Ma siamo d'accordo tutti che tutti devono rispettare le leggi e anche alcune norme.
Però se il nostro vicino italianissimo e pure settentrionale butta la spazzatura dalla finestra (ce l'ho io...) ci si limita a dirglielo, a mettere cartelli nel condominio e poi a mandarle una multa.
Nessuno pensa di riportarlo a suo paesino.
La questione era questa.
Ovvero, ripeto, che la deportazione di gruppi attribuendo a tutto il gruppo colpe vere o presunte di singoli, non provate da un processo, è una vergogna.
Non certo che tutti gli abitanti dei "campi nomadi" siano brave persone, né che mi piaccia il loro modo di vivere, né tanto meno che non sia auspicabile che cessi la loro emarginazione, primo passo per l'integrazione.
Vicino a me, non molto tempo fa, c'era un campo nomadi...oddio nomadi, vivevano lì da anni, i genitori lavoravano, i bambini andavano a scuola e andavano a giocare e studiare dai compagni. Certo continuavano a vivere in roulotte.
In periodo pre elettorale è stato deciso lo sgombero.
Si è mobilitato tutto il quartiere. Sono scese in piazza maestre e famiglie dei compagni, niente da fare, dovevano essere sgomberati.
Il campo era piccolo, si potevano fare i lavori di "pulizia" e di adeguamento, gli abitanti del quartiere si sono offerti di ospitare i bambini, mentre gli adulti sarebbero stati in un centro di accoglienza, per non far perdere loro la scuola. Non è stato permesso.
Che senso aveva questo sgombero?
In realtà, oltre al fumo negli occhi per non vedere altro, oltre al convogliare su gruppi deboli le ansie (in gran parte create) e la rabbia per i problemi della gente, serve liberare aree per la speculazione edilizia. Aree pubbliche non edificabili e che ...magicamente diventano private ed edificabili.