La scelta

PrimaVoce

Utente di lunga data
Ma ora tu stai in casa con lei? Ne avete più parlato? Non ho mai fatto terapia di coppia ma a me pare tanto strana l idea che lei ora non ti dice nulla e non ne parlate perchè si "tiene le cose (vecchie di più di un mese ormai) a quando andrete in terapia".
Sicuramente @PrimaVoce inizialmente ha dato il quadro di una che fa come le pare e si offende pure, ma ppi ha aggiunto altre cose. i pare un ragazzo intelligente, avrà visto altro.
In ogni caso, proporre di parlare con un terapeuta non è mettersi sulla difensiva, per me, è ammettere di non riuscire a parlargli, se non con una mediazione.
Questa donna fa molta fatica a parlare, per me, magari perché il marito è superiore dialetticamente e anche su altri punti di vista. Lei ha un chiaro senso di inferiorità.
Si siamo ancora in casa insieme, nelle tre settimane che sono stato a casa (dopo i primi 10 giorni di follia), abbiamo riaperto il dialogo e io ho visto tanto dispiacere e tanta sofferenza da parte sua.

Mi e’ sembrata sinceramente bloccata nell'affrontare la profondità’ della cosa, in questo senso la sua richiesta: “Per ora le nostre conversazioni mi hanno fatto stare molto male , quindi preferisco aspettare di incontrare il terapeuta per il momento / Le cose possono cambiare. Per ora vorrei aspettare il terapeuta / Penso ci aiuterà a capirci e parlarci, speriamo ci piaccia” può’ avere un senso e starci – ho visto un disagio profondo e reale, magari lei stessa riconosce di non stare rispondendo bene o comunque che la comunicazione non sta funzionando e quindi ha chiesto un aiuto che vedo come una forma di maturità’ / presa di consapevolezza che non ho visto nelle azioni / comportamenti tenuti finora.

Posso sbagliare ma comunque una volta seduti e visto sia il terapeuta e quello che lei ha da dire davvero, vedrò’ con più chiarezza.
Io mi sto informando molto su questo mondo e arriverò’ preparato.
 
Ultima modifica:

Jim Cain

Utente di lunga data
Ma invece la giudiziale e’ proprio un punto, anzi il confine che permette di sedersi in terapia con la serenita’ che non sia una mossa.
Lei aveva inzialmente proposto prima e proprio l’avvocato mi ha detto: se proprio vuoi farlo, visto anche altre situazioni, tu deposita la giudiziale e poi successivamente vai in terapia. E’ importante risottolineare che la terapia non e’ per forza un sistema per riparare, e’ un tentativo di capire se il tradimento e’ superabile, ma se il responso e’ “no”, la posizione in giudiziale non viene intaccata: la separazion e’ diretta causa del tradimento.
Dal punto di vista giuridico puro puoi chiedere l’addebito anche dopo aver fatto terapia di coppia. Non c’è una norma che lo vieti.
Dal punto di vista procesuale e strategico avviare terapia può essere usato dalla controparte per sostenere che non c’era l’intenzione di chiudere il rapporto, perché si cercava di salvarlo. Questo può complicare il nesso causale richiesto per l’addebito.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Secondo me in terapia ci si dovrebbe andare quando le cose vanno male ma non troppo, non quando la frittata è fatta😉
Io la vedo più come un modo per imparare a dialogare con l altro senza "scattare" e per imparare a gestire l emotività. Non per mettere toppe a un tradimento senza che prima nemmeno ti sei presa la responsabilità delle azioni. Mi ricordo forse male ma lei è scappata dalla madre appena è stata sgamata. Poi sarò rigida ma lei non può innervosirsi se lui chiede il divorzio. Ricominciare presuppone il fatto che si assume come minimo le conseguenze di cosa è successo. Io se veramente tenessi al mio compagno/marito non mi irriterei per una reazione fisiologica e giusta dal suo punto di vista. Il matrimonio giuridicamente è anche un contratto: se lo rompi, rompiamo prima il contratto, e poi vediamo se col tempo si recupera il legame.
Per me stai in un tribunale. Di conseguenza vedi le relazioni come una questione di colpe.
Prima se esce meglio si sta.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Dal punto di vista giuridico puro puoi chiedere l’addebito anche dopo aver fatto terapia di coppia. Non c’è una norma che lo vieti.
Dal punto di vista procesuale e strategico avviare terapia può essere usato dalla controparte per sostenere che non c’era l’intenzione di chiudere il rapporto, perché si cercava di salvarlo. Questo può complicare il nesso causale richiesto per l’addebito.
Grazie, domani ho appuntamento con avvocato per definire i comportamenti favorevoli e sfavorevoli.
Pur avendo già' trattato l'argomento lo chiarirò meglio.
Pero' mi sembra un percorso chiaro laddove venga prima provata la terapia e dopo depositato il ricorso.
Qui prima e' stata depositata la giudiziale e successivamente iniziata una terapia (specificatamente per capire se si puo' superare il tradimento).
Se in udienza si arriva dicendo: mi dispiace ho provato pure la terapia ma non ce l'ho fatta a superare questo tradimento, mi sembra arduo andare ad attaccare il nesso causale tra tradimento e separazione.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Il fatto che non le hai viste non vuole dire che non ci sono.
Oltre alle coppie, quante persone conosci che vanno dallo psicologo pure da anni ma non hanno cambiato mezza virgola? Io almeno due. Quindi presumo che considerino lo psicologo come una sorta di sfogatoio e non di vero lavoro.
Pure quelle che non ci vanno e costruiscono teorie inscalfibili per dare nobiltà alle proprie scelte

In firma ho delle frasi, ma da smartphone mi hanno detto che non si leggono.
Abbiamo tutti un rumore di fondo, creato dalle esperienze precedenti, che ci fa capire male Secondo me.
Credo che sia umano fare ciò che si crede giusto, solo che è aumentato sempre più il numero delle persone che pretendono che sia giusto quello che fanno.
”Spesso si mette in disordine la propria cameretta per il piacere di riordinare tutto.” Hammer.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Il fatto è che quando parlate di quello che dovrebbe fare il traditore, non si capisce nulla.
Proporre la terapia, no, chiedere scusa, no, tirare fuori le cause, no, chiedere di essere accettato per quello che è, no.
La verità è che dovrebbe tornare indietro e cancellare il passato, che è la cosa che non può fare.
Non è più semplice dire che deve sparire dalla vista e basta?
Vedo l’interpretazione data al tuo post 🤦🏻‍♀️
 

Brunetta

Utente di lunga data
Diciamo che ho avuto una brutta esperienza pure coi tentativi di riconciliazione.
I tentativi di riconciliazione prevalentemente si basano sulla pretesa di una abiura delle proprie azioni da parte del traditore.
Sembrano le condizioni poste alla Serbia prima della Prima Guerra Mondiale.
 

Martina Bianchi

Utente di lunga data
I tentativi di riconciliazione prevalentemente si basano sulla pretesa di una abiura delle proprie azioni da parte del traditore.
Sembrano le condizioni poste alla Serbia prima della Prima Guerra Mondiale.
Questo lo dici tu. A me era stata promessa sincerità. E poi ogni settimana usciva fuori qualche bugia aggiuntiva. A un certo punto uno si sente preso in giro
 

Brunetta

Utente di lunga data
Scusa ma tu non avevi chiuso subito il rapporto una volta scoperto il tradimento?
Sì.
Ma io non mi pongo come esempio di buona scelta.
Ho seguito un impulso, perché mi era insopportabile stare vicino a un estraneo. Perché tale si era rivelato.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Martina Bianchi

Utente di lunga data
Sì, possono essere molto stressanti, per chi vuole chiudere e ha difficoltà.
Però in questo caso, non vedo un uomo in difficoltà, che si sente "obbligato" ad accettare il tentativo di riconciliazione.
Si c è da dire che la cosa che più mi ha colpito di PrimaVoce è l apparente calma.
Non si è scomposto in nessun messaggio, quindi chiedo: @PrimaVoce sei umano?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Pero’ dipende da quello che ha lei ha dirmi all'interno di questa terapia (fase 1) e quello che riusciamo a dirci insieme (fasi 2 e 3). Sicuramente io non posso farmelo andare bene cosi come e’, maa posso ascoltare, e nell’ascolto capire se ci possono essere la basi per una riparazione. Io ad @Alberto ho consigliato la terapia, perche’ pensare di riuscire a perdonare e recuparare davvero la fiducia “fa-da-te” e’ un’impresa ancor piu’ difficile e infatti mi dispiace sentirlo cosi affannato, io proverei, lui ha ancora meno da perdere di me visto che la decisione di stare la ha gia’ presa.



Penso che lo vedro’ solo quando mi ci saro’ seduto a questa terapia.
Anche io ho il tuo stesso dubbio, e se il dubbio sara’ confermato durante la terapia dovro’ alzarmi e uscire, pero’ consapevole che non ci fosse piu’ niente da fare.



Pero’ bisogna essere consapevoli che “tornare a prima”, non e’ possibile.
Magari tornare a essere sereni e felici in una relazione nuova (ma con la stessa persona si), ma bisogna avere la consapevolezza che sara’ qualcosa di totalmente diverso.
Io l’investigatore l’ho incaricato di puro istinto: come ho saputo sono partito all’azione (che e’ il mio modo di funzionare) e ho fatto tutto il necessario per proteggermi nel caso non ci fosse stata la volonta’ / capacita’ / possibilita’ di riparare. Qui e’ importante chiarire un punto: io sono aperto alla possibilita’ di una riparazione ma non sto dando per scontato che questa avverra’
Voglio essere quindi preparato a ogni evenienza.



Puo’ assolutamente essere, e’ un pensiero che ho.
Ma credo che la terapia non le dara’ questa opportunita’, anzi sara’ una vera occasione di rivelazione.
Pero’ io qui ripeto: sono aperto ad ascoltarla, la prima fase della terapia servira’ a capire se ci sono i presupposti per la riparazione. La riparazione sara’ la seconda fase, la ricostruzione la terza e infine bisognera’ vedere se tiene nel tempo. Parliamo di percorsi che durano, in media 1-2 anni.



Ma invece la giudiziale e’ proprio un punto, anzi il confine che permette di sedersi in terapia con la serenita’ che non sia una mossa.
Lei aveva inzialmente proposto prima e proprio l’avvocato mi ha detto: se proprio vuoi farlo, visto anche altre situazioni, tu deposita la giudiziale e poi successivamente vai in terapia. E’ importante risottolineare che la terapia non e’ per forza un sistema per riparare, e’ un tentativo di capire se il tradimento e’ superabile, ma se il responso e’ “no”, la posizione in giudiziale non viene intaccata: la separazion e’ diretta causa del tradimento.



Puo’ essere, ma se il terapeuta e’ bravo e il tuo partner non e’ proprio all'aria, e’ una scusa con le gambe corte. Motivo per cui io ho la mia giudiziale in atto e se questa terapia non svolta o naufraga, la termino e ho tutto in moto per continuare senza intoppi o perdite di tempo. La giudiziale e’ compatibile con la terapia proprio nel senso che questa terapia non e’ “voglio riparare a tutti i costi” ma un modo per ascoltare.
Resta che non ci hai detto cosa ha attivato il tuo istinto.
 

Etta

Utente di lunga data
Esatto lei vuol far passare questo.
Lo ha anche come esempio nella sua famiglia di origine.
Perché lei dovrebbe farne le spese quando mamma e sorella l'hanno spuntata?
Credo che questa nn parte per lei sia inaccettabile
Ehhh ma il mondo non va come gira lei. Scende e se la fa a piedi.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Sono perplesso...
Di solito il traditore che vuole assolutamente restare col tradito fa di tutto per farsi perdonare, perchè dopo la scoperta il focus è non perdere quello che si ha (inteso come il matrimonio con annessi e connessi)
In questo tradimento invece sembra che lei faccia di tutto per portarlo definitivamente a termine..
Non posso entrare nella testa di @PrimaVoce ma se fossi nei suoi panni sarei molto spaventato a riniziare una storia con una persona cheha avuto comportamenti così superficiali nel mentre del tradimento e così egoistici dopo la scoperta...
In più mettendo nel calderone che sarei lontano comunque due settimane, vivrei con un'ansia costante...
Per questo dico che certi coniugi cornasubenti sono una razza da preservare.
 
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