La scelta

Miurabrovada

Utente di lunga data
Può essere per macro variazioni, però secondo me se non hai gli occhi foderati di crudo di Parma è più facile che ti salti all'occhio una micro variazione nella routine quotidiana standoci dentro. Se stai sempre nella routine essa diventa una specie di rumore di fondo indistinto, per cui una micro variazione diventa un segnale. La tecnologia zoom-out invece è molto buona per i macro cambiamenti perchè se quando rifai zoom-in lui/lei è cambiato (nel modo di parlare, nell'attenzione, persino nel profumo o nell'energia), lo stacco netto rende il cambiamento stridente. È l'effetto "bimbo che cresce": i genitori non se ne accorgono, lo zio che lo vede una volta al mese dice "Accidenti quanto sei alto!". La differenza è che i micro cambiamenti sono molto più difficili da dissimulare dei macro
Io sono Friulano,va bene anche il San Daniele(ilcrudo,naturakmente
 

Alphonse02

Utente di lunga data
Questa invece l'ho scritta e poi gippittata per sistemarla:

Nel mio caso c’è una cosa che ho notato fin dall’inizio — ed è anche il motivo per cui ho scoperto tutto quasi subito, insospettendomi e andando a verificare: lei stava, e sta, davvero male.

Ora le è venuto uno sfogo che le ha preso mezza faccia. Ha sempre avuto qualche manifestazione leggera, ma una cosa così estesa non si era mai vista.

Anche nelle prime settimane in cui la relazione non era ancora stata scoperta / palesata, la sua sofferenza era evidente. Così evidente che faccio fatica a pensare che quella relazione extraconiugale abbia avuto per lei una funzione “benefica”. Questo mi porta a considerare che, per come l’ha vissuta lei, possa essere stata più un errore che altro.

Detto questo, devo ancora capire molte cose e non voglio arrivare a conclusioni affrettate. Sono curioso di vedere cosa emergerà dalla terapia.
Mi sono perso tra i mille rivoli di questo thread e ho perso il filo del racconto della tua vicenda.
Dopo la scoperta della infedeltà, la tua ex aveva, dietro probabile suggerimento della di lei madre con passato/presente disinvolto, assunto un atteggiamento "aggressivo" durante il negoziato tra legali, se ricordo bene, rovesciando responsabilità su di te e presentando richieste spropositate. Giusto ?
Adesso tu hai promosso una separazione con addebito e, nel frattempo, vorresti seguire una terapia psicologica di coppia ?
Tua moglie ha accettato di seguirla ?
Rispondi se ti va, ovviamente, considerato che sono obiettivamente poco presente/funzionale su questo forum.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Questa invece l'ho scritta e poi gippittata per sistemarla:

Nel mio caso c’è una cosa che ho notato fin dall’inizio — ed è anche il motivo per cui ho scoperto tutto quasi subito, insospettendomi e andando a verificare: lei stava, e sta, davvero male.

Ora le è venuto uno sfogo che le ha preso mezza faccia. Ha sempre avuto qualche manifestazione leggera, ma una cosa così estesa non si era mai vista.

Anche nelle prime settimane in cui la relazione non era ancora stata scoperta / palesata, la sua sofferenza era evidente. Così evidente che faccio fatica a pensare che quella relazione extraconiugale abbia avuto per lei una funzione “benefica”. Questo mi porta a considerare che, per come l’ha vissuta lei, possa essere stata più un errore che altro.

Detto questo, devo ancora capire molte cose e non voglio arrivare a conclusioni affrettate. Sono curioso di vedere cosa emergerà dalla terapia.
Ad un certo punto Heisenberg disse ad Hoppenheimer: si può sollevare la pietra senza essere pronti al serpente che ci dorme sotto. Tu prima di sollevare la pietra ti sei chiesto se eri pronto ad affrontare il serpente che potevi trovare?

Per inciso, è evidente che tua moglie è sotto pesante stress, probabilmente come mai prima d'ora, attento a non trarne conclusioni eccessivamente affrettate/rassicuranti
 

bettypage

Utente acrobata
Spero di esserlo e ci proverò con tutto me stesso, sono consapevole non sarà facile ma io nella tana del bianconiglio sono disposto a entrarci - non andrei in terapia (individuale e di coppia) altrimenti, sarebbe un grande spreco di tempo e soldi!
Ti conosci sufficientemente da sapere che hai un lato oscuro pure tu?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma si appunto: alla fine cosa vuol dire relazione funzionale o disfunzionale.
Ogni relazione avrà i suoi tratti funzionali e disfunzionali che oltretutto si modificano nel tempo.
Sei così saggio ed equilibrato che sembri IA.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Tu prima di sollevare la pietra ti sei chiesto se eri pronto ad affrontare il serpente che potevi trovare?
Si e ti dico si convinto.

Ho anche l'onestà intellettuale di sapere che è comunque una consapevolezza fino a un certo punto, perché non posso immaginare tutti i serpenti e la mia reazione. È un po' come quando ti dicono "devo dirti una cosa ma promettimi che non ti arrabbierai" - puoi anche prometterlo ma poi solo quando ti dicono la cosa e reagisci sai davvero.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Mi sono perso tra i mille rivoli di questo thread e ho perso il filo del racconto della tua vicenda.
Dopo la scoperta della infedeltà, la tua ex aveva, dietro probabile suggerimento della di lei madre con passato/presente disinvolto, assunto un atteggiamento "aggressivo" durante il negoziato tra legali, se ricordo bene, rovesciando responsabilità su di te e presentando richieste spropositate. Giusto ?
Adesso tu hai promosso una separazione con addebito e, nel frattempo, vorresti seguire una terapia psicologica di coppia ?
Tua moglie ha accettato di seguirla ?
Rispondi se ti va, ovviamente, considerato che sono obiettivamente poco presente/funzionale su questo forum.
In brevissimo, perché ci sono post più vecchi in cui racconto i dettagli.

Ma in breve dopo che gli atteggiamenti aggressivi sono scomparsi, anche per mio intervento di disinnesco, abbiamo ricominciato a parlarci.

Poi lei ha proposto la terapia perché queste conversazioni la facevano stare male e sentiva che non riuscivamo a dirci tutto e capirci senza l'aiuto di un terzo.

Io così ho accettato.
Ma nel frattempo, non avendo ancora ricevuto risposta alla proposta di consensuale e per disinnescare ogni tentativo di ribaltamento faccenda, ho depositato ricorso giudiziale nel quale dico chiaramente che chiedo una separazione con addebito.

La terapia inizia questo Lunedi.
 

Alphonse02

Utente di lunga data
In brevissimo, perché ci sono post più vecchi in cui racconto i dettagli.

Ma in breve dopo che gli atteggiamenti aggressivi sono scomparsi, anche per mio intervento di disinnesco, abbiamo ricominciato a parlarci.

Poi lei ha proposto la terapia perché queste conversazioni la facevano stare male e sentiva che non riuscivamo a dirci tutto e capirci senza l'aiuto di un terzo.

Io così ho accettato.
Ma nel frattempo, non avendo ancora ricevuto risposta alla proposta di consensuale e per disinnescare ogni tentativo di ribaltamento faccenda, ho depositato ricorso giudiziale nel quale dico chiaramente che chiedo una separazione con addebito.

La terapia inizia questo Lunedi.
Grazie e buona fortuna.

Permettimi di sottolineare, anche se te lo avranno spiegato , che la terapia di coppia non ha l' obiettivo di riappacificare ma di stabilire o ripristinare comunicazioni tra i componenti della coppia, attenuando le tensioni. Neanche ha lo scopo di fare emergere la verità dei fatti.
In altri termini, può rivelarsi utile se, attraverso il miglioramento della comunicazione, le parti decidono di chiarirsi tra loro, ferma la libertà di assumere qualsiasi decisione sul rapporto di coppia all' esito del chiarimento.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Si e ti dico si convinto.

Ho anche l'onestà intellettuale di sapere che è comunque una consapevolezza fino a un certo punto, perché non posso immaginare tutti i serpenti e la mia reazione. È un po' come quando ti dicono "devo dirti una cosa ma promettimi che non ti arrabbierai" - puoi anche prometterlo ma poi solo quando ti dicono la cosa e reagisci sai davvero.
Ottimo, ma io per serpente non intendo tanto le porcate, quanto le conseguenze delle porcate, la separazione/divorzio ecc ecc ecc
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Vacco se sono rimasto indietro in cosi poche ore di assenza.
Volevo rispondere nel dettaglio ad alcuni commenti pre volo di rientro a casa (Giovedi tarda sera), ma poi ci sono stati cosi tanti messaggi che ho perso completamente il filo, ho appena terminato di leggerli tutti e appunto il filo è perso.

Mi ha appassionato moltissimo la diatriba tra @Arcistufo , @ParmaLetale e @ipazia.
Qui cerchiamo inevitabilmente di generalizzare e stabilire delle dinamiche comuni e orizzontali a tutti i tradimenti, ma credo che questo sia assolutamente impossibile.

E credo esistano situazioni dove la responsabilità è tutta del traditore, che davvero "va in confusione" e si lancia in questa scelta che poi si rivela veramente un errore, e per definirlo tale mi riferisco a quegli errori dove si è tradito il proprio desiderio (vorresti tornare indietro, l'esperienza non è stata significativa, non ti rappresenta e tanto altro).

Analogamente ci saranno anche quelle situazioni dove la responsabilità è davvero tutta del tradito, dove veramente ha spinto il partner nelle braccia di un'altro, con mancanze evidenti al limite del disinteresse totale. E il tradimento è invece stato un vero momento di verità e liberazione, la sliding door migliore che il traditore possa aver mai immaginato e il suo ricordo più caro.

Si tradisce all'interno di coppie felici, di relazioni funzionali e con comunicazioni eccellenti.
Cosi come si tradisce all'interno di coppie infelici, relazioni disfunzionali e senza comunicazione alcuna.

Però in mezzo la varietà è talmente tanta e tale che cercare di stabilire delle regole è quasi ridicolo.
Ma se siamo qui, difficile resistere alla tentazione di scrivere la "legge universale del tradimento" e tutti ogni tanto ci proviamo.
Poi in realtà a mala pena riusciamo a comprendere il caso singolo
Capisco quello che dici, soprattutto quando sottolinei quanto sia difficile generalizzare: ogni storia è diversa, e spesso già il singolo caso ci sfugge.

Però secondo me c’è un punto delicato nel modo in cui la metti: quando dici che a volte la responsabilità è tutta del traditore e altre volte tutta del tradito, stiamo ancora ragionando dentro una logica di distribuzione della colpa. Come se il problema fosse capire da che parte sta il peso.

È proprio questa la “matematica” da cui forse vale la pena uscire.

Non perché non esistano differenze evidenti tra le situazioni - ci sono tradimenti che nascono da una fuga confusa e altri che aprono davvero a una verità - ma perché ridurre tutto a “di chi è la responsabilità” rischia di semplificare qualcosa che, per sua natura, è molto più stratificato.

Il tradimento non è quasi mai solo un punto, è più spesso un processo.
Anche quando appare improvviso, spesso arriva da una storia fatta di segnali, silenzi, mancate risposte, vissuti non condivisi.
Questo non serve a distribuire colpe, ma a capire che cosa stava succedendo dentro quella relazione.

Allo stesso tempo, però, resta vero che il gesto è di qualcuno.
E quindi c’è sempre una responsabilità personale, che non può essere dissolta nella relazione.

Io penso che il punto non sia decidere “di chi è” la responsabilità, ma riuscire a tenere insieme due livelli: da una parte il gesto, dall’altra il contesto relazionale in cui quel gesto è diventato possibile.

Uscire dalla matematica della responsabilità significa proprio questo: smettere di cercare una percentuale e iniziare a chiedersi cosa è successo davvero tra due persone, prima, durante e dopo.

Non per assolvere o condannare, ma per capire. Anche perché, come dici tu, a volte già comprendere davvero un singolo caso è molto più complesso che formulare qualsiasi teoria generale.


Una cosa che continua a lasciarmi senza parole sono le risposte di tua moglie alle tue domande. Reagire in modo così aggressivo, come se fosse sotto un attacco nucleare, è un chiaro segnale che qualcosa - di grosso - non va.

Quella somatizzazione di cui parli non riguarda un singolo episodio: è il frutto di un malessere accumulato nel tempo, un insieme di tensioni, frustrazioni e silenzi che si sono stratificati fino a esplodere in questo modo.

Onestamente, secondo me vi siete persi tanto lungo il percorso, e non so quanto spazio ci sia davvero per ricomporre tutto quello che si è accumulato e non elaborato.
Dal tuo punto di vista lo spazio (inteso come disponibilità) c'è?


EDIT:

Al di là di tutto, se fossi nella tua situazione io mi muoverei in modo pragmatico.
Prima di tutto, mi separerei e chiarirei concretamente lo spazio in cui vi muovete.
Solo dopo, e solo quando c’è una base più sicura, parlerei.
Le sue reazioni sono francamente allarmanti, e questo è ancora più preoccupante se pensiamo che avete due bambine.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
La fregatura è che il mondo invece è nato per distruggere, basta non fare niente e tutto tende naturalmente ad andare in merda.

Ma no!
Siamo noi come specie a essere conservativi, a temere il cambiamento, mentre il mondo stesso non protegge niente.
Il mondo è un sistema in continuo movimento, fatto di cicli e trasformazioni.
Ciò che sembra andare in pezzi non è una punizione: è materia che si decompone, si ricicla e diventa nutrimento per nuova vita.

La distruzione non è mai fine a se stessa, ma parte del processo necessario alla crescita e alla trasformazione.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
La risposta alla tua domanda. Oggi come oggi non tollererei una situazione come quella che ho vissuto in quella fase di vita, ne avrei disgusto al solo sentore

Quella fase di vita era piena di piccoli segnali che non sono stati ascoltati o trasformati. Non si tratta di salvare o recuperare ciò che è andato perso – perché non si può – ma di capire come le cose si accumulano, così da poter agire diversamente in futuro.

Cogliere gli antecedenti non serve a riparare il passato, ma a trasformare il modo in cui ci muoviamo da lì in avanti, evitando che i pattern si ripetano. Questo è particolarmente importante quando si affronta un evento dirompente, che scardina certezze e visioni.

Rimanere fermi nel giudizio sull’altro – decidere che l'altro è “definizione a piacere” – diventa una gabbia. Sottilissima.
Imprigiona nel passato, fa vivere nel sospetto e nella chiusura, e ci allontana dalla possibilità di scegliere liberamente come agire.

Guardarsi dentro e riconoscere le proprie responsabilità permette invece di trasformare le reazioni automatiche, liberandosi dalla trappola del giudizio e riappropriandosi della libertà di decidere nel presente, aprendo la strada a fiducia e relazioni più autentiche.

Disgusto è una parola molto densa.
 

poppy

Miele e formaggio
Anch'io faccio molta fatica a sentirmi in colpa. Nel mio caso il rapporto era già alla frutta, anche se all'epoca non me ne rendevo conto. Il tradimento alla fine non ha tolto o aggiunto nulla a quello che già c'era. Di cosa dovrei sentirmi in colpa di preciso? Non è che senza tradimento sarebbe cambiato un cazzo per nessuno dei due..
Infatti non ho parlato di senso di colpa e nemmeno pentimento.
Intendevo dispiacerr per aver recato dolore a chi un tempo si ha amato. Poi se non ha sofferto nessuno meglio cosi
 
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