vorrei però sapere a che livello di sensibilità siamo se non distinguiamo la differenza tra un primo piano di un pene a luce da camera operatoria rispetto ad un flou ,un controluce o una silohuette.per la mia visione delle cose siamo nella volgarità , contrario di bellezza , ergo non cultura. non cultura perché non mi insegna nulla anzi mi abbrutisce
ciao, premetto che non è mia intenzione farti cambiare idea, non sopporti la pornografia e
con tutta probabilità hai ragione tu, specie se si pensa all'attuale scivolamento verso l'apologia del sesso violento
e la "bassa macelleria", assolutamente distante dai prodotti anni '70 (Moana Pozzi tanto per capirci).
vorrei solo dirti che col tempo, cambiano i gusti e i costumi sociali: un film come Ultimo Tango
a Parigi non solo negli anni 70 era VM18, ma venne anche denunciato da qualche associazione di
ultracattolici o di casti&puri, ora non ricordo bene, per una scena - una singola scena - di sesso anale.
Un film come quello oggi va sorridere oppure emozionare, rispetto a quello che si vede in giro.
Una regista come Erika Lust, mi sono ricordato il nome tramite google, è una tale giustamente
insoddisfatta del porno tradizionale, perciò si è messa a girare lei dei film, in cui non si indugia
(particolare che irrita i più) su fissazioni ginecologiche, ma su preliminari, sensualità,ed altre cose.
indugia sui corpi, femminili o maschili, ovviamente sceglie attrici o attori che hanno il fisico per farlo,
mica la sora cesira o cetto la qualunque,
e personalmente mi sento di dire che il porno inserito in quel particolare contesto,
depurato da sconce bassezze o da altri particolari orripilanti, può essere un fatto culturale.
Può essere addirittura arte, da non confondere però con l'erotismo che è un'altra cosa.
Non abbrutisce, insomma, per usare le tue pertinenti parole.