ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
@ipazia
Inconsciamente, o forse no, credo di essermi dato l'estate come periodo per metabolizzare bene la cosa. Lei non lo sa, a meno che qualche amico comune non le abbia spifferato le mie confidenze. Ma forse, indotto dal fatto che ci rivedremo comunque, ho pensato di aspettare fino alla fine dell'estate
@Sbriciolata
Non è una questione di essere perfetti o imperfetti secondo me. Nessuno lo è, e questo penso sia chiaro a tutti. Più che altro è capire quale grado di imperfezione siamo disposti ad accettare. O meglio, a che punto della nostra scala di valori andiamo a collocare ognuna delle cose che il proprio partner fa e che a noi non sta bene.
Beh..svelati a te stesso.
Se ti sei dato l'estate prenditi l'estate. Non girarci intorno. La rabbia serve solo a girarci intorno. E non alla decisione. Ma al tuo dolore per quello che è accaduto. E' quel dolore da ascoltare.
Metabolizzare , a dirtela tutta, mi sembra un obiettivo moto alto. Mettilo in conto. Tu ti conosci.
E questa è un'occasione per imparare altro su di te.
Al netto di lei.
Lei arriva dopo.
Di mio penso che una parte del percorso, che sia chiusura o riapertura, lo dovrete fare insieme. Che da solo ti confronti solo con mostri e fantasmi.
Ma prima di pensare a lei, io penso sia importante che sia tu a fare i conti coi tuoi mostri. Con le tue tolleranze.
Ma che siano realtà e non modelli a cui rispondere. Anche dettati da giudizi e pregiudizi.
Io penso che la prima cosa sia sentirsi liberi di non doversi e non dover dimostrare nulla. Per potersi sentire davvero.
E poter prendere posizioni che siano rispondenti al proprio essere. Per potersi guardare indietro in pace con se stessi. Che in fondo è questa l'unica cosa che conta.
E dimentica quello che lei sa o non sa. Sono proiezioni tue, che creano aspettative di suoi comportamenti che quasi sicuramente verranno deluse, le aspettative intendo.
E se qualche amico le spiffera le tue confidenze è un deficiente (nel senso di mancante) e le fa solo male. che la sbatte ad arrovellarsi su proiezioni, paure e speranze. Anzichè spingerla a ragionare su se stessa.
E questo è controproducente per voi due.
Che anche lei sarebbe bene ragionasse su cosa l'ha portata con un altro.
Ma questo riguarda lei.
E tu non potrai mai sapere cosa l'ha portata se non te lo spiega lei. E per spiegartelo lo deve capire. Da sola. Al netto di te.