Me la sono cercata ...

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Leda

utente Olimpi(c)a
Bhe come potevo rimanere bene? È umano no. Lo dici pure tu. ho detto che non volevo che gli rimanesse un rimorso per qualcosa o qulacuno. Ha voluto sentirsi padrona di scegliere da sola, ha voluto andarci senza che fossi io a dirgli che sono cambiato e lei crederci. Ha scopato? Non ha scopato? Non lo saprò mai. Ma adesso dice che è stata una gran cazzata andarci. Vero? Non vero? Vedremo. Ma almeno si sente a posto e in qualche modo abbiamo riequilibrato le colpe e torti. Mettiamola cosi. Siamo ai nastri di partenza. Rimettiamo le cose a posto dentro di noi e nella coppia, chiariamoci per bene e vediamo. Questo e' il mio pensiero.
Approvato! E in bocca al lupo! :up:
 

sienne

lucida-confusa
Ciao sienne, sì sono d'accordo... io mi riferivo all'esserci rimasto male che lei comunque è andata a vedere...

La bolla... cavolo... la bolla... :unhappy:

Ciao Lola

scusa ... :) ...

un abbraccio ... si dissolverà anche da te ...

sienne
 

lolapal

Utente reloaded

Sole

Escluso
Ho trovato questo vostro scambio di post molto interessante e infondo ci ho visto un pò della mia vita.Mi permetto di aggiungere una cosa:sono cresciuto,e sono diventato un uomo quando ho capito che a sbagliare ero io,ogni errore è stato un tratto di crescita,sono cresciuto tanto e tanto ancora crescerò.
Caro Oscuro, il detto 'sbagliando si impara' è molto vero nella sua semplicità.

Io sono diventata donna quando ho smesso di aver bisogno di sentirmi perfetta. Quando mi sono arresa al fatto che anch'io, come tutti, faccio le mie cazzate. E quando ho imparato ad ammetterlo senza nascondermi, né a me stessa, né agli altri.

Quindi so di cosa parli.

Sai cosa mi risulta difficile da accettare? Il senso di solitudine che tutto questo crescere si porta dietro. La consapevolezza di saper fare del male, la fragilità che si prova quando lo stesso male si riceve... tutto questo pesa.
Penso che le crisi rendano più forti, è vero. Ma anche un po' più soli.

Comunque concordo anche sul fatto che non si smette mai di crescere. Guai a sentirsi 'imparati'!
 

Sole

Escluso
Bhe come potevo rimanere bene? È umano no. Lo dici pure tu. ho detto che non volevo che gli rimanesse un rimorso per qualcosa o qulacuno. Ha voluto sentirsi padrona di scegliere da sola, ha voluto andarci senza che fossi io a dirgli che sono cambiato e lei crederci. Ha scopato? Non ha scopato? Non lo saprò mai. Ma adesso dice che è stata una gran cazzata andarci. Vero? Non vero? Vedremo. Ma almeno si sente a posto e in qualche modo abbiamo riequilibrato le colpe e torti. Mettiamola cosi. Siamo ai nastri di partenza. Rimettiamo le cose a posto dentro di noi e nella coppia, chiariamoci per bene e vediamo. Questo e' il mio pensiero.
Mi sembra un'ottima prospettiva questa :)
 

oscuro

Utente di lunga data
Si

Caro Oscuro, il detto 'sbagliando si impara' è molto vero nella sua semplicità.

Io sono diventata donna quando ho smesso di aver bisogno di sentirmi perfetta. Quando mi sono arresa al fatto che anch'io, come tutti, faccio le mie cazzate. E quando ho imparato ad ammetterlo senza nascondermi, né a me stessa, né agli altri.

Quindi so di cosa parli.

Sai cosa mi risulta difficile da accettare? Il senso di solitudine che tutto questo crescere si porta dietro. La consapevolezza di saper fare del male, la fragilità che si prova quando lo stesso male si riceve... tutto questo pesa.
Penso che le crisi rendano più forti, è vero. Ma anche un po' più soli.

Comunque concordo anche sul fatto che non si smette mai di crescere. Guai a sentirsi 'imparati'!
Verissimo,poi bisogna fare i conti con quel senso di solitudine,magari non fisica,incominci a cambiare a capire,mentre chi ti sta intorno continua a pensare che il problema sono gli altri,la colpa è degli altri,e rimangono inevitabilmente quello che sono.Diciamocelo la nostra è una generazione di merda,siamo circondati da bambinoni e bimbette di 40-50 anni che hanno solo diritti e nessun dovere,atteggiamenti e comportamenti infantili,nessun senso di responsabilità,ripicche,ripicchette,una corsa all'essere più furbo dove alla fine perdono tutti.
 

sienne

lucida-confusa
Verissimo,poi bisogna fare i conti con quel senso di solitudine,magari non fisica,incominci a cambiare a capire,mentre chi ti sta intorno continua a pensare che il problema sono gli altri,la colpa è degli altri,e rimangono inevitabilmente quello che sono.Diciamocelo la nostra è una generazione di merda,siamo circondati da bambinoni e bimbette di 40-50 anni che hanno solo diritti e nessun dovere,atteggiamenti e comportamenti infantili,nessun senso di responsabilità,ripicche,ripicchette,una corsa all'essere più furbo dove alla fine perdono tutti.

Ciao

mmhhh ... in effetti, è una generazione che ha in parte questa caratteristica.
mi sembrano a volte, dei bidoni senza fondo ... non basta mai, tutto è dovuto.
ma sono quelli che vedi e che si fanno vedere ... ma c'è altro.

Gli altri, e sono tanti ... non si vedono ... perché fanno i cavoli loro.
Si orientano ad altre cose ... e di conseguenza si trovano non so dove ...
Ma ci sono ...

sienne
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Ciao

mmhhh ... in effetti, è una generazione che ha in parte questa caratteristica.
mi sembrano a volte, dei bidoni senza fondo ... non basta mai, tutto è dovuto.
ma sono quelli che vedi e che si fanno vedere ... ma c'è altro.

Gli altri, e sono tanti ... non si vedono ... perché fanno i cavoli loro.
Si orientano ad altre cose ... e di conseguenza si trovano non so dove ...
Ma ci sono ...

sienne
Ti quoto Sienne.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Verissimo,poi bisogna fare i conti con quel senso di solitudine,magari non fisica,incominci a cambiare a capire,mentre chi ti sta intorno continua a pensare che il problema sono gli altri,la colpa è degli altri,e rimangono inevitabilmente quello che sono.Diciamocelo la nostra è una generazione di merda,siamo circondati da bambinoni e bimbette di 40-50 anni che hanno solo diritti e nessun dovere,atteggiamenti e comportamenti infantili,nessun senso di responsabilità,ripicche,ripicchette,una corsa all'essere più furbo dove alla fine perdono tutti.
Anche pensare che la nostra è una generazione di merda e che noi siamo gli unici ad aver avuto un certo percorso di vita e a capirci qualcosa è identificare il problema negli altri, oscuro.
 

sienne

lucida-confusa
Anche pensare che la nostra è una generazione di merda e che noi siamo gli unici ad aver avuto un certo percorso di vita e a capirci qualcosa è identificare il problema negli altri, oscuro.

Ciao

anche questo è vero ... :smile:

penso, che questo sentire si riallaccia da una parte al nostro periodo - l'accento sull'individualità.
e di conseguenza, ciò porta a quelle sensazioni di solitudine.

tutto ha un prezzo ...

la solitudine, non è una cosa negativa.
cioè, alcune cose si condividono altre meno e altre ancore proprio no.
se accettiamo, che si condivide solo questo aspetto con quella persona e
questo aspetto con l'altra ... va benissimo. è illusorio secondo me credere,
di poter condividere tutto con una persona sola ... se ci si aggrappa a ciò,
si è terribilmente soli, poiché si gioca sul tutto o niente.

credo ... mah ... questa è la mia strategia ...

sienne
 

lolapal

Utente reloaded
Verissimo,poi bisogna fare i conti con quel senso di solitudine,magari non fisica,incominci a cambiare a capire,mentre chi ti sta intorno continua a pensare che il problema sono gli altri,la colpa è degli altri,e rimangono inevitabilmente quello che sono.Diciamocelo la nostra è una generazione di merda,siamo circondati da bambinoni e bimbette di 40-50 anni che hanno solo diritti e nessun dovere,atteggiamenti e comportamenti infantili,nessun senso di responsabilità,ripicche,ripicchette,una corsa all'essere più furbo dove alla fine perdono tutti.
Sono d'accordo: generazione di bambini cresciuti, capricciosi e inaffidabili, ma, a mio modesto avviso, conseguenza dell'avere alle spalle una generazione di genitori che non vogliono assolutamente mollare, che a quasi ottant'anni ancora vogliono avere in mano la situazione, che non si fidano delle capacità, anzi, non riconoscono le capacità della generazione che hanno generato loro stessi. Dobbiamo cercare di rimediare attraverso i nostri figli.
Non voglio fare di tutta l'erba un fascio, sicuramente ci sono persone della nostra generazione che lottano contro questo e che, come dice Chiara, hanno avuto il coraggio di fare un percorso di vita diverso. Però, anche loro (noi) fanno i conti tutti i giorni con la realtà...
 

Ultimo

Escluso
Caro Oscuro, il detto 'sbagliando si impara' è molto vero nella sua semplicità.

Io sono diventata donna quando ho smesso di aver bisogno di sentirmi perfetta. Quando mi sono arresa al fatto che anch'io, come tutti, faccio le mie cazzate. E quando ho imparato ad ammetterlo senza nascondermi, né a me stessa, né agli altri.

Quindi so di cosa parli.

Sai cosa mi risulta difficile da accettare? Il senso di solitudine che tutto questo crescere si porta dietro. La consapevolezza di saper fare del male, la fragilità che si prova quando lo stesso male si riceve... tutto questo pesa.
Penso che le crisi rendano più forti, è vero. Ma anche un po' più soli.

Comunque concordo anche sul fatto che non si smette mai di crescere. Guai a sentirsi 'imparati'!
Verissimo,poi bisogna fare i conti con quel senso di solitudine,magari non fisica,incominci a cambiare a capire,mentre chi ti sta intorno continua a pensare che il problema sono gli altri,la colpa è degli altri,e rimangono inevitabilmente quello che sono.Diciamocelo la nostra è una generazione di merda,siamo circondati da bambinoni e bimbette di 40-50 anni che hanno solo diritti e nessun dovere,atteggiamenti e comportamenti infantili,nessun senso di responsabilità,ripicche,ripicchette,una corsa all'essere più furbo dove alla fine perdono tutti.
Sono d'accordo con voi. E alla fine cosa insegna tutto ciò? Forse a isolarsi per rendersi più forti? così isolandoti accetti situazioni che prima non andavano bene, e questo forse accade perchè pensiamo, crediamo, di avere una marcia in più. Ma la marcia in più prima, non credevamo di averla?
E sempre alla fine allora cosa ne esce fuori? che stiamo bene ma che abbiamo in tasca quello che eravamo o siamo ?ben nascosti dentro noi stessi?

Forse e ripeto forse, la sciallanza che non si trasformi in borghesia e ti fa apparire una persona comune ( anche se comune lo siamo tutti, ma nessuno o quasi pensa di esserlo) deve farti vivere al 100% ogni attimo della vita preoccupandosi soltanto di dare il massimo di se stessi. Il resto non conta se non nel momento in cui hai timore di qualcosa.
 

sienne

lucida-confusa
Sono d'accordo: generazione di bambini cresciuti, capricciosi e inaffidabili, ma, a mio modesto avviso, conseguenza dell'avere alle spalle una generazione di genitori che non vogliono assolutamente mollare, che a quasi ottant'anni ancora vogliono avere in mano la situazione, che non si fidano delle capacità, anzi, non riconoscono le capacità della generazione che hanno generato loro stessi. Dobbiamo cercare di rimediare attraverso i nostri figli.
Non voglio fare di tutta l'erba un fascio, sicuramente ci sono persone della nostra generazione che lottano contro questo e che, come dice Chiara, hanno avuto il coraggio di fare un percorso di vita diverso. Però, anche loro (noi) fanno i conti tutti i giorni con la realtà...

Ciao

non so ... la storia si ripete di continuo ...

Già Esiodo, come anche Socrate ... dicevano la stessa cosa.
Gioventù, inaffidabile ...

sienne
 

lolapal

Utente reloaded
Ciao

anche questo è vero ... :smile:

penso, che questo sentire si riallaccia da una parte al nostro periodo - l'accento sull'individualità.
e di conseguenza, ciò porta a quelle sensazioni di solitudine.

tutto ha un prezzo ...

la solitudine, non è una cosa negativa.
cioè, alcune cose si condividono altre meno e altre ancore proprio no.
se accettiamo, che si condivide solo questo aspetto con quella persona e
questo aspetto con l'altra ... va benissimo. è illusorio secondo me credere,
di poter condividere tutto con una persona sola ... se ci si aggrappa a ciò,
si è terribilmente soli, poiché si gioca sul tutto o niente.

credo ... mah ... questa è la mia strategia ...

sienne
Quello che dici, sienne, mi tocca molto profondamente. Un'illusione, tu dici, credere di poter creare una propria isola a due dove tutto è condiviso e si crea, in un certo senso, una dipendenza reciproca che potrebbe anche farla affondare, l'isola...
Illusione credere che si possa essere felici con quello che si ha...

Ragazzi, che momento di m...a!
 

lolapal

Utente reloaded
Sono d'accordo con voi. E alla fine cosa insegna tutto ciò? Forse a isolarsi per rendersi più forti? così isolandoti accetti situazioni che prima non andavano bene, e questo forse accade perchè pensiamo, crediamo, di avere una marcia in più. Ma la marcia in più prima, non credevamo di averla?
E sempre alla fine allora cosa ne esce fuori? che stiamo bene ma che abbiamo in tasca quello che eravamo o siamo ?ben nascosti dentro noi stessi?

Forse e ripeto forse, la sciallanza che non si trasformi in borghesia e ti fa apparire una persona comune ( anche se comune lo siamo tutti, ma nessuno o quasi pensa di esserlo) deve farti vivere al 100% ogni attimo della vita preoccupandosi soltanto di dare il massimo di se stessi. Il resto non conta se non nel momento in cui hai timore di qualcosa.
Sì, fare affidamento su noi stessi, ma se questo ci rendesse ciechi alla realtà?
 

Leda

utente Olimpi(c)a
Quello che dici, sienne, mi tocca molto profondamente. Un'illusione, tu dici, credere di poter creare una propria isola a due dove tutto è condiviso e si crea, in un certo senso, una dipendenza reciproca che potrebbe anche farla affondare, l'isola...
Illusione credere che si possa essere felici con quello che si ha...

Ragazzi, che momento di m...a!
:)

Mi piaci molto, Lolapal.
 

lolapal

Utente reloaded

sienne

lucida-confusa
Quello che dici, sienne, mi tocca molto profondamente. Un'illusione, tu dici, credere di poter creare una propria isola a due dove tutto è condiviso e si crea, in un certo senso, una dipendenza reciproca che potrebbe anche farla affondare, l'isola...
Illusione credere che si possa essere felici con quello che si ha...

Ragazzi, che momento di m...a!

Ciao

no no no ... non leggermi, se non ti fa bene! :unhappy: ... scusa!

Ora spiego cosa intendo.
L'amore tra due persone è una cosa bellissima.
Ma non è, secondo me, una condizione necessaria per stare bene.
Se così fosse, allora lo stare bene, non dipenderebbe più da noi,
ma nella fortuna di trovare qualcuno che ci corrisponde.

Se parti, invece, che è necessaria ... diventa dominante nei tuoi
pensieri, nel ricercare, nel desiderare ecc. e qui, secondo me,
si inizia a fare dei merletti, che portano a quella visione distorta
di un "romanticismo" non reale ... e con il tempo, a problemi.
Non so, a volte leggendo qui, mi sembra come una droga ...
questo ricercare o aggrapparsi a questa "idea" ...

Direi, di apprezzare ciò che si ha. Di vederlo, di valorizzarlo ecc.
ma non idealizzarlo. Non credo all'immagine della seconda metà.
Credo, che anche se opposti, o uguali o che ne so io, ma la chimica
è quella giusta ... assieme si può aprire una grandissima dimensione,
rimanendo un io e un te.

solo miei pensieri distorti forse ...
ma ognuno se la canta come meglio ci riesce ...

sienne
 

Ultimo

Escluso
Sì, fare affidamento su noi stessi, ma se questo ci rendesse ciechi alla realtà?
Perchè pensi che fare affidamento su noi stessi possa rendere ciechi alla realtà?

E viceversa, fare affidamento su gli altri, perchè dovrebbe aprire gli occhi rispetto al far affidamento su se stessi.

Credo che la ricerca comune di un obiettivo sia naturale e fisiologico in coppia, ( salutare crearsi anche degli spazi propri, nella coppia consolidata) .
 

Ultimo

Escluso
Ciao

no no no ... non leggermi, se non ti fa bene! :unhappy: ... scusa!

Ora spiego cosa intendo.
L'amore tra due persone è una cosa bellissima.
Ma non è, secondo me, una condizione necessaria per stare bene.
Se così fosse, allora lo stare bene, non dipenderebbe più da noi,
ma nella fortuna di trovare qualcuno che ci corrisponde.

Se parti, invece, che è necessaria ... diventa dominante nei tuoi
pensieri, nel ricercare, nel desiderare ecc. e qui, secondo me,
si inizia a fare dei merletti, che portano a quella visione distorta
di un "romanticismo" non reale ... e con il tempo, a problemi.
Non so, a volte leggendo qui, mi sembra come una droga ...
questo ricercare o aggrapparsi a questa "idea" ...

Direi, di apprezzare ciò che si ha. Di vederlo, di valorizzarlo ecc.
ma non idealizzarlo. Non credo all'immagine della seconda metà.
Credo, che anche se opposti, o uguali o che ne so io, ma la chimica
è quella giusta ... assieme si può aprire una grandissima dimensione,
rimanendo un io e un te.

solo miei pensieri distorti forse ...
ma ognuno se la canta come meglio ci riesce ...

sienne
Quotazzo.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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