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spleen

utente ?
Penso che a scuola si debba pensare innanzitutto a "formare" gli studenti,in modo tale che poi - autonomamente - provvedano loro stessi a "filtrare" le informazioni da acquisire. Penso sia difficile insegnare a distinguere la qualità delle informazioni,essendo alla fine tutto basato sul metro di giudizio personale di uno o più insegnanti. In termini concreti penso - a mio modesto avviso - che resti un'utopia ( basti pensare ai condizionamenti "esterni" ) sin tanto che chi "richiede" informazioni abbia conoscenze di base tali da permettergli di approfondire e valutare il responso/risposta dal web.
Non mi sono spiegato bene, vedo.
Non credo che si possa affermare che è valido tutto e anche il suo contrario.
Nerone e le equazioni di terzo grado non sono alla stregua del gossip su Loredana Lecciso e Al Bano per capirci. (Non ho niente contro la famiglia Carrisi eh :D).
"Formare" è dare strumenti per distinguere. Distinguere anche il "peso" delle info, secondo me, pur nella pluralità delle formazioni degli insegnanti.
Internet trabocca di info che nascondono dietrologie senza senso e senza prova, irrilevanti, ed è più facile talvolta imbattersi in adolescenti edotti in emerite stronzate che consapevoli di quello che li circonda.
Il tutto giocato sul "fascino misterioso" delle stronzate di cui sopra e sulla scarsa capacità di insegnati e famiglie di educare.
Poi c' è la faccenda delle "competenze" ma questa è un'altro argomento che ci porterebbe forse distanti.
 
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brenin

Utente
Staff Forum
Non mi sono spiegato bene, vedo.
Non credo che si possa affermare che è valido tutto e anche il suo contrario.
Nerone e le equazioni di terzo grado non sono alla stregua di Loredana Lecciso e Al Bano per capirci. (Non ho niente contro la famiglia Carrisi eh :D).
"Formare" è dare strumenti per distinguere. Distinguere anche il "peso" delle info, secondo me, pur nella pluralità delle formazioni degli insegnanti.
Internet trabocca di info che nascondono dietrologie senza senso e senza prova, irrilevanti, ed è più facile talvolta imbattersi in adolescenti edotti in emerite stronzate che consapevoli di quello che li circonda.
Il tutto giocato sul "fascino misterioso" delle stronzate di cui sopra e sulla scarsa capacità di insegnati e famiglie di educare.
Poi c' è la faccenda delle "competenze" ma questa è un'altro argomento che ci porterebbe forse distanti.
Ci siamo capiti,il mio intervento era - molto in sottointeso - effettivamente legato alle reali "competenze" di chi dovrebbe adempiere a tale compito nella scuola.
 

feather

Utente tardo
Umberto Eco teorizzò anni or sono, per la società contemporanea, una sorta di paradosso di “eccesso di informazioni” dove il vero problema non sta nella capacità di assimilazione individuale di informazioni e tecnologia ma nell’ acquisire la capacità di discernere -quali – informazioni siano veramente rilevanti ed importanti. (Dunque una questione qualitativa e non quantitativa). Spulciando in internet, dove confluiscono le info ma anche la merda dell’ informazionie mondiale, senza togliere nulla al mezzo, non posso che ammettere che aveva ragione. Ecco perché il ruolo della scuola oggi si è fatto più importante, a scuola si dovrebbe insegnare a distinguere la qualità delle informazioni che riceviamo.
È già così da un bel po'.
E infatti la scuola fatica moltissimo ad adattarsi.
E pure gli studenti s'è per questo.

La prima considerazione, pur condivisibile, non ho capito cosa c'entri.
Ma sono col cell in treno, potrei aver letto troppo di corsa.
 

spleen

utente ?
È già così da un bel po'.
E infatti la scuola fatica moltissimo ad adattarsi.
E pure gli studenti s'è per questo.

La prima considerazione, pur condivisibile, non ho capito cosa c'entri.
Ma sono col cell in treno, potrei aver letto troppo di corsa.
Anche niente.
Mi sembrava solo che parlando di assimilazione tecnologica si dovrebbe tener presente che ognuno e la società in generale, fa' proprie quelle che ritiene indispensabili in quel momento.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Non mi pare sia possibile una cosa del genere. Se nessuno progetta frigoriferi, non avrai più frigoriferi da riparare.
Ma infatti quella del frigo era per svaccare il thread. Io penso dall'inizio della discussione allo sviluppo software. Ad ambienti che nascono e muoiono troppo velocemente per poter essere esplorati o anche semplicemente conosciuti a fondo, esperiti. Con la necessaria formazione di eserciti di programmatori che non possono non fare i conti con scelte spesso vincolate da tempi strettissimi e che possono rivelarsi enormemente fallimentari in termini di economia professionale.
 

giorgiocan

Utente prolisso
indispensabili in quel momento.
Ecco, questo è buona parte del problema. Il fattore tempo, che determina l'accelerazione. Un bimbo oggi "apprende" a 5 anni una tecnologia che sarà obsoleta e inutilizzata quando ne avrà 8. Occorre che provi ad enumerare tutte le implicazioni di questa immagine? Perchè sono così tante, se provate ad assumere vari punti di vista, immaginando che lo stesso fenomeno possa toccare ogni aspetto dell'efficienza e capacità di adattamento di una società sempre più legata a tecnologie sempre più caduche...che non intendo farlo gratis! ;)
 

spleen

utente ?
Ci sono anche persone che passano più tempo ad aggiornare il loro profilo FB che non ad interagire con gli altri. :D

Altri ancora a smanettare su programmi che non utilizzeranno mai, dovremmo anche trovare una definizione di "utile" perchè talvolta cose che a prima vista non servono sono un allenamento della mente.

Sopravvivono nella giungla delle idee, e dei prodotti culturali solo quelli che sono più adatti e utili, una sorta di "selezione naturale" darwiniana aplicata alla cultura umana.
 

feather

Utente tardo
Ma infatti quella del frigo era per svaccare il thread. Io penso dall'inizio della discussione allo sviluppo software. Ad ambienti che nascono e muoiono troppo velocemente per poter essere esplorati o anche semplicemente conosciuti a fondo, esperiti. Con la necessaria formazione di eserciti di programmatori che non possono non fare i conti con scelte spesso vincolate da tempi strettissimi e che possono rivelarsi enormemente fallimentari in termini di economia professionale.
Come direbbe spleen "due considerazioni":

a. I software e molte tecnologie in genere sono semplicemente troppo complesse per poterle comprendere nel dettaglio. Non è semplicemente previsto che tu possa conoscere Exchange (per fare un esempio) inside out. Forse se fai solo quello di mestiere..
Il software lo usi e lo amministri, non ci vai a spulciare i dettagli.
Se sei sviluppatore conosci a fondo il modulo che stai sviluppando, non tutto il pacchetto.

b. Devi appunto assorbire velocemente -quello che ti serve-. È inutile che ti studi Exchange 2010 dll per dll quando in 3 anni ci sarà Exchange 2013.
È appunto il filtrare le informazioni rilevanti di cui si parlava prima. È cambiato il modo di assorbire la conoscenza.
Che dato che nel 2015 è vastissima e il nostro cervello invece è rimasto lento uguale dovrà per forza essere parziale. E da cui l'esigenza sempre maggiore di lavorare in team di persone sempre più grandi con competenze diverse.
Il Leonardo Da Vinci che si progetta un elicottero da solo, semplicemente non è più possibile oggi.

E non sono così convinto come lo sei tu, che questo sia per forza un male. Io ci vedo grandi opportunità.
 

brenin

Utente
Staff Forum
Come direbbe spleen "due considerazioni":

a. I software e molte tecnologie in genere sono semplicemente troppo complesse per poterle comprendere nel dettaglio. Non è semplicemente previsto che tu possa conoscere Exchange (per fare un esempio) inside out. Forse se fai solo quello di mestiere..
Il software lo usi e lo amministri, non ci vai a spulciare i dettagli.
Se sei sviluppatore conosci a fondo il modulo che stai sviluppando, non tutto il pacchetto.

b. Devi appunto assorbire velocemente -quello che ti serve-. È inutile che ti studi Exchange 2010 dll per dll quando in 3 anni ci sarà Exchange 2013.
È appunto il filtrare le informazioni rilevanti di cui si parlava prima. È cambiato il modo di assorbire la conoscenza.
Che dato che nel 2015 è vastissima e il nostro cervello invece è rimasto lento uguale dovrà per forza essere parziale. E da cui l'esigenza sempre maggiore di lavorare in team di persone sempre più grandi con competenze diverse.
Il Leonardo Da Vinci che si progetta un elicottero da solo, semplicemente non è più possibile oggi.

E non sono così convinto come lo sei tu, che questo sia per forza un male. Io ci vedo grandi opportunità.
Concordo,oltre al "problema" progettazione,subentra poi,ad esempio, il "problema" materiali da impiegare nella costruzione/realizzazione del progetto ( la cui scelta viene condizionata dai costi). Penso sia inevitabile il lavoro di gruppo,le competenze specifiche richieste sono tali che - ritengo - non si possa più "derogare" da questa regola. Esempio molto banale la Formula 1 ai tempi dell'ing. Forghieri e quella attuale.....
 

spleen

utente ?
Saper lavorare in gruppo è sempre più necessario.
Ci sono degli autentici geni ....... assolutamente incapaci di lavorare in gruppo e che sprecano perciò inutilmente le loro capacità senza riuscire a concretizzare nulla di buono.
Il vero problema è saper gestire il gruppo e le potenzialità delle persone al massimo, tenendo conto dell 'indole e delle competenze acquisite da ciascuno. E' su questo che anche economicamente ci stiamo giocando il futuro, vista la preparazione scarsa e approsimativa di certa managerialità italica.
 

JON

Utente di lunga data
Caro George, non è più come quando eri piccolo, è anche molto prima di allora, che ti bastava smontare qualcosa è capire come fosse fatta. Allora ne avevi i tempo e le possibilità.

La tua curiosità ti fa onore, ma la pretesa di riuscire a sviscerare una qualsiasi cosa è troppo per chiunque. Effettivamente eravamo più intelligenti un tempo, nel senso del rapporto tra conoscenze e capacità personali.

Il fatto è che negli ultimi decenni la tecnologia ha fatto si che le conoscenze venissero spalmate su una sorta di memoria umana condivisa e a permettere tutto questo sono state proprio le tecnologie, nella fattispecie quelle di comunicazione che hanno reso tutti capaci di sfruttarle e non tutti capaci di comprenderle fino in fondo. Diciamo che di buono però danno la possibiltà a tutti di accedere alla conoscenza.

Hai presente Star Trek? Hai presente i Borg? Dove la collettività assume un senso a scapito della singolarità?

PS: un tempo se ti impegnavi potevi pensare pure di ripararti la macchina, oggi nemmeno se t'ammazzi....però godiamo di tante comodità e sofisticherie. In quanto al termine che cerchi, non ho la più pallida idea. Certo che te ne fai di pippe....mo' m'hai messo pure stoio tarlo.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Caro George, non è più come quando eri piccolo, è anche molto prima di allora, che ti bastava smontare qualcosa è capire come fosse fatta. Allora ne avevi i tempo e le possibilità.

[...]

Hai presente Star Trek? Hai presente i Borg? Dove la collettività assume un senso a scapito della singolarità?

[...]

Certo che te ne fai di pippe....mo' m'hai messo pure stoio tarlo.
Fa piacere che mi leggi. Lo faccio anch'io. ;)

E per una volta il tarlo a me l'ha messo un amico, chiacchierando innanzi al fiume. Piacere mio d'avertelo attaccato, comunque! :p

"Voi sarete assimilati, la resistenza è inutile!" [cit.]
 
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