Sono pienamente d'accordo con te.
E aggiungo, basandomi sulle mie esperienze personali, di maschi ne ho avuti parecchi e per parecchi non intendo 5,6, 10, 20.
Parecchi è letterale.
Ho sperimentato le divere forme della macelleria senza rifugio e ho approfondito fino all'osso non solo il non aver rifugio ma proprio il non accesso a quella porticina interiore che permette di considerare l'ipotesi che l'altro possa essere un rifugio.
E mi sono divertita, fra le altre cose. Rifarei tutto senza cambiare una virgola. Questo per chiarire che non sto parlando di cicatrici o questioni che mi discutono internamente.
Il paradigma che abbiamo impostato con G. non starebbe su senza fiducia. La fiducia che deriva dalla Cura sperimentata in ogni attimo.
Quando c'è Cura, non c'è macelleria, c'è Dono e Offerta con l'attenzione a buttar giù i costrutti che mettono i vincoli.
Ho buttato lì, collateralmente, la questione di una safeword relazionale e di quanto questo paradigma implica nelle nostra comunicazione sessuale.
La Casa è dove esiste una sessualità - non il sesso o le pratiche - che tengono su il sistema.
Nella nostra sessualità c'è un certo tipo di considerazione del Dolore e di sublimazione del Dolore. Mi riferisco principalmente al Dolore emotivo, ma non escludo del tutto quello fisico che ha un suo perchè



(e questo è l'altro motivo per cui dicevo a @ParmaLetaleche non possiamo essere considerati come standard).
Quando sei intenzionalmente, e lo sottolineo,
intenzionalmente, diretto nella sublimazione il dolore viene riletto, cambia di significato come si ricolloca l'intensità dell'esperienza comunicativa anche oltre il momento preciso in cui si va a giocare nella sublimazione.
Senza questa rilettura che ho necessariamente semplificato escludendo le dinamiche del potere che sono necessarie affinchè possa davvero accadere e il tutto non si risolva in semplicemente sessione momentanea, concordo con te è pura macelleria, che può avere un suo piacere - ma mi ha stufata, già fatto -.
Ma con questa rilettura applicata...questa che ho con G. è la Casa più sicura, accogliente, calda, amorevole che io abbia sperimentato nella mia intera esistenza.
E su una cosa non concordo, la fiducia non è il tetto, è il collante di ogni singolo componente la Casa. Ma la fiducia da sola non è comunque sufficiente senza la Cura e l'Offerta. (con quello che implicano in termini di potere relazionale circolare).