La scelta

Jim Cain

Utente di lunga data
Per me ti innamoreresti.
'Dov’ero? Con un altro, te l’avevo detto di non chiedere.'

E invece non stai con nessuno perché sei saccente, arrogante, pensi di essere chissà chi dall'alto di un piedistallo autocostruito dove si trovano tante altre disagiate come te, disagio che sfrutti assecondando le paturnie di single disperate, poco centrate e in balia delle onde.
Ah, è pure bruttarella.
 

Brunetta

Utente di lunga data
'Dov’ero? Con un altro, te l’avevo detto di non chiedere.'

E invece non stai con nessuno perché sei saccente, arrogante, pensi di essere chissà chi dall'alto di un piedistallo autocostruito dove si trovano tante altre disagiate come te, disagio che sfrutti assecondando le paturnie di single disperate, poco centrate e in balia delle onde.
Ah, è pure bruttarella.
Per me proietti.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Per me ti innamoreresti.
Questa è una Donna con degli Argomenti

 

Brunetta

Utente di lunga data
Questa è una Donna con degli Argomenti

Interessante. Non originale.
Ha un accento strano, ho fatto una ricerca, si vede che è l’accento sudafricano.
È strano come mi colpiscano i diversi accenti dall’inglese, che davvero conosco poco.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Nemmeno io.
Non mostra complicità alcuna e sembra quasi che abbia paura di lasciarsi andare.
Sentimenti, emozioni, intimità... Niente.
Spero sia solo una maschera ad uso professionale.
Ribadisco che se il dolore e le delusioni ti rendono cosi cinica significa che non hai capito niente.

È una corazza ?
Può essere.
Non mi suscita nè empatia, nè tenerezza.
 

danny

Utente di lunga data
Ribadisco che se il dolore e le delusioni ti rendono cosi cinica significa che non hai capito niente.

È una corazza ?
Può essere.
Non mi suscita nè empatia, nè tenerezza.
Non deve suscitarla in noi, ma in chi si riconosce nelle sue parole.
Un target lo ha.
Non siamo noi.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Non deve suscitarla in noi, ma in chi si riconosce nelle sue parole.
Un target lo ha.
Non siamo noi.
Avresti ragione se si rivolgesse in privato ad un ristretto numero di persone.
Poiché ai suoi scritti (vabbè, scritti) hanno accesso tutti la critica mi pare lecita.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Ciao a tutti, vi aggiorno un po’ sulle ultime.

Dopo il mio rientro a metà febbraio, i primi giorni sono continuati sulla falsa riga precedente: zero comunicazione, quasi astio. Poi c’è stata la prima seduta di psicoterapia di coppia. Io inizialmente ero uscito molto stanco (sono esausto dopo ogni seduta, ma allora non lo sapevo ancora) e avevo interpretato quella stanchezza come sconforto, quasi con la tentazione di sospendere.

Nei giorni immediatamente successivi però mia moglie è cambiata radicalmente: una mattina si alza e finalmente a colazione parla, è gentile con le bambine e con me. Ha iniziato anche a cercare un riavvicinamento tra noi, dicendomi una sera quanto fosse dispiaciuta di quello che ha fatto, che è stata una cosa orribile e che vuole mettercela tutta per riparare – la terapia le ha dato una speranza.
Tra noi è tornata anche una forte attrazione fisica, con grande intensità: c’erano di nuovo quella tensione tra di noi, gli sguardi, il desiderio di cercarsi. Inizialmente è stata lei a dirmi che lo voleva molto, ma io mi sono fermato: non volevo che il corpo corresse troppo avanti rispetto alla testa e al cuore. Poi mi sono lasciato andare e ritrovarsi nel sesso è stato molto intenso.

Tuttavia, mentre da un lato ci riavvicinavamo quasi “come se niente fosse”, dentro di me sentivo crescere sempre di più il grande nodo, l’“elefante nella stanza”: il tradimento e tutto quello che ancora non sapevo.

Una sera ho provato ad affrontare l’argomento fuori dalla terapia. Volevo farle capire quanto per me fosse importante la trasparenza e quanto fosse necessario dedicare energie specifiche alla riparazione del danno. Quella conversazione però è finita male. Lei ha vissuto il tutto come una pressione e la discussione è deragliata anche sul tema della separazione legale, che per lei rimane un grande ostacolo. Siamo finiti molto distanti e quella sera c’era parecchia tensione tra noi. Abbiamo quindi deciso di lasciare alla terapia le questioni spinose, almeno per ora. Nei giorni successivi la tensione è passata e siamo stati ancora molto bene insieme su tanti piani.

La seconda seduta è stata molto intensa, anche se preferisco non entrare troppo nei dettagli perché sono momenti molto personali. Posso dire però che è stata una seduta emotivamente molto forte, in cui il mio dolore è venuto fuori in modo molto evidente.

È emersa anche una dinamica che probabilmente ci accompagna da tempo. Io nelle relazioni e nella vita in generale tendo a dare molto, spesso al 120%: mi attivo, faccio, dimostro, mi prendo carico delle cose quasi in anticipo. È proprio un mio modo di stare nel rapporto e nella vita, che ho sempre dato per scontato, ma quando mi e’ stato mostrato come eccessivo mi ha sorpreso, come se per me fosse semplicemente normale, il modo in cui stanno tutti. Il problema è che davanti a questa intensità lei spesso si spegne e si ritrae. In terapia è venuto fuori che dietro questo c’è un forte senso di non essere abbastanza: come se la mia continua attivazione le facesse sentire di non riuscire mai a stare allo stesso livello o a ricambiare davvero. Quando percepisce di non riuscirci, scatta l’inadeguatezza e tende a chiudersi ancora di più.

È emerso anche chiaramente che per lei parlare del tradimento è estremamente difficile, dice per senso di colpa e vergogna. A un certo punto pero’ ha anche detto una frase che mi ha ferito molto: ha definito quella storia “una cosa sua”.

Mi ha ferito perché’ io sento il bisogno opposto: per poter restare in questa relazione ho bisogno di capire. Sia i dettagli, ma soprattutto il senso di quello che è successo: cosa ha rappresentato per lei, come è stato possibile, che posto occupa oggi dentro di lei.

Dentro di me convivono due immagini molto diverse della stessa persona, ed è come se ci fossero due animali che lottano.
Uno è quello che vede la donna che amo, la madre delle mie figlie, la persona con cui ho costruito la mia vita e con cui sento ancora una connessione molto forte.
L’altro è quello che vede la persona che mi ha mentito e tradito, e che in quei mesi ha fatto delle scelte che ai miei occhi appaiono meschine, quasi disgustose / spregevoli, difficili da conciliare con tutto il resto.
Finché questi due animali restano in lotta dentro di me, io non trovo pace.

Verso la fine della seduta la terapeuta ci ha chiesto di scrivere su un foglio quale emozione proviamo quando pensiamo al tradimento.
Io ho scritto “devastazione”, lei “paura”.
Mi è rimasto molto impresso questo contrasto. Io sono immerso nel dolore di quello che è successo, mentre lei sembra soprattutto spaventata da quello che ha fatto e dalle conseguenze. Forse è proprio in questo spazio tra devastazione e paura che dovremo lavorare nei prossimi mesi.

Alla fine torno sempre allo stesso punto: il vero nodo per me non è solo quello che è successo, ma cosa ha significato davvero per lei. Solo capendo questo potrò sapere se quei due animali possono convivere.

Nel frattempo continuiamo la terapia, la giudiziale ci attende e io cerco di rimanere il più possibile nel presente, sapendo che per ora non ho elementi per prendere nessuna decisione. Non è facile, perché il sistema dentro di me è molto attivo e spesso in allerta. Ma in questo momento mi sembra che l’unica cosa sensata da fare sia dare tempo ai fatti di mostrarsi.
 

Delfi1999

Utente di lunga data
Forse le risposte che cerchi le troverai continuando la terapia e te lo auguro di cuore. Stanno anche saltando fuori aspetti che tu neanche immaginavi, che forse hanno contribuito a creare quello che è successo.
 

Warlock

Utente di lunga data
Pensieri sparsi... sto guardando su raiplay Amore Criminale che parla di femminicidi e di come molte donnne, dopo le prime avvisaglie non riescano a capire la gravità delle violenze (fisiche o psicologiche) irretite dalla richiesta di perdono e di promesse di non farlo più.
Poi su faccialibro mi capita un video di c'è posta per te dove la moglie ha tradito 3 volte il marito e chiede perdono dicendo che ha capito lo sbaglio commesso dopo aver toccato il fondo, con la Maria nazionale che spinge lui al perdono più totale.
E lì ho visto le assonanze fra l'egoismo del tradimento e l'egoismo del maltrattamento sulle donne, solo che nel primo ti spingono a lasciare correre nel secondo ti dicono scappa.
Io @PrimaVoce dopo aver letto la tua storia e dopo aver letto come si sta comportando tua moglie anche adesso, vado controccorente e ti dico SCAPPA
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
E lì ho visto le assonanze fra l'egoismo del tradimento e l'egoismo del maltrattamento sulle donne, solo che nel primo ti spingono a lasciare correre nel secondo ti dicono scappa.
Io @PrimaVoce dopo aver letto la tua storia e dopo aver letto come si sta comportando tua moglie anche adesso, vado controccorente e ti dico SCAPPA
Assolutamente, l'assonanza tra la violenza e il tradimento la avevo approfondita anche in post precedenti e la trovo molto calzante.
Al momento non riesco a scappare, ma solo a continuare la terapia e cercare di capire, per arrivare alla scelta "fly or fight" con consapevolezza.
Pero' l'opzione di scappare c'e', non mi sento di escluderla e capisco il tuo suggerimento da dove arriva e su cosa si fonda.
 

Nicky

Utente di lunga data
Pensieri sparsi... sto guardando su raiplay Amore Criminale che parla di femminicidi e di come molte donnne, dopo le prime avvisaglie non riescano a capire la gravità delle violenze (fisiche o psicologiche) irretite dalla richiesta di perdono e di promesse di non farlo più.
Poi su faccialibro mi capita un video di c'è posta per te dove la moglie ha tradito 3 volte il marito e chiede perdono dicendo che ha capito lo sbaglio commesso dopo aver toccato il fondo, con la Maria nazionale che spinge lui al perdono più totale.
E lì ho visto le assonanze fra l'egoismo del tradimento e l'egoismo del maltrattamento sulle donne, solo che nel primo ti spingono a lasciare correre nel secondo ti dicono scappa.
Io @PrimaVoce dopo aver letto la tua storia e dopo aver letto come si sta comportando tua moglie anche adesso, vado controccorente e ti dico SCAPPA
Perdonami, ma si mettono in guardia le persone dalle violenze fisiche perchè è dimostrato che, se non ci sono interventi forti, possono aumentare di intensità, fino a che il violento uccide la vittima.
Perciò direi che il paragone lascia il tempo che trova.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Perdonami, ma si mettono in guardia le persone dalle violenze fisiche perchè è dimostrato che, se non ci sono interventi forti, possono aumentare di intensità, fino a che il violento uccide la vittima.
Perciò direi che il paragone lascia il tempo che trova.
Per esperienza personale comunque il dolore e' cosi intenso che, se mi dovessi ritrovare dopo tutto questo dolore e intensità', magari dopo anni, a scoprire di essere solo stato preso in giro, non e' come essere uccisi pero' non e' neanche cosi distante.

Per questo dico che per potermi davvero riavvicinare, dovrei essere sicuro che l'altra persona ha compreso la gravita' del comportamento e capito davvero che non e' una modalita' utilizzabile.

Questo e' analogo: prima di riavvicinarsi a una persona che ha utilizzato violenza, bisogna essere sicuri della stessa cosa.
 
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