Pero’ dipende da quello che ha lei ha dirmi all'interno di questa terapia (fase 1) e quello che riusciamo a dirci insieme (fasi 2 e 3). Sicuramente io non posso farmelo andare bene cosi come e’, maa posso ascoltare, e nell’ascolto capire se ci possono essere la basi per una riparazione. Io ad
@Alberto ho consigliato la terapia, perche’ pensare di riuscire a perdonare e recuparare davvero la fiducia “fa-da-te” e’ un’impresa ancor piu’ difficile e infatti mi dispiace sentirlo cosi affannato, io proverei, lui ha ancora meno da perdere di me visto che la decisione di stare la ha gia’ presa.
Penso che lo vedro’ solo quando mi ci saro’ seduto a questa terapia.
Anche io ho il tuo stesso dubbio, e se il dubbio sara’ confermato durante la terapia dovro’ alzarmi e uscire, pero’ consapevole che non ci fosse piu’ niente da fare.
Pero’ bisogna essere consapevoli che “tornare a prima”, non e’ possibile.
Magari tornare a essere sereni e felici in una relazione nuova (ma con la stessa persona si), ma bisogna avere la consapevolezza che sara’ qualcosa di totalmente diverso.
Io l’investigatore l’ho incaricato di puro istinto: come ho saputo sono partito all’azione (che e’ il mio modo di funzionare) e ho fatto tutto il necessario per proteggermi nel caso non ci fosse stata la volonta’ / capacita’ / possibilita’ di riparare.
Qui e’ importante chiarire un punto: io sono aperto alla possibilita’ di una riparazione ma non sto dando per scontato che questa avverra’
Voglio essere quindi preparato a ogni evenienza.
Puo’ assolutamente essere, e’ un pensiero che ho.
Ma credo che la terapia non le dara’ questa opportunita’, anzi sara’ una vera occasione di rivelazione.
Pero’ io qui ripeto: sono aperto ad ascoltarla, la prima fase della terapia servira’ a capire se ci sono i presupposti per la riparazione. La riparazione sara’ la seconda fase, la ricostruzione la terza e infine bisognera’ vedere se tiene nel tempo. Parliamo di percorsi che durano, in media 1-2 anni.
Ma invece la giudiziale e’ proprio un punto, anzi il confine che permette di sedersi in terapia con la serenita’ che non sia una mossa.
Lei aveva inzialmente proposto prima e proprio l’avvocato mi ha detto: se proprio vuoi farlo, visto anche altre situazioni, tu deposita la giudiziale e poi successivamente vai in terapia. E’ importante risottolineare che la terapia non e’ per forza un sistema per riparare, e’ un tentativo di capire se il tradimento e’ superabile, ma se il responso e’ “no”, la posizione in giudiziale non viene intaccata: la separazion e’ diretta causa del tradimento.
Puo’ essere, ma se il terapeuta e’ bravo e il tuo partner non e’ proprio all'aria, e’ una scusa con le gambe corte. Motivo per cui io ho la mia giudiziale in atto e se questa terapia non svolta o naufraga, la termino e ho tutto in moto per continuare senza intoppi o perdite di tempo. La giudiziale e’ compatibile con la terapia proprio nel senso che questa terapia non e’ “voglio riparare a tutti i costi” ma un modo per ascoltare.