Quest'anno abbiamo visto tante coppie di nostri amici finire.
Tutti nella stessa maniera.
Incomprensioni, l'altro che opprime, la necessità degli spazi, la mancanza di brividi - facile confondere l'innamoramento con l'amore - il tradimento.
Tutte finite allo stesso modo perché in tutti si sono applicati i soliti comportamenti, le solite deduzioni.
Mi tradisce? Aut-aut, me o lui/lei.
Prima di qui ho letto altri forum, e tutti o quasi concludevano: se ti tradisce una donna è perché non ti ama più, se lo fa un uomo è per la sua natura.
La fiera delle ovvietà, l'impero dell'orgoglio. Mi ha tradito? Vergogna sia a lei. E poi?
Cosa resta?
Ovvio che in una lunga vita di coppia ci si imbatta in difficoltà. Sfido chiunque a credere che sia una passeggiata stare insieme alla stessa persona tutta una vita, condividendo anche la noia, il dolore, le malattie, i problemi.
Lavare i piatti, pulire la casa, portare i figli alle feste dell'oratorio non sono propriamente attività afrodisiache.
Non lo è alzarsi presto tutte le mattine e passare tutto il giorno a lavorare, tornare a casa stanchi, guardarsi in faccia a cena cercando di essere al contempo moglie marito mamma papà.
Per riuscire a farlo bisogna crederci, e volerlo.
E cercare di capire l'altro. Tutti sbagliamo, e un errore quando si è una coppia lo si deve comprendere insieme perché non è mai esclusivo di uno solo dei due.
Questo impone il dialogo, e pensare che l'altro individuo che è con te ed è destinato a invecchiare al tuo fianco ha delle esigenze, dei problemi, una sua vita.
Io ho scelto di uscire dagli schemi, che hanno fatto fallire tutti gli altri matrimoni e le coppie che conosciamo.
Il mio obiettivo non era chiudere qui. Non mi interessa affatto.