Io per uno scontro verbale

Brunetta

Utente di lunga data
Fare ricerca genealogica è un po' come guardare un film storico, con la differenza che i protagonisti sono i tuoi antenati.
Scopri i loro mestieri, spesso umili, il modo in cui vivevano e quanto fosse dura la loro quotidianità.
Ti rendi conto di come la morte fosse una presenza costante, anche tra i più giovani, e di quanto fosse impressionante la mortalità infantile.
Se poi alle date di nascita, matrimonio e morte affianchi gli avvenimenti storici del periodo, rivoluzioni, sommosse, guerre, epidemie e carestie, tutto acquista un significato diverso.
Quelle persone non sono più soltanto nomi scritti su un registro, ma diventano uomini, donne e bambini che hanno vissuto in un preciso momento della storia, affrontandone tutte le difficoltà.
Quando pensi alle condizioni in cui hanno vissuto i nostri antenati, senza alcuna forma di stato sociale, senza assistenza sanitaria e senza le tutele che oggi diamo per scontate, è difficile non provare rispetto per quello che hanno sopportato.
E, allo stesso tempo, diventa anche più difficile lamentarsi delle difficoltà della vita di oggi.
Io ho notizie dei bisnonni.
Oltre non mi interessa.
Le condizioni di vita nel passato le conosco.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Stavo leggendo e ho ricordato che mio nonno aveva un documento con il nostro albero genealogico. La nostra stirpe inizia nel 1400 circa a Enna e progenitori spagnoli. Non so come lo abbia avuto anche se sospetto che se ne era occupato un nostro avo e precisamente il nonno di mio nonno visto che il documento era molto vecchio Siccome era una discendenza nobiliare presumo che fosse motivo d'orgoglio possedere una testimonianza.
Pure mio nonno paterno che è nato ad Avola aveva progenitori spagnoli. Il capostipite della famiglia pare fosse un tale di metà '500 soprannominato il dracula delle fiandre perché era stato inviato da Filippo II di Spagna a sedare una rivolta da quelle parti e per far capire chi comandava impalava la gente davanti ai villaggi
 

Klavier

Utente di lunga data
Pure mio nonno paterno che è nato ad Avola aveva progenitori spagnoli. Il capostipite della famiglia pare fosse un tale di metà '500 soprannominato il dracula delle fiandre perché era stato inviato da Filippo II di Spagna a sedare una rivolta da quelle parti e per far capire chi comandava impalava la gente davanti ai villaggi
Gran simpaticoni i tuoi avi😳
 

cipolino

Utente di lunga data
Io ho notizie dei bisnonni.
Oltre non mi interessa.
Le condizioni di vita nel passato le conosco.
Io due bisnonni li ho conosciuti (e me li ricordo bene).
Tecnicamente, avrei conosciuto anche una trisnonna, dato che è morta qualche mese dopo che sono nato io, ma naturalmente lei non me la ricordo.
 

cipolino

Utente di lunga data
Hanno avuto tutti figli da giovanissimi! Io non ho conosciuto neppure i nonni, solo le nonne e una per pochi anni.
Sì: la mia bisnonna era la primogenita, così come mia nonna e mio padre. E tutte hanno figliato prima dei vent'anni. Giusto mio padre ha aspettato fino a 23!

Un po' come i Foissart del racconto "Gli occhiali" di E.A. Poe, se l'hai letto (e se non l'hai letto, te lo consiglio: è molto carino).
 

Nicky

Utente di lunga data
Sì: la mia bisnonna era la primogenita, così come mia nonna e mio padre. E tutte hanno figliato prima dei vent'anni. Giusto mio padre ha aspettato fino a 23!

Un po' come i Foissart del racconto "Gli occhiali" di E.A. Poe, se l'hai letto (e se non l'hai letto, te lo consiglio: è molto carino).
Non l'ho letto, ma ho la raccolta di tutti i racconti, lo farò 😀
Da noi tutti tardi, a parte una nonna, nessuno prima dei trenta e alcuni molto oltre!
 

hammer

Utente di lunga data
“Un avo” nobile è facile, scopavano e figliavano come ricci, i rami laterali si moltiplicavano, il figlio della servotta diventava cugino di qualcuno, il nipote del fattore trovava una pergamena ingiallita, e dopo tre generazioni tutti a lucidarsi il quarto di nobiltà come fosse l’argenteria buona.
Il punto però non era “avere un avo”. Il punto era trasmettere un titolo, quindi terre, quindi rendite.
La nobiltà era una cosa molto semplice: possedevi terreni, altri li coltivavano, e tu incassavi senza fare un cazzo, o meglio: tu facevi la guerra e crepavi in prima linea, in cambio non facevi altro.
Oggi quelli che hanno conservato qualcosa fanno più o meno sempre le stesse cose: vino, cavalli, cani, agriturismi con le travi a vista. Quelli svegli hanno fatto immobiliare. Il trust Pamphilj, l’unico di cui abbia mai visto i bilanci, ha un patrimonio immobiliare da circa tre miliardi. Quelli scemi, invece, nel tempo si sono mangiati tutto tra cause, cugini, manutenzioni impossibili e figlie da sistemare.
Poi c’è il grande rimosso del Sud Italia.
L’aristocrazia meridionale ha una responsabilità storica enorme nella nascita della criminalità organizzata. La picciotteria, quella che poi diventa primissima mafia e primissima ’ndrangheta, era spesso il braccio operativo di nobili che stavano nei palazzi di Napoli o Palermo e amministravano latifondi a distanza. Quelli che dovevano controllare terre, affitti, contadini e bestiame sono passati dal rubare tre polli a fare i sensali, gli intermediari, gli uomini d’ordine. E a forza di fare il lavoro sporco per conto di altri hanno capito che potevano tenersi pure il tavolo.
Quanto ai titoli, i sistemi giuridici sono diversi.
Nelle monarchie costituzionali, Inghilterra, Nord Europa e compagnia, la nobiltà continua a essere riconosciuta dentro convenzioni mai davvero morte. Nelle repubbliche normali, tipo Francia o Svizzera, i titoli possono sopravvivere come elementi storici, genealogici, sociali, talvolta riconosciuti in base a trattati e regole specifiche. Nelle repubbliche di stampo socialista come la nostra, invece, la nobiltà è stata spazzata via politicamente, salvo enclavi e ordinamenti particolari.
Poi ci sono Vaticano, San Marino, lo SMOM, e tutta quella zona grigia dove il diritto internazionale e la voglia umana di mettersi una croce sul petto continuano a fare il loro giro.
La cosa importante però è un’altra: il riscatto vero delle terre non esiste quasi più. Dove si può ancora fare qualcosa, spesso passa da lasciti, enti ecclesiastici, ordini religiosi, fondazioni, vecchie proprietà rimaste sospese come polvere sui mobili. Ne ho seguite parecchie di queste faccende. Roba più da catasto, archivi e notai che da ballo in maschera.
Per questo mi fa ridere @hammer, siciliano, intrappolato tra lo Stato sopra e Cosa Nostra sotto, che dice “comandiamo noi” come se non venisse dalla patria dello squacchio, come lo chiamano a Catania. Ma vabbè, porello. Lui ha come titolo di studio il pollice opponibile, tocca capirlo.
La nobiltà italiana oggi fa ridere solo a chi non capisce come funziona davvero questo Paese.
Perché in Italia non c’è una vera economia di mercato. Ci sono patrimoni. Immobili, rendite, eredità, famiglie, terreni, quote, palazzi, fondazioni, partecipazioni, roba vecchia che continua a produrre effetti nuovi anche solo a tenere ferme le cose. È per questo che non si fa una patrimoniale seria. È per questo che spesso conviene fiscalmente ereditare piuttosto che lavorare. È per questo che pensare che la nobiltà italiana, per quanto decaduta, miserabile o ridotta a vendere bottiglie col blasone sull’etichetta, non abbia ancora un impatto sulla vita quotidiana, è roba da figlio illegittimo di Barbara D’Urso.
Detto questo, senza fare la ruota: lasciare decine di migliaia di euro agli uffici araldici ha senso solo in due casi.
O recuperi beni materiali o ottieni un miglioramento reale nella vita di relazione.
Il resto è cosplay con la parcella. Salata.
Anche perché di nobili sfondati, senza soldi, pronti a farti sposare la figlia e magari passarti un titolo purché tu contribuisca a mantenere l’intonaco della villa di famiglia, ne trovi quanti ne vuoi.
Mio zio lo ha fatto perché ci teneva davvero. Sapeva un sacco di cose, molte trasmessegli da suo padre, e dal mio trisnonno e ci ha lavorato per vent’anni. Io e i miei cugini, tutto sommato, siamo contenti di sapere di appartenere a una famiglia che fa danni in giro da almeno ottocento anni.
Poi magari un giorno, se avrò un milione e mezzo da buttare, il palazzo di famiglia al paese me lo ricompro.
Ma questa è un’altra storia.
Ma quante cazzate scrivi? 😄
 

ologramma

Utente di lunga data
Che bella Roma e’ un po’ che non ci vado. Alla fine dista nemmeno un’ora e mezza da qua con il freccia
Stessa cosa della tua ,presuppongo toscana .
Per rispondere anche il mio cognome e numeroso ,di fatti io faccio parte di gruppo che sono sparsi nel mondo , per cui già dal numero di presuppone che è antico , io ripeto non ricordo come sono risalito cioè quale AI ho interpellato e se è verità ma quello mi ha scritto
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Pure mio nonno paterno che è nato ad Avola aveva progenitori spagnoli. Il capostipite della famiglia pare fosse un tale di metà '500 soprannominato il dracula delle fiandre perché era stato inviato da Filippo II di Spagna a sedare una rivolta da quelle parti e per far capire chi comandava impalava la gente davanti ai villaggi
Il pangocciolo al sanguinaccio :LOL:
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ma quante cazzate scrivi? 😄
Povera stella. Non comandi neanche nel giardino di casa tua, e ci provi sempre.
Che poi puntassi ad uno scontro diretto, invece di fare il sorcio...
Quelli come te a scuola da me li mettevamo in punta di piedi sulla mattonella e come poggiavano i talloni gli si dava uno schiaffo.
Bastavano 20 minuti, imparavano tutti.
 

Pussycat

Pantera viva
Stessa cosa della tua ,presuppongo toscana .
Per rispondere anche il mio cognome e numeroso ,di fatti io faccio parte di gruppo che sono sparsi nel mondo , per cui già dal numero di presuppone che è antico , io ripeto non ricordo come sono risalito cioè quale AI ho interpellato e se è verità ma quello mi ha scritto
Che origini ha il tuo cognome?
 

hammer

Utente di lunga data
Povera stella. Non comandi neanche nel giardino di casa tua, e ci provi sempre.
Che poi puntassi ad uno scontro diretto, invece di fare il sorcio...
Quelli come te a scuola da me li mettevamo in punta di piedi sulla mattonella e come poggiavano i talloni gli si dava uno schiaffo.
Bastavano 20 minuti, imparavano tutti.
Ormai sei considerato la testimonianza vivente che non tutti i coglioni stanno nelle mutande.
Che cazzaro che sei... 😁
Scendo a mare. Bye.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ormai sei considerato la testimonianza vivente che non tutti i coglioni stanno nelle mutande.
Che cazzaro che sei... 😁
Scendo a mare. Bye.
La ragione ce l'hai se qualcuno te la dà. Tu sembri una mosca che sbatte contro il vetro :LOL:
 
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