Comunque a me pare proprio che nella nostra società manchi la consapevolezza di quanta responsabilità abbia la vittima in certi casi. Non voglio certo giocare a colpevolizzare la vittima, ma un concorso di colpa "esistenziale" esiste. Come posso stare per mesi (o per anni...) con un uomo che poi finirà per uccidermi senza accorgermi che è un violento o comunque un "non normale"? Come posso essere così non autosufficiente da restarci accanto per mesi anche se mi sono accorta che qualcosa non va? Se faccio una scelta, ne subisco le conseguenze. Questo banale concetto in Italia non è insegnato ai ragazzi... anzi in molti talk show è disatteso da idiozie tipo "al cuore non si comanda" :unhappy:
Spero di aver capito che non vuoi colpevolizzare la vittima, ma responsabilizzare le possibili future vittime.
Per molti reati c'è un'ingenuità o una scarsa cautela o diffidenza da parte vittima. Vale per tutti i tipi di violenza o di truffa.
Parlarne crea una cultura che porta a ribellarsi.
Funziona per gli anziani che, se fiduciosi, cadono vittime di truffatori.
Vale per avere la prudenza necessaria per non avventurarsi di notte in zono poco frequentate.
Ma è diverso per le violenze "passionali".
In questi casi non si può cercare che una corresponsabilità psicologica nelle vittime. Ma essere psicologicamente deboli non è una colpa e neppure una responsabilità.