il corso contro il bullismo voglio vederloLa giornata della salute, l'uscita al cinema, il corso di PS, teatro in inglese, l'esperto contro il bullismo, i campionati sportivi scolastici, varie ed eventuali. Tante tante ore perse.
il corso contro il bullismo voglio vederloLa giornata della salute, l'uscita al cinema, il corso di PS, teatro in inglese, l'esperto contro il bullismo, i campionati sportivi scolastici, varie ed eventuali. Tante tante ore perse.
Persiste l'idea di una scuola che debba "allenare le menti""ci hanno"?????
Comunque occhio perchè già io una volta ho detto che a ingegneria con me c'erano quelli del classico che facevano i fenomeni e sono per lo più finiti male, ed è partito il polemicone. Il problema è che a medicina poi riescono ad andare avanti e un medico da classico rispetto a un medico da scientifico lo riconosci dopo 3 secondi, se hai fatto lo scientifico, ovviamente.
Comunque qui lo dico e qui lo nego
Sarà perchè sono over cinquanta, io le differenze le vedo dopo anni e anni.Ma non fanno latino, ormai allo scientifico non si fa quasi più, nel senso che non traducono le versioni, ad esempio, salvo alcune scuole.
Quindi, non è una prova che non serva il latino, ma che ci sia debolezza nei fondamenti.
In ogni caso alla base di tutte le materie scientifiche c'è la matematica, ad esempio la programmazione non esisterebbe senza la matematica, quindi non è una prova che non serva.
Io di ingegneri ne conosco tanti, provenienti dal tecnico, così come da scientifico e classico, ovviamente tutti over cinquanta, e nessuno notava differenze, dopo il primo anno, si allineavano. Segno che le nostre scuole, quelle frequentate quando eravamo ragazzi noi, davano una buona base.
Qui hanno fatto la settimana dell'educazione civica.La giornata della salute, l'uscita al cinema, il corso di PS, teatro in inglese, l'esperto contro il bullismo, i campionati sportivi scolastici, varie ed eventuali. Tante tante ore perse.
Sacrificate ai programmi. Non si può fare ogni tre giorni un progetto, dai. Poi quando gli fai fare un'esposizione orale ti senti dire "allora, una regola È QUANDO..." oppure "tipo che..." . Sono utili i compiti di realtà. Ma dove c'è approfondimento di contenuti. Altrimenti è un insieme di consegne senza sapere cosa si va a scrivere.Perché sacrificate?
Un compito di realtà richiede la applicazione di più abilità e competenze. Quindi dovrebbe rafforzare più materie.
Poi può pure essere fatto male.
Esemplifico per chi non capisce di cosa si parla.
È un compito di realtà organizzare una viaggio di istruzione. Quindi richiede la capacità di leggere le proposte alberghiere, di viaggio e poi calcolare il costo complessivo. Ma anche le valenze didattiche per gli aspetti naturalistici o artistici…
Non ho capito la tua risposta. Quello che intendevo dire io è che nelle persone della mia età o più, il fatto di avere studiato latino non ha comportato gap irrecuperabili, perché, secondo me, il deficit non dipende dalla materia, ma dal modo in cui la si studia.Sarà perchè sono over cinquanta, io le differenze le vedo dopo anni e anni.
Stai mescolando un po’ di cose.Sacrificate ai programmi. Non si può fare ogni tre giorni un progetto, dai. Poi quando gli fai fare un'esposizione orale ti senti dire "allora, una regola È QUANDO..." oppure "tipo che..." . Sono utili i compiti di realtà. Ma dove c'è approfondimento di contenuti. Altrimenti è un insieme di consegne senza sapere cosa si va a scrivere.
Ma allenare le menti vuol dire proprio creare le basi della comprensione logico-pratica. Se la scuola non riesce in questo, è un problema.Persiste l'idea di una scuola che debba "allenare le menti"
Credo sia profondamente antiquata e non perchè il mondo del lavoro dove poi finiranno tutti è infinitamente più avanti, semplicemente perchè vengono trascurate le basi della comprensione logico - pratica.
Guarda che mi stai dando ragione. Allenare all'interdisciplinarietà significa proprio farsi una base osservando le leggi del mondo reale, prima di tutto.Ma allenare le menti vuol dire proprio creare le basi della comprensione logico-pratica. Se la scuola non riesce in questo, è un problema.
Solo che non sono convinta che dipenda dalle materie oggetto di studio.
Anche perché nel mondo attuale è molto più importante che le materie diverse dialoghino. Tutte le volte che ho letto libri sullo sviluppo dell'IA, ad esempio, oltre al fatto che si nota che in alcuni paese investono montagne e montagne di denaro sulla ricerca e questo fa una netta differenze, l'altra cosa che si nota è che in tutti i centri di ricerca operano le competenze più diverse, non certo solo informatici.
Ma se è vero com'è vero che il tutto non è strettamente legato alle materie oggetto di studio, è così importante fare n ore di lingua dei mangiaranelumache e niente di niente di informatica nel 2026, e anzi piuttosto ventilare di rimettere latino? E perché a sto punto non stenografia o dattilografia?Ma allenare le menti vuol dire proprio creare le basi della comprensione logico-pratica. Se la scuola non riesce in questo, è un problema.
Solo che non sono convinta che dipenda dalle materie oggetto di studio.
Anche perché nel mondo attuale è molto più importante che le materie diverse dialoghino. Tutte le volte che ho letto libri sullo sviluppo dell'IA, ad esempio, oltre al fatto che si nota che in alcuni paese investono montagne e montagne di denaro sulla ricerca e questo fa una netta differenze, l'altra cosa che si nota è che in tutti i centri di ricerca operano le competenze più diverse, non certo solo informatici.
Il lungo testo, che ho riportato in tre post, è indubbiamente lungo, benché sia il risultato di una sintesi, spiega che la scelta delle materie, delle ore da dedicarvi, delle modalità di insegnamento e di selezione dipendono dalla visione della società.Ma se è vero com'è vero che il tutto non è strettamente legato alle materie oggetto di studio, è così importante fare n ore di lingua dei mangiaranelumache e niente di niente di informatica nel 2026, e anzi piuttosto ventilare di rimettere latino? E perché a sto punto non stenografia o dattilografia?
Se non ricordo male tra l'altro non tutti facevano latino, dipendeva dall'esame di quinta elementare. Mia madre ad esempio l'aveva fatto, mio padre no perché fu mandato al cosiddetto avviamento commerciale, che era una specie scuola di serie b, non credo che anche volendo avrebbe potuto poi fare il liceo, e figurati poi l'università. Una selezione del piffero visto che poi per i 50 anni successivi col suo diploma di ragioneria ha dato lezioni a metà di quelli che poi sono diventati commercialisti a Parma e che tuttora lo ringrazianoIl lungo testo, che ho riportato in tre post, è indubbiamente lungo, benché sia il risultato di una sintesi, spiega che la scelta delle materie, delle ore da dedicarvi, delle modalità di insegnamento e di selezione dipendono dalla visione della società.
Forse non esiste una visione giusta o quantomeno ognuno ha la propria.
Però queste divergenze spiegano perché una materia, utile come tutte, ma non più di altre, il latino, possa venire riproposta come ritorno ai bei tempi andati, quando chi lo studiava seguiva un percorso da classe dirigente.
Come se i bei tempi andati non fossero andati.
La selezione (che la consueta manipolazione del linguaggio viene chiamata merito) avveniva molto presto.Se non ricordo male tra l'altro non tutti facevano latino, dipendeva dall'esame di quinta elementare. Mia madre ad esempio l'aveva fatto, mio padre no perché fu mandato al cosiddetto avviamento commerciale, che era una specie scuola di serie b, non credo che anche volendo avrebbe potuto poi fare il liceo, e figurati poi l'università. Una selezione del piffero visto che poi per i 50 anni successivi col suo diploma di ragioneria ha dato lezioni a metà di quelli che poi sono diventati commercialisti a Parma e che tuttora lo ringraziano
Si ma con tutto l'amore per mia madre che passò quella selezione, dal punto di vista scolastico non era nemmeno lontanamente confrontabile con mio padre che non la passò, per cui mi chiedo con che criteri del piffero e che senso aveva una selezione del genere che condizionava la tua vita a 11 anni magari per una risposta sbagliata. Comunque almeno non ho mai sentito mia madre vantarsi di quella cosa, e per fortuna nemmeno mio padre rammaricarsiLa selezione (che la consueta manipolazione del linguaggio viene chiamata merito) avveniva molto presto.
Dopo la quinta c’era l’esame di ammissione che stabiliva, dopo aver passato l’esame di quinta, quindi 2 esami, se si poteva frequentare le medie che erano con il latino e finalizzate alla successiva frequenza dei licei.
Addirittura per il classico si iniziava (e si dice anche oggi ) la quarta ginnasio.
Anche la denominazione era selettiva.
Selezionare a 11 anni era evidentemente una selezione in base alla classe sociale.
(Leggiamo Milani, ma anche solo Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno.)
Chi ha superato quella selezione ha un senso di superiorità intellettuale e di classe e chi non l’ha passata conserva una frustrazione e un rancore che resta dopo decenni.
In altri paesi europei tuttora vi sono esami che stroncano molto presto.
Stessa cosa mio papà, aveva conoscenze di meccanica che anche gli ingegneri chiedevano consiglio.Se non ricordo male tra l'altro non tutti facevano latino, dipendeva dall'esame di quinta elementare. Mia madre ad esempio l'aveva fatto, mio padre no perché fu mandato al cosiddetto avviamento commerciale, che era una specie scuola di serie b, non credo che anche volendo avrebbe potuto poi fare il liceo, e figurati poi l'università. Una selezione del piffero visto che poi per i 50 anni successivi col suo diploma di ragioneria ha dato lezioni a metà di quelli che poi sono diventati commercialisti a Parma e che tuttora lo ringraziano
Ma non si può selezionare a quella età.Si ma con tutto l'amore per mia madre che passò quella selezione, dal punto di vista scolastico non era nemmeno lontanamente confrontabile con mio padre che non la passò, per cui mi chiedo con che criteri del piffero e che senso aveva una selezione del genere che condizionava la tua vita a 11 anni magari per una risposta sbagliata. Comunque almeno non ho mai sentito mia madre vantarsi di quella cosa, e per fortuna nemmeno mio padre rammaricarsi
Beh.Ma se è vero com'è vero che il tutto non è strettamente legato alle materie oggetto di studio, è così importante fare n ore di lingua dei mangiaranelumache e niente di niente di informatica nel 2026, e anzi piuttosto ventilare di rimettere latino? E perché a sto punto non stenografia o dattilografia?
Finalmente!Beh.
Quando esci dalle scuole o dalle università, mediamente non sai un cazzo.
Tuttavia ho imparato a distinguere tra cazzo e cazzo.
Una serie consistente di competenze di base la devi acquisire, altrimenti non ci riuscirai più nella vita.
A me, da capo ufficio tecnico, è arrivato uno che mi parlava di moto perpetuo come se le leggi della termodinamica fossero baggianate.
Un altro non aveva la minima concezione dello spazio geometrico. Del tutto incapace di strutturare una qualsiasi cosa.
Vogliamo parlare dell'impiegata di banca che non sapeva la differenza tra obbligazioni subordinate e Senior?
O dagli impiegati inps che mi hanno raccontato un sacco di cazzate?
Vabbè...
La vera defunta per me è la competenza
e quella la fai sommando due cose: le competenze base e la voglia, la curiosità del reale.
Se c'è gente che crede alle scie chimiche figurati il moto perpetuo.Beh.
Quando esci dalle scuole o dalle università, mediamente non sai un cazzo.
Tuttavia ho imparato a distinguere tra cazzo e cazzo.
Una serie consistente di competenze di base la devi acquisire, altrimenti non ci riuscirai più nella vita.
A me, da capo ufficio tecnico, è arrivato uno che mi parlava di moto perpetuo come se le leggi della termodinamica fossero baggianate.
Un altro non aveva la minima concezione dello spazio geometrico. Del tutto incapace di strutturare una qualsiasi cosa.
Vogliamo parlare dell'impiegata di banca che non sapeva la differenza tra obbligazioni subordinate e Senior?
O dagli impiegati inps che mi hanno raccontato un sacco di cazzate?
Vabbè...
La vera defunta per me è la competenza
e quella la fai sommando due cose: le competenze base e la voglia, la curiosità del reale.