Brunetta
Utente di lunga data
Sì.Dici? E dici che io (io generico) farei autocritica alla mia narrazione?
Perché la narrazione è un racconto, non è la verità.
Sì.Dici? E dici che io (io generico) farei autocritica alla mia narrazione?
Domani approfondirò meglio con avvocato ma penso non ci siano i rischi enormi che descrivi tu, se no mi avrebbe già fermato quando ne abbiamo parlato la prima volta.Guarda, la tua logica è ferrea sulla carta, ma in un’aula di tribunale è probabilmente un autogol clamoroso. Legalmente, se dopo le corna accetti la terapia, un giudice può interpretarlo come perdono o tolleranza. L'addebito ti viene rigettato perché dimostri che il tradimento non ha reso la convivenza 'intollerabile' (visto che ci provi ancora). Tu dici che sono piani distinti, ma prova a chiedere a qualunque psicoterapeuta se si può ricostruire la fiducia con uno dei due che ha depositato un atto in cui accusa l'altro di ogni nefandezza per avere l'addebito. La terapia diventerà solo il luogo in cui lei raccoglierà prove per dire che sei tu quello che non vuole davvero la pace. Se il giudice sente odore di terapia, non ti dà la separazione pronta 'nel caso non funzioni'. Ti sospende il giudizio o ti manda a casa a riflettere. E tu resti sposato, con le corna e con le spese legali da pagare. Stai dando alla tua ex l'arma perfetta per neutralizzare la tua azione legale: le basta dire 'Io ci sto provando, è lui che deposita le carte per cattiveria' per far saltare tutto il tuo castello accusatorio.
Ma la verità (qualunque cosa voglia dire quando si parla di cose così profonde ) non è comunque una narrazione del terapista?Sì.
Perché la narrazione è un racconto, non è la verità.
Ah è vero mi ero scordataE' ingegnereeeeeeeeeeeeeeeeeeee!![]()
Oppure squadraAh è vero mi ero scordataora tutto quadra
Ah sì? E quali? Prendo notaMa pure alcuni tumori vanno in remissione spontaneamente.
Sì, leggendo altri commenti, penso di avere capito come hai fatto ed il perchè non lo vuoi scrivere.No, se rileggi bene secondo me capisci, non volevo essere troppo esplicito ma si capisce.
Capisco il tuo punto di vista e sono d'accordo: è legittimo andare via se non si riesce a stare.Non lo so. Trovo tu stia dicendo cose sensate.
ma ci vedo un gap forse perché parto dalla mia esperienza personale.
Due persone che stanno insieme devono valutare che è una maratona e non una 100 Mt.
in questa maratona si cade,ci si sbuccia il ginocchio.
non tutti arriveranno al traguardo. Ci sta.
non si deve arrivare al traguardo per forza se ci si rompe un piede.
Nel matrimonio è uguale. Se per uno è inaccettabile il comportamento dell’altro semplicemente lo lascia. Perché, che ti piaccia o meno, chi tradisce non ha commesso nessun errore. Ha solo fatto una scelta che l’altro può legittimamente trovare inaccettabile.
Ecco, prova a chiedere al tuo avvocato 'Se io deposito oggi la giudiziale e tra un mese il giudice mi chiama per l'udienza presidenziale, e in quella sede io e mia moglie diciamo che stiamo facendo terapia di coppia, il giudice cosa fa?'. Dovrebbe risponderti che il giudice non può 'congelare' la causa all'infinito. O andate avanti (e vi separate davvero, con assegnazione casa e mantenimento) o cancellate la causa. La 'separazione nel cassetto' gestita dal tribunale non esiste.Domani approfondirò meglio con avvocato ma penso non ci siano i rischi enormi che descrivi tu, se no mi avrebbe già fermato quando ne abbiamo parlato la prima volta.
Secondo me già una mezza risposta te le sei data, attento che il suo essere buona e accondiscendente, semmai lo diventasse, non diventi solo per necessità di tenere in piedi il matrimonio, non te. Insomma non parliamo di una scappatella in ufficio, si è portata uno a casa vostra per mesi, da una certa immagine tua moglie.Pero’ dipende da quello che ha lei ha dirmi all'interno di questa terapia (fase 1) e quello che riusciamo a dirci insieme (fasi 2 e 3). Sicuramente io non posso farmelo andare bene cosi come e’, maa posso ascoltare, e nell’ascolto capire se ci possono essere la basi per una riparazione. Io ad @Alberto ho consigliato la terapia, perche’ pensare di riuscire a perdonare e recuparare davvero la fiducia “fa-da-te” e’ un’impresa ancor piu’ difficile e infatti mi dispiace sentirlo cosi affannato, io proverei, lui ha ancora meno da perdere di me visto che la decisione di stare la ha gia’ presa.
Penso che lo vedro’ solo quando mi ci saro’ seduto a questa terapia.
Anche io ho il tuo stesso dubbio, e se il dubbio sara’ confermato durante la terapia dovro’ alzarmi e uscire, pero’ consapevole che non ci fosse piu’ niente da fare.
Pero’ bisogna essere consapevoli che “tornare a prima”, non e’ possibile.
Magari tornare a essere sereni e felici in una relazione nuova (ma con la stessa persona si), ma bisogna avere la consapevolezza che sara’ qualcosa di totalmente diverso.
Io l’investigatore l’ho incaricato di puro istinto: come ho saputo sono partito all’azione (che e’ il mio modo di funzionare) e ho fatto tutto il necessario per proteggermi nel caso non ci fosse stata la volonta’ / capacita’ / possibilita’ di riparare. Qui e’ importante chiarire un punto: io sono aperto alla possibilita’ di una riparazione ma non sto dando per scontato che questa avverra’
Voglio essere quindi preparato a ogni evenienza.
Puo’ assolutamente essere, e’ un pensiero che ho.
Ma credo che la terapia non le dara’ questa opportunita’, anzi sara’ una vera occasione di rivelazione.
Pero’ io qui ripeto: sono aperto ad ascoltarla, la prima fase della terapia servira’ a capire se ci sono i presupposti per la riparazione. La riparazione sara’ la seconda fase, la ricostruzione la terza e infine bisognera’ vedere se tiene nel tempo. Parliamo di percorsi che durano, in media 1-2 anni.
Ma invece la giudiziale e’ proprio un punto, anzi il confine che permette di sedersi in terapia con la serenita’ che non sia una mossa.
Lei aveva inzialmente proposto prima e proprio l’avvocato mi ha detto: se proprio vuoi farlo, visto anche altre situazioni, tu deposita la giudiziale e poi successivamente vai in terapia. E’ importante risottolineare che la terapia non e’ per forza un sistema per riparare, e’ un tentativo di capire se il tradimento e’ superabile, ma se il responso e’ “no”, la posizione in giudiziale non viene intaccata: la separazion e’ diretta causa del tradimento.
Puo’ essere, ma se il terapeuta e’ bravo e il tuo partner non e’ proprio all'aria, e’ una scusa con le gambe corte. Motivo per cui io ho la mia giudiziale in atto e se questa terapia non svolta o naufraga, la termino e ho tutto in moto per continuare senza intoppi o perdite di tempo. La giudiziale e’ compatibile con la terapia proprio nel senso che questa terapia non e’ “voglio riparare a tutti i costi” ma un modo per ascoltare.
Ne ho parlato e mi ha detto che posso andare avanti, non ci svantaggia eccessivamente.Ecco, prova a chiedere al tuo avvocato 'Se io deposito oggi la giudiziale e tra un mese il giudice mi chiama per l'udienza presidenziale, e in quella sede io e mia moglie diciamo che stiamo facendo terapia di coppia, il giudice cosa fa?'. Dovrebbe risponderti che il giudice non può 'congelare' la causa all'infinito. O andate avanti (e vi separate davvero, con assegnazione casa e mantenimento) o cancellate la causa. La 'separazione nel cassetto' gestita dal tribunale non esiste.
Ma non è la stessa cosa. Se hai un problema, una patologia alla testa chiami il dottore e ti sistema quel difetto.
Ma per la personalità io non credo che esista una persona estranea che può ‘guarirti’.
In coppia poi io credo che o si sta bene oppure non è che si deve tentare a tutti i costi di stare. Semplicemente si prende atto del fatto che non si è compatibili e ci si lascia.
Ma magari qualche bravo terapeuta che può fare la differenza c è. Però a trovarlo...Io onestamente non ho mai compreso la terapia.
Come può un estraneo comprendere ciò che accade a livello individuale e di coppia.
Ma io non ho mai compreso anche professioni come lo psicologo. Peraltro per lo stesso motivo. Sono ignorante sul punto e non mi affiderei mai a un altro la gestione dei miei problemi.
Più che altro se le cose tra loro dovessero iniziare a migliorare sarebbero comunque stroncate sul nascere dalla separazione che intanto procede. A questo punto meglio completare la separazione e poi ritirarla successivamente. Ma sono ignorante e non so se si può fareEcco, prova a chiedere al tuo avvocato 'Se io deposito oggi la giudiziale e tra un mese il giudice mi chiama per l'udienza presidenziale, e in quella sede io e mia moglie diciamo che stiamo facendo terapia di coppia, il giudice cosa fa?'. Dovrebbe risponderti che il giudice non può 'congelare' la causa all'infinito. O andate avanti (e vi separate davvero, con assegnazione casa e mantenimento) o cancellate la causa. La 'separazione nel cassetto' gestita dal tribunale non esiste.
Si ma l'80 per cento di chi va dal medico.Ah poi facendo tirocinio dal medico di base praticamente ho visto che un buon 50% quasi soffre di sindromi ansioso-depressive. Se consideriamo anche il colon irritabile come manifestazione somatica arriviamo a una copertura dell 80% di pazienti.
Un giovane in particolare è in terapia dallo psicologo da 4 anni. È palesemente ipocondriaco, per motivi che non sto qua a spiegare. Secondo me dovrebbe passare a qualcosa di più incisivo ().
In ogni caso quasi tutti pazienti giovani, tutti che vanno dallo psicologo. Forse il problema di fondo...
Beh certo, io vedo solo chi viene in ambulatorioSi ma l'80 per cento di chi va dal medico.
Ci sono persone come me che non vanno da un medico da anni.
E l'altro 50 % ?Ah poi facendo tirocinio dal medico di base praticamente ho visto che un buon 50% quasi soffre di sindromi ansioso-depressive. Se consideriamo anche il colon irritabile come manifestazione somatica arriviamo a una copertura dell 80% di pazienti.
Un giovane in particolare è in terapia dallo psicologo da 4 anni. È palesemente ipocondriaco, per motivi che non sto qua a spiegare. Secondo me dovrebbe passare a qualcosa di più incisivo ().
In ogni caso quasi tutti pazienti giovani, tutti che vanno dallo psicologo. Forse il problema di fondo...
Sì, intendevo dire che ci sono anche tante persone che stanno bene, fisicamente e psicologicamente.Beh certo, io vedo solo chi viene in ambulatorio
Mah per problemi vari. Dall anziano con artrosi, a infezioni respiratorie varie, poi post dimissioni ospedaliere, ricette varie, gastroenterite, punti da togliere. L ambulatorio è molto molto vario.E l'altro 50 % ?