Sbagliato. Il mio pensiero è che i segnali, che è roba che hai tirato fuori tu, semplicemente non contano un cazzo perchè non sono predittivi, dunque per me è inutile la questione "ha sgamato ma dovrebbe chiedersi cosa non ha colto prima", e mi chiedo perchè non rispondi alla mia domanda "e quelli che non hanno mai sgamato? Cosa dovrebbero domandarsi?". Perchè tutte le considerazioni sulla superficialità di lei, dedotta dalle modalità con cui ha messo in atto il tradimento e dalle non risposte che poi ha dato a lui non sono altro che il collasso della funzione d'onda da prima a dopo lo sgamo. Lo sgamo è il nodo della situazione, l'apertura della scatola, solo dopo la quale il gatto di Schrödinger è o vivo o morto.
In questo tuo ragionamento ci sono alcune cose che non mi tornano:
Prima dici che i “segnali non contano un cazzo perché non sono predittivi”, però allo stesso tempo costruisci tutta la tua analisi attorno allo “sgamo” come evento decisivo. Se i segnali non contano perché non predicono con certezza, allora nemmeno lo sgamo aggiunge valore interpretativo: è solo un fatto avvenuto, non una chiave di lettura del prima.
Poi sostieni che tutto quello che si dice dopo lo sgamo sia solo una reinterpretazione a posteriori. Ma allora anche la tua posizione rientra nello stesso problema: stai usando lo sgamo per invalidare ogni lettura precedente, ma lo fai comunque a posteriori.
Inoltre, dici che i segnali sono inutili perché non predittivi. Ma confondi “non predittivo al 100%” con “inutile”. In qualsiasi relazione, i segnali non servono a prevedere con certezza matematica, ma a orientare la comprensione. Altrimenti dovremmo ignorare qualsiasi dinamica relazionale finché non succede qualcosa di eclatante.
Sulla tua domanda “e quelli che non hanno mai sgamato?”: proprio qui il tuo ragionamento si inceppa. Se neghi qualsiasi valore ai segnali, allora queste persone per definizione non hanno strumenti di lettura, quindi non c’è nulla da domandarsi. Ma questo è un vicolo cieco: stai implicitamente dicendo che la comprensione relazionale è impossibile finché non c’è una prova definitiva.
Infine, la metafora del gatto di Schrödinger non regge del tutto: in fisica il collasso elimina l’incertezza su uno stato già definito, mentre nelle relazioni il significato degli eventi si costruisce anche nel tempo, non esiste già “determinato” prima di essere osservato. Non è solo una rivelazione, è anche un processo interpretativo.
Cosa mi sfugge?