesso.
C'erano altre necessità, altre priorità, per cui certe cose facevano male ma in una vita in cui si moriva per una polmonite o per malattie oggi trascurabili si era decisamente più fatalisti.
Chi ha vissuto le guerre, i bombardamenti, la morte, la privazione di tutto conservava un cinismo di fondo che è stata l'impronta della prima parte della seconda metà del Novecento.
I vecchi di allora io me li ricordo. Non sono quelli di oggi.
C'era più comunità ma questo perché la vita era più limitata nel spazi, si viveva il territorio, al meglio possibile, ed era il territorio a determinare l'identità e quindi anche usi e costumi, norme e aspirazioni e, ovviamente, limiti, espressi nei giudizi.
La felicità non era trascendente come oggi ma qualcosa di molto più concreto: mangiare, fare figli, non morire, non ammalarsi.
Ciò che è venuto meno oggi comunque è il giudizio della comunità.
Ognuno può, liberamente, far quel che cazzo gli pare e troverà sempre qualcuno che gli dirà che ha fatto bene, quindi sceglierà una comunità dove riflettersi. Va così, che sia meglio o peggio non importa, bisogna adattarsi.
Quando ci si sposa invece, o quando si inizia un percorso insieme, oggi bisogna avere il culo di trovare una persona abbastanza simile a noi e che rimanga tale negli anni. Non è facile, a volte capita, più spesso no.
Nient'altro ci garantisce di vivere una vita di coppia decentemente, non le promesse, non i patti, niente di tutto questo.
Sono molto d'accordo su quasi tutto, sull'adattarsi un po' meno.
 

Mariben

Utente di lunga data
Diciamo che con il mio 3d non volevo riferirmi ad una situazione in cui in un matrimonio uno maltratta l'altro, si fanno schifo a vicenda, si sono scoperti incompatibili e ognuno decide di farsi i fatti suoi cercando di non alterare l'equilibrio familiare a favore dei figli perché pensa che lasciarsi sarebbe peggio rispetto a stare insieme.

Io parlo del valore, della consapevolezza dell'impegno che si prende nei confronti del (magari anche davanti ad un sacerdote che consacra questo impegno, ma non é indispensabile)partner quando lo si sceglie ... Parlo di rispetto per la persona a cui abbiamo comunicato l'intenzione di perseguire un progetto, di costruire insieme con lealtà e rispetto un'iniziativa grandiosa..

Secondo me manca questa consapevolezza. Spesso si trattano le questioni relazionali importanti come questa con una superficialità che non comprendo.

Io parlo naturalmente di me. Non riesco davvero a venir meno ad un impegno che ho dichiarato, perché dichiarandolo ho comunicato questo all'altro che probabilmente mi ha creduto e sta agendo di conseguenza. Si chiama "essere corretti".

A te verrebbe mai in mente di dire ad una persona a cui hai promesso di ridare una grossa somma di denaro: "sai, sei stato uno sciocco a credermi, il mondo va così, credevi davvero che ti avrei ridato i soldi che mi hai prestato? Il mio era un ..sì, se continuerai ad essermi simpatico, se avrò i soldi con me, se mi andrà te li ridarò..." ?

Non credo sai? Allora perché non sentirsi "gentiluomini" anche nel matrimonio? Ho promesso di onorarti, rispettarti ed esserti fedele..... Non é un "tanto non ci proverò nemmeno, ma dato che la formula di rito é questa, la pronuncio giusto per far felice nonna che é seduta in prima fila..."..

Non so se mi spiego.

Dal confronto nel forum mi sto portando a casa queste informazioni:
- La promessa di matrimonio non ha valore perché si sa che tanto é irragionevole e quindi nessuno la segue sul serio (perfetto, ma allora perché farla? ). In realtà credo che nessuno si ricordi piu' manco di averla fatta...o mentre la faceva pensava ai gamberoni del ricevimento...

- Si devono seguire i propri desideri e dell'altro ce ne infischiamo, perché noi siamo piu' importanti di tutto.
Mia moglie si prende cura di me? Mio marito si prende cura di me? Non importa... mi va bene, ma se IO non sento piu' attrazione sessuale decido che é piu' importante non sublimare questo desiderio...non sacrificarmi.... se voglio sentirmi ancora in grado di conquistare, o provare emozioni sopite lo devo fare... .. non dicendo nulla, chiaramente perché così lui/lei continueranno a prendersi cura di me e la mia vita non cambierà ma migliorerà (a casa l'accudimento e fuori la passione...) ... perché scegliere avendo rispetto dell'altro? (e per altro intendo anche l'amante, s'intenda.).. Quindi tra scegliere: meglio amante o casa comoda? Non scelgo...perché scegliere solo la casa comoda significa rinunciare all'amante...scegliere l'amante significa rinunciare alla casa comoda....
Non si tirano fuori le palle con coerenza...si sceglie la strada comoda e breve... IO, IO, IO,IO... l'altro non ha valore. Ha partorito i miei figli? Paga il mutuo di casa? Chi se ne strafrega... Io sono piu' importante e lui non vale un cazzo.

- manco ci si scusa piu'...che sarebbe già un bel passo avanti..
Non si dice: "ammetto che sono un cazzone/a..."...ma addirittura si sgranano gli occhi: "ma come? Io non sto sbagliando niente... é giusto che dopo anni di matrimonio ci si stanchi ed é giusto guardare fuori...Lo fanno tutti..(tranne il coniuge, s'intenda....però quando il traditore scopre di essere a sua volta tradito va in crisi di panico....)"

Ragazzi, questa é ipocrisia bella e buona... Se é giusto allora scegli! Per rispetto, per onore, per comunicare che hai promesso a cazzo e che quindi liberi l'altro e consenti anche a lui di scegliere. Perché magari l'altro alla promessa ci crede, magari é convinto che vi facciate un mazzo al lavoro e se tornate tardi é perché volete fare gli straordinari per la famiglia, perché magari anche lui ha ricevuto delle avances ma si é detto che il rispetto per voi era piu' importante... Ma non importa proprio nulla ? Esistete solo voi?

Naturalmente sto GENERALIZZANDO... Ci sono casi e casi...ma l'andazzo non sembra anche a voi che sia piu' questo?
Nel forum abbiamo un campione abbastanza rappresentativo. Quello che tradisce con le mignotte e dice alla moglie "ma va la! non é niente di serio...chissà perché te la pigli tanto" , quello che tradisce con la ragazzetta e poi una volta scoperto se la fa sotto... Quella che tradisce per hobby, quella che "non provavo piu' la stessa passione di prima e ho voluto guardare fuori...perché me lo merito merito io ... "...

Non ne vedo tante di situazioni in cui la vita coniugale é un inferno e si tira la baracca per i figli cercando conforto fuori...

Ma magari mi sbaglio eh...
:)
Ciao se uno dei due maltratta l'altro, se sono incompatibili o se si fanno schifo dubito fortemente che possano trovare un accordo del tipo ; ognuno si fa i fatti propri per mantenere equilibrio, figli sereni e compagnia bella.
I separati in casa che ho conosciuto io si erano già " lasciati " erano/sono ottimi amici , non si facevano schifo nè si maltrattavano " prima " , hanno raggiunto un accordo proprio grazie al rispetto reciproco e per motivi economici per lo più.

La consapevolezza..., qualora si riesca a raggiungerla, riguarda l'amore per se stessi l'accettazione dei propri limiti e difetti, riconoscere i propri bisogni non è facile essere fedeli a se stessi figuriamoci all'altro . Se tu senti che tradendo lui tradiresti te stessa stai rispettando il tuo io ma... puoi pretenderlo ? Io credo che dovremmo augurarcelo, desiderarlo ma... io sono io e l'altro è altro. La mia psicologa , quando insistevo su mancanze e difetti di mio marito , spostava il focus su di me chiedendomi di farmi la fatidica domanda ; Ok lui è così, cosà, non mi ascolta, non mi desidera ecc ma IO perchè sto con lui ?

Non credo tu stia generalizzando ; non si fa quasi mai inconsciamente focalizziamo gli aspetti che ci toccano. Forse non riesci a farti la fatidica domanda?

La vita coniugale , di coppia in generale, quando è un inferno non si tira la baracca ,a parte casi patologici, perchè dalle fiamme dell'inferno si tende a scappare a costo di lasciar bruciare mobili e i monili
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Ciao se uno dei due maltratta l'altro, se sono incompatibili o se si fanno schifo dubito fortemente che possano trovare un accordo del tipo ; ognuno si fa i fatti propri per mantenere equilibrio, figli sereni e compagnia bella.
I separati in casa che ho conosciuto io si erano già " lasciati " erano/sono ottimi amici , non si facevano schifo nè si maltrattavano " prima " , hanno raggiunto un accordo proprio grazie al rispetto reciproco e per motivi economici per lo più.

La consapevolezza..., qualora si riesca a raggiungerla, riguarda l'amore per se stessi l'accettazione dei propri limiti e difetti, riconoscere i propri bisogni non è facile essere fedeli a se stessi figuriamoci all'altro . Se tu senti che tradendo lui tradiresti te stessa stai rispettando il tuo io ma... puoi pretenderlo ? Io credo che dovremmo augurarcelo, desiderarlo ma... io sono io e l'altro è altro. La mia psicologa , quando insistevo su mancanze e difetti di mio marito , spostava il focus su di me chiedendomi di farmi la fatidica domanda ; Ok lui è così, cosà, non mi ascolta, non mi desidera ecc ma IO perchè sto con lui ?

Non credo tu stia generalizzando ; non si fa quasi mai inconsciamente focalizziamo gli aspetti che ci toccano. Forse non riesci a farti la fatidica domanda?

La vita coniugale , di coppia in generale, quando è un inferno non si tira la baracca ,a parte casi patologici, perchè dalle fiamme dell'inferno si tende a scappare a costo di lasciar bruciare mobili e i monili

il focus su di me l'ho messo all'inizio.
Perché non l'ho tradito? Mi sono data una risposta
Perché non l'ho buttato fuori casa?
Mi sono data una risposta.
Vorrei riprecisare che non sto cercando una motivazione per cui le persone tradiscono... ma soprattutto capire perché chi lo fa tenti sempre di giustificarsi e trovarla una cosa buona e giusta...
 

Skorpio

Utente di lunga data
il focus su di me l'ho messo all'inizio.
Perché non l'ho tradito? Mi sono data una risposta
Perché non l'ho buttato fuori casa?
Mi sono data una risposta.
Vorrei riprecisare che non sto cercando una motivazione per cui le persone tradiscono... ma soprattutto capire perché chi lo fa tenti sempre di giustificarsi e trovarla una cosa buona e giusta...
Penso sia importante distinguere tra giustificare e spiegare.. anzi è importante vedere se l'altro giustifica o spiega

La differenza è che nella "giustificazione" c'è insita una richiesta di "perdono" o "assoluzione"

Nella spiegazione no

Non è una differenza da poco

È sostanziale.. Perché a te che ascolti ti viene dato un ruolo molto diverso, nel cervello di chi espone.

Né parlavo ieri sera con mio figlio, che stava "giustificando" il perché non aveva fatto una certa cosa
 

Mariben

Utente di lunga data
il focus su di me l'ho messo all'inizio.
Perché non l'ho tradito? Mi sono data una risposta
Perché non l'ho buttato fuori casa?
Mi sono data una risposta.
Vorrei riprecisare che non sto cercando una motivazione per cui le persone tradiscono... ma soprattutto capire perché chi lo fa tenti sempre di giustificarsi e trovarla una cosa buona e giusta...

Io ho tradito , se non dopo aver tentato , da sola, di salvare il salvabile
NON mi sono mai sentita in colpa nè mi sono giustificata; non ce n'era bisogno , ma sopratutto non ho mai condotto una doppia vita nel vero senso del termine. Ho mentito , omesso certo...ma
niente regali riparatori niente bacetti ipocriti, niente sesso niente più coppia.
Ho cominciato piano piano un dialogo ,preparando il terreno alla separazione che era, indipendentemente dal mio amante, l'unica via possibile..per me. Ho tradito la sua fiducia forse ma sono rimasta fedele a me stessa.
Mai pensato " sono una cazzona , mi dispiace ;era talmente chiaro che non eravamo più una coppia e lui che non è stupido ha incassato senza recriminare
 

Mariben

Utente di lunga data
Penso sia importante distinguere tra giustificare e spiegare.. anzi è importante vedere se l'altro giustifica o spiega

La differenza è che nella "giustificazione" c'è insita una richiesta di "perdono" o "assoluzione"

Nella spiegazione no

Non è una differenza da poco

È sostanziale.. Perché a te che ascolti ti viene dato un ruolo molto diverso, nel cervello di chi espone.

Né parlavo ieri sera con mio figlio, che stava "giustificando" il perché non aveva fatto una certa cosa
quoto
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Penso sia importante distinguere tra giustificare e spiegare.. anzi è importante vedere se l'altro giustifica o spiega

La differenza è che nella "giustificazione" c'è insita una richiesta di "perdono" o "assoluzione"

Nella spiegazione no

Non è una differenza da poco

È sostanziale.. Perché a te che ascolti ti viene dato un ruolo molto diverso, nel cervello di chi espone.

Né parlavo ieri sera con mio figlio, che stava "giustificando" il perché non aveva fatto una certa cosa

le giustificazioni al coniuge che ti ha sgamato sono sempre un filino "sibilline"...
A volte ci si giustifica con se stessi, soprattutto....
 

HP72

Utente di lunga data
il focus su di me l'ho messo all'inizio.
Perché non l'ho tradito? Mi sono data una risposta
Perché non l'ho buttato fuori casa?
Mi sono data una risposta.
Vorrei riprecisare che non sto cercando una motivazione per cui le persone tradiscono... ma soprattutto capire perché chi lo fa tenti sempre di giustificarsi e trovarla una cosa buona e giusta...
Perchè dire ho sbagliato è difficile, dire "ho sbagliato, è causa mia" implica un fallimento personale prima che della coppia e anche partire dal dire "ho sbagliato" significa poco se non si va alle radici di quell'errore
Sono convinto che se dovessi lasciarmi con mia moglie, tempo pochi mesi, e lei comincerebbe a trovare giustificazioni per il suo comportamento, è umano, non è bello, giusto, corretto, leale, ma è umano
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
le giustificazioni al coniuge che ti ha sgamato sono sempre un filino "sibilline"...
A volte ci si giustifica con se stessi, soprattutto....
Già a me farebbe strano il concetto di giuistificazione fra coniugi.

Mica che è il confessore. :)

E se dopo un tradimento si arriva alla giustificazione, e non alla spiegazione anche dura e cattiva dello stato di cose, il problema non è il tradimento.
Ma una relazione di coppia strutturata in modo che si debba giustificarsi all'altro.

Da traditrice non mi sono però mai raccontata cagate riguardo i miei bisogni.
E non ho mai promesso cose che ritenevo impossibili per struttura. (l'ipoteca sui sentimenti, che ritengo volatili e suscettibili di cultura e tempo).

Se un* giustifica se stesso....il tradimento è solo un momento in cui la cosa diviene evidente.
E' un modus pre-esistente.

Il tradimento semplicemente svela.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Buongiorno a tutti,
In questo periodo di cambiamenti legati alla mia vita, una delle tante riflessioni intraprese é consistita nella ricerca delle motivazioni che mi hanno portato ad essere fedele a mio marito per tutto il tempo, nonostante avessi ragioni oggettive e comprensibili per poterlo tradire.



In pratica ho preso la palla al balzo per conoscermi un po' meglio.
All'inizio mi sono data della deficiente, perché se risulta essere normale tradire anche se va tutto bene, e questo solo per essere PIU' felici... ragione di piu' se il matrimonio ti sta togliendo qualcosa e tu ti stai sacrificando in qualche modo.


All'inizio ho pensato che fosse una scelta razionale (un po' alla Danny, per intenderci - scusa danny - )..."quello che ho vale di piu' e non voglio gettarlo per appagare l'esigenza di essere desiderata come vorrei da un uomo"...


Ho ripensato anche a quando, da ragazzina ho avuto alcune frequentazioni parallele... Non era giusto... eppure l'ho fatto anch'io... all'insaputa dei singoli pseudo fidanzati....quindi non poteva essere un tema di "morale"...


Sempre per cercare di comprendermi, sono poi arrivata a considerare un'altra ipotesi, che probabilmente non é la definitiva, ne verranno delle altre e sarà un mix di ciascuna.....ma per ora é abbastanza convincente. Si tratta del valore della promessa......del prendersi un impegno, dell'onorare la parola data.


Non mi é mai capitato di promettere qualcosa e di non mantenerla. Odio le bugie e considero dei poveretti privi di dignità quelli che si prendono un impegno e non lo portano fino in fondo...qualunque sia la natura del vincolo.


In occasione delle mie suddette frequentazioni parallele... si trattava di persone a cui non avevo mai detto ti amo, a cui non promettevo esclusiva.. Mi capitava di omettere la verità, lo confesso, ma se mi avessero chiesto: "mi ami?" avrei detto di no...se mi avessero chiesto: "vedi solo me in questo periodo?" avrei risposto sinceramente... In poche parole, ne' con le parole, ne' coi fatti, avevo dato ad intendere alcunché.


Sposandomi ho fatto un gran bel sospiro e ho preso un impegno.
Ho preso sul serio la promessa, se non mi fossi sentita in grado di mantenerla, non mi sarei sposata...di questo ne sono certa.
"io accolgo te... e prometto di esserti fedele..nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia...e di amarti e ONORARTI tutti i giorni della mia vita.
Qualcosa di grande! Da promettere senza ombra di superficialità...


So che sembra anacronistico, ma mi fa specie non aver mai sentito nessuno qui dentro dire "ho tradito e non ho onorato la mia promessa...." .. Eppure qualcuno di voi addirittura si sarà pure sposato in chiesa.....(io no, ma una promessa ha valore anche se non é fatta davanti a Dio, secondo me)...
ho sentito solo giustificazioni tenui o semplicemente indicazioni di aver seguito un desiderio... o persone che tranquillamente dicono : "che problema c'é... io tengo le due cose separate...." come se questo non fosse in ogni caso venir meno ad una promessa.


Ora che so che mio marito non ha onorato la promessa nenache per le balle..... sento il vincolo come sciolto... anche se ..in fondo in fondo una vocina nel retrocranio continua a dirmi "hai preso un impegno..."....


Che valore hanno le promesse per voi?
Nulla nulla? E' tutto derogabile ?
Quanto alle promesse.

Io non ho mai capito invece il valore personale (mio) di promesse scritte e strutturate da altri.

E infatti non mi sono mai sposata. Ho sempre risposto no.

Potrei, ora dopo la mia vita, considerare l'idea di sposarmi solo se le promesse reali della coppia fossero scritte da me e dal mio compagno.

Se le promesse le costruisco io, le costruisco in modo da poterle rispettare.
E così ho sempre fatto.
Il per sempre (che il mio ex mi chiedeva giorno sì e giorno no) l'ho sempre negato.
Sapevo di non poterlo promettere.

E mi sono sempre chiesta, invece, come le persone potessero promettersi un per sempre. :)
 

Skorpio

Utente di lunga data
le giustificazioni al coniuge che ti ha sgamato sono sempre un filino "sibilline"...
A volte ci si giustifica con se stessi, soprattutto....
Vedi, resti anche nello scrivere "aggrappata" al "giustificare"... È una cosa tua interna, non ti sposti sullo "spiegare" nemmeno a scriverlo ...

È come una sedia dove sembri quasi restia a volerti sedere
Ma guarda che è fondamentale, a livello di posizione, secondo me
 

Skorpio

Utente di lunga data
Ma una relazione di coppia strutturata in modo che si debba giustificarsi all'altro.
Io penso siano strutture individuali, a prescindere dalla relazione

A me sembra (in taluni) sia un modo di porsi verso "il mondo" e non tanto verso il partner

E ciò emerge secondo me anche nelle "relazioni" che non sono di coppia, anche in relazione fra Nick

Io credo proprio che esistano persone che (inconsapevolmente) non hanno mai "ascoltato" una spiegazione in vita loro, quando questa differisce dai loro parametri (schemi)

E penso che, in questa ottica, moriranno senza averne "ascoltata" una sola

Ciò che avranno in effetti "ascoltato" saranno solo "giustificazioni" ..
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io penso siano strutture individuali, a prescindere dalla relazione

A me sembra (in taluni) sia un modo di porsi verso "il mondo" e non tanto verso il partner

E ciò emerge secondo me anche nelle "relazioni" che non sono di coppia, anche in relazione fra Nick

Io credo proprio che esistano persone che (inconsapevolmente) non hanno mai "ascoltato" una spiegazione in vita loro, quando questa differisce dai loro parametri (schemi)

E penso che, in questa ottica, moriranno senza averne "ascoltata" una sola

Ma solo "giustificazioni" ..

Credo siano necessariamente strutture individuali.

Che vengono messe nella relazione, che altro non è che il contenitore delle strutture individuali secondo il concetto per cui il tutto è più della somma delle parti.

In quel più è contenuta la funzionalità o disfunzionalità di una relazione.

E per funzionalità o disfunzionalità non mi riferisco ad una patologia (che spesso viene usata come scusa per non affrontare. E come richiesta di ricetta).
Mi riferisco all'intenzionalità con cui si potenziano e/o depotenziano aspetti in prospettiva di vantaggio individuale e di coppia.

La cosa per cui se in coppia non miglioro, non è una coppia che fa per me.

La questione dell'ascolto dell'altro, quando è molto diverso non solo da quello che si è ma anche da quello che si credeva fosse è annosa.

E riguarda la percezione della diversità. E la necessità di avere contenitori standardizzati per collocare il giusto e lo sbagliato.

D'altro canto, capisco anche che se il contenitore giusto/sbagliato è fondamentale per spiegarsi il mondo, mica che lo si smolla lì per qualcun altro che porta altre istanze.

Ma quando si capisce questo, io non capisco a cosa serva giudicare l'altro e valutarsi per differenza.

Ognuno è quel che è.
O si accetta o non si accetta.

Il resto è retorica.
A mio parere.

Se io proponessi le mie regole credo ad una buona percentuale di persone, mi consiglierebbero di redimermi :mexican:
HO avuto il culo di incontrare G. che non solo non mi consiglia la redenzione ma anzi, compartecipa alla stesura delle nostre regole fottendosene bellamente di quel che recita il grande libro della vita.

E non sostengo che questo sia giusto o sbagliato.

E' quello che va bene per noi.

Tanto basta.

Ma fra noi, per esempio, è contemplata apertamente la constatazione che non siamo assolutamente bastanti uno all'altro. E che potremmo avere la necessità di discutere di terzi nella coppia. E delle modalità. Per dire.
(e questa condizione di libertà di discussione non la si improvvisa. La si prepara. Nel tempo. E parte dal presupposto che la promessa di fedeltà, così come standardizzata, non è funzionale a questa impostazione).

Ed è contemplato alla base che le promesse sono da rinnovare e sopratutto aggiornare giorno dopo giorno.
Considerando l'opzione che uno dei due ad un certo punto potrebbe voler scendere.
E che potrebbe anche essere in difficoltà nel dichiararlo.

E se questo avvenisse, considerato il dolore, non sarebbe un attacco.
Ma una necessità.

E' una questione di rispetto per come la vedo io.

Per se stessi.
Io non la vorrei accanto una persona che sta con me per adempiere ad una promessa.
Io desidero accanto una persona che sta con me perchè vuol stare con me. (avendo come presupposto la libertà di andarsene).

Mi sentirei umiliata. E ingannata.

E mi sembrerebbe di ingannare facendo lo stesso.

Se poi all'altro andasse bene lo stesso, come era per il mio ex...beh. E' il mio ex anche per questo. :)
 
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