Libero sfogo

void

Utente di lunga data
Eh...più che altro buona parte delle nostre "analisi" risentono di una visione lineare e più che altro deterministica.

Tanto che, noto, si sovrappone il significato di termini come "complicato" (visione lineare) e come "complesso" (visione non lineare).

Il punto è che noi siamo sistemi non lineari, e quindi l'incaponirsi a voler indagare un sistema non lineare leggendolo come sistema lineare diventa un problema senza soluzione, quella famosa fabbrica di problemi :D

Morin (che consiglio, è una lettura interessante insieme a Prigogne) sostiene che "tutto ciò che è fisico, dagli atomi agli astri, dai batteri gli uomini, ha bisogno del disordine per organizzarsi, per diventare sistema. Come ho detto altrove [Complesso e organizzato, cit., p. 17] “È l’organizzazione che dà forma, nello spazio e nel tempo, ad una realtà nuova: il sistema. L’organizzazione produce ordine che conserva l’organizzazione che l’ha prodotta. In pratica la relazione ordine/organizzazione è di tipo circolare […] Il disordine, tuttavia, non è eliminato dall’organizzazione e permane nel sistema e, quindi, accanto ad un “principio d’organizzazione”, esiste un “principio di disorganizzazione” che ci ricorda che nessuna cosa organizzata, nessun essere organizzato può sfuggire alla degradazione, alla disorganizzazione, alla dispersione, nessun vivente può sfuggire alla morte, che ogni creazione, ogni generazione, ogni sviluppo e ogni informazione devono essere pagati in entropia e che nessun sistema, nessun essere, può sfuggire alla morte o rigenerarsi spontaneamente.”


Detto in sintesi...basterebbe cambiare gli occhiali che si indossano quando si prova a leggere :carneval:

Detto in sintesi e' il postulato correlato al 3o principio della termodinamica:

l'entropia dell'universo e' in continua (inteso come inarrestabile) espansione, ed essendo l'entropia la misura del grado di disordine di una trasformazione si legge che il grado di disordine dell'universo aumento secondo dopo secondo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Vero, infatti mia nonna lo diceva a difesa e supporto dell'agricoltura, mica per me. :D

Il video spiega meglio l'associazione che mi e' venuta in mente.
La saggezza della nonna :D

Il video lo "riconosco".
Nel senso che ci riconosco dentro una visione relazionale che conosco, piuttosto bene.

E per esperienza, quando una relazione è strutturata in quel modo, non c'è molto da fare.
E' un legaccio molto, molto stretto.
E' una visione del mondo...che comprende scarsamente se non per nulla la retroazione fra distruzione e creazione.
Non c'è fluidità, non c'è scambio (interno agli individui) fra creazione e distruzione. Fra piacere e dolore.

Oggi, io preferisco una visione di questo genere

[video=youtube;9z3jCiCrsx0]https://www.youtube.com/watch?v=9z3jCiCrsx0&list=RDUbg7AI81VsQ&i ndex=9[/video]

:)
 

JON

Utente di lunga data
Si è spesso naturalmente attratti più da chi è intrigante e si fa desiderare ...( soprattutto pero’ a 20 anni)...più uno si rende “sfuggente” e più ci sembra pieno di quelle qualità che messe identiche in chi non lo è non sarebbero nemmeno viste. Quando si è più “maturi”..essere intrigati in “sofferenza perenne “ da personaggi che in realtà non stanno benissimo ... non è un buon segnale per se stessi ... ma se non se ne esce subito, dandosela a gambe levate, se ne esce distrutti dopo anni...
È uno schema abbastanza collaudato ..
Basta poi, per esserne certi, seguire la scia dei relitti che queste persone si sono lasciate appresso nella vita ...(fidanzati, ex mariti, amici).
Poi certo,ciascuno di noi spesso si sente più speciale degli altri ...e pensa di essere il prescelto, anima gemella ..cit: “prendendo atto del fatto che siamo fatti per stare insieme..”....e che lo salverà...volendo salvare chi non vuole essere salvato
Cannibali sentimentali.
 

void

Utente di lunga data
La saggezza della nonna :D

Il video lo "riconosco".
Nel senso che ci riconosco dentro una visione relazionale che conosco, piuttosto bene.

E per esperienza, quando una relazione è strutturata in quel modo, non c'è molto da fare.
E' un legaccio molto, molto stretto.
E' una visione del mondo...che comprende scarsamente se non per nulla la retroazione fra distruzione e creazione.
Non c'è fluidità, non c'è scambio (interno agli individui) fra creazione e distruzione. Fra piacere e dolore.

Oggi, io preferisco una visione di questo genere


:)
Capisco, Sorry per l'accenno al video, non ci avevo pensato.

E' una bella visione quella che hai ora. La visione del disordine piu' ordinato che esista. Ed e' un bel salto :)….
 

Jacaranda

Utente di lunga data
La stimolazione continua del desiderio ha effetto sull'attaccamento.
Il desiderio può essere innescato anche dalla triangolazione o dalla sparizione.
In tutto questo Eulero subisce un attaccamento che valuta come innamoramento, ma contiene in sé i semi della dipendenza.
Questa gestione della coppia è altamente distruttiva e avrà pesanti effetti sulla sua stabilità futura, se non ne ha già avuti adesso.
Io credo che dovrebbe lasciare questa donna, che ha evidenti problemi psicologici, al suo destino.
Valutazione perfetta
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Detto in sintesi e' il postulato correlato al 3o principio della termodinamica:

l'entropia dell'universo e' in continua (inteso come inarrestabile) espansione, ed essendo l'entropia la misura del grado di disordine di una trasformazione si legge che il grado di disordine dell'universo aumento secondo dopo secondo.
Io penso, ma non sono una fisica e mi approccio timidamente alla fisica da ignorante e per quanto riguarda quel che poi interessa lo studio dei sistemi complessi degli organismi umani, che l'entropia possa essere letta sì come grandezza reale purchè sia interpretata come misura di tendenza omologatrice della natura. Ma tendenza per l'appunto. Che è possibile cogliere quando ad essere in gioco sono i grandi numeri. Ma che non impedisce fluttuazioni creative.
(mi rifaccio a Boltzmann).

Prigogine, che trovo particolarmente interessante, aggiunge contributo con la definizione di sistemi dissipativi. Ossia quei sistemi che si trovano molto lontani dall'equilibrio termodinamico. E li chiama dissipativi poichè possono permettersi il lusso di produrre entropia negativa - ordine in buona sostanza - dissipando a piene mani l'entropia di una fonte gratuita, costante e lontana. (la biosfera è un buon esempio).

Facendola breve, il suo contributo riguarda il paradigma per cui tutto ruota intorno alle fluttuazioni, cioè a perturbazioni casuali che si verificano nei sistemi molto lontani dall'equilibrio termodinamico.

La maggior parte delle fluttuazioni non determina cambiamenti radicali fino a quando, casualmente (e qui si aprirebbe tutta una considerazione sulla casualità ma sarebbe troppo :D) e in modo aleatorio non interviene una fluttuaizone critica che spinge il sistema dissipativo in un nuovo stato ad entropia minore.
Per farla breve, quando una struttura dissipativa subisce una fluttuazione critica il sistema tutto viene sottoposto a una biforcazione e il sistema sceglie, in modo imprevedibile una sola delle strade che gli si aprono davanti.

EDIT: aggiungo una cosa a mio parere importante...non è detto che da una biforcazione emerga un sistema migliorato, può anche essere che una biforcazione porti a regressione se non distruzione del sistema stesso.

Si esce quindi dal determinismo per entrare nella probabilità.

Ovviamente tutto questo è in discussione scientificamente parlando...ma io lo trovo particolarmente interessante e stimolante, anche solo come stimolo per uscire da una visione deterministica e di linearità che appartiene a mio avviso, al passato (per fortuna) :)
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Capisco, Sorry per l'accenno al video, non ci avevo pensato.

E' una bella visione quella che hai ora. La visione del disordine piu' ordinato che esista. Ed e' un bel salto :)….
io concordo con te che quel video Quello di Mango), quella visione sia particolarmente diffusa. Nel video è esplicitata.
Ma spesso è la stessa cosa ricoperta di fiocchetti e bacetti e amore. Romanticismo, l'epica dell'amore martoriato e sofferto.
Che è poi forse l'amore eterno, quello irraggiungibile.

Lo trovo particolarmente azzeccato come spunto per @Eulero, perchè a quanto descrive la sua donna ha una visione piuttosto simile a quel video.
E, sempre standoa quanto scrive, non riesce ad integrarla in se stessa finendo per portare fuori quel che è dentro.
Che è un modo difensivo che per certi versi dona sollievo, ma non permette di affrontare la spinta interna e abbracciarla, integrandola in sè ed uscendone spezzettata (le varie fughe...dan da pensare).

Non a caso io credo si usi il termine complicato (che etimologicamente significa piegare, avvolgere) e non il termine complesso (che etimologicamente significa abbracciare, comprendere). :)

E' bello quel disordine, sì...a me fa venire in mente la Creazione, intesa come scambio retroattivo fra creazione e distruzione...ogni passaggio presuppone il "distruggere" quello precedente e da quel precedente avanzare alla creazione di un nuovo passaggio..in dinamica
 
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spleen

utente ?
io concordo con te che quel video Quello di Mango), quella visione sia particolarmente diffusa. Nel video è esplicitata. Ma spesso è la stessa cosa ricoperta di fiocchetti e bacetti e amore. Romanticismo, l'epica dell'amore martoriato e sofferto. Che è poi forse l'amore eterno, quello irraggiungibile. Lo trovo particolarmente azzeccato come spunto per @Eulero, perchè a quanto descrive la sua donna ha una visione piuttosto simile a quel video. E, sempre standoa quanto scrive, non riesce ad integrarla in se stessa finendo per portare fuori quel che è dentro. Che è un modo difensivo che per certi versi dona sollievo, ma non permette di affrontare la spinta interna e abbracciarla, integrandola in sè ed uscendone spezzettata (le varie fughe...dan da pensare). Non a caso io credo si usi il termine complicato (che etimologicamente significa piegare, avvolgere) e non il termine complesso (che etimologicamente significa abbracciare, comprendere). :) E' bello quel disordine, sì...a me fa venire in mente la Creazione, intesa come scambio retroattivo fra creazione e distruzione...ogni passaggio presuppone il "distruggere" quello precedente e da quel precedente avanzare alla creazione di un nuovo passaggio..in dinamica
Lo sguardo è importante, lo sguardo sull' altro. Non sono bravo a parlare di queste cose ma personalmente ho passato anni a depurarmi e a "togliere" dal mio sguardo tutte quelle sovrastrutture che vengono dalle nostre aspirazioni, dal nostro concetto di amore, di attaccamento, da quella specie di smania da film sentimentale che ci vendono ogni sacro giorno, da quella pesantezza concettuale che ci porta a legarci alle persone attraverso sguardi filtrati, soprattutto dall' idea di amore come di cosa calata da una specie di divinità e contro la quale sia impossibile combattere. La prova della sua falsità la dà il tempo, quello che magari anni dopo ci fa ricordare e capire l'inutile castello di sentimenti vuoti ed inappropriati che ci ha legato a certe persone e la cecità assoluta che ci ha allontanato da altre. Qualcuno potrebbe obiettare: Allora dove stà il bello di innamorarsi e magari soffrire per amore? Il bello per me è vivere la realtà della scoperta di un'altra persona come una avventura, non godere degli effetti di un legame come se fosse un romanzo. Il bello è "vedere" l'essere umano che ti cammina accanto nella sua interezza e accettare di camminarci ancora insieme, per annusarne l'odore, per toccarlo e per tentare di comunicargli le emozioni che provi, per parlare di te e sapere di lui. Ma spesso vedo che certi amori sono un soliloquio polarizzato, cucito addosso ad una persona-oggetto, ad un feticcio. Non so se mi sono spiegato.... mi sa che oggi sbarello :D
 
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Foglia

utente viva e vegeta
Lo sguardo è importante, lo sguardo sull' altro. Non sono bravo a parlare di queste cose ma personalmente ho passato anni a depurarmi e a "togliere" dal mio sguardo tutte quelle sovrastrutture che vengono dalle nostre aspirazioni, dal nostro concetto di amore, di attaccamento, da quella specie di smania da film sentimentale che ci vendono ogni sacro giorno, da quella pesantezza concettuale che ci porta a legarci alle persone attraverso sguardi filtrati, soprattutto dall' idea di amore come di cosa calata da una specie di divinità e contro la quale sia impossibile combattere. La prova della sua falsità la dà il tempo, quello che magari anni dopo ci fa ricordare e capire l'inutile castello di sentimenti vuoti ed inappropriati che ci ha legato a certe persone e la cecità assoluta che ci ha allontanato da altre. Qualcuno potrebbe obiettare: Allora dove stà il bello di innamorarsi e magari soffrire per amore? Il bello per me è vivere la realtà della scoperta di un'altra persona come una avventura, non godere degli effetti di un legame come se fosse un romanzo. Il bello è "vedere" l'essere umano che ti cammina accanto nella sua interezza e accettare di camminarci ancora insieme, per annusarne l'odore, per toccarlo e per tentare di comunicarci le emozioni, per parlare di te e sapere di lui. Ma spesso vedo che certi amori sono un soliloquio polarizzato, cucito addosso ad una persona-oggetto, ad un feticcio. Non so se mi sono spiegato.... mi sa che oggi sbarello :D
Per me ti sei spiegato benissimo. Alla mia età e' la norma di chi è in cerca.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Lo sguardo è importante, lo sguardo sull' altro. Non sono bravo a parlare di queste cose ma personalmente ho passato anni a depurarmi e a "togliere" dal mio sguardo tutte quelle sovrastrutture che vengono dalle nostre aspirazioni, dal nostro concetto di amore, di attaccamento, da quella specie di smania da film sentimentale che ci vendono ogni sacro giorno, da quella pesantezza concettuale che ci porta a legarci alle persone attraverso sguardi filtrati, soprattutto dall' idea di amore come di cosa calata da una specie di divinità e contro la quale sia impossibile combattere. La prova della sua falsità la dà il tempo, quello che magari anni dopo ci fa ricordare e capire l'inutile castello di sentimenti vuoti ed inappropriati che ci ha legato a certe persone e la cecità assoluta che ci ha allontanato da altre. Qualcuno potrebbe obiettare: Allora dove stà il bello di innamorarsi e magari soffrire per amore? Il bello per me è vivere la realtà della scoperta di un'altra persona come una avventura, non godere degli effetti di un legame come se fosse un romanzo. Il bello è "vedere" l'essere umano che ti cammina accanto nella sua interezza e accettare di camminarci ancora insieme, per annusarne l'odore, per toccarlo e per tentare di comunicarci le emozioni, per parlare di te e sapere di lui. Ma spesso vedo che certi amori sono un soliloquio polarizzato, cucito addosso ad una persona-oggetto, ad un feticcio. Non so se mi sono spiegato.... mi sa che oggi sbarello :D
Mi hai fatto venire in mente questo

[video=youtube;CR6M_sqTVqE]https://www.youtube.com/watch?v=CR6M_sqTVqE[/video]

Sia il video, che trovo evocativo, sia il testo...oltre l'atmosfera...

Credo che la questione dello sguardo sia centrale.
Ma come si fa ad accogliere lo sguardo dell'altro se non si riesce in primis ad accogliere il proprio sguardo?

In alcuni casi, la non accoglienza del proprio sguardo non fa (apparentemente) grossi casini. Anche se produce illusione comunque, solo socialmente accettata.
n altri il risultato è più evidente, o più che altro socialmente è immediatamente rigettato. Perchè non rispetta i canoni dati (di cui parli).

Io trovo la stessa mancanza di sguardo in certe relazioni dove il gioco del potere è implicito e diretto a tutto tranne che all'annusarsi, assaggiarsi, accompagnarsi alla persona reale concedendosi non solo di scoprirla ma di lasciarsi scoprire. Non solo nei desideri ma anche e soprattutto nei non desideri. Accogliendo anche la delusione per certi versi, come appartenente all'umanità di ognuno. E utilizzandola come stimolo alla ricalibrazione delle proprie aspettative, senza scadere nel buttare sull'altro le aspettative mancate.
Ossia onorando il proprio essere, anche nel dolore e nella delusione, nello sconforto e nella disillusione.
Quelle relazioni in cui l'obiettivo è fondamentalmente far quadrare i conti, e si chiama questo amore.

Io penso che l'altro divenga un feticcio quando il feticcio in primis si è noi stessi.

Io sono "svarionata" in questi giorni :D
 
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Vera

Supermod disturbante
Staff Forum
Lo sguardo è importante, lo sguardo sull' altro. Non sono bravo a parlare di queste cose ma personalmente ho passato anni a depurarmi e a "togliere" dal mio sguardo tutte quelle sovrastrutture che vengono dalle nostre aspirazioni, dal nostro concetto di amore, di attaccamento, da quella specie di smania da film sentimentale che ci vendono ogni sacro giorno, da quella pesantezza concettuale che ci porta a legarci alle persone attraverso sguardi filtrati, soprattutto dall' idea di amore come di cosa calata da una specie di divinità e contro la quale sia impossibile combattere. La prova della sua falsità la dà il tempo, quello che magari anni dopo ci fa ricordare e capire l'inutile castello di sentimenti vuoti ed inappropriati che ci ha legato a certe persone e la cecità assoluta che ci ha allontanato da altre. Qualcuno potrebbe obiettare: Allora dove stà il bello di innamorarsi e magari soffrire per amore? Il bello per me è vivere la realtà della scoperta di un'altra persona come una avventura, non godere degli effetti di un legame come se fosse un romanzo. Il bello è "vedere" l'essere umano che ti cammina accanto nella sua interezza e accettare di camminarci ancora insieme, per annusarne l'odore, per toccarlo e per tentare di comunicargli le emozioni che provi, per parlare di te e sapere di lui. Ma spesso vedo che certi amori sono un soliloquio polarizzato, cucito addosso ad una persona-oggetto, ad un feticcio. Non so se mi sono spiegato.... mi sa che oggi sbarello :D
Bello quello che hai scritto. Hai un fratello? :D
 

Foglia

utente viva e vegeta
Mi hai fatto venire in mente questo

[video=youtube;CR6M_sqTVqE]https://www.youtube.com/watch?v=CR6M_sqTVqE[/video]

Sia il video, che trovo evocativo, sia il testo...oltre l'atmosfera...

Credo che la questione dello sguardo sia centrale.
Ma come si fa ad accogliere lo sguardo dell'altro se non si riesce in primis ad accogliere il proprio sguardo?

In alcuni casi, la non accoglienza del proprio sguardo non fa (apparentemente) grossi casini. Anche se produce illusione comunque, solo socialmente accettata.
n altri il risultato è più evidente, o più che altro socialmente è immediatamente rigettato. Perchè non rispetta i canoni dati (di cui parli).

Io trovo la stessa mancanza di sguardo in certe relazioni dove il gioco del potere è implicito e diretto a tutto tranne che all'annusarsi, assaggiarsi, accompagnarsi alla persona reale concedendosi non solo di scoprirla ma di lasciarsi scoprire. Non solo nei desideri ma anche e soprattutto nei non desideri. Accogliendo anche la delusione per certi versi, come appartenente all'umanità di ognuno. E utilizzandola come stimolo alla ricalibrazione delle proprie aspettative, senza scadere nel buttare sull'altro le aspettative mancate.
Ossia onorando il proprio essere, anche nel dolore e nella delusione, nello sconforto e nella disillusione.
Quelle relazioni in cui l'obiettivo è fondamentalmente far quadrare i conti, e si chiama questo amore.

Io penso che l'altro divenga un feticcio quando il feticcio in primis si è noi stessi.

Io sono "svarionata" in questi giorni :D
Io credo che sia anche una questione di anagrafe. Quel feticcio serve semplicemente ad ovviare all'entusiasmo, alla forza mancata. Alla obiettività. E' più duro (e spesso meno consolatorio) mettersi di fronte a uno specchio. Sicché se l'altro non interessa più, si specchia cio' che si vuole e lo specchio può pure andare in frantumi che tanto non è il nostro.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io credo che sia anche una questione di anagrafe. Quel feticcio serve semplicemente ad ovviare all'entusiasmo, alla forza mancata. Alla obiettività. E' più duro (e spesso meno consolatorio) mettersi di fronte a uno specchio. Sicché se l'altro non interessa più, si specchia cio' che si vuole e lo specchio può pure andare in frantumi che tanto non è il nostro.
In che senso una questione di anagrafe?

Sai che non ho capito bene il grassetto?
 

JON

Utente di lunga data
Lo sguardo è importante, lo sguardo sull' altro. Non sono bravo a parlare di queste cose ma personalmente ho passato anni a depurarmi e a "togliere" dal mio sguardo tutte quelle sovrastrutture che vengono dalle nostre aspirazioni, dal nostro concetto di amore, di attaccamento, da quella specie di smania da film sentimentale che ci vendono ogni sacro giorno, da quella pesantezza concettuale che ci porta a legarci alle persone attraverso sguardi filtrati, soprattutto dall' idea di amore come di cosa calata da una specie di divinità e contro la quale sia impossibile combattere. La prova della sua falsità la dà il tempo, quello che magari anni dopo ci fa ricordare e capire l'inutile castello di sentimenti vuoti ed inappropriati che ci ha legato a certe persone e la cecità assoluta che ci ha allontanato da altre. Qualcuno potrebbe obiettare: Allora dove stà il bello di innamorarsi e magari soffrire per amore? Il bello per me è vivere la realtà della scoperta di un'altra persona come una avventura, non godere degli effetti di un legame come se fosse un romanzo. Il bello è "vedere" l'essere umano che ti cammina accanto nella sua interezza e accettare di camminarci ancora insieme, per annusarne l'odore, per toccarlo e per tentare di comunicargli le emozioni che provi, per parlare di te e sapere di lui. Ma spesso vedo che certi amori sono un soliloquio polarizzato, cucito addosso ad una persona-oggetto, ad un feticcio. Non so se mi sono spiegato.... mi sa che oggi sbarello :D
Ti sei spiegato benissimo.
Si tratta di mettere la persona al primo posto, di capire che è la cosa più importante e quindi di non usarla quale mezzo delle proprie aspirazioni o nevrosi. Il risultato altrimenti è quello di opprimere l'altro, se non demolirlo piuttosto, magari, che annientarlo.
 

Eulero

Utente
Ciao, benvenuto :)

Ti stai facendo un bel giro sulle montagne russe. Immagino sia pesante.

Mi ricordi, per certi aspetti, un utente che ogni tanto passa di qui, @Irrisoluto.
Se ti fa piacere, prova a cercare qualche suo 3d. Forse potresti trovarlo interessante.

Quanto a quello che scrivi...cosa intendi per "veramente difficile"?

Posso chiederti se questa relazione è quel che desideri per te?
(non lei. La relazione con lei).
Ciao, grazie Ipazia.

Come ho provato ad accennare, lei ha passato un periodo difficile sul lavoro, che ha avuto ripercussioni pesanti sulla nostra relazione. Quel periodo adesso si è concluso.
In buona sostanza per starle vicino ho dovuto assecondarla, peraltro senza riuscirci, perché in caso contrario mi avrebbe allontanato e non avrei potuto fare nulla. Questo per me è stato veramente difficile, ed ha richiesto un grande sforzo.
 

Foglia

utente viva e vegeta
In che senso una questione di anagrafe?

Sai che non ho capito bene il grassetto?
In effetti è molto poco chiaro. Provo a fare di meglio.

Questione di anagrafe perché ritrovo (a partire da me eh) una mancanza di interesse, oramai, per l'altro in quanto altro da me. Ed è diverso sicuramente dai miei vent'anni. Non sto parlando di desideri (che è ovvio che siano cambiati), ma di modo di approccio. La curiosità la voglia di conoscere l'altro. Non (solo) di usarlo come specchio parziale di me. In questo senso l'altro non mi interessa al di fuori di un ben circoscritto interesse.
Uff... Riprovo. :D
A vent'anni se uno mi interessava mi interessavo a lui.
Oggi non solo seleziono meglio (il che non è male anzi). Oggi tendo a guardare all'altro in termini di parti di me, senza che l'altro ne possa fare parte.

Avviso che tanto per cambiare sono influenzata :D
Seriamente: si capisce? :)
Vedo intorno a me (ma probabilmente sono io per prima) persone che la relazione e'... un interesse per un particolare senza interesse di sviluppi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao, grazie Ipazia.

Come ho provato ad accennare, lei ha passato un periodo difficile sul lavoro, che ha avuto ripercussioni pesanti sulla nostra relazione. Quel periodo adesso si è concluso.
In buona sostanza per starle vicino ho dovuto assecondarla, peraltro senza riuscirci, perché in caso contrario mi avrebbe allontanato e non avrei potuto fare nulla. Questo per me è stato veramente difficile, ed ha richiesto un grande sforzo.
Ciao, prego :)

Posso chiederti se "fa parte di te" assecondare?
E quale è il prezzo che sei disposto a pagare, nell'assecondare?

Immagino sia stato un grande sforzo.
Anche perchè, assecondare non è esattamente la stessa cosa che "starsi vicini"...e la condizione sine qua non per la vicinanza è l'accettazione di tutta una serie di cose. In primis il bisogno della vicinanza che viene offerta.

Da come scrivi, mi sembra che la tua lei, non sia una specialista nel riconoscimento di quel bisogno (per quanto, stando sempre a quanto scrivi, lo voglia)...e finisca per fare terra bruciata proprio quando quel suo bisogno trova riconoscimento prima ancora che risposta...sbaglio?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
In effetti è molto poco chiaro. Provo a fare di meglio.

Questione di anagrafe perché ritrovo (a partire da me eh) una mancanza di interesse, oramai, per l'altro in quanto altro da me. Ed è diverso sicuramente dai miei vent'anni. Non sto parlando di desideri (che è ovvio che siano cambiati), ma di modo di approccio. La curiosità la voglia di conoscere l'altro. Non (solo) di usarlo come specchio parziale di me. In questo senso l'altro non mi interessa al di fuori di un ben circoscritto interesse.
Uff... Riprovo. :D
A vent'anni se uno mi interessava mi interessavo a lui.
Oggi non solo seleziono meglio (il che non è male anzi). Oggi tendo a guardare all'altro in termini di parti di me, senza che l'altro ne possa fare parte.

Avviso che tanto per cambiare sono influenzata :D
Seriamente: si capisce? :)
Vedo intorno a me (ma probabilmente sono io per prima) persone che la relazione e'... un interesse per un particolare senza interesse di sviluppi.
Grazie per aver rispiegato (tranquilla...io sono di nuovo con antidolorifici e antinfiammatori addosso e sono ben poco lucida:facepalm::carneval:)

Ora vado a pranzo, poi con calma ti rispondo. Sollevi una cosa interessante.
Che credo di aver capito adesso.

Poi magari mi dici se ho capito per davvero :D

(vai di echinacea...oltre al resto):)
 
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