Pornagrafia e cultura

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vorrei però sapere a che livello di sensibilità siamo se non distinguiamo la differenza tra un primo piano di un pene a luce da camera operatoria rispetto ad un flou ,un controluce o una silohuette.per la mia visione delle cose siamo nella volgarità , contrario di bellezza , ergo non cultura. non cultura perché non mi insegna nulla anzi mi abbrutisce
E la soggettività?

Dici quindi che personaggi di un certo calibro quando si parla di cultura siano tutti d'accordo cosa sia bello e cosa no?

Ho letto "per la tua visione delle cose"
 

Gian

Escluso
vorrei però sapere a che livello di sensibilità siamo se non distinguiamo la differenza tra un primo piano di un pene a luce da camera operatoria rispetto ad un flou ,un controluce o una silohuette.per la mia visione delle cose siamo nella volgarità , contrario di bellezza , ergo non cultura. non cultura perché non mi insegna nulla anzi mi abbrutisce

ciao, premetto che non è mia intenzione farti cambiare idea, non sopporti la pornografia e
con tutta probabilità hai ragione tu, specie se si pensa all'attuale scivolamento verso l'apologia del sesso violento
e la "bassa macelleria", assolutamente distante dai prodotti anni '70 (Moana Pozzi tanto per capirci).

vorrei solo dirti che col tempo, cambiano i gusti e i costumi sociali: un film come Ultimo Tango
a Parigi non solo negli anni 70 era VM18, ma venne anche denunciato da qualche associazione di
ultracattolici o di casti&puri, ora non ricordo bene, per una scena - una singola scena - di sesso anale.
Un film come quello oggi va sorridere oppure emozionare, rispetto a quello che si vede in giro.
Una regista come Erika Lust, mi sono ricordato il nome tramite google, è una tale giustamente
insoddisfatta del porno tradizionale, perciò si è messa a girare lei dei film, in cui non si indugia
(particolare che irrita i più) su fissazioni ginecologiche, ma su preliminari, sensualità,ed altre cose.
indugia sui corpi, femminili o maschili, ovviamente sceglie attrici o attori che hanno il fisico per farlo,
mica la sora cesira o cetto la qualunque,
e personalmente mi sento di dire che il porno inserito in quel particolare contesto,
depurato da sconce bassezze o da altri particolari orripilanti, può essere un fatto culturale.
Può essere addirittura arte, da non confondere però con l'erotismo che è un'altra cosa.
Non abbrutisce, insomma, per usare le tue pertinenti parole.
 
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sienne

lucida-confusa
Ciao

dovrei cercare quelle testimonianze anonime di grandi pornostar ...


una volta che calano la maschera e parlano del loro lavoro,
che mai direbbero certe cose in un intervisto ecc. ... perché
il personaggio non muore mai ... beh, certe cose, superano
tutto e non stanno poi in rapporto con l'immagine ...
non sto parlando di hard ...

sienne
 
ciao, premetto che non è mia intenzione farti cambiare idea, non sopporti la pornografia e
con tutta probabilità hai ragione tu, specie se si pensa all'attuale scivolamento verso l'apologia del sesso violento
e la "bassa macelleria", assolutamente distante dai prodotti anni '70 (Moana Pozzi tanto per capirci).

vorrei solo dirti che col tempo, cambiano i gusti e i costumi sociali: un film come Ultimo Tango
a Parigi
non solo negli anni 70 era VM18, ma venne anche denunciato da qualche associazione di
ultracattolici o di casti&puri, ora non ricordo bene, per una scena - una singola scena - di sesso anale.
Un film come quello oggi va sorridere oppure emozionare, rispetto a quello che si vede in giro.
Una regista come Erika Lust, mi sono ricordato il nome tramite google, è una tale giustamente
insoddisfatta del porno tradizionale, perciò si è messa a girare lei dei film, in cui non si indugia
(particolare che irrita i più) su fissazioni ginecologiche, ma su preliminari, sensualità,ed altre cose.
indugia sui corpi, femminili o maschili, ovviamente sceglie attrici o attori che hanno il fisico per farlo,
mica la sora cesira o cetto la qualunque,
e personalmente mi sento di dire che il porno inserito in quel particolare contesto,
depurato da sconce bassezze o da altri particolari orripilanti, può essere un fatto culturale.
Può essere addirittura arte, da non confondere però con l'erotismo che è un'altra cosa.
Non abbrutisce, insomma, per usare le tue pertinenti parole.
ma allora non parli di pornografia...qui non ci si intende
 
forse intendi il sesso esplicito che non è sempre pornografia...
hai tirato fuori bertolucci,santo cielo.
è pornografia quel che è nudo e crudo senza che venga tirata in ballo il minimo di crsatività, per dirne una
 
perchè non citiamo jeff koons , ex marito della cicciolina, artista contemporaneo che fa soldi a palate tra cuori e robe del genere?jeff.jpg
c'è comunque un contributo di creatività (per chi la vede):unhappy:
 

Gian

Escluso
ma allora non parli di pornografia...qui non ci si intende

no, sei tu che non sei d'accordo con me. :D
vai sul sito di erika lust e vedrai che stavo parlando di quello.
dalle semplici copertine si capisce che il tema era quello, Bertolucci
mi serviva per far capire un concett(anale di Bertolucci= grande cosa artistica;+
anale della Pozzi: zozzerie e tutti arrossiscono indignati).

nb se non vuoi usare il tuo pc per ovvi motivi, vai a casa di un pornomane
e non lasci tracce. Nulla di grave ! Si vede gente che scopa! :p
 
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Innominata

Utente che predica bene
La pornografia fa a meno della dimensione segreta, quella dimensione talmente segretamente profonda tra me e te che ce la possiamo dire solo in questo modo. La pornografia e' esplicita ma soprattutto e' indifferenziata, dice una cosa collettiva e genitale, ma non parla specificamente di me, o di me e di te. Rinuncia a essere speciale in favore dell'essere forte, forte e indifferenziata. Ha un suo perché, certo, e' primordiale, ma talmente tanto che può rappresentare la regressione estrema, e come diceva Bataille un ritorno irresistibile e inconsapevole verso il contrario della libido, verso thanatos. Nella pornografia non mi metto veramente in mezzo, non si richiede che nell'esposizione estrema io metta in gioco me stesso.
 

tullio

Utente di lunga data
Visto che il dibattito è partito provo a riassumere quel che ho letto. La prima cosa di cui il libro mi ha fatto rendere conto è che la pornografia NON c'è sempre stata. E' un'invenzione relativamente recente. Sono sempre esistite rappresentazioni di atti sessuali assai esplicite ma non è sempre esistita la pornografia poiché quelle rappresentazioni non erano pornografiche. Il libro cita proprio il caso di Pompei: le rappresentazioni sono state per secoli visibili a tutti senza problemi sino a che un gruppo di intellettuali inglesi ne rilevò (purtroppo il libro non dice la data ma mi pare di comprendere tra '700 e '800) il carattere pornografico. Da quel momento furono "riservate" ad un pubblico adulto. Un mio ricordo personale è quello di una signora di età avanzata che, parlando delle rappresentazioni di Pompei, diceva che le fu proibito di vederle, in quanto donna, mentre potè osservarle il marito, nel periodo agli inizi degli anni '50.
Pare che la pornografia coincida con il timore delle classi al potere, età vittoriana, di render disponibili alle classi inferiori elementi culturali sino ad allora riservati ai ricchi. Secondo il libro la pornografia è stata un prodotto della censura. La vera novità culturale, secondo il libro, è che oggi invece che una tendenza a censurare c'è una tendenza a promuovere: esattamente i contrario. In questo senso, il libro non la cita ma possiamo inserirla noi, Moana ha una valenza culturale: è il risultato di una scelta culturale che, dall'alto, promuove per le classi popolari (insomma: noi!) determinati valori per propri scopi.
Sono 300 e passa pagine e non ho capito tutto ma mi ha spaventato questo: che la pornografia legale, quindi quella che paga le tasse, produce negli Usa un giro di affari che supera quello dei tre maggiori sport professionistici messi insieme, Basket, Football, Baseball... lascia pensare...
 

Zod

Escluso
beh però Flambette l'erotismo è un'altra cosa.
La pornografia è ... strumentale, passami il termine.
Il sesso è come il cibo, entrambi sottintendono agli istinti primari. L'erotismo è tipo un piatto raffinato, molto elaborato, dolce, una torta. La pornografia invece è più stile tagliata di manzo al sangue, con patate.
 

Sbriciolata

Escluso
Visto che il dibattito è partito provo a riassumere quel che ho letto. La prima cosa di cui il libro mi ha fatto rendere conto è che la pornografia NON c'è sempre stata. E' un'invenzione relativamente recente. Sono sempre esistite rappresentazioni di atti sessuali assai esplicite ma non è sempre esistita la pornografia poiché quelle rappresentazioni non erano pornografiche. Il libro cita proprio il caso di Pompei: le rappresentazioni sono state per secoli visibili a tutti senza problemi sino a che un gruppo di intellettuali inglesi ne rilevò (purtroppo il libro non dice la data ma mi pare di comprendere tra '700 e '800) il carattere pornografico. Da quel momento furono "riservate" ad un pubblico adulto. Un mio ricordo personale è quello di una signora di età avanzata che, parlando delle rappresentazioni di Pompei, diceva che le fu proibito di vederle, in quanto donna, mentre potè osservarle il marito, nel periodo agli inizi degli anni '50.
Pare che la pornografia coincida con il timore delle classi al potere, età vittoriana, di render disponibili alle classi inferiori elementi culturali sino ad allora riservati ai ricchi. Secondo il libro la pornografia è stata un prodotto della censura. La vera novità culturale, secondo il libro, è che oggi invece che una tendenza a censurare c'è una tendenza a promuovere: esattamente i contrario. In questo senso, il libro non la cita ma possiamo inserirla noi, Moana ha una valenza culturale: è il risultato di una scelta culturale che, dall'alto, promuove per le classi popolari (insomma: noi!) determinati valori per propri scopi.
Sono 300 e passa pagine e non ho capito tutto ma mi ha spaventato questo: che la pornografia legale, quindi quella che paga le tasse, produce negli Usa un giro di affari che supera quello dei tre maggiori sport professionistici messi insieme, Basket, Football, Baseball... lascia pensare...
ma non è vero. Certo che duemila anni fa non avevano altra possibilità che dipingerlo, l'atto sessuale. Non era diffusa o perlomeno pubblicamente diffusa, che è diverso. Era relegata in un certo ambito. Ma facevano pure piatti, vasi, con scene sessuali... che venivano usati in certe cene. Poi non ci sono solo le immagini. abbiamo testimonianze di letteratura pornografica in greco antico ed in latino. Infatti attribuire al '700 una cosa il cui nome è un vocabolo greco antico, la dice tutta: la parola pornografia deriva da porne(prostituta), nelle città dell'antica grecia i dipinti pornografici erano una sorta di depliant di quello che si poteva avere nel quartiere delle prostitute.
Ma poi successivamente, per fare un esempio, pure nel '500, i sonetti lussuriosi di Pietro Aretino:

Tu m’hai il cazzo in potta, in cul mi vedi,
Ed io vedo il tuo cul com’egli è fatto,
Ma tu potresti dir ch’io sono un matto
Perche tengo le man dove stà i piedi.

Ma s’a cotesto modo fotter credi,
Credillo a me, che non ti verrà fatto,
Perche assai meglio al fottere io m’adatto
Quando col petto, sul mio petto siedi.

... e questo non è il più pornografico, ne ho scelto uno morigerato.
 

Gian

Escluso
La vera novità culturale, secondo il libro, è che oggi invece che una tendenza a censurare c'è una tendenza a promuovere: esattamente i contrario. In questo senso, il libro non la cita ma possiamo inserirla noi, Moana ha una valenza culturale: è il risultato di una scelta culturale che, dall'alto, promuove per le classi popolari (insomma: noi!) determinati valori per propri scopi.
Sono 300 e passa pagine e non ho capito tutto ma mi ha spaventato questo: che la pornografia legale, quindi quella che paga le tasse, produce negli Usa un giro di affari che supera quello dei tre maggiori sport professionistici messi insieme, Basket, Football, Baseball... lascia pensare...
grazie Tullio, anche per esserti sciroppato il libro al quale come al solito daremo una sbirciatina
in libreria senza acquistarlo :p.
Parlavi di proventi; non so se ne parla il libro,
ma c'è anche il porno amatoriale, quello sì è a costo zero.
;)
 
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tullio

Utente di lunga data
grazie Tullio, anche per esserti sciroppato il libro al quale come al solito daremo una sbirciatina
in libreria senza acquistarlo :p.
Parlavi di proventi; non so se ne parla il libro,
ma c'è anche il porno amatoriale, quello sì è a costo zero.
:) non lo ho ancora letto tutto. Ci sono paragrafi però anche sul porno amatoriale il quale, aimè, non solo produce proventi, ma subisce egualmente condizionamenti. O almeno così dice. Poi magari si sbaglia... la pornografia industriale produce modelli di riferimento e, tra le sue esigenze, c'è quella di cancellare la distinzione pornostar/persone normali: tutti devono potersi sentire come una pornostar. Cita il realcore, e se uno fa una ricerca su google trova parecchio. L'amatoriale è una liberazione che viene dal basso? O è il recepimento di modelli dall'alto? Anche se la risposta giusta è la prima, l'industria ha ben presto preso le misure e cercato di recuperare il segmento di mercato. Non lo so, è un bel problema. MI ci sto appassionando perché non ci avevo mai pensato.
 

Gian

Escluso
l'amatoriale, per come la penso io, è il recepimento di stimoli che vengono "dall'alto"
cioè dal mercato del porno vero.
E' un po' come quello che si mette la maglia dell'Inter e si fa la partitella amatoriale
del sabato; come quello che ha la maglia di San Antonio Spurs , e con gli amici pancioni
fa il torneo di basket amatoriale dell'ambiente di lavoro. :p
(dopodichè condivide le foto su FB delle "gesta sportive", tra grasse risate).
Poi c'è ovviamente il voyeurismo alla base degli istinti di queste persone
milioni di coppie non si farebbero mai riprendere a letto, loro invece trovano giovamento
nel fatto di essere visti.
 

Sbriciolata

Escluso
l'amatoriale, per come la penso io, è il recepimento di stimoli che vengono "dall'alto"
cioè dal mercato del porno vero.
E' un po' come quello che si mette la maglia dell'Inter e si fa la partitella amatoriale
del sabato; come quello che ha la maglia di San Antonio Spurs , e con gli amici pancioni
fa il torneo di basket amatoriale dell'ambiente di lavoro. :p
Poi c'è ovviamente il voyeurismo alla base degli istinti di queste persone
milioni di coppie non si farebbero mai riprendere a letto, loro invece trovano giovamento
nel fatto di essere visti.
direi più l'esibizionismo del voyerismo
 

tullio

Utente di lunga data
ma non è vero. Certo che duemila anni fa non avevano altra possibilità che dipingerlo, l'atto sessuale. Non era diffusa o perlomeno pubblicamente diffusa, che è diverso. Era relegata in un certo ambito. Ma facevano pure piatti, vasi, con scene sessuali... che venivano usati in certe cene. Poi non ci sono solo le immagini. abbiamo testimonianze di letteratura pornografica in greco antico ed in latino. Infatti attribuire al '700 una cosa il cui nome è un vocabolo greco antico, la dice tutta: la parola pornografia deriva da porne(prostituta), nelle città dell'antica grecia i dipinti pornografici erano una sorta di depliant di quello che si poteva avere nel quartiere delle prostitute.
Ma poi successivamente, per fare un esempio, pure nel '500, i sonetti lussuriosi di Pietro Aretino:
Ciao. Non confondiamo i livelli: qui indipendentemente dal libro ci arrivo anche io. Non stiamo discutendo del fatto che le persone producano rappresentazioni erotiche/sessuali per qualche motivo. Stiamo discutendo del fatto che le veneri steaotipigie siano state censurate nei musei per decenni. Sono pornografiche o no? Certamente lo sono state ed oggi, speriamo, non lo sono più. Significa che la questine non riguarda le veneri ma come sono lette dalla cultura. Allora Catullo non è pornografico a Roma ma lo è negli anni '50 (e infatti non si leggeva nei licei); non è pornografico Boccaccio, e infatti quando pensa di bruciare il Decamerone Petrarca gli dice di non farlo, ma lo è (o lo è stato) il film di Pasolini che infatti era, a lungo, vietato; non sono pornografiche le schiavette del Pornikon e infatti gli ateniesi le raccattavano apertamente ma i dipinti sui reperti archeologici, vedi il Museo di Napoli, sono in una sala riservata cui, ancora oggi, i minori di 14 anni possono entrare solo se accompagnati. Quindi la questione non riguarda l'Aretino ma se e quando Aretino è diventato un problema. Aretino era presente nelle antologie per gli strati alti della popolazione eppure scriveva cose assai "peggiori" di quelle di De Sade. Ma De Sade, il fondatore (nel senso di luogo geometrico originario) della pornografia europea, ha praticamente vissuto in galera.
La cosa di cui mi sono accorto grazie a quel libro è che oggi la pornografia non è affatto censurata e, quindi, che c'è stato un capovolgimento dei valori a partire da una certa data.
 
Stato
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