La scelta

Martina Bianchi

Utente di lunga data
Questo tuo essere infedele emerge (almeno a me) solo adesso.
Finchè le cose vanno bene si è tutti bravi e viva l amore. Poi quando si scoprono corna si fa subito a rinnegare il valore dell amore, del matrimonio, viva i rapporti con donne o uomini sposati ecc. La trovo una cosa molto opportunistica. Una sorta di volpe che non arriva all uva e dice che acerba.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Sì.
Ma col tradimento sono cadute le remore.
Non devo sentirmi per forza buono.

Tradire per risposta significa non scegliere: reagire.
Il tuo gesto non nasce da te, ma dall’errore di un altro.
Senza quel tradimento, tu non avresti tradito (te l'ha chiesto anche @hammer) : sei a rimorchio.
 
Ultima modifica:

Jim Cain

Utente di lunga data
Finchè le cose vanno bene si è tutti bravi e viva l amore. Poi quando si scoprono corna si fa subito a rinnegare il valore dell amore, del matrimonio, viva i rapporti con donne o uomini sposati ecc. La trovo una cosa molto opportunistica. Una sorta di volpe che non arriva all uva e dice che acerba.
Io la trovo una cosa da sfigati : se tradisco lo faccio perché mi va, non per riparare ad un torto subito.
Capisco anche che, nel caso di un torto subito, si possano avere molte meno remore ma tutto parte dalla motivazione.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ho letto qui tante spiegazioni semplicistiche che mi inducono a pensare che le ragioni profonde restano sconosciute ai più.
Approfondire fa paura a tanti che invece su altri aspetti sono in grado di farlo.
Può essere anche che tu cerchi spiegazioni profonde e complicate anche dove non ci sono
Come fai a valutare una risposta semplicistica se te la da uno/a che in quella situazione c'è stata.
Vuol dare della superficiale senza conoscere.
Io mi sono data una spiegazione del mio tradimento e l'ho più volta espressa anche qui. Ho condiviso con lo psicologo che ha archiviato in due sedute l'argomento e siamo passati oltre. Mi disse che avevo le idee chiare, forse perché avevo riflettuto molto prima di agire
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Assolutamente si, ma siamo sempre dopo. Cosa doveva fare se si accorgeva prima, ammesso che potesse accorgersene prima?
Non c'è un modo di accorgersene prima.
Prima al limite esiste un flirt, scoperto il quale il flirtante potrà tranquillamente dirti 'era solo uno scherzo'.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ho fatto una battuta.
Il problema è che, quando arrivano pensieri ed emozioni che porteranno al tradimento, si ha la consapevolezza che farebbero male al partner e non ci confida.
E questo è un problema relazionale.
Il tradimento scoperchia semplicemente una modus che era preesistente.

Aver paura di far male, offendere un partner ci sta.
Non agire per la paura implica non solo la paura, ma il non aver sperimentato a sufficienza che ci si possono dire cosa anche molto pesanti e le si regge.

Parlare dei propri desideri, anche sessuali apertamente, non è qualcosa di spontaneo.
Serve un alfabeto di coppia per farlo, serve un linguaggio e serve l'allenamento.

La prima cosa serve è integrare la vergogna nella relazione.
E anche questa è una cosa che si fa intenzionalmente e si riesce a farla solo allenandosi.

Aspettarsi di riuscire a parlarsi apertamente in questi termini senza averlo mai fatto è come aspettarsi di partecipare alle olimpiadi dopo una vita seduti sul divano a guardare gli eventi sportivi.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Può essere anche che tu cerchi spiegazioni profonde e complicate anche dove non ci sono
Come fai a valutare una risposta semplicistica se te la da uno/a che in quella situazione c'è stata.
Vuol dare della superficiale senza conoscere.
Io mi sono data una spiegazione del mio tradimento e l'ho più volta espressa anche qui. Ho condiviso con lo psicologo che ha archiviato in due sedute l'argomento e siamo passati oltre. Mi disse che avevo le idee chiare, forse perché avevo riflettuto molto prima di agire
Lo psicologo non è il tradito senza emozioni.
Uno psicologo non giudica. Ascolta per capire se c’è disagio.
Se una persona sta benissimo con se stessa e le proprie scelte, non c’è motivo di indagare.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Non c'è un modo di accorgersene prima.
Prima al limite esiste un flirt, scoperto il quale il flirtante potrà tranquillamente dirti 'era solo uno scherzo'.
Ma anche quando sarebbe sempre un processo alle intenzioni, con 2 bimbe piccole di mezzo
 

Rosa rifiorita

Utente di lunga data
Parlando di tua moglie, al di là delle spiegazioni riguardo il tradimento in sè, quello che colpisce sono tutti i comportamenti successivi, che sono francamente - basandosi sulla tua ricostruzione dei fatti - allucinanti.
Di fronte ai comportamenti messi in atto dopo la scoperta, il tradimento in sè impallidisce dalla mia prospettiva.
Condivido, ho le stesse perplessità tuttora, anche dopo i successivi interventi di @PrimaVoce .

Perchè i casi non sono molti: o tu hai messo in atto comportamenti spaventosi nei suoi confronti che l'hanno davvero spaventata ed è passata in modalità difesa altissima oppure il tradimento ha solo fatto da detonatore a tutta una serie di sue percezioni della vostra relazione che non ti ha mai comunicato.
Per me entrambe le ipotesi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Assolutamente si, ma siamo sempre dopo. Cosa doveva fare se si accorgeva prima, ammesso che potesse accorgersene prima?
È il discorso che si era fatto sul come costruisci una relazione.

Che non implica il fatto che funzionerà per sempre - fra l'altro sai cosa penso del per sempre come dichiarazione astratta -.

Leggi l'accorgersi prima con intento colpevolizzante, come una richiesta al tradito.

Ma quando una relazione non funziona, e il tradimento è un sintomo, si sta parlando di un non funzionamento di qualcosa che è un prodotto delle interazioni fra due individui. La relazione non è astratta. È un prodotto intenzionale, specialmente sulla lunga distanza.

In questi termini chiedersi "come mai non mi sono accorto che ..." ha senso per se stessi.

Se si vuole esplorare se stessi.

Certo, tanto vale per il traditore quanto per il tradito, si può anche scegliere di non indagare e decidere di mostrizzarsi a vicenda.

Sono scelte tattiche.
 

Brunetta

Utente di lunga data
E questo è un problema relazionale.
Il tradimento scoperchia semplicemente una modus che era preesistente.

Aver paura di far male, offendere un partner ci sta.
Non agire per la paura implica non solo la paura, ma il non aver sperimentato a sufficienza che ci si possono dire cosa anche molto pesanti e le si regge.

Parlare dei propri desideri, anche sessuali apertamente, non è qualcosa di spontaneo.
Serve un alfabeto di coppia per farlo, serve un linguaggio e serve l'allenamento.

La prima cosa serve è integrare la vergogna nella relazione.
E anche questa è una cosa che si fa intenzionalmente e si riesce a farla solo allenandosi.

Aspettarsi di riuscire a parlarsi apertamente in questi termini senza averlo mai fatto è come aspettarsi di partecipare alle olimpiadi dopo una vita seduti sul divano a guardare gli eventi sportivi.
Secondo me, aver timore di fare male al partner è primario in una relazione che non considera il partner una discarica emotiva o un altro se stesso che può accettare tutto.
Spesso confidarsi potrebbe essere la pretesa di accettazione senza rispetto.
Il problema è che, se il timore di far soffrire è sufficiente per non comunicare, ma non per agire, è un timore egoistico di doverci auto limitare.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Ma anche quando sarebbe sempre un processo alle intenzioni, con 2 bimbe piccole di mezzo
Un flirt, finché non sfocia in un atto concreto, resta sempre attaccabile solo sul piano delle interpretazioni perché l’intenzione può essere negata (“stavo scherzando”, “non volevo andare oltre”), mentre diventa leggibile come prodromo di un tradimento solo a posteriori, nel momento in cui quel qualcosa accade davvero.
 

Gaia

Utente di lunga data
A me è servito per fregarmene e pensare a me stesso.
Ho capito che in fin dei conti era una cosa sua, della quale ora mi interessa relativamente.
Quello che dici è molto triste secondo il mio parere.
Concordo sul fatto che il tradimento è un atto egoistico, ma non concordo sul fatto che in un matrimonio serva questo per pensare a se stessi.
Cioè e’ come dire che prima non avevi spazi individuali (anche non adulteri) e ora ti senti nel diritto di averne di ogni tipo.
Nel mio caso il tradimento è servito a me in un momento in cui io non sapevo più chi ero. Ho deciso egoisticamente di vivermi quella cosa inaspettata e individuale.
ma non ho mai pensato che dipendesse da lui o che non ci fossero per colpa mia o sua spazi miei individuali.
Ne’ oggi penso di poter poter pensare solo a me stessa come pure non lo pensavo prima.
Quando io lo chiamo parentesi e’ perché nella mia testa quella è stata davvero una parentesi. Una parentesi di smarrimento, di lontananza emotiva, di incapacità mia di esporre a lui la mia fragilità (questo è un problema che ho con tutti).
Il fatto che non volevo vedesse che non sono wonder woman sempre. Che non ho sempre tutto in controllo così da rendere la nostra vita così bella come invece è anche quando non sono pienamente centrata.
 

Nicky

Utente di lunga data
E questo è un problema relazionale.
Il tradimento scoperchia semplicemente una modus che era preesistente.

Aver paura di far male, offendere un partner ci sta.
Non agire per la paura implica non solo la paura, ma il non aver sperimentato a sufficienza che ci si possono dire cosa anche molto pesanti e le si regge.
Nel mio caso è nato in gran parte così. Entrambi avevamo paura di ferirci, io però via via ho ritenuto importante superarlo e parlare, a costo di mettere in crisi il rapporto, perchè già non mi soddisfaceva.
Invece mio marito ha mantenuto lo stesso modus operandi, perché è proprio inciso in profondità in lui.
E quindi alla fine mi sono allontanata interiormente.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Secondo me, aver timore di fare male al partner è primario in una relazione che non considera il partner una discarica emotiva o un altro se stesso che può accettare tutto.
Spesso confidarsi potrebbe essere la pretesa di accettazione senza rispetto.
Il problema è che, se il timore di far soffrire è sufficiente per non comunicare, ma non per agire, è un timore egoistico di doverci auto limitare.
Ti rispondo con calma, tempo esaurito!

Ma questo è un punto basilare.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quello che dici è molto triste secondo il mio parere.
Concordo sul fatto che il tradimento è un atto egoistico, ma non concordo sul fatto che in un matrimonio serva questo per pensare a se stessi.
Cioè e’ come dire che prima non avevi spazi individuali (anche non adulteri) e ora ti senti nel diritto di averne di ogni tipo.
Nel mio caso il tradimento è servito a me in un momento in cui io non sapevo più chi ero. Ho deciso egoisticamente di vivermi quella cosa inaspettata e individuale.
ma non ho mai pensato che dipendesse da lui o che non ci fossero per colpa mia o sua spazi miei individuali.
Ne’ oggi penso di poter poter pensare solo a me stessa come pure non lo pensavo prima.
Quando io lo chiamo parentesi e’ perché nella mia testa quella è stata davvero una parentesi. Una parentesi di smarrimento, di lontananza emotiva, di incapacità mia di esporre a lui la mia fragilità (questo è un problema che ho con tutti).
Il fatto che non volevo vedesse che non sono wonder woman sempre. Che non ho sempre tutto in controllo così da rendere la nostra vita così bella come invece è anche quando non sono pienamente centrata.
Avresti potuto andare a rubare nei centri commerciali o bere di nascosto o sperperare al gratta e vinci?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ti rispondo con calma, tempo esaurito!

Ma questo è un punto basilare.
Ma io ho già capito.
Ti sei già espressa abbondantemente sulla tua idea di relazione.
 

Gaia

Utente di lunga data
Avresti potuto andare a rubare nei centri commerciali o bere di nascosto o sperperare al gratta e vinci?
Non credo, ma non lo so.
posso dire che in quel periodo quella relazione mi ha fatto bene. Non tanto alla centratura quanto all’ossigeno.
Parentesi vedeva Gaia sotto una luce del tutto nuova e libera o anche vuota rispetto alla Gaia che appariva a marito e a tutti quelli che si aspettavano mi facessi carico delle millemila problematiche della situazione cogente che vivevamo.
Se dovessi dire come mi sentivo in quel periodo userei l’aggettivo SOPRAFFATTA.
 
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